{"id":20242,"date":"2014-06-04T17:44:42","date_gmt":"2014-06-04T16:44:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20242"},"modified":"2014-06-04T17:44:42","modified_gmt":"2014-06-04T16:44:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-racconto-di-natale-di-silvia-pastorelli-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20242","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Racconto di Natale&#8221; di Silvia Pastorelli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Dicembre, mese di raffreddori, mal di gola e regali di Natale. Stamattina in treno, nel tentativo di evitare il pi\u00f9 possibile vicinanze perniciose di passeggeri scatarranti a destra e a manca, percorrendo il corridoio in cerca di un vagone non troppo surriscaldato e capendo, dopo qualche istante di bagno di folla, che forse mi sarei dovuta accontentare di uno strapuntino consunto, ho esplorato interamente il mitico regionale che da anni mi porta al lavoro. Nonostante la vita del pendolare sia veramente dura, adoro viaggiare in treno e non bastano i frequenti e un po&#8217; sciocchi &#8220;ci scusiamo per il disagio&#8221;, a farmi cambiare idea su questo straordinario mezzo di trasporto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, sudata, affannata e ancora un po&#8217; assonnata, mi ritrovo inaspettatamente davanti ad una porta del treno veramente strana, che non ho mai visto prima e che cattura immediatamente la mia attenzione. \u2026una porta rossa? Va beh! Sul treno siamo abituati a vederne di tutti i colori. Ma&#8230; anche morbida al tatto e deliziosamente profumata, questo \u00e8 veramente incredibile! Sogno o son desta? Giro piano la maniglia e mi affaccio, perplessa e leggermente intimorita, quando un odore di croccante subito mi avvolge, unito al brusio che si spande intorno. Allora, mentre sento che il treno sta partendo dalla stazione perfettamente in orario, mi decido ed entro. Stranamente ci sono da salire tre gradini: il primo viola, il secondo azzurro e l&#8217;ultimo di un giallo oro brillante. Qualche passo e&#8230; ma dove sono? Nel sottotetto del vagone del treno, a occhio e croce! Lo spazio \u00e8 grande, si sente musica in lontananza e dopo pochi istanti mi rendo conto che devo essere capitata in uno di quei posti magici di cui il nonno ferroviere di Isa, la mia amica d&#8217;infanzia ci diceva sempre: si trovano, anche se ben nascosti, nei vecchi vagoni dei treni. Guardandomi intorno esterrefatta per la moltitudine di gente e la confusione che regna, ad un certo punto sono accanto ad un esserino non ben inquadrabile nel genere di appartenenza e neanche nella specie. Da un cappellino di lana rossa, sbucano due teneri e piccoli orecchi rosa, coperti da una sottile e rada peluria; i suoi occhietti penetranti ammiccano allegri e, ancor prima che io possa aprire bocca, il piccoletto, mi ha gi\u00e0 trascinata davanti al suo intrigante banco stracolmo di oggetti non ancora ben identificati, invitandomi a servirmi di qualcosa. &#8220;PAROLE ANTICHE&#8221; dice l&#8217;insegna. Dentro anforine di vetro sottile e delicato c&#8217;\u00e8 una nebbiolina colorata e, fluttuanti in questo magma, galleggia in ogni anfora una parola. Non sono parole facili da leggere: agor\u00e0, albagie, azzimato, baccano, macram\u00e8&#8230; Fosse qui con me Tano, il mio amico grande esperto di parole antiche, potrebbe senza ombra di dubbio, chiarirmi il significato di alcune di esse! Ma appena mi riprendo da quell&#8217;iniziale sensazione di inadeguatezza, mi domando a che cosa possano servire tutte quelle anfore di parole antiche e a chi. Forse, penso, saranno articoli per collezionisti, o per ricercatori, o per scrittori di romanzi! E qui il mio amico dagli orecchi pelosetti mi giunge in aiuto, spiegandomi con gesti enfatici, che nelle parole antiche c&#8217;\u00e8 il Sapere, proprio quello con la lettera maiuscola, e che chiunque sia animato da curiosit\u00e0 e vivacit\u00e0 mentale adeguata pu\u00f2 appropriarsene con dedizione, pazienza e costanza: baster\u00e0 semplicemente, per dare il via al processo, aprire l&#8217;anforetta.