{"id":20236,"date":"2014-06-02T22:13:10","date_gmt":"2014-06-02T21:13:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20236"},"modified":"2014-06-02T22:13:10","modified_gmt":"2014-06-02T21:13:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-san-giuliano-sul-lago-di-marina-casali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20236","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;San Giuliano sul Lago&#8221; di Marina Casali"},"content":{"rendered":"<p>Sul sedile posteriore dell&#8217;auto tirata a lucido Hel\u00e9na indossa un abito leggero.<br \/>\nIl finestrino \u00e8 abbassato sul frinire assordante delle cicale in coro.<br \/>\nAll&#8217;ombra di un boschetto, accosto alla strada, la ragazza attende l&#8217;ora e ripassa, in fotogrammi veloci e nitidi, la sua vita: saluta la bambina che non \u00e8 pi\u00f9, la ragazza che \u00e8 stata e la donna che diventer\u00e0.<br \/>\nMarkus la sta aspettando e suo padre, al volante, non attende che un suo cenno per rimettere in moto e partire alla volta di san Giuliano, la chiesetta a picco sul lago, qualche curva e qualche centinaio di metri pi\u00f9 in alto.<br \/>\nNon sente caldo, Hel\u00e9na, mentre il padre, che la osserva dallo specchietto retrovisore, ha la fronte imperlata di sudore e brividi diacci dovuti all&#8217;emozione. L&#8217;uomo guarda la propria figlia: \u00e8 il ritratto della moglie, la prima, che s&#8217;innamor\u00f2 poi di un altro.<br \/>\nHel\u00e9na osserva gli occhi del padre che la cercano: hanno mantenuto la stessa espressione di quando lo vedeva apparire sopra al suo lettino di bimba, la stessa dei weekend che trascorreva con lui -praticamente tutti- perch\u00e9 la mamma era sempre via nei fine settimana. Lui la aspettava in cucina per la colazione e la abbracciava di un sorriso d\u2019occhi; c&#8217;era la nuova moglie, lui non voleva restar solo.<br \/>\nI suoi genitori erano stati intelligenti e civili, e seppur separati, erano riusciti a renderla felice. Hel\u00e9na ne era orgogliosa. Di mamma e pap\u00e0 e dei loro nuovi compagni, tanto che a scuola raccontava di aver due padri e due madri, ridendo dell&#8217;esser figlia unica di cos\u00ec tanti genitori.<br \/>\nSon pieni di lacrime gli occhi di pap\u00e0, si stupisce la giovane, seduta immobile per non sgualcirsi l\u2019abito leggero. Non vuol mostrarsi in disordine agli amici pi\u00f9 cari e quei parenti scelti col cuore e non per dovere.<br \/>\nSon l\u00ec tutti per Markus e per lei, scesi fino in Italia, su questo lago azzurro che sembra mare.<br \/>\nProprio qui dove Hel\u00e9na e Markus si sono conosciuti e dove hanno deciso di legarsi per la vita.<br \/>\n-.-.-<\/p>\n<p>Markus si affaccia al belvedere.<br \/>\nIl lago \u00e8 uno specchio d\u2019argento che il tramonto sta per tingere di riflessi arancio.<br \/>\nDue anziani turisti innamorati si stringono su una panchina all\u2019ombra dei tigli.<br \/>\nMarkus vola col pensiero alla vecchiaia, s\u2019immagina in compagnia del suo pi\u00f9 grande amore, Hel\u00e9na. Mai pi\u00f9 nessun&#8217;altra, giura a se stesso, e si sporge a indovinare i rumori delle auto che si avvicinano. L\u2019attesa \u00e8 resa interminabile dalla canicola di un settembre sorprendentemente afoso. Invano le sue due sorelle tentano di distrarlo stuzzicandolo di dispetti familiari.<br \/>\nCominciano ad arrivare gli invitati, finalmente, che si rifugiano nella frescura della chiesetta. I battenti sbattono al loro passaggio, quando si affacciano fuori, curiosi, nel sole accecante del piccolo sagrato.<br \/>\nLe note di un suono d&#8217;organo raggiungono il piccolo terrazzo sospeso sul lago. La turista innamorata si gira e sorride alla musica, prende per mano il compagno e chiede a Markus se possono entrare fino all\u2019arrivo della sposa. Markus s\u2019inchina in un invito e i due si accomodano in pizzo agli ultimi banchi, le dita intrecciate in una preghiera, umide di caldo e di un\u2019antica emozione.<br \/>\nUna giovane donna intona un canto augurale. \u00c8 la migliore amica dalla sposa, sua compagna di conservatorio. Markus si perde nel ricordo del suo incontro con Hel\u00e9na. \u00c8 passato poco pi\u00f9 di un anno\u2026<\/p>\n<p>.-.-.