{"id":20271,"date":"2014-06-04T18:14:35","date_gmt":"2014-06-04T17:14:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20271"},"modified":"2014-06-04T18:14:35","modified_gmt":"2014-06-04T17:14:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-piu-forte-del-mare-di-vittoria-schiavoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20271","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Pi\u00f9 forte del mare&#8221; di Vittoria Schiavoni"},"content":{"rendered":"<h5><\/h5>\n<p>Accucciata accanto ad Al\u00ec, la testa reclinata sulla spalla di lui, gli occhi chiusi, ma pieni delle immagini sconosciute del mondo che li aspetta, dei sogni che a lungo aveva nutrito e che ora stanno per realizzarsi. Pensa ad un piccolo appartamento come aveva visto alla televisione nel bar del paese, lo vede gi\u00e0 arredato, e loro due attorno al piccolo desco, con i bambini che verranno, che saranno liberi, non conosceranno la guerra da cui ora lei e il suo Al\u00ec scappano.<\/p>\n<p>I genitori sono rimasti in Libia e questa \u00e8 la grossa spina nel suo cuore: essi avevano venduto l\u2019oro della famiglia, avevano chiesto aiuto ed erano riusciti a raccogliere l\u2019enorme cifra per quel viaggio. Ma loro due sono forti, pieni di voglia di lavorare e restituiranno fino all\u2019ultimo spicciolo.<\/p>\n<p>I suoi pensieri si spostano poi al suo sposo, i suoi occhi restano chiusi ma lei lo vede in tutta la sua prestanza, e ritorna al giorno in cui per la prima volta aveva incrociato Al\u00ec. Per un momento il tempo si era fermato, gli occhi di lui si erano incollati in quelli di lei e lei per un attimo si era dimenticata di respirare.<\/p>\n<p>Dopo queI primo incontro i loro <em>incroci<\/em> diventavano sempre pi\u00f9 frequenti. Lei lo vedeva spuntare da lontano e mano a mano che si avvicinava riusciva a coglierne tutti i particolari: l\u2019andatura leggermente dinoccolata, le spalle ben diritte segno di sicurezza e decisione; la corporatura alta snella denotava agilit\u00e0 insieme a una forza non comune; le mani, grandi e affusolate sembravano esprimere una capacit\u00e0 di tenerezza e carezzevole dolcezza; gli occhi erano capaci di lanciarle raggi di fuoco; i capelli, neri come gli occhi, formavano una simpatica criniera, con qualche ciuffo ribelle: sembrava che dopo una corsa vi fosse rimasto un po\u2019 di vento.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 qui accanto a lei. Sono sposati. Non le sembra ancora vero. Che festa splendida il loro matrimonio! Il banchetto era stato scarno: ogni dinaro doveva essere speso per il loro viaggio. Ma tutta la ummah (gruppo, gente, nazione) aveva partecipato con gioia, con canti e balli festosi. Ripensa al suo abito bianco, che aveva gi\u00e0 vestito la sua mamma e prima ancora la sua nonna.<\/p>\n<p>Al\u00ec, appoggiato ad una parete sulla tolda del barcone, con il braccio destro stringe a s\u00e9 il corpo di Laila, quasi a sostenerla e proteggerla. Non \u00e8 tranquillo. Stanno affrontando questo lungo viaggio in mare, con la speranza di raggiungere una nuova patria, senza guerra, con la libert\u00e0 per tutti, e con il lavoro per tutti, ma non pu\u00f2 cancellare tutti i dubbi e i timori. E poi, questo barcone\u2026 sar\u00e0 veramente sicuro? L\u2019apparenza non \u00e8 tranquillizzante: la vernice, ovunque scrostata, lascia immaginare il primitivo colore in qualche macchia di un blu sbiadito che si intravede nelle pareti, nelle panche affollate di gente di ogni et\u00e0. Il barcone trasporta molti pi\u00f9 passeggeri di quanti dovrebbe contenere, ammassati a gruppi sul ponte della nave: potr\u00e0 sorreggerli tutti, questo tavolato cos\u00ec scabroso, irregolarmente ondulato, con schegge di legno che fuoriescono qua e l\u00e0.<\/p>\n<p>E poi quel comandante\u2026 Quando, prima di salire sulla nave, gli avevano consegnato i soldi, li aveva contati, con la velocit\u00e0 di chi \u00e8 avvezzo a maneggiarli, e nel contempo con l\u2019oscura diffidenza di chi teme di essere imbrogliato, forse perch\u00e9 lui stesso \u00e8 solito imbrogliare. Aveva intascato quei soldi con mossa rapida, come se li avesse rubati. E forse proprio di furto si pu\u00f2 parlare: neanche in una nave da crociera avrebbero richiesto una cifra cos\u00ec alta\u2026<\/p>\n<p>Voi pensate al cibo, noi possiamo darvi solo acqua\u2026 E potete portare una piccola valigia a testa\u2026<\/p>\n<p>Quanti giorni durer\u00e0 questo viaggio? Hanno parlato di un paio di giorni.