<\/p>\n<p>&#8211; Bello! &#8211; dico io &#8211; e quanto costa un&#8217;anforetta? &#8211;<br \/>\n&#8211; Niente &#8211; dice lui.<br \/>\n&#8211; Niente? \u2013 torno a domandare, per essere certa.<br \/>\n&#8211; Certamente! Acquisire conoscenza, prima o poi, dar\u00e0 i suoi frutti e cos\u00ec sarai tu allora ad offrire qualcosa in cambio alla comunit\u00e0 &#8211;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in l\u00e0, s\u2019intrattiene un fitto capannello di persone, stranamente agghindate di cappelli sgargianti e guanti di tutte le forge e dimensioni; alcuni hanno strane corazze sulle spalle: &#8211; \u201cmotociclisti\u201d &#8211; concludo, ingenua; altri sono contraddistinti da grandi e multicolori strascichi di perline e capelli intrecciati insieme. Mi avvicino incuriosita, mentre un tizio, passando, tira fuori da un involto un fragrante e profumato bombolone alla crema: con un sorriso il personaggio me lo porge e va via. Che posto meraviglioso, penso, affondando il mio primo bel morso nella pasta dorata e raccogliendo con la lingua un lungo fiotto di tiepida crema!<br \/>\nMi faccio largo tra l&#8217;animato gruppo, e un secondo grande banco di questo inaspettato e magico mercatino si rende ora in parte visibile. Non riesco ancora bene a leggere cosa si vende, ma a giudicare dal grande uggiolio, deve trattarsi di animali, anzi, per l&#8217;esattezza, di cani. Prendo lo slancio e mi butto pi\u00f9 avanti&#8230;&#8221;Trova il tuo cane&#8221;, dice un cartello, &#8220;Solo una carezza&#8221;, aggiunge un altro. Sono in prima fila e davanti a me si apre uno scenario che mi lascia senza parole: una miriade di barattoli, tutti impilati, sta a bella posta su enormi scaffali, e non se ne vede la fine. Su ogni lattina ci sono dei nomi: Briciola, Diana, Bella, Toga&#8230; Ad un certo punto il mio cuore ha un sussulto! L\u00ec, proprio a portata di mano, leggo: Mezzanotte, l&#8217;inconfondibile nome del mio amato cane che, ormai vecchissimo, da quattro anni mi ha lasciata. Allungo la mano, ma il barattolo fa un salto ed \u00e8 gi\u00e0 tra le mie braccia, non sta fermo un attimo, si agita e tenendolo stretto al petto sento che emana l&#8217;infinita dolcezza di un&#8217;amicizia vera, meravigliosamente ritrovata. Il mio cane \u00e8 qui, lo riconosco anche da quel suo inconfondibile odore di bosco. Ma cosa \u00e8 successo? Come \u00e8 possibile che tra mille e mille barattoli, io sia stata cos\u00ec fortunata da trovare subito il mio! E com&#8217;\u00e8 che esiste tutto questo? Apro il barattolo e come per magia questo diventa un batuffolo vivo, caldo e peloso, che d&#8217;istinto stringo ed accarezzo con passione; il cuccioletto mi guarda negli occhi e ho immediatamente la conferma che si tratta proprio di Mezzanotte, che mi ha ritrovata: capisco allora che \u00e8 soltanto a Natale che i sogni e i desideri si avverano e gli amori, quelli veri, si rinnovano.<br \/>\nQuesto mercatino di Natale \u00e8 veramente fantastico! Sar\u00e0 un vero peccato, stamani, arrivare a destinazione col mio treno; tra non molto dovr\u00f2 scendere, e oggi \u00e8 la prima volta che mi auguro che il treno accumuli un po&#8217; di ritardo. Con il mio batuffolo nero mi aggiro trasognata ancora tra una folla rumorosa e festante, fino a che un cartello che ancora non distinguo bene, mi invita a curiosare e ad attardarmi ancora.<br \/>\nSei cavalli a dondolo assai grandi sono disposti a semicerchio e vedo che c&#8217;\u00e8 da fare una lunghissima fila perch\u00e9, questa volta, la sorpresa consiste nel salirvi sopra e farsi un giretto! \u00c8 la Giostra dei Ricordi! Sul grande e colorato cartellone pubblicitario leggo: \u201cfate il vostro giro sulla Giostra dei Ricordi\u201d e sotto, a caratteri pi\u00f9 piccoli: \u201cda lontano, da molto lontano verr\u00e0 a voi un sorprendente avvenimento.