<\/p>\n<p>Vacanza italiana, non troppo lontano di casa. Ultimi giorni per Markus. Hel\u00e9na \u00e8 appena arrivata; stesso albergo con la spiaggetta di ciottoli bianchi. Gli occhi si erano incontrati, ma lei aveva abbassato subito lo sguardo in preda ad una strana confusione. Perch\u00e9 lui era in compagnia della sua ragazza, rivelatasi in seguito sorella.<br \/>\nCome dire, come spiegarlo? Si erano riconosciuti gi\u00e0 dal primo sguardo. Il colpo di un fulmine. Al quale nessuno dei due aveva mai creduto.<br \/>\nBella! Quanto \u00e8 bella Hel\u00e9na&#8230;<br \/>\nL&#8217;aveva presa tra gli ulivi nel profumo di una notte di terra umida. Lei, che non aveva mai fatto l&#8217;amore prima.<br \/>\n-.-.-<\/p>\n<p>Un groppo allo sterno le impedisce di respirare bene.<br \/>\nHel\u00e9na sbircia l&#8217;ora: \u00e8 in un anticipo esagerato. Ha visto sfilare davanti ancora troppe poche macchine d\u2019invitati. La puntualit\u00e0 tedesca va bene, ma l\u2019ansia l\u2019ha fatta arrivare con oltre mezz&#8217;ora d\u2019anticipo sui pur puntuali invitati.<br \/>\nPadre e figlia restano zitti in attesa. Quel silenzio non ha peso. Padre e figlia seguono esattamente i medesimi pensieri.<br \/>\nUna fitta allo stomaco riporta il padre all\u2019unico sgarbo alla sua piccola. Quando Hel\u00e9na bambina, per via di un brutto sogno era entrata nella loro stanza e li aveva trovati nel buio a far l\u2019amore. Sempre vivido il ricordo di quella vocina, mamma, pap\u00e0? Poi una giravolta, il frusciare della sua camicina da notte, i piedini nudi che si allontanavano col suo brutto sogno che la aspettava nella sua cameretta. Lui vide solo i lunghi capelli biondi della bimba sparire oltre lo stipite della porta, in una corsetta leggera. Si sent\u00ec raggelare.<\/p>\n<p>Sorride Hel\u00e9na, casualmente persa nello stesso ricordo&#8230;.<br \/>\nSorride ripensando a quel grande turbamento che si port\u00f2 dietro per molto tempo, allontanandola dalla sessualit\u00e0. Li aveva osservati muta, senza il fiato per chiamarli se non in un sussurro. Non avrebbe permesso mai a nessuno \u201cuna cosa cos\u00ec\u201d, decise.<br \/>\nQuesto blocco la rese fredda e distratta, bella, ma altrettanto irraggiungibile, almeno fino alla vacanza nel miracolo del caldo sole italiano, su quel lago cos\u00ec azzurro da parer mare.<br \/>\nAccovacciata sul suo telo da bagno aveva incontrato gli occhi di Markus. Uno sguardo familiare; tedesco come lei, anche senza sentirlo parlare ci avrebbe giurato.<br \/>\nNon aveva mai provato un turbamento del genere in tutti i suoi vent&#8217;anni.<br \/>\nMarkus si era avvicinato senza pensarci un attimo.<br \/>\nDa quale citt\u00e0 vieni, le aveva chiesto. Poi si erano raccontati, come fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo e lui l&#8217;aveva invitata in un posto, vedrai che ti piacer\u00e0, le aveva promesso. Era salita in macchina con quel perfetto sconosciuto e, dopo un po&#8217; di deviazioni su strade sempre pi\u00f9 piccole, erano arrivati. Un piazzale desolato e un\u2019imponente cancellata. Un cimitero di guerra le cui indicazioni erano in tedesco.<br \/>\nUna distesa di centinaia di croci identiche in marmo grigio, in cerchi perfetti, abbracciava tutta una collina. Gradoni fitti di croci tra filari d&#8217;erica lilla. Ogni croce col nome, una data, il grado militare. Molti &#8220;sconosciuto&#8221;. Molti morti a guerra quasi finita.<br \/>\nVite interrotte di ragazzi troppo giovani. Ancora poco e si sarebbero &#8220;salvati&#8221; dalla pazzia, dalla follia e miseria umane. Ancora un po&#8217; e sarebbero potuti tornare a casa, fidanzarsi, sposarsi, procreare, assistere alla vecchiaia dei genitori, diventar nonni e raccontare quell&#8217;orrore che mai si sarebbe potuto cancellare, cha mai avrebbe dovuto ripetersi.<br \/>\nRagazzi interrotti. Tedeschi come loro due, che ancora indossavano la vergogna di esserlo: tedeschi, colpevoli, malvagi, spietati, oltre ogni speranza di perdono.<br \/>\nTutto quel dolore, tutta quella morte, l\u2019avevano fatta scoppiare in lacrime. Markus le aveva detto, perdonami. Lei aveva risposto, grazie, \u00e8 bellissimo che tu mi abbia portato qui dove la regina d\u2019ogni ingiustizia, la guerra, grida da assordare, un\u2019atrocit\u00e0 che solo gli umani sanno concepire. Ciclicamente, senza che la storia possa insegnare qualcosa di diverso, in una spirale infinita.<br \/>\nCos\u00ec si erano abbracciati. Un abbraccio spontaneo, naturale.