<\/p>\n<p>La sua preoccupazione \u00e8 grande, ma non ne d\u00e0 mostra. La sua sposa deve essere serena,\u00a0 non deve avvertire la sua ansia e i suoi pensieri neri. Infatti lei \u00e8 l\u00ec, appoggiata alla sua spalla, dorme come un bimbo innocente sicuro tra le braccia del padre, e lui non vuole offuscare quella serenit\u00e0. Al\u00ec avverte fortemente il dovere che ha, nei confronti della vita, di custodire con tutto l\u2019amore e la forza di cui \u00e8 capace quel gioiello. Ora in questo barcone traballante e malsicuro, con quell\u2019equipaggio cos\u00ec poco rassicurante, Al\u00ec ha paura.<\/p>\n<p>Erano partiti di notte, con un cielo senza stelle.<\/p>\n<p>Un\u2019alba grigia ha interrotto il suo breve sonno turbato da incubi. Il sole ha deciso di non mostrarsi questa mattina.<\/p>\n<p>Anche il mare \u00e8 grigio e non esiste una linea di separazione tra cielo e acqua. Questa monotonia di colore non \u00e8 di buon auspicio e d\u00e0 al cuore un senso di tristezza, di incertezza.<\/p>\n<p>Le ore trascorrono lente, pesanti come il piombo. E del colore del piombo \u00e8 anche il cielo: il grigio monotono viene sostituito da masse scure, che corrono minacciose in un cielo basso, freddo, sinistro. Una freccia infuocata taglia un nuvolone nero e quasi contemporaneamente un urlo del cielo scoppia violento e furibondo facendo sobbalzare i passeggeri della barca, che rispondono con un grido di paura. Al\u00ec stringe pi\u00f9 forte a s\u00e9 Laila, che, con gli occhi ben aperti ora segue le fasi di quella rabbia celeste. Resta rannicchiata accanto a lui, sicura che fino a quando lui la sostiene, nulla di male pu\u00f2 accaderle.<\/p>\n<p>Cominciano a cadere grosse gocce di pioggia, ma \u00e8 impensabile trovare una copertura. Il ponte \u00e8 quasi completamente coperto di passeggeri, alcuni seduti, altri stesi a terra, tra cui tanti bambini, le teste appoggiate su zaini e valigette a mo\u2019 di cuscini. La pioggia cade sempre pi\u00f9 furiosa. Raffiche d\u2019acqua e di vento impazzano sul ponte. Il rollio \u00e8 ormai incontrollato. La barca si solleva paurosamente a prua, ma subito pesantemente ricade sollevando marosi che si riversano scrosciando sull\u2019impiantito. Alcuni sacchetti di plastica, delle valigie volano in mare. Il tavolato \u00e8 diventato un toboga. Si cerca un appiglio, ma lo scivolo trascina inesorabilmente i corpi verso l\u2019esterno, verso il mare. Il primo a fare l\u2019orribile volo \u00e8 il corpo di una madre che serra a s\u00e9 la sua creatura; il marito, nel vano tentativo di trattenerla, la segue in acqua. Valigie, zaini scivolano rapidi verso i fondali marini. I corpi combattono contro il vento e il piovasco in una lotta impari e senza speranza. Le grida umane sono sopraffatte dallo scrosciare della pioggia, dal sibilo del vento, dal ruggito del mare .<\/p>\n<p>Al\u00ec riesce a trattenere legata a s\u00e9 Laila: ha trovato un appiglio, un paletto a cui si aggrappa con la mano sinistra, mentre il \u00a0braccio destro stringe la sua donna. Ma non dura a lungo: il legno sinistramente cigola e si strappa rovinosamente. Egli riesce ad afferrare con entrambe le braccia la sua amata, ma i loro corpi legati nel tenace, irremovibile abbraccio, scivolano sul tavolato, sbattuti qua e l\u00e0. Un\u2019onda pi\u00f9 rabbiosa delle altre riesce a strapparli dall\u2019amplesso; lui la insegue annaspando con le mani e con tutto se stesso sul pavimento, instabile con l\u2019acqua amara che brucia gli occhi, riempie il naso e la bocca e\u00a0 trascina i loro corpi tra i marosi. Fallito il tentativo estremo di restare aggrappati, si cercano , gridano il nome dell\u2019altro, ma il grido \u00e8 spento dal mare che prepotente riempie le bocche\u2026<\/p>\n<p>La motovedetta della guardia costiera arriva e riesce a strappare dalla morsa ferale dei marosi i pi\u00f9 combattivi, ormai allo stremo, ma con il respiro ancora presente, a recuperare corpi galleggianti ormai cadaveri, ma degni di una sepoltura migliore di quanto pu\u00f2 offrire quell\u2019oceano.<\/p>\n<p>Il mare si \u00e8 acquietato: ha vinto ancora! \u00c8 soddisfatto del bottino di guerra. Ed ora, come un bambino viziato che strepita fino a quando non ha ricevuto l\u2019oggetto del suo desiderio, e sorride vittorioso e birbante con il nuovo giocattolo; cos\u00ec quelle acque, ora serene, placide, accoglienti, allargano le braccia con l\u2019azzurro pi\u00f9 seducente di cui sono capaci, e ti invitano ad un abbraccio sensuale, ad un abbandono totale.