{"id":21927,"date":"2014-11-06T19:17:09","date_gmt":"2014-11-06T18:17:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21927"},"modified":"2014-11-06T19:17:09","modified_gmt":"2014-11-06T18:17:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-lo-scoiattolo-e-la-ghianda-di-raffaella-notaroberto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21927","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Lo scoiattolo e la ghianda&#8221; di Raffaella Notaroberto"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno si svegliava lentamente.<\/p>\n<p>Sembrava che un pittore alato fosse stato incaricato di dipingere il cielo di settembre, che si presentava come una tela di colore celeste. Un celeste chiaro, luminoso, quasi freddo.<\/p>\n<p>Il pittore alato si divertiva a spennellare usando i colori dell\u2019arancio misto al rosso e lasciando piccole scie di giallo, volendo comunicare che quel giorno lui era allegro, si era svegliato di buon umore e voleva condividerlo con tutti gli esseri presenti sulla terra.<\/p>\n<p>Gli uccellini incominciavano ad intonare il loro canto, come guidati da un direttore d\u2019orchestra, che mattiniero sembrava volesse provare la partitura prima del grande debutto, prima che quei suoni meravigliosi si mischiassero con quelli del giorno, con i suoni artificiali.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la natura ha un animo gentile e lascia che ognuno si esprima secondo le proprie inclinazioni, ma come tutti gli esseri gentili con un animo mite, quando queste libere espressioni diventano violenze o violazioni allora si ribella e urla con i tuoni, i terremoti e poi piange con la pioggia e alla fine si calma regalando a tutti un bel arcobaleno. C\u2019\u00e8 da tenersela amica madre Natura.<\/p>\n<p>Quel mattino gli occhi si posavano su tutto ci\u00f2 che potevano vedere dal terrazzino di una bella villa vittoriana immersa in un immenso parco verde.<\/p>\n<p>Le mani tenevano stretta la piccola tazzina di caff\u00e8 caldo e fumante, come a voler assaporare quel momento prima di interromperlo bevendone il contenuto.<\/p>\n<p>Sul tavolino c\u2019era della frutta, dei pezzi dolci e la classica spremuta d\u2019arancia. Erano stati appoggiati anche dei fiori, dei boccioli di rosa di colore bianco con ancora alcune gocce di rugiada a tenerle vive.<\/p>\n<p>Lo sguardo venne catturato da uno scoiattolo e dalla ghianda appena presa. Con il tipico movimento ritmico del nasino odorava quella ghianda, poi come se si sentisse osservato dagli occhi di qualcuno e guardandosi un attimo intorno, corse a cercar rifugio sopra un albero, nascondendosi tra le foglie.<\/p>\n<p>Intanto un gatto di colore bianco zampettava con fare sornione, calmo, come se fosse il padrone di quel posto e stesse controllando che ogni cosa fosse sempre l\u00ec, che durante la notte nessuno avesse spostato nulla.<\/p>\n<p>Un venticello smosse qualche foglia caduta in terra, foglie di colore quasi marrone a indicare il perduto vigore di quanto erano attaccate ad un ramo e vivevano della linfa prodotta da quell\u2019albero.<\/p>\n<p>Il caff\u00e8 quella mattina aveva un sapore particolare, sembrava il caff\u00e8 pi\u00f9 buono che avesse mai bevuto. Prese un pezzo di torta margherita e, come da bambino quando giocava a tavola con la sorella, soffi\u00f2 via un po\u2019 di zucchero a velo che cadde piano sulla tovaglia bianca ricamata di rose e fiori.<\/p>\n<p>Gli venne da ridere. Per un attimo gli parve di vedere sua sorella che urlava perch\u00e9 lo zucchero a velo le aveva sporcato i suoi bei vestiti puliti, appena indossati. E come tutte le volte che soffiava lo zucchero a velo, si scatenava la battaglia dei cuscini del salotto della nonna Caterina. Perch\u00e9 quei giochi si facevano solo a casa della nonna, dove tutto era permesso. Dove tutta la casa era uno spazio per giocare, perfino la camera della nonna dove usavano giocare la sera prima di andare a letto, mentre Caterina era intenta a recitare il suo rosario serale e dopo ogni Ave Maria, Padre Nostro e Gloria al Padre mandava un bacio ai suoi nipoti adorati.<\/p>\n<p>Poi, dopo la preghiera della sera, la nonna organizzava un piccolo teatrino con i nipotini recitando la parte di Morfeo per accompagnarli a letto.<\/p>\n<p>Con quell\u2019immagine nella mente, si alz\u00f2 dalla sedia e decise di scendere a fare due passi nel parco.<\/p>\n<p>Nella villa c\u2019erano gi\u00e0 segni di vita e di movimento, figure discrete che si muovevano negli spazi comuni con un fare rispettoso quasi a voler chiedere scusa della loro presenza.