<br \/>\nDalla cima del colle si dominava la vallata e in lontananza il lago rifletteva, come uno specchio, la luce accecante del sole. L&#8217;erica tingeva il declivio di tenere sfumature rosa e toni pi\u00f9 gravi di colore verde.<br \/>\nHel\u00e9na, sdraiata sul muretto che guardava a occidente, baciata dal sole del tramonto, respirava liberata e beata dopo il pianto che aveva sciolto il suo cuore imbrigliato. A occhi chiusi spiava, attraverso le ciglia, il suo accompagnatore che a sua volta fissava il vuoto in pensieri irraggiungibili.<br \/>\nPerch\u00e9 non la guardava? Perch\u00e9 non si accorgeva della quiete che le era colata dentro, perch\u00e9 non si avvicinava a baciarla?<\/p>\n<p>-Partir\u00f2 dopodomani- le disse invece- e tu mi piaci molto.<\/p>\n<p>.-.-.-.<\/p>\n<p>Hel\u00e9na sorride con lo sguardo al nulla.<br \/>\nSuo padre non le toglie gli occhi di dosso, pensa, ma quant&#8217;\u00e8 bella? In una sorta di apnea perch\u00e9 anche un respiro, in certi momenti, potrebbe interrompere un\u2019illusione d\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>-.-.-<\/p>\n<p>-Partir\u00f2 dopodomani&#8230;.<\/p>\n<p>Dopo cena, consumata ognuno al proprio tavolo numerato con la famiglia, Markus l&#8217;aveva presa per mano e s&#8217;erano incamminati per la campagna, la terra era molle ed il prato morbido; s&#8217;erano accoccolati tra le radici di una quercia, nella radura di un boschetto. La luna era alta nel cielo e le foglie tremolavano alla leggera brezza notturna.<br \/>\nL&#8217;aveva baciata tenendole la nuca nella coppa delle mani. Aveva premuto le labbra sulle sue, lasciandole tutto il tempo di desiderare altro.<br \/>\nNon era stato solo sesso. Lo sapeva bene Markus e lo scopriva Hel\u00e9na. Avevano continuato a baciarsi per un tempo senza inizio n\u00e9 fine.<br \/>\nEsplose di desiderio Hel\u00e9na. Come avrebbe potuto mai dimenticare quella voglia animale che si era insinuata prepotentemente nel suo grembo?<br \/>\nHel\u00e9na si sdrai\u00f2, sul soffice manto erboso, sotto il dolce peso compatto del suo primo uomo e lo sorprese della propria verginit\u00e0.<br \/>\n.-.-.-.<\/p>\n<p>I finestrini abbassati sulla campagna: Un fruscio da fuori distrae Helena.<br \/>\nHel\u00e9na guarda l&#8217;erba alta che si muove al passaggio di qualcosa che striscia. Ripensa, chiss\u00e0 mai perch\u00e9, al suo cagnolino, un cucciolo che le avevano regalato i nonni. Il suo sguardo tenero, l&#8217;ultimo che le lanci\u00f2 dopo esser stato investito da un motorino. Dopo aver tanto guaito, smise, la guard\u00f2 e si spense abbandonandosi tra le sue braccine. Non era ferito, per\u00f2 mor\u00ec. E di questo la piccola non riusc\u00ec a capacitarsi. Volle provare a \u201criaggiustarlo\u201d, ma niente: la vita non c\u2019era pi\u00f9. E la morte \u00e8 inspiegabile. Allora come sempre.<\/p>\n<p>Non guarda l\u2019orologio, Hel\u00e9na, ma sa che \u00e8 ora di andare.<br \/>\nAndiamo, pap\u00e0, chiede.<br \/>\nIl padre mette in moto ed ha un tuffo al cuore: \u00e8 ora di muoversi, tutto sta per cambiare.<\/p>\n<p>L&#8217;autocisterna scivola veloce e silenziosa per la discesa.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 il sole in controluce nel cielo azzurro, come solo il sole italiano pu\u00f2 esserlo.<br \/>\nUna macchina sbuca dai cespugli: il conducente si gira a lanciare un bacio alla sua bambina vestita da sposa.<br \/>\nL&#8217;autocisterna sterza di botto, ma non riesce ad evitare l\u2019impatto sull&#8217;ostacolo. Lo lancia gi\u00f9 per la scarpata.<br \/>\nL\u2019auto rimbalza e rotola, rotola e rimbalza.<br \/>\nTutto si interrompe. Un botto e mille piccole luci. Tutto si interrompe, Hel\u00e9na.<\/p>\n<p>Markus guarda l\u2019orologio che spacca il secondo. Entra in chiesa.<br \/>\nI due turisti intrusi tornano sul belvedere ammiccando auguri allo sposo.<br \/>\nMarkus cammina verso l&#8217;altare, gli si piegano le gambe per una fitta di dolore allo sterno, come un risucchio d&#8217;aria che lo svuota da dentro.<br \/>\nNon pu\u00f2 vedere che poco pi\u00f9 in basso il monte si accende di un bagliore opposto al tramonto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20236\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20236\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul sedile posteriore dell&#8217;auto tirata a lucido Hel\u00e9na indossa un abito leggero. 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