{"id":21929,"date":"2014-11-06T19:08:46","date_gmt":"2014-11-06T18:08:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21929"},"modified":"2014-11-06T19:08:46","modified_gmt":"2014-11-06T18:08:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-titoli-di-coda-di-raffaella-notaroberto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21929","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Titoli di coda&#8221; di Raffaella Notaroberto"},"content":{"rendered":"<p>Quando finisce una storia te lo senti fin nelle ossa, ma fai fatica ad accettare completamente il fatto e, quindi, il tuo cervello lavora come un televisore di cui tu e solo tu detieni il telecomando. E quindi passi da un canale ad un altro, saltando l\u2019unico canale da guardare ossia quello dove stanno scorrendo i titoli di coda e arriva la parola fine.<\/p>\n<p>Ma tu quella parola non la vuoi proprio accettare e quindi ti aggrappi a tutto quanto pensi possa essere utile per far ritornare indietro i titoli di coda e cambiare la fine del film.<\/p>\n<p>Non vi sentite pi\u00f9 o meglio lui non si fa sentire pi\u00f9, mentre tu ogni tanto lo cerchi con una scusa qualsiasi, perch\u00e9 poi un orgoglio ce l\u2019hai e non vuoi mostrarti debole. Quando lo cerchi vorresti dirgli che ti manca, che vorresti ancora un\u2019altra opportunit\u00e0 e che questa volta tutto andr\u00e0 bene. E invece gli chiedi come va, se il lavoro va bene e poi ti fermi perch\u00e9 vorresti chiedergli se gi\u00e0 vede un\u2019altra e se quest\u2019altra gli piace.<\/p>\n<p>I giorni passano, la notte dormi male e il giorno l\u2019ansia \u00e8 la tua ombra, non ti molla proprio. Anzi mentre se l\u00ec che pranzi con i tuoi colleghi o sei fuori con i tuoi amici, lei appare, ti sorride, ti saluta e si mette accanto a te. Si, proprio accanto a te, senza nessuna intenzione di andare via. Allora il tuo sorriso \u00e8 tirato, ridi ma dentro gi\u00e0 piangi. Senti le parole della gente ma non ascolti, l\u2019ansia urla cos\u00ec forte che non capisci nulla. Il tuo cervello va in pappa e appena vedi il tuo amico pi\u00f9 stretto, pi\u00f9 intimo, ti sfoghi con lui e cerchi tra le parole del tuo ex solo un appiglio per credere che torner\u00e0. Ma il tuo amico continua a ripeterti che l\u2019unica cosa che torner\u00e0 sar\u00e0 l\u2019appetito. Il tuo amico sa essere ironico, perfidamente ironico.<\/p>\n<p>Ti senti come un sacco vuoto. Ti senti stanca. Vorresti urlare alla vita: \u201cEhi tu brutta stronza! Ma perch\u00e9 proprio io!\u201d. Ma poi ti guardi intorno e senti che questa frase viene ripetuta anche da altre persone, da altri uomini e da altre donne. Si potrebbe aprire un club \u201cEhi tu brutta stronza!\u201d e ritrovarsi per bere bicchieri di lacrime e mangiare bocconi di parole amare, tristi.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessuna via d\u2019uscita. L\u2019unica via certa \u00e8 la resa. La resa soprattutto con te stessa, con quella parte di te ancora legata a lui. La devi lasciare andare insieme a lui. Non la devi trattenere con te, se la trattieni sei spacciata, non vedresti pi\u00f9 la luce.<\/p>\n<p>I giorni passano. Non lo chiami pi\u00f9, ma ogni tanto gli invii sms carini ma leggeri. Lui risponde educatamente, con gentilezza, ma la distanza aumenta sempre di pi\u00f9. Se prima i messaggi li chiudeva con un bacio dato bene ora li chiude con baci. Eh si, con baci, come saluteresti le tue amiche dopo una serata insieme: \u201cci si vede, baci.\u201d Ma lui non scrive nemmeno ci si vede. Scrive solo un misero \u201cbaci\u201d.<\/p>\n<p>Provi infine con l\u2019invito a cena fatto per rimanere amici, ma lui lo sa meglio di te che per il momento non sarete amici. Quindi ti risponde ringraziandoti, ma che \u00e8 preso dal lavoro e non ha la testa per nient\u2019altro. Nient\u2019altro, ti \u00e8 chiaro il significato? Tu non ci sei pi\u00f9 nella sua testa. