{"id":20232,"date":"2014-06-04T17:35:40","date_gmt":"2014-06-04T16:35:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20232"},"modified":"2014-06-04T17:35:40","modified_gmt":"2014-06-04T16:35:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-potere-della-mente-di-francesca-frigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20232","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il potere della mente&#8221; di Francesca Frigo"},"content":{"rendered":"<p>In equilibrio sulla mia purosangue, una Alan azzurra in alluminio con il nastro rosso sul manubrio, tenuto per il sellino della bici dal commissario di gara, mentre la mia mano \u00e8 appoggiata sulla sua spalla. Le scarpette sono agganciate e ben salde sui\u00a0pedali. Il mio sguardo fissa la linea di partenza. Intanto la mia mente vaga <em>\u2018Ma chi me lo ha fatto fare\u2019<\/em>, mi dico, <em>\u2018Ma come cazzo mi \u00e8 solo venuto in mente di accettare questa fottutissima gara\u2026 una cronometro\u2026 non sono allenato\u2026 non sono pronto\u2026\u2019<\/em>\u00a0. I miei pensieri si affastellano. Io e il mio essere spavaldo accettando la proposta di Adriano <em>\u201cS\u00ec, volentieri, mi sembra irrinunciabile\u201d<\/em>. Cos\u2019\u00e8, avevo paura che non mi riprendessero in squadra dopo il mio ritorno in citt\u00e0? Sapevo che il punto di domanda in quella frase di Adriano era un pro-forma. In realt\u00e0 quella era un\u2019imposizione a tutti gli effetti. Era un primo test d\u2019ingresso per farmi rientrare nella squadra e per verificare se ero ancora un buon corridore.<\/p>\n<p>Al bar, mentre Adriano parlava, tutto dentro di me mi diceva di non accettare. Avevo pochissimo tempo per allenarmi e di sicuro non ero al livello di preparazione atletica degli altri. E poi\u2026 Una cronometro\u2026 17 chilometri\u2026 una delle prove pi\u00f9 dure dove corri contro te stesso\u2026 nessuno davanti che ti taglia l\u2019aria, pedali come un dannato da solo, senza alcun punto di riferimento se non la conoscenza che hai di te in gara. Io? Io, sono un passista veloce. \u00c8 vero, ho una buona pedalata e riesco a mantenere