\u201d Scelgo l&#8217;attesa, sperando con tutto il cuore di fare in tempo a salire sulla giostra. Finalmente arriva il mio turno, per fortuna ho ancora qualche minuto! Il viaggio che mi aspetta va al di l\u00e0 di ogni mia immaginazione. Sento una voce&#8230;<br \/>\n&#8211; O regina reginella, quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello con la fede o con l&#8217;anello? &#8211;<br \/>\nEcco, arriva il babbo! Il mio eroe torna a casa e, dal fondo delle scale, sento la sua voce allegra echeggiare in una filastrocca. Le sue gambe lunghe e magre non si sono ancora affacciate sulla soglia che gi\u00e0 mi prende in braccio, e\u2026 vola vola vola, siamo il vento! Poi, inizia il rito lento del rientro: all&#8217;acquaio si lava le mani e le braccia, facendo una schiuma tutta nera, ma bella, poi \u00e8 la volta del viso, che si strofina ben bene fino ai capelli. Si leva gli scarponi pesanti che odorano di officina, come le sue camicie, e mi prende di nuovo in collo per un&#8217;altra giravolta.<br \/>\nMi guarda stanco e sorridente, mentre mangia la sua cena in silenzio e mi fa gli scherzi con gli occhi: mi guarda con gli occhiacci da lupo cattivo e con voce cavernosa e profonda : &#8211; per mangiarti meglio &#8211; dice serio. Ma io non ho mai paura, anzi rido, rido proprio come fanno tutti i bambini per compiacere e conquistarsi le grazie degli adulti. Ma non questa sera.<br \/>\nSono da poco finite le feste di Natale. Tremavo ancora in quei giorni, quando in casa si parlava della befana che, anche quell&#8217;anno, era venuta vecchia, storta, brutta e gobba pi\u00f9 che mai. Avevo cominciato a piangere ancor prima che facesse il suo ingresso nel salone: non la volevo vedere, non mi importava nulla dei suoi regali, volevo solo scappare. C&#8217;era un sacco di gente che urlava, la chiamava, ma io ero atterrita e abbarbicata al collo della mamma. Attimi interminabili di panico puro, in cui la paura aveva il sopravvento su tutto.<br \/>\nQuando tutto questo era da qualche settimana dimenticato, quella mattina all&#8217;asilo una compagna mi dice che non dovevo avere paura della befana, perch\u00e9 la befana era il mio babbo! Dapprima, un silenzio sbigottito. Poi, la negazione, con tutte le mie forze confusa e indignata, alle continue e petulanti insinuazioni di quei bambini, finch\u00e9 un pianto convulso mi trae in salvo tra le braccia della maestra.<br \/>\nA casa quel pomeriggio faccio un&#8217;inchiesta angosciata a mia madre e mia nonna, poi mi attacco al telefono, tirando in ballo generazioni di parenti, mi dibatto per ore in mille dubbi e mille spiegazioni, ma al rientro del babbo non oso chiedere nulla. Tutto mi sembra durare un tempo infinito; lui mi guarda e, sorridendo, tace ed io col fiato sospeso attendo una qualche rivelazione che plachi il mio spirito e metta ordine alla confusione. La paura di conoscere una terrificante verit\u00e0 mi chiude ormai la gola, quando mi solleva sulle sue ginocchia e tenendomi forte e guardandomi diritto negli occhi mi dice: &#8211; Silvietta mia, ma se io fossi la befana, chi sarebbe babbo Natale? &#8211;<\/p>\n<p>Scendo dal treno, riprendo la mia giornata sentendo adesso che il Natale \u00e8 alle porte. Tutto sommato, non \u00e8 un luogo comune pensare che la vita \u00e8 veramente un viaggio&#8230; in treno, aggiungerei io, dove la destinazione \u00e8 uguale per tutti, una stazione, e dove non conta tanto il biglietto di prima o seconda classe, ma la magia del tuo vedere, del tuo sentire, del tuo ascoltare che pu\u00f2 riempire di meraviglia il cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20242\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20242\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicembre, mese di raffreddori, mal di gola e regali di Natale. 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