{"id":21609,"date":"2014-10-20T10:27:22","date_gmt":"2014-10-20T09:27:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21609"},"modified":"2014-10-20T10:27:22","modified_gmt":"2014-10-20T09:27:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-larte-della-fuga-di-lucia-cherubini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21609","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217;arte della fuga di Lucia Cherubini"},"content":{"rendered":"<p>Dalla credenza prese il pacco del riso. Nell\u2019acqua bollente i chicchi scesero cos\u00ec lentamente da essere immobili, uno dopo l\u2019altro, e poi i moti convettivi che li trascinavano ne fecero una danza furiosa di ballerini, finch\u00e9 non precipitarono, tutti. Arrotol\u00f2 la plastica trasparente con le dita, le unghie levigate la incisero qua e l\u00e0, il getto del rubinetto fece brillare la fede all\u2019anulare sinistro; le maniche del golf lasciavano cadere qualche ciuffetto di lana sulla pelle candida dei polsi, un capello fuggitivo si era arrotolato tra i bottoni.<\/p>\n<p>Si dette un\u2019occhiata di sfuggita nella porta finestra della cucina, che dava sul retro: fuori era cos\u00ec buio che il vetro si era trasformato in uno specchio nero, e le luci dell\u2019albero di natale, dalla stanza accanto, gettavano bagliori colorati intorno alla sua figura alta, elegante, usata come una bustina da t\u00e8, un\u2019arancia spremuta, una spazzola abbandonata nel bagno e piena di vecchi capelli arrotolati. Sorrise e si rassett\u00f2 i vestiti, tornando nel salotto. Le scarpe ticchettarono sul pavimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella mattina era andata al lavoro. Aveva parcheggiato la macchina ed era scesa sul solito marciapiede umido come faceva da quasi vent\u2019anni. L\u2019aria autunnale profumava di ombrelli arrotolati, di scarpe bagnate, zerbini strofinati, il fruscio sordo delle ruote che passavano sulle pozzanghere, perfino il tonfo, inudibile, delle foglie che volteggiavano e cadevano a terra, come lei, con tutta la grazia di un\u2019ultima danza.<\/p>\n<p>Aveva sbattuto lo sportello e aveva compiuto i pochi passi che la separavano dall\u2019ufficio, uno dietro l\u2019altro, aveva sorriso a una signora. Aveva preso le chiavi dalla borsa, distrattamente, e si era avvicinata alla porta di vetro e acciaio dorato, nel pi\u00f9 puro stile degli anni Sessanta. L\u2019avrebbe fatta cambiare, quando avesse avuto un po\u2019 di soldi.<\/p>\n<p>Una mano si era poggiata sul suo braccio e lei si era fermata, con il viso chinato davanti alla porta.<\/p>\n<p>Aveva aspettato un istante a girarsi: il peso e la fermezza del contatto ne facevano una mano d\u2019uomo, forse una di quelle mani grandi dalle dita affusolate, come le sue, e il profumo leggero che ne arrivava, appena percepibile, di dopobarba tabacco e sudore, ne faceva la mano di un uomo di mezza et\u00e0. L\u2019aveva visto un milione di volte, prima di guardarlo.<\/p>\n<p>&#8211; Buongiorno, mi scusi.- una folta barba castana nascondeva in parte il viso, due occhi grigi l\u2019avevano fissata quieti, grandi, un po\u2019 acquosi- Sto cercando l\u2019albergo Eden.<\/p>\n<p>&#8211; Continui pure su questa strada.- avr\u00e0 avuto quarantacinque anni, un cappotto pesante per la stagione, una tasca che forse nascondeva un pacco di sigari e un accendino, un portafoglio con una carta d\u2019identit\u00e0. La fede al suo dito era diventata opaca- Vedr\u00e0 l\u2019ufficio delle poste, tra poco, alla sua sinistra. Svolti l\u00e0 e vada sempre dritto- era a piedi. Stringeva una piccola valigetta. Fuggiva?- Arriver\u00e0 in cinque minuti, si trover\u00e0 l\u2019Eden di fronte.<\/p>\n<p>&#8211; Grazie mille.- aveva tolto gentilmente la mano dal suo braccio, quasi sorpreso di averla ancora appoggiata l\u00ec, come una cosa non sua.<\/p>\n<p>&#8211; Io mi chiamo Livia.- si era sorpresa a parlare di nuovo, gli tese la mano destra. Aveva fatto scivolare, quasi inconsciamente, la sinistra nella tasca. Spiazzato per un secondo, stupito, l\u2019uomo aveva risposto al gesto.<\/p>\n<p>&#8211; Guido.- le aveva rivolto un largo sorriso. Le sue mani erano grandi, dalle dita affusolate.<\/p>\n<p>Aveva fatto ruotare la chiave nella porta, aveva salito le scale.<\/p>\n<p><em>Guido<\/em><\/p>\n<p>la grafia di Livia era nitida ma sottilissima, tutta inclinata verso destra, slanciata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Livia era andata in ufficio, aveva sbrigato le pratiche, aveva sentito i clienti. Aveva pensato tutta la mattina a quell\u2019uomo, alla valigetta, alla fede, alla barba castana.<\/p>\n<p>I suoi passi pi\u00f9 veloci sul marciapiede, dietro le scarpe lustre sul cemento, la sua mano tesa avrebbe tirato un lembo della manica.<\/p>\n<p>&#8211; La accompagno.<\/p>\n<p>La porta dell\u2019ufficio l\u2019avrebbe guardata allontanarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Ho capito oggi che se fuggivi davvero eri sciocco quanto me.\u00a0 Non te ne sei accorto? Non c\u2019\u00e8 via di scampo, \u00e8 la nostra felicit\u00e0. Quella che vediamo ogni giorno \u00e8 la nostra felicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>gli dava del tu, per scritto. Pr\u00e9vert: \u201cio do del tu a tutti quelli che amo\u201d. <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Ho un marito.- avrebbe detto. No, si sarebbe sfilata la fede, sarebbe entrata nella sua stanza, si sarebbe tolta il cappotto, o forse gli avrebbe offerto un caff\u00e8. Non gli avrebbe chiesto chi era perch\u00e9 aveva visto la ventiquattrore, la fede sbiadita e la paura nei suoi occhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Oppure vogliamo correre ancora, combattere ancora, e credere che la nostra soddisfazione sia ancora nella guerra? Alzare bandiera bianca. Crescere, lasciar entrare gli invasori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Questo \u00e8 il tuo ruolo. Perch\u00e9 rifiuti il tuo ruolo? Alzati, lavora, torna alla tua casa, prepara la cena, bacia tuo marito. Aspetti il momento di scappare. Non ne sei capace.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un sogno, aveva pensato, cullata dal rombo del motore nel traffico, tornando a casa. Che colpa c\u2019\u00e8 in un sogno? Si era asciugata le lacrime e aveva posato la mano sul cambio. La fede bruciava alla sua sinistra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>E\u2019 la mia tragedia, \u00e8 la nostra tragedia. E\u2019 la tragedia del pacchetto di sigarette in fondo al cassetto un ex fumatore. Non ho mai capito bene la vita.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; <\/em>Amore, sono tornato.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Ho sempre pi\u00f9 il sospetto che non ci sia niente da capire.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; <\/em>La cena \u00e8 quasi pronta.- baci\u00f2 suo marito. Appallottol\u00f2 il foglio, le fiamme del camino lo avvolsero- Dammi una mano a apparecchiare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21609\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21609\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla credenza prese il pacco del riso. 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