{"id":21820,"date":"2014-10-31T19:16:03","date_gmt":"2014-10-31T18:16:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21820"},"modified":"2014-10-31T19:16:03","modified_gmt":"2014-10-31T18:16:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-scatola-blu-di-manuela-scannavini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21820","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La scatola blu&#8221; di Manuela Scannavini"},"content":{"rendered":"<p>Ho chiuso la porta, quella stessa porta che mi ha separato pi\u00f9 volte da tutto ci\u00f2 che ero e che ho visto.<\/p>\n<p>Entro dentro la mia grande scatola blu che dal terzo mi porta al piano terra, mi guardo come di consueto allo specchio prima di uscire, ecco il mio ingresso, bello, luminoso, moderno, l\u2019architettura ricorda quella degli anni 60, la bella porta a vetri e le scale che portano al cancello esterno.<\/p>\n<p>Sono fuori, quanto ho amato e odiato quel viale.<\/p>\n<p>Guardo su e vedo affacciata mia madre, come se si sporgesse da una nave in partenza.<\/p>\n<p>Quando ci siamo trasferiti in quella casa ero gi\u00e0 grande.<\/p>\n<p>L\u2019idea di spostarmi mi metteva allegria e malinconia per quanto stavo lasciando, mi aspettavano nuove facce, avrei avuto il mio garage dove mettere la macchina ed una stanza ancora pi\u00f9 grande. Dopo mesi e mesi di lavori, entrammo felici nella nuova dimensione.<\/p>\n<p>Che silenzio quel maledetto giorno, era una mattina come un\u2019altra eppure mancava qualcosa di grande in quella casa.<\/p>\n<p>Era tutto come ieri e niente me lo faceva pensare.<\/p>\n<p>Aspettavo che mia madre ritornasse ed avevo timore che nulla potesse essere in ordine come sempre.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso mi venne da vomitare, vagavo e non trovavo un posto, un angolo giusto dove stare. Eravamo rimasti in tre dopo 28 giorni di ospedale di mio padre.<\/p>\n<p>In casa c\u2019era un silenzio assordante. Mi chiesi cosa sarebbe accaduto. Amavo il mio buio, tutti e tre amavamo il nostro buio, ognuno nella sua camera. Le telefonate non mancavano e non avevo voglia di spiegare e rispondere ma lo facevo lo stesso. Ho ripercorso lo stesso viale che due anni prima mi aveva portato cose nuove, lo stesso viale che ha fatto innamorare mio padre di quel bel palazzo di cui si diceva essere il pi\u00f9 bello della zona, non c\u2019erano dubbi. Del giorno in cui ho salutato mio padre per l\u2019ultima volta ricordo tanti amici, tante persone, forse troppe, uscivano dalla chiesa, non c\u2019era spazio per tutti. Ho pensato, quanto \u00e8 grande mio padre. Nera, nera come la pece, gli occhi sempre pi\u00f9 gonfi, la mia pelle la sentivo sottile, le ossa doloranti, lo stomaco chiuso. Non mi sono allontanata pi\u00f9 di tanto, sono sempre l\u00ec, il palazzo \u00e8 un altro. Qui ci sono nata ed in fondo posso ancora gioire delle mie passeggiate e fare quattro chiacchiere con il mio vecchio amico barista.<\/p>\n<p>Chiudo la porta ed entro in un nuovo labirinto. E\u2019 la casa delle gioie vere, c\u2019\u00e8 odore di malinconia ma io sono nuova per cui sono contenta di questo nuovo spazio da riempire.<\/p>\n<p>Il mio stomaco ha un buco nero, guardo, scavo, ma poi penso che \u00e8 meglio rimanere inermi con la testa, non c\u2019\u00e8 tanto da pensare, sono pronta a fare.<\/p>\n<p>Chiudo tutte le porte, la casa \u00e8 troppo grande per me, non importa, da qualche parte devo iniziare.