{"id":20416,"date":"2014-06-04T18:56:17","date_gmt":"2014-06-04T17:56:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20416"},"modified":"2014-06-04T18:56:17","modified_gmt":"2014-06-04T17:56:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-susy-wong-di-ernesto-seritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20416","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Susy Wong&#8221; di Ernesto Seritti"},"content":{"rendered":"<p>Doveva ucciderlo. Non c&#8217;erano alternative. E doveva farlo subito, prima che gli passasse quello stato di eccitazione nevrotica. Prima che gli passasse il coraggio. E poi doveva andare all&#8217;appuntamento con Susy Wong che era cos\u00ec bella che quando la vedeva si sentiva male. Gli prendeva qualcosa di simile ad una fitta tra stomaco e petto e il cuore poi se ne andava per conto suo. Anche se stava facendo buio, sapeva dove cercare Nando, il titolare dell&#8217;officina meccanica dove lavorava da apprendista. Susy Wong era la ragazza pi\u00f9 corteggiata del quartiere di Porta Nuova. Alta, magra, con la frangetta bionda, un visino dai tratti delicati. Andava per i diciott&#8217;anni. L&#8217;aveva notata al Bar Sport dove la vedeva spesso abbarbicata al juke box, con la testa reclinata sull&#8217;apparecchio, quasi ci volesse entrar dentro per meglio ascoltare Love me do cantata da un complesso inglese.<\/p>\n<p>Diverse volte al giorno entrava, metteva cinquanta lire ed ascoltava quella canzone. Da sola o in compagnia. Dopo un quarto d&#8217;ora trov\u00f2 Nando che giocava a bigliardino in un locale verso Montesilvano e gli chiese di uscire fuori ch\u00e8 gli doveva parlare di una cosa urgente. Ma quello doveva finire la partita. Non riusciva a star fermo. Da quando aveva conosciuto Susy Wong non era pi\u00f9 lui.<\/p>\n<p>Veramente lei si chiamava Antonietta e faceva la parrucchiera in un salone proprio di frontye al bar. La chiamavano Susy Wong per via dei suoi insoliti occhi a mandorla.<\/p>\n<p>Poi avvenne tutto come in un sogno. Convinse Nando a seguirlo in un posto isolato su ai Colli. L\u00e0 lo uccise a colpi di crick e diede fuoco al cadavere. In quei momenti gli pareva di essere spettatore di un film di cui conosceva a memoria la trama, si sentiva insomma estraneo alle azioni che andava compiendo e non avvertiva alcun rimorso o pentimento. L&#8217;aveva fatto per Susy Wong e non vedeva l&#8217;ora di precipitarsi da lei. Voleva far colpo sulla ragazza, portarla fuori per una serata memorabile.<\/p>\n<p>Voleva che fosse sua, che si innamorasse di lui prima che qualcun altro gliala portsasse via. Ma ci volevano i soldi. Dunque era accaduto che il giorno prima un cliente a cui avevano riparsto la Giulietta era passato per l&#8217;officina e aveva chiesto del titolare per saldare il conto. Non trovandolo aveva incaricato lui di consegnare la busta con dentro il denaro. Troppo forte era stata la tentazione. Non fu in grado di resistere. E infatti intasc\u00f2 quelle sei banconote verdi da cinquemila lire.<\/p>\n<p>Susy Wong lo aspettava a fianco del Bar Sport insieme ad un&#8217;amica e al fidanzato di costei. Li caric\u00f2 su una macchina che aveva preso in officina e li con dusse nel miglior ristorante del Lungomare. Era stravolto da un groviglio di sensazioni e diceva a s\u00e8 stesso che tutto era andato liscio, che aveva fatto le cosa per b ene, che nerssuno mai poteva risalire a lui per quello che era capitato a Nando. Non c&#8217;era nessun dubbio. Aveva dovuto farlo. Quella splendida ragazza che continuava a sorridergli mentre entravano nel pi\u00f9 lussuoso ristorante cdella citt\u00e0, la sentiva ormai sua. E quando si sistemarono al tavolo lei gli carezz\u00f2 la mano.Era al settimo cielo. Poi sarebbero andati al Luna park per concludere la serata e l\u00e0 l&#8217;avrebbe stretta a s\u00e8 e l&#8217;avrebbe baciata. Non vedeva l&#8217;ora che passasse la serata per rivedersela tutta, momento per momento, a letto prima di addormentarsi. E allora sarebbe arrivato i\u00f2l omento \u00e8pert acquietarsi e di stemperare lo stato di eccitazione di cui era prteda da ore.<\/p>\n<p>Poi si apr\u00ec la porta della cucina e ne usdc\u00ec il padrone del ristorante che si avvicin\u00f2 per le ordinazioni.<\/p>\n<p>Fu il momento peggiore della sua vita. Il momento in cui si sent\u00ec perduto e cap\u00ec che non l&#8217;avrebbe fatta franca. Di fronte a lui, sorridente e ammiccante c&#8217;era il cliente che aveva pagato il conto della Giulietta, quello della busta con il denaro. A quel punto entr\u00f2 in confusione totale e cominci\u00f2 a guardare con indifferenza i piatti raffinati che si susseguivano, i vini pregiasti, la grande torta finale. Era completamente assente. Imbrigliato in un assolluto fatalismo. Gli scherzi, le risate deliziose, gli atteggiamenti civettuoli, gli sguardi teneri delle ragazze non destavano pi\u00f9 alcun interesse in lui. Cominci\u00f2 a capire la gravit\u00e0 di ci\u00f2 che aveva fatto e un vago senso di rimorso cominci\u00f2 a far capolino nella sua mente che ribolliva di materiale incandescente.<\/p>\n<p>La fine della cena lo cacci\u00f2 dentro quel tunnel di disperazione da cui non sarebbe pi\u00f9 uscito e gli conferm\u00f2 che l&#8217;avrebbero scoperto. Era dunque ora di andare, per cui pag\u00f2 il conto, molto salato, e poggi\u00f2 il\u00f2 denaro sul tavolo.<\/p>\n<p>Quando il padrone del ristorante si trov\u00f2 davanti agli occhi le tre banconote verdi da cinquemila lire, prima lo fiss\u00f2 come per chiedergli qualcosa, poi impallid\u00ec visibilmente. Al Luna Park la piccola comitiva si era ormai resa conto che il loro amico aveva la luna storta e, nonostante fosse sabato sera, ben presto se ne andarono a casa.<\/p>\n<p>Era passato tanto tempo da allora. Non era pi\u00f9 tornato nel suo quartiere n\u00e8 nella sua citt\u00e0. Solo che qualche settimana prima aveva sentito alla tv che erano trascorsi cinquant&#8217;anni da quando era uscita Love me do dei Beatles e aveva ripensato a quella storia che aveva rovinato la sua vita.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che fine aveva fatto Susy Wong?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20416\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20416\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doveva ucciderlo. 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