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per te e nemmeno tempo da dedicarti. Sei out!<\/p>\n<p>Rileggi quel messaggio infinite volte, ne parli con i tuoi amici fidati nel caso qualcuno scorgesse un segnale positivo. Invece tutti in coro, come il coro della chiesa, ti dicono che \u00e8 un messaggio di chiusura. Ecco la parola \u2018chiusura\u2019 non riesce proprio ad entrarti dentro, e quindi o i tuoi amici non sono dei bravi lanciatori di coltelli o tu sei solo brava a scansarti. Ma la verit\u00e0 \u00e8 solo quella ed \u00e8 amara: fine.<\/p>\n<p>Non ti sveglierai pi\u00f9 con lui durante il fine settimana, non andrete pi\u00f9 al cinema insieme e nemmeno programmerete le vacanze insieme. Niente di tutto ci\u00f2. Il letto matrimoniale sembra un campo da calcio. Non \u00e8 mai stato cos\u00ec enorme. E in casa riecheggiano solo i tuoi passi, i tuoi maledetti passi.<\/p>\n<p>Chiami anche tua madre, nonostante ti fossi ripromessa che con lei non avresti mai pi\u00f9 parlato di uomini, tanto non ti capisce. E anche tua madre ti d\u00e0 il colpo di grazia, quello finale, inferto bene: non verr\u00e0 mai a cena a casa tua. Mettitelo in testa che \u00e8 finita.<\/p>\n<p>L\u2019hai chiamata mentre finivi di cenare. Finisci la conversazione. Appoggi il cellulare sul tavolo, tra le briciole di pane. Ed eccola l\u00ec l\u2019ansia, ti stava aspettando. Era seduta sul divano, la stronza. E pensi che questa notte dormirai con lei. Lei che non \u00e8 il tuo tipo, non lo \u00e8 mai stata.<\/p>\n<p>Ti ritrovi nel letto. Fissi la parete. Provi a leggere il libro sperando di dormire, ma non capisci nulla di quello che c\u2019\u00e8 scritto. Non sai nemmeno pi\u00f9 cosa stai leggendo. Allora prendi il cellulare vai su facebook, controlli il suo profilo che \u00e8 l\u00ec calmo e tranquillo e non da segni di vita. Ti domandi se \u00e8 a casa da solo oppure se \u00e8 a casa con qualcuna o se si diverte e ride al telefono con un\u2019altra.<\/p>\n<p>Un\u2019altra che anche se non c\u2019\u00e8, prima o poi ci sar\u00e0 e te ne dovrai fare una ragione anche di questo.<\/p>\n<p>Spegni la luce, tiri su le coperte e provi a dormire. Ma il cervello si accende, come la radiosveglia che inizia a suonare nel fine settimana quando tu ti eri dimenticata di togliere l\u2019impostazione suoneria. E suona e continua a suonare e non ti fa dormire. I suoni diventano immagini di lui. Ti vengono i sensi di colpa, perch\u00e9 sei brava anche in questo, a colpevolizzarti. Parte la serie dei se, la serie dei ma. Poi ad un certo punto ti arrabbi pensando a lui. Ogni tanto ti monta anche la rabbia. E per un attimo ti sembra quasi di aver accettato questa fine. Per un attimo ti senti quasi serena e tranquilla. Ma dura un attimo, perch\u00e9 sai che ci vorr\u00e0 del tempo affinch\u00e9 quell\u2019attimo diventi eterno.<\/p>\n<p>Infine crolli e ti addormenti. Ma dopo poche ora, il cervello riparte, si accende e ti svegli. \u00c8 buio, \u00e8 ancora notte. C\u2019\u00e8 silenzio intorno a te e vorresti ancora dormire. Domani devi lavorare e non puoi essere stanca. Ma, nulla, il cervello non si ferma e tu non riesci a trovare il telecomando. Non lo trovi da nessuna parte.<\/p>\n<p>Suona la sveglia, ma non era necessaria perch\u00e9 sei gi\u00e0 sveglia.<\/p>\n<p>Ti trasporti in cucina per fare colazione. Poi in bagno, ti vesti ed esci per andare al lavoro. E ti sembra che siano tutti felici, che nella loro vita non ci siano problemi. Ti sembra che solo su di te si sia abbattuto uno ztunami e stai aspettando i soccorsi, che tardano ad arrivare.