<\/p>\n<p>Si diresse verso un labirinto verde, che aveva visitato altre volte, come a voler ritrovare la parte di se stesso che era rimasta l\u00ec alla ricerca dell\u2019uscita domandandosi se qualcuno si fosse accorto della sua prolungata assenza.<\/p>\n<p>Sentiva solo il rumore dei suoi passi sulla ghiaia.<\/p>\n<p>Le api erano gi\u00e0 al lavoro tra un fiore ed un altro, una farfalla volava leggiadra e le lucertole si nascondevano spaventate dal rumore dei suoi passi.<\/p>\n<p>Si sedette su di una panchina. Prese il libro che aveva portato con se, mancavano ancora poche pagine alla fine. Era un giallo ambientato a Roma. Si era fatto un\u2019idea del presunto assassino ma lo scrittore aveva sembra deviato ogni sospetto spingendolo a dubitare delle sue intuizioni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si immerse nella lettura delle ultime pagine, lasciando per un attimo che la sua mente di dimenticasse del parco, del verde, dei profumi e dei colori di quel posto.<\/p>\n<p>L\u2019assassino era il portiere, l\u2019unico personaggio che nessuno aveva mai messo in discussione. Sempre l\u00ec alla guardiola, servizievole e premuroso. Sempre gentile con tutti i condomini, ma in realt\u00e0 unico regista dell\u2019omicidio dell\u2019ospite dell\u2019inquilino dell\u2019ultimo piano.<\/p>\n<p>Tutti i sospetti andavano sull\u2019inquilino e sulla sua compagna.<\/p>\n<p>\u201cChe bel giallo!\u201d pens\u00f2 e depose il libro sulla panchina, lo lasci\u00f2 l\u00ec. Sarebbe stato il suo regalo per lo sconosciuto di turno che come lui amava i libri.<\/p>\n<p>Riprese la passeggiata, appoggiando le mani in tasca come a sostenersi e a voler trovar tepore, quel tepore tipico dei vestiti riscaldati dal proprio corpo.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 nel labirinto e gli parve di udire delle voci, ma erano solo i suoi ricordi che venivano a trovarlo, a ricordargli di aver vissuto una vita. Per un attimo sent\u00ec vivida la voce di Clara, sua moglie. Che donna fantastica, ma che rompicoglioni, cos\u00ec precisina. Eppure l\u2019aveva amata. Aveva amato tutto il suo essere e il suo carattere.<\/p>\n<p>\u201cParide!\u201d per un attimo la sua mente sent\u00ec la voce del suo amico fraterno, Michele. Quante ne avevano combinate insieme. Viaggi, donne, sbronze, litigate furibonde, ma Michele era sempre stato l\u00ec presente.<\/p>\n<p>E pensando a Michele, scoppi\u00f2 a ridere senza fermarsi tenendosi la pancia e asciugandosi le lacrime che scorrevano copiose: una notte di anni fa, Michele, completamente ubriaco, aveva fermato una macchina della polizia e appoggiandosi al finestrino aveva chiesto al poliziotto alla guida: \u201ci documenti, per favore, servono per un controllo.\u201d E poi era scoppiato a ridere e gli aveva detto con la voce impastata: \u201cmaaarameooo.\u201d<\/p>\n<p>Si erano ritrovati ad una stazione di polizia con del caff\u00e8 in mano, in attesa che qualcuno venisse a riprenderli. E che ceffoni aveva preso Michele da sua moglie mentre gli urlava: \u201cnemmeno tuo figlio Giacomo, che ha 15 anni, avrebbe fatto questo!\u201d<\/p>\n<p>Di colpo smise di ridere e si ritrov\u00f2 fuori dal labirinto, camminando deciso verso la casa vittoriana che immobile, lo attendeva con il suo silenzio fatto di dolci rumori.<\/p>\n<p>Lo stavano aspettando.<\/p>\n<p>Il salotto era accogliente, ben arredato e con una musica rilassante in sottofondo. Aveva gi\u00e0 parlato con lo psicologo, quindi era stato detto tutto.<\/p>\n<p>Entrarono un medico e un infermiere, che aveva gi\u00e0 conosciuto. Ognuno prese posto dove sapeva di doversi sedere. Paride sul divano dove accanto c\u2019era il tavolino. Sul quel tavolino, il bicchiere. Era l\u00ec.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 un attimo intorno a s\u00e9. Si sofferm\u00f2 per un attimo sulla stampa posta di fronte a lui: pesci stilizzati come clown.<\/p>\n<p>Prese il bicchiere con la stessa sicurezza con cui poche ore prima aveva preso la tazzina del caff\u00e8. Pens\u00f2 allo scoiattolo e alla sua ghianda.<\/p>\n<p>Avvicin\u00f2 il bicchiere alle labbra e ne bevve il contenuto.<\/p>\n<p>Gli occhi piano piano si chiusero, aveva sonno.<\/p>\n<p>Paride si addorment\u00f2 per sempre, fu una dolce eutanasia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21927\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21927\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno si svegliava lentamente. 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