{"id":218,"date":"2008-12-08T12:39:40","date_gmt":"2008-12-08T11:39:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=218"},"modified":"2008-12-08T12:39:40","modified_gmt":"2008-12-08T11:39:40","slug":"il-colpo-della-strega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=218","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Il colpo della strega&#8221; di Federico Ligotti"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Tutto d\u2019un colpo. Un unico strappo, secco e formidabile. Di un\u2019efficacia perversa. Strazio delle ossa, tortura del nervo, friggitura del muscolo. Insomma, dopo quella stramaledetta sveltina di venerd\u00ec mattina, Mario Ruggiti, trequartista fallito di borgata, non risultava pi\u00f9 nel novero dei vertebrati. Una fulminante lombosciatalgia, nel gergo <em>colpo della strega<\/em>, era riuscita a incrinare un fiore di fisico possente e atletico che anni di privazioni, incubi reali e risi amari non avevano minimamente scalfito. Mai una contusione, nemmeno dopo la rissa in quel di Tor Sei Capre, mai una frattura dopo le cadute dallo scooter, mai uno stiramento, dopo i ceffoni a vuoto dati alla moglie, niente di tutto ci\u00f2 che ora lo struggeva. E dire che s\u2019era pure alzato di ottimo umore quel giorno all\u2019alba, per di pi\u00f9 allietato da una signora erezione. Aveva bevuto il suo solito caffeino triplo di densa miscela arabica, si era raso con il coltellino <em>Muerte Maxima Macelleria 71, <\/em>era uscito di casa fischiettando con gioia <em>Bring your daughter to the slaughter<\/em> dei Maiden. Invidiabile inizio di disoccupata giornata, rapido incontro erotico con la prima baldracca incontrata per strada. De Andr\u00e8 ci avrebbe fatto una mitica canzone. Mario si limit\u00f2 a farsela da dietro. Del resto, il senso agrodolce della lirica non lo aveva mai conquistato; quello era un quartiere di ramici malavitosi. Una sfilza ininterrotta di bugigattoli, case cantonali in disuso e parallelepipedi squadrati da grigio e polvere tagliava in diagonale il vialone che segnava il principio, il cuore e la fine di quel cesso di quartiere. Un rione fetido come il nome ovino suggeriva; ogni minima viuzza dissestata, ogni anfratto, piccionaia, ripostiglio dava l\u2019idea di un\u2019ammorbante lanosit\u00e0. Una trappola di scassi, buche e oliosi acquitrini che infiacchiva il respiro, scurendo l\u2019orizzonte importunato da quel sole cattivo. Le notti a Tor Sei Capre erano altrettanto beffarde, con le loro lune gialle di bile dai crateri in minuscola lontananza che tu li vedevi e subito ti veniva da pensare al ghigno sbucciato di un tossico divenuto alcolista per senso dell\u2019umorismo. Che poi era dappertutto cos\u00ec in periferia, e sempre quel tipo di esistenza vi sarebbe stata per le persone che in quei rigagnoli di dispiacere nascevano, rubavano e come pensione avevano la galera, oppure nascevano, studiavano in strettezze di squallore ma poi si salvavano e vivevano una vita da vivi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Mario Ruggiti capiva ci\u00f2 che aveva intorno, sapeva che l\u2019alito del Tor Sei Capre avrebbe finito per stordirlo, paralizzarlo e dargli la definitiva bastonata. Lui per\u00f2 avrebbe reagito in tempo, la putrida lana di periferia se la sarebbe lasciata alle spalle, come una maglia bisunta che l\u2019uomo benpensante si pone sugli omeri, chiazzata di sapori consumati in fretta: ci\u00f2 che potrebbe ferirti gli occhi e ammazzarti il cuore se lo carica la tua schiena, questa discarica della coscienza.<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Era il 5 gennaio, il giorno che precede la svolta epifanica; Ruggiti non aveva pi\u00f9 la voglia di restare emarginato. Quel giorno si sarebbe rialzato per la riscossa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Rientrato nel proprio misero monolocale, aveva azionato la pompa di riscaldamento per la doccia, era entrato in bagno e s\u2019era sfilato, con cautela e calcolata lentezza, maglietta, scarpe, pantaloni e calzini, uno dopo l\u2019altro, arrivando infine al pezzo forte, la mutanda leopardata. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Con ghigno di falsa modestia da vincitore beffardo e incontenibile, afferr\u00f2 con leggiadria l\u2019orlo pi\u00f9 esterno, quello con le fastidiose sporgenze di tessuto sintetico. Poi abbranc\u00f2 con la mano libera l\u2019altra estremit\u00e0 del capo intimo, si curv\u00f2 di due-tre gradi e, senza indugio, lo abbass\u00f2. Tragicamente tir\u00f2. Il colpo fu repentino e quasi indolore. Poi, la sacrale impotenza che accompagna, come una sentenza, qualcosa di fatale. E l\u2019ineluttabile fu. Come un osso marcio che sfrega la sua puntina impertinente contro la cassa toracica e annulla il respiro. Un rantolo: il famigerato colpo della strega.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Umiliante postura supina, manco fosse il re dei froci. Sogni di rivalsa addio, ora rimpiangeva anche di aver buttato fuori di casa l\u2019odiosa moglie, la sera prima. \u201cIo rinascer\u00f2! Non ho pi\u00f9 alcun bisogno di una meretrice che mi giri intorno e mi alleggerisca le palle, capito?!\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">\u201cE adesso\u2026 ma chi minchia mi aiuta?? \u2026 Sono solo, definitivamente solo, e incastrato come nemmeno il peggior rottame di Roma Est\u2026\u201d E via in un coerente concerto di bestemmie, imprecazioni e vaffanculi assortiti. La fortuna pareva veramente averlo abbandonato in un vicolo cieco, senza orbi che gli facessero compagnia, per\u00f2. Ruot\u00f2 gli occhi di 45\u00b0 e, con uno sforzo micidiale da <em>desperado <\/em>all\u2019ultima spiaggia, strisci\u00f2 fino al bordo della vasca da bagno. Effettuata la presa sulla lucida superficie di marmo grigiastro, riusc\u00ec appena a far leva sull\u2019osso del gomito, a issarsi e voltarsi parzialmente. Quando un inenarrabile dolore lo raggiunse al cranio, cap\u00ec al volo che era tardi per completare l\u2019operazione. Svenne. Poi, l\u2019allucinazione onirica. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Si trovava davanti al caminetto del salotto e tossiva: di fronte a lui, una pompeiana eruzione di lapilli, uno sbuffo vaporoso usciva dalla canna fumaria, lasciando intravedere una grottesca figura di\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">La tramontana notturna coglieva la notte di sorpresa, sputazzando il suo gelido catarro contro i vetri di palazzi e automobili, sui rami degli alberi che in un solo colpo quel catarro rinsecchiva, sulla linfa delle foglie che inceneriva, sui lacerti di coperta che rendeva pesanti sopra la carne morta agli angoli del marciapiede, sul piscio animale che trasformava in lamina di sozzura lungo strade trafficate da anime buie. Un fischio riecheggiava di tanto in tanto, originale composizione cui qualche rapinatore alle prime armi si abbandonava; nervoso, compiva il suo giro di ricognizione e occhieggiava verso questo o quel negozio, stabilendo con immediatezza l\u2019abbordabilit\u00e0 o l\u2019insidia nascosta nella futura preda.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Sorvolando appena due isolati, l\u2019occhio scrutatore della notte scende su un cortile camuffato da fitti e aspri oleandri disposti a cubo: muri alti e sbreccolati lo isolano dalle altre abitazioni del circondario. Al centro esatto del cortile sale un caseggiato n\u00e9 bello n\u00e9 brutto, accuratamente predisposto per passare inosservato, alle cui estremit\u00e0 si possono notare due cani randagi che forse s\u2019azzuffano forse fanno all\u2019amore e un branco di ragazzotti che provano le loro sgangherate modifiche su una Toyota Celica, la targa ripittata con vernice fresca nera e blu. L\u2019occhio a questo punto zumma sulla costruzione l\u00ec al centro del cortile, sgranandola nei particolari, come se tutta l\u2019attenzione cosmica vibrasse su quel viscidume di parete amorfa e scalcinata. Le finestre, palpebre metalliche, sono chiuse in faccia alla notte, tranne una: quella al terzo piano, spalancata al gelo. Pare che un\u2019ombra maligna, un filamento vagabondo si sia staccato dal nero circostante, e, sospinto dalla tramontana, abbia valicato la finestra. La finestra del terzo piano, dove abita Mario Ruggiti.<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Mario si risvegli\u00f2 immediatamente: il casino del maledetto pendolo a cuc\u00f9 era sempre lo stesso. Mezzanotte. Era iniziato il 6 gennaio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>\u201c<em>C\u00f9\u2026 c\u00f9\u00f9\u00f9\u2026<\/em>\u201d. La litania si interruppe all\u2019improvviso. Si volt\u00f2. L\u2019atmosfera era rarefatta, la sensazione di sottosopra provata dall\u2019anestetizzato che, finita l\u2019operazione, riprende il contatto visuale col mondo. Una sfocata caligine continuava a chiedere spazio all\u2019iride di Mario, spettro ambulante forse balzato fuori da un quadro divisionista o, peggio ancora, dall\u2019esasperata penna di un vorticista. Mario provava a schiarirsi la vista, ma era un pessimo ottico di s\u00e9 stesso, e le sue due lenti, ormai, erano spacciate. Gli rimase la lucidit\u00e0 per assistere al colpo della sua assalitrice, impietoso, sul dosso delle vertebre posteriori, poi un altro, che gli fece zompare in aria il mascellone.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Alz\u00f2 in aria gli occhi tristi, e, con voce biascicante, al fantasma che lo sovrastava: <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">\u201cSei tu\u2026sei la Befana, vero?\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">\u201cPu\u00f2 essere. O almeno, una volta, lo ero.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Ruggiti Mario mor\u00ec sorridendo, la sorpresa aveva annullato il dolore\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">Aperto il sacco, la strega si diresse nello studiolo del defunto, poggi\u00f2 la scopaccia insanguinata sul letto, si tolse di dosso i residui di cellule cerebrali, individu\u00f2 la cassaforte, azzecc\u00f2 la combinazione con un colpo di magia nera, l\u2019apr\u00ec. La ripul\u00ec, ne vers\u00f2 il prezioso contenuto nel sacco del carbone, poi lo richiuse con accurata attenzione. Almeno mezzo miliardo, fra furtarelli occasionali e risparmi di una vita. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\">La troiaccia, soddisfatta, mont\u00f2 adagio sulla scopa e ripart\u00ec.<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"small;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><strong><span style=\"Arial;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_218\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"218\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto d\u2019un colpo. Un unico strappo, secco e formidabile. Di un\u2019efficacia perversa. Strazio delle ossa, tortura del nervo, friggitura del muscolo. Insomma, dopo quella stramaledetta sveltina di venerd\u00ec mattina, Mario Ruggiti, trequartista fallito di borgata, non risultava pi\u00f9 nel novero dei vertebrati. Una fulminante lombosciatalgia, nel gergo colpo della strega, era riuscita a incrinare un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_218\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"218\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-218","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/218"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=218"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/218\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}