<\/p>\n<p>Senti la sirena in lontananza. Ma afferri il cappotto ed esci di casa, sperando che non ti trovino. No, perch\u00e9 ancora vuoi crogiolarti nel dolore dell\u2019anima, perch\u00e9 in fondo sei tu e solo tu l\u2019assassina di te stessa. Sarebbe sufficiente buttare l\u2019arma che hai puntato contro te stessa in un fiume, nel mare sperando che nessuno la ritrovi. Sarebbe una noia dover affrontare anche il processo con la tua coscienza. Perch\u00e9 una coscienza ce l\u2019hai, ma l\u2019hai messa fuori casa. \u00c8 li che dorme sullo zerbino in attesa che tu la faccia entrare di nuovo a vivere con te.<\/p>\n<p>Ogni tanto provi ad aprire la porta. La guardi. \u00c8 li seduta come quelli che fanno i sit-in. Ma poi perch\u00e9 proprio davanti la porta di casa tua?! Non poteva fare il sit-in in strada, cos\u00ec che uscendo potevi cambiare via se la vedevi. E invece no, \u00e8 l\u00ec. Ogni volta che apri la porta, ti guarda e ti sorride.<\/p>\n<p>Tu la scansi. Scendi di corsa le scale senza fermarti. Esci fuori dal portone del condominio in cui vivi e inizi a vedere la luce. Pensi che forse oggi sar\u00e0 una bella giornata. Ci sono ancora delle nuvole ma il tempo sembra volgere al meglio.<\/p>\n<p>Prendi l\u2019auto e parti verso il mare, che dista pochi chilometri da casa tua.<\/p>\n<p>Parcheggi. Sbatti la portiera. Apri l\u2019ombrello perch\u00e9 senti delle gocce d\u2019acqua sul tuo viso. In realt\u00e0, sono solo le tue lacrime che stanno scendendo copiose. Chiudi l\u2019ombrello e lo butti via. Vai in spiaggia. Rimani in piedi di fronte al mare e lo guardi.<\/p>\n<p>Il mare \u00e8 immenso e calmo. Invidi la sua calma. Intorno non c\u2019\u00e8 nessuno. \u00c8 inverno sia fuori e sia dentro il tuo cuore. Allora inizi ad urlare: \u201cBASTA!\u201d<\/p>\n<p>Prendi un sasso e lo lanci con forza nel mare. E poi un altro e un altro ancora. Alla fine ti siedi, esausta. Ti prendi il volto tra le mani e piangi. Piangi cos\u00ec tanto che il tuo viso \u00e8 una maschera di carnevale con il trucco completamente colato sul volto.<\/p>\n<p>Squilla il cellulare. Lo cerchi disperatamente nella borsa, sperando sia lui. Rispondi ed \u00e8 solo il messaggio automatico della tua compagnia telefonica che ti invita a partecipare al sondaggio di qualit\u00e0 sui suoi servizi telefonici.<\/p>\n<p>Crolli sulla sabbia. Ti addormenti, come ci si pu\u00f2 addormentare dopo una lunga giornata faticosa.<\/p>\n<p>Qualcosa o qualcuno ti sveglia. \u00c8 un cane che ti sta annusando. Il suo padrone lo sta chiamando mentre viene verso di te.<\/p>\n<p>Vi guardate. Lui si scusa. Tu sorridi. Lui va via mettendo il guinzaglio al cane. E tu senti che hai toccato il fondo, che pi\u00f9 gi\u00f9 non puoi andare.<\/p>\n<p>Ti alzi vai verso l\u2019auto. Torni a casa e questa volta fai entrare anche la coscienza.<\/p>\n<p>Fai una doccia calda. Prepari una cena leggera. Ti siedi sul divano e inizia a vedere un film di Tot\u00f2, il principe della risata. E infatti ti ritrovi a ridere, soprattutto di te stessa.<\/p>\n<p>Vai a letto. Apri piano la porta della camera. Che sorpresa, questa sera l\u2019ansia non c\u2019\u00e8. Al suo posto c\u2019\u00e8 la tua coscienza. Ti sdrai accanto a lei e ascolti quello che ha da dirti.<\/p>\n<p>Spegni la luce e stranamente dormi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21929\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21929\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando finisce una storia te lo senti fin nelle ossa, ma fai fatica ad accettare completamente il fatto e, quindi, il tuo cervello lavora come un televisore di cui tu e solo tu detieni il telecomando. 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