<\/p>\n<p>Lo spazio piano piano diventa mio amico. Anche se il mio cane ha distrutto stipiti e porte ed io sono sempre pi\u00f9 disperata per questo, penso a qualcosa di nuovo. Ogni giorno passo davanti a quella stanza chiusa, pensavo che fosse in eccesso ed invece ci ho piazzato il mio cane, lui s\u00ec che ha apprezzato, \u00e8 diventata la mia stanza preferita, dove scrivere, dipingere, l\u2019ho aperta e in un attimo mi sono fatta piccola, come da piccola mi avvicino alla finestra, fa freddo, mi piace sentire il calore del termosifone sulle mie gambe e penso che in fondo nulla \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>Allora mi metto a dipingere.<\/p>\n<p>\u201cIl mio quadro che oggi dipingo ha dei toni caldi, sulla sinistra della grande tela c\u2019\u00e8 il quadrettato della nonna, al centro non faccio altro che stendere colore come strati di vestiti che metto e tolgo nel giro di poche ore.<\/p>\n<p>Sudo, piango e penso al vento che mi accarezzava il viso ed i capelli, quando, libera, me ne andavo su due ruote nella campagna romana insieme ai miei inseparabili amici Supereroi. Non c\u2019\u00e8 tempo, il colore non deve asciugare, prendo le mie spatole e tutti i miei arnesi, faccio delle incisioni, cos\u00ec da far uscire ci\u00f2 che viene da sotto. E\u2019 come scavare dentro, provo un tale godimento che sento le viscere venire fuori. I nodi della mia quotidianit\u00e0 si spingono oltre, come serpenti si snodano uscendo dalla tela stessa. Una pausa per sorseggiare una bibita fresca, accarezzare il mio cane, mio pubblico silente, mi butto stremata sul mio divano e mi addormento.<\/p>\n<p>Vedo una strada gialla, la prendo, \u00e8 luminosa non ho dubbi, la traccio sul mio quadro quasi a dividerlo, mi guardo intorno e vedo delle colate di colore che minacciose mi sfiorano. Mi poso su di un albero guardo dall\u2019alto, c\u2019\u00e8 una nuova prospettiva, finalmente. Proseguo per la strada gialla che mi porta dentro una piccola caverna e l\u00ec rimango, passano giorni. Fa freddo, trovo una coperta di foglie per ripararmi, sono sola. La mia memoria si \u00e8 caricata abbastanza per ritornare indietro e ripercorrere tutto a ritroso. Non lo faccio perch\u00e9 all\u2019improvviso mi sveglio, il cuore mi batte, il mio quadro \u00e8 quasi terminato, l\u2019osservo giorno dopo giorno, da lontano, come si fa con i grandi quadri e domani \u00e8 un altro giorno\u2026.\u201d<\/p>\n<p>Oggi mi sono svegliata, ci sono dei rumori nuovi, pareti bianche, c\u2019\u00e8 una luce accecante che passa sopra la finestra, attraversa l\u2019armadio, bianco anch\u2019esso. Ci sono spazi enormi, vorrei riempirli perch\u00e9 cos\u00ec ho sempre fatto, non tanto perch\u00e9 va fatto e basta, perch\u00e9 cos\u00ec dicono le riviste di arredamento ma solo perch\u00e9 gli spazi sono miei. Sono molto stanca, mi chiedo se mai riuscir\u00f2 a rimettere in ordine il mio corpo. Sono tanti i pensieri che mi sfiorano, mi riavvicino sentimentalmente alle mie origini, mi sento galleggiare dentro un\u2019acqua calda, avvolgente, voglio riposare e ricevo carezze leggere, le sento, mi appagano. Sento la voce rassicurante e forte di mio padre che insieme a mia madre concretamente si muove porgendomi la mano per un grazie.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una voce nuova che mi attende dentro la porta che abbiamo preparato, non pensavo che potesse essere cos\u00ec travolgente. Pelle profumata, tenerezza infinita, vita inaspettata sei tu piccolo mio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21820\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21820\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho chiuso la porta, quella stessa porta che mi ha separato pi\u00f9 volte da tutto ci\u00f2 che ero e che ho visto. 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