<\/p>\n<p>Al\u00ec \u00e8 stato ripescato ed \u00e8 tra i pochi fortunati scampati alla tempesta; ma Laila non \u00e8 accanto a lui ed egli non ha pace. Si rivolge ai suoi soccorritori e li prega di cercare Laila. Loro non capiscono:\u00a0 pensano ad accudire i sopravvissuti, cercano di avvistare altri naufraghi, ma non possono dargli notizie di Laila. Il giovane si alza ancora stremato, sulle gambe malferme e cerca tra i vivi e i morti il corpo della sua amata. Non pu\u00f2 pensare di riposare mentre Laila sta forse ancora dibattendosi in mare. Non accetta cibo, n\u00e9 bevanda. Vuole ributtarsi in mare nella assurda speranza che lei sia l\u00e0 ad attenderlo. Qualcuno lo trattiene.<\/p>\n<p>I superstiti vengono distribuiti nei vari centri di raccolta di Lampedusa mentre i cadaveri vengono raccolti in un ambiente per consentire a possibili parenti e amici il doloroso riconoscimento.<\/p>\n<p>Al\u00ec ora \u00e8 nella terraferma. Ma non pu\u00f2 tirare un sospiro di sollievo. Continua a vagare nel centro di raccolta passando da dentro a fuori e viceversa: ricerca in ogni viso di donna quegli occhi, quella bocca, quei lineamenti che sono indelebilmente incisi nella\u00a0 sua mente, nel suo cuore. Non pu\u00f2 essere scomparsa.<\/p>\n<p>Sono ormai trascorsi tre giorni dal ritrovamento e salvataggio dei superstiti del barcone libico. Il personale del centro di raccolta, militari e volontari, conoscono tutti quel giovane che cerca disperatamente la sua sposa, rifiuta il cibo e non dorme. Mostra a tutti la foto di Laila, che Al\u00ec conservava gelosamente nella tasca dei pantaloni e che si \u00e8 miracolosamente salvata nel naufragio.<\/p>\n<p>Oggi al centro di raccolta arriva una dottoressa, una psicologa che cerca di dare una mano a questi emigranti che partiti con grandi speranze dalla loro terra abbandonata per sfuggire a guerre\u00a0 o alla prigione, hanno visto deluse le loro aspettative e in modo cos\u00ec tragico e imprevedibile. Ha gi\u00e0 visitato le altre sedi e il suo animo \u00e8 ancora pieno delle lacrime, dei dolorosi silenzi degli scampati alla tragedia del mare. Nonostante la sua professionalit\u00e0 non \u00e8 riuscita a placare le sofferenze, n\u00e9 a dare speranze per colmare i vuoti affettivi dei superstiti.<\/p>\n<p>La psicologa si avvicina ad Al\u00ec e la prima cosa che egli dice \u00e8 il nome di Laila mentre le mostra la foto sgualcita. Non \u00e8 l\u2019immagine strapazzata dal mare che le consente il riconoscimento, ma quella stessa disperazione che ha visto negli occhi di Laila, quello stesso amore e quella speranza, anzi sicurezza di ritrovarsi.<\/p>\n<p>Laila, che era stata ripescata da un peschereccio, si trova a Porto Empedocle presso un altro centro. Si provvede subito ad accompagnare Al\u00ec.<\/p>\n<p>Un abbraccio senza respiro avvolge in un solo corpo i due giovani che ora si inondano con tutte le lacrime che avevano trattenuto nei giorni di separazione.<\/p>\n<p>Nello stanzone si \u00e8 fermata ogni attivit\u00e0. Il personale, i volontari sono l\u00ec, per un momento fermi e partecipano a quella emozione, e molti volti sono bagnati da lacrime di gioia.<\/p>\n<p>Laila e Al\u00ec inizieranno una nuova vita, incontreranno problemi e difficolt\u00e0 ma il loro amore li aiuter\u00e0 a superare ogni ostacolo ed impedimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20271\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20271\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accucciata accanto ad Al\u00ec, la testa reclinata sulla spalla di lui, gli occhi chiusi, ma pieni delle immagini sconosciute del mondo che li aspetta, dei sogni che a lungo aveva nutrito e che ora stanno per realizzarsi. Pensa ad un piccolo appartamento come aveva visto alla televisione nel bar del paese, lo vede gi\u00e0 arredato, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20271\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20271\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4947,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-20271","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20271"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4947"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20271"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20271\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20686,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20271\/revisions\/20686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}