{"id":2058,"date":"2009-11-06T17:57:17","date_gmt":"2009-11-06T16:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2058"},"modified":"2009-11-06T17:57:17","modified_gmt":"2009-11-06T16:57:17","slug":"lillazione-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2058","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2010 &#8220;L&#8217;illazione del tempo&#8221; di Eleonora Salto"},"content":{"rendered":"<p>Era sera o\u00a0notte o mattina. Io non potevo sapere che ore fossero perch\u00e8 era uno di quei momenti della vita di ciascun essere vivente, in cui il tempo, non ha ragione d&#8217;esistere. Tutto si muove dentro a te e la realt\u00e0 non segue pi\u00f9 il tuo ritmo o sei tu a non seguire pi\u00f9 il suo. Guardi quelle strane, piccole, lancette girare e ti dici che in fondo, anche quando gira una\u00a0 volta sola, nel silenzio della tua casa, per\u00a0quel solo secondo,\u00a0il tempo\u00a0 sembra vincere la battaglia su di te.<\/p>\n<p>Ma allora non m&#8217;importava di capire se ero io che dovevo seguire il tempo o il tempo a non essere vero, n\u00e9 giusto, n\u00e9 clemente con chi vive. Sapevo solo di essere l\u00ec e non potevo essere altrove. Sapevo solo che non potevo chiedere ad un altro di sopportare il dolore perch\u00e8 era parte di me ed in me confluiva, come io confluivo nella sospensione del tempo.<\/p>\n<p>In un termine generico, potremmo definire il mio stato, in\u00a0dissociazione, ma io non ero dissociata, ero solo investita dalla realt\u00e0 e giuro, non avrei potuto non esserlo, La realt\u00e0 mi aveva investita e solo riflettendo su questo termine\u00a0potreste capire,\u00a0quanta roba e quanto pesasse la realt\u00e0\u00a0mentre mi cadeva addosso.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 cos\u00ec, niente di pi\u00f9 semplice che cercare di vincere la\u00a0propria battaglia personale\u00a0su ci\u00f2 che non puoi combattere mai: la vita.<\/p>\n<p>Generiche fitte, che via, via si alzano. Trottano, e poi galoppano per arrivare a fondersi e farti disconoscere la realt\u00e0, perch\u00e8 tutto diventa dolore, e dove nel dolore, tu provi a te stessa, di vivere e non puoi pi\u00f9 fuggire o negare&#8230;Devi solo attendere&#8230;solo attendere&#8230;attendere. Come in una campana che scema.<\/p>\n<p>E cos\u00ec,poi, mi trovavo\u00a0in un ospedale, in una sala che non ricordo che nome avesse, con altre donne che non ricordo che facce avessero, ma del buio quello si, che ricordo. Lui regnava indisturbato, al di fuori del corridoio mentre io sentivo l&#8217;onda crescere e come, in una grande mareggiata avvolgermi, stringermi, soffocarmi ed infine con lentezza, ma proprio senza fretta,\u00a0lasciarmi\u00a0poco alla volta\u00a0libera.<\/p>\n<p>Le ore passavano, non che io lo sapessi perch\u00e8 per me il tempo, da tempo, manteneva la stessa non forma, indistinguibile e beffarda. Giocava con me e io non potevo fare niente se non assistere al suo svolgersi, involversi, avvolgersi ed avvolgermi per poi mollarmi al dolore vero e proprio e alto e forte che saliva in un gioco di toni alti.<\/p>\n<p>Il medico mi\u00a0stava portando\u00a0in una sala. Strana gente trafficava davanti a me, ma io non li vedevo. Io ero intrappolata in quella non forma di vita, non tanto diversa da quella che avevo visto in mia madre, morente.<\/p>\n<p>Anche lei, aveva visto le onde crescere, tramutarsi in forza, travolgere tutto&#8230;e di lei alla fine, non era restato che un corpo. Finito, altro non c&#8217;era pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma le mie onde mi avevano portata lontano. Quando le avevo sentite arrivare, nel buio del silenzio che mi circondava, avevo solo pensato che di me non sarebbe restato nulla. Che dovevo cercare la luce, in quel buio, in quel dolore, in quella fatica. E cos\u00ec, alla fine, era giunta l&#8217;ultima vera onda ed in lei avevo trovato conforto, abbandonato il mio corpo e visto finalmente la luce afforare.<\/p>\n<p>Un pianto, dapprima piccolo e soffocato.<\/p>\n<p>Un viso arrossato, dalla testa allungata.<\/p>\n<p>Delle manine che\u00a0annaspavano rabbiose in cerca dell&#8217;unica ragione di vita&#8230;l&#8217;amore, il nostro<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2058\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2058\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era sera o\u00a0notte o mattina. 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