{"id":20370,"date":"2014-06-04T18:34:13","date_gmt":"2014-06-04T17:34:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20370"},"modified":"2014-06-04T18:34:13","modified_gmt":"2014-06-04T17:34:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-lunga-esposizione-di-ilaria-gaudiello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20370","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Lunga esposizione&#8221; di Ilaria Gaudiello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Lei, aveva tutto il tempo di ricordarseli i suoi inferni.<\/p>\n<p>Il primo amore si attardava sui Lepini, e disegnava spesso tartarughe quasi del tutto rientrate nel guscio.<br \/>\nIl secondo amore si abituava alle risaie del novarese, e trattava il suo cane come un figlio.<br \/>\nIl terzo amore rinneg\u00f2 la baia puteolana, ed ebbe molta paura quando incontr\u00f2 un cinghiale nel bosco.<br \/>\nIl quarto amore reag\u00ec alla carica di un vitello pontino senza minimamente scomporsi.<br \/>\nIl quinto amore le regal\u00f2 un uovo di cioccolata, e lei ricambi\u00f2 con una <em>gallina <\/em>di cioccolata.<br \/>\nIl nuovo amore, non aveva n\u00e9 demoni n\u00e9 totem, e nemmeno controfigure.<br \/>\nMa se la diede a gambe nel momento stesso in cui lei lo scelse.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 precisamente: prese un bus, poi un treno, poi un aereo. \u00a0Atterrato a Thopodupuzha compr\u00f2 una Royal Enfield 350cc del 1997 per 80.000 Rupie &#8211; e la rivendette alla fine del viaggio, in condizioni pessime, a 65.000 Rupie. Su una cartina, mise quanti pi\u00f9 chilometri poteva tra lui e lei. Si caric\u00f2 a spalla due corpi macchina Canon EOS 5D MKII, un 50mm f1.4, un 24mm f2.8, un 85mm f1.8, un 16-35 mm f2.8, un telezoom 100-400 mm f4.5\/5.6, un flash, che probabilmente non utilizz\u00f2, e un portatile 13 pollici. La moto, la chiam\u00f2 Amanda: \u00a0perch\u00e9 non ci si mette in viaggio su un mezzo a due ruote da Thopodupuzha a Nuova Delhi senza prima averlo battezzato.<\/p>\n<p>Voleva vedere i tuffi santi nei fiumi santi. Voleva vedere come una highway si trasforma in mulattiera. Voleva vedere i camionisti salmodiare seduti sulla loro carcassa di lamiere bevendo Chiaia dopo un incidente quasi mortale.\u00a0 Voleva fare tutto questo lontano, lontano. O almeno, lontano da lei.<\/p>\n<p>L\u2019India avrebbe potuto essere questo lontano. Se, dopo i primi chilometri in sella all\u2019Amanda ruggente, un insetto altrimenti insignificante non avesse sorvolato la strada nel senso di marcia opposto, saettandogli nel casco, e accecando il motociclista in corsa con la stessa repentina incongruenza con cui lui, l\u2019insetto, moriva, accorciando in modo del tutto imprevisto il suo gi\u00e0 di norma breve terzo ciclo di reincarnazione. \u00a0Visualizziamo: questa connivenza di uomo e veicolo che diventano centauro giusto il tempo di imbizzarrirsi; questa zavorra che si stacca dal dorso, rotolando per metri e sparpagliandosi in obiettivi e cavi, bulbi e ; questo centauro che ridiventa uomo frizionando ogni velleit\u00e0 di eroica traversata in <em>un paese tutto da fotografare<\/em>, scendendo dal veicolo, cercando di espellere l\u2019iridescente animaletto dall\u2019iride offeso, piantando il cavalletto su un terreno morbido, troppo morbido, precipitandosi a recuperare il bagaglio caduto prima che l\u2019arrivo imminente di un camion faccia all\u2019attrezzatura fotografica quello che l\u2019insetto ha fatto al suo occhio, accorgendosi che\u00a0 \u00e8 troppo tardi per evitarlo, voltando la testa indietro verso il veicolo lasciato in sosta, constatando che il terreno era <em>cos\u00ec morbido<\/em> che il suddetto veicolo rovinava su un fianco a discapito di specchietto sinistro, paramotore, spoiler faro, staffa del clacson, serbatoio. Con l\u2019unico occhio sano rimasto, e un minuscolo esoscheletro colloso e colluso (col destino) in una mano, lui, l\u2019uomo, \u00a0rimane a guardare il rigagnolo di carburante che la Royal evacua affranta e impudica, chiedendosi per quale pietosa combinazione ha perso in pochi secondi la vista, gli strumenti del mestiere, quindi il mestiere, e infine anche l\u2019Amanda.<\/p>\n<p>L\u2019amata invece, non ne seppe mai niente. Ogni sera, circospetta come l\u2019investigatore di un reato scomodo, si metteva a comporre in versi retrospettive accorate per ricostruire la balistica di una fuga, la meccanica di quell\u2019individuo in fuga. Era ottobre quando lui l\u2019aveva portata nelle ex-vigne di famiglia, o nelle vigne della ex-famiglia, in fondo alla Loira. I tralicci ricamavano la collina, e l\u2019arancio pulviscolare del tramonto con il blu dei chicchi mettevano addosso una voglia di futuro che la met\u00e0 sarebbe bastata a convertirsi a qualsiasi religione o quasi.\u00a0 A dicembre l\u2019oceano si era ritirato sulle coste della Bretagna, lasciando nudo un paesaggio lunare che iniziava dopo il bagnasciuga e continuava fino a dove solo chi stava ridisegnando la geografia di quel posto poteva sapere, e un esercito di cacciatori d\u2019ostriche era apparso dal nulla avanzando a falcate ampie nei crateri. Loro due avevano interrotto il pranzo per andare a pesare le stelle marine sul palmo della mano. Verso aprile visitarono i menhir, insieme ai genitori di lui, e ai rispettivi bastoni. I menhir erano pi\u00f9 bassi in certi campi, e pi\u00f9 alti in altri campi, allineati come una dentizione sacra della terra. Tra l\u2019ocra inter-rail dei capelli di lui, l\u2019argentato delle rocce levigate a schiera, e il bianco\u00a0 alcalino dei sorrisi\u00a0 dei genitori, ogni cosa si corrispondeva in una gamma di colori prossima all\u2019eternit\u00e0. Ad Agosto, parteciparono alle gare dei portatori di frutta bendati, nelle isole del golfo. Lei smise di fumare, e lui fumava sigarette dal lato sbagliato, dicendo che era l\u2019aria che il mondo si dava a dover essere filtrata, e non il tabacco. Nel momento in cui l\u2019anno solare e l\u2019anno lavorativo cominciavano appena a divorziare, affittarono un appartamento all\u2019ultimo piano, in una Roma carica di terrazze rampicanti, di viste spioventi su storie dal piedistallo facile, lenta nei commiati tra amici sulla porta di casa, con un piede appoggiato sui vasi di citronella, e ancora una cosetta mordace da dire. Nella cucina, entrava talmente tanta luce che qualunque cosa si decidesse di lessare, friggere o abbrustolire, bisognava passare una mano sui fornelli per accertarsi che fossero accesi. Le fiamme erano del tutto invisibili, fuoco nei raggi, luce nella luce. Bisognava anche fare colazione con gli occhiali da sole. E dormire sul lato meno rovente del letto, l\u2019uno il sudario dell\u2019altra. Finch\u00e9 un giorno lui evapor\u00f2, lasciandola in quella sagoma da delitto, in quel contorno irrisolto, in quell\u2019ombra ottusa.<\/p>\n<p>E ora eccolo fare colazione con quattro spremute a Santra Nagari, raspare avvilito sul ciglio della strada, oracolare il responso del meccanico. Eccolo rimuginare su tutti i primi piani e le lunghe esposizioni mai azzardati. Eccolo pedinare con il suo sguardo ciclopico la bambina col vestito a coda di pavone che fa la spola tra due villaggi tutte le mattine e gioca con una cannuccia nera infilata in un cubetto di ghiaccio bucato, fin quando il ghiaccio si scioglie e la bambina rimane con la cannuccia nera in aria. Eccolo sbattere tre volte le ciglia davanti ai bouquet di fiori poggiati con garbo su ogni traccia di sterco di vacca sul terreno asfaltato e non. Eccolo al risveglio spiare dalla serratura del suo alloggio se i palazzi abbiano cambiato di posto durante la notte. Eccolo scrutare gli orizzonti in cerca di un segno che gli dica se rimanere o partire. Eccolo dichiarare che dell\u2019India non ci capisce nulla, meno di nulla. E negoziare la cessione della moto a un conducente di tuc tuc.<\/p>\n<p>&#8211; Non ce l\u2019ho la patente per questa &#8211; obietta il conducente del tuc tuc.<\/p>\n<p>&#8211; Prendila lo stesso &#8211; gli dice lui. Ci farai crescere intorno una siepe, una siepe in forma di Amanda, e i fiori li userai per metterli sullo sterco di vacca.<\/p>\n<p>In aeroporto gli chiedono se vuole un visto per l\u2019Italia federale o per quella lealista. Avrebbe la gentilezza di ripetere? Risponde, mentre cerca di ricostruire il ricordo di Roma come la somma di tutti gli scorci visti da tutte le terrazze.\u00a0 All\u2019atterraggio il cellulare emette i seguenti messaggi.<\/p>\n<p><em>Benvenuto, per conoscere le tariffe di roaming, chiamate ed sms per l\u2019Italia federale prema asterisco. Per conoscere le tariffe di roaming, chiamate e sms per l\u2019Italia lealista e estero, prema cancelletto. <\/em><\/p>\n<p><em>Il saldo dell\u2019apparecchio dei denti dei tuoi figli \u00e8 un salasso, se non torni avranno sorrisi da mostri. <\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019Istituto di Fotografia Popolare la invita\u00a0 a rinnovare il suo tesseramento annuale per continuare a beneficiare delle nostre iniziative e riduzioni. Le ricordiamo inoltre che la data limite per la restituzione del materiale non \u00e8 procrastinabile (consultare l\u2019ufficio amministrativo per prendere conoscenza dell\u2019ammontare della mora).<\/em><br \/>\nSudando a profusione spegne il telefono, taglia l\u2019aria e il chiasso a passi grandi, si acquatta in una cabina telefonica, ne esce con una camicia diversa, riaccende il telefono. Che, per un difetto di fabbrica, intitolava tutti i messaggi \u201cnome di artista sconosciuto\u201d.\u00a0 L\u2019operatore telefonico, la sua compagna, l\u2019Istituto di Fotografia e Arte Popolare erano tutti artisti sconosciuti. Che vita agra dovevano\u00a0 fare.<br \/>\nDalla cabina alla casa incontra: un uomo inginocchiato che ricolora le strisce del parcheggio a suo arbitrio, un pre-adolescente che ottura un formicaio con una bottiglia d\u2019acqua a testa in gi\u00f9, una signora sulla settantina che chiede al semaforo lisciandosi un doppio mento di trina con una mano e rigirando le perle degli orecchini nell\u2019incavo di una montatura dorata con l\u2019altra mano: ma il papa, la vedeva Giovanna d\u2019Arco mentre bruciava? E i bambini in fondo al pozzo li vedeva? E a quelli color caffellatte, gliele scriveva le lettere? O qualcuno le scriveva al posto suo?<\/p>\n<p>E ne conclude che nemmeno dell\u2019Italia ci capisce nulla, proprio nulla. E che il modo pi\u00f9 certo di sapere quanto tempo aveva passato lontano da questa Italia, o da queste Italie, era chiedere ai suoi presunti figli con sorrisi da mostri quanti anni avessero. Quindi in piedi al centro dello zerbino &#8211; su cui, della scritta \u00a0\u201cLe mille e una notte\u201d non rimaneva che \u201cuna\u201d &#8211; si strofina bene le scarpe, su quell\u2019<em>una<\/em>, e invece di bussare alla porta torna indietro, esce, prende verso la scuola elementare di quartiere. Pedinamento di madri con bluastre sacche di sport, pranzi senza glutine,\u00a0 flauti esorcizzati, compassi in formalina, regoli posticci. Sosta all\u2019edicola. Ripresa della marcia su marciapiedi che si inarcano come per espellerlo dalla citt\u00e0. Arrivo alla scuola. Corruzione di bidello con giornale dello sport. Attraversamento di corridoi e ispessimento progressivo delle due file laterali di giacche a vento, mantelline, giubbotti jeans e k-wai su appendiabiti a perdita d\u2019occhio. Ingresso nell\u2019aula IV F, bocca aperta della maestra,\u00a0 bocca spalancata dei bambini. Ispezione dei denti. Riconoscimento dei mostri. Dei mostri gemelli. Dei mostri gemelli con un padre con un occhio solo. Rapimento benevolo di entrambi.<\/p>\n<p>Venti minuti dopo, nella cabina telefonica del cambio di camicia, stipati padre e figli.<br \/>\n&#8211; Diciamo pure che sei nostro padre. Diciamo. Allora che ci facciamo in questa cabina. I padri non portano i figli nelle cabine. Se volevi davvero sapere quando siamo nati, potevi portarne via uno solo di noi dalla classe. Che tanto la risposta \u00e8 la stessa no? Comunque mio fratello non \u00e8 capace di dirti la data giusta. Lui mette i due dappertutto.<\/p>\n<p>&#8211; Dappertutto dove. Quali due.<\/p>\n<p>&#8211; Dappertutto. Lui conta a partire da due. Si lava la bocca con due spazzolini. Di notte sente rumori a due a due. Sente una frenata, sente abbaiare, dice che sente una frenatabbaio. Ha pure due fidanzate.<\/p>\n<p>&#8211; Cretino. Non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec che \u00e8 vero. E una delle due sa di colla Print, me l\u2019hai detto tu.<\/p>\n<p>&#8211; Cretino.<\/p>\n<p>&#8211; Adesso chiamiamo vostra madre e lo chiediamo a lei se \u00e8 vero. Ecco che ci facciamo nella cabina. Prendiamo la cornetta rossa e chiamiamo vostra madre. E le chiediamo se \u00e8 vero. Poi ci trasformiamo e usciamo di qui. Porco mondo. Siete la mia copia sputata e non so nemmeno se vi assomigliate, perch\u00e9 vi vedo uno alla volta. Fate quel numero. Fatelo subito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20370\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20370\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei, aveva tutto il tempo di ricordarseli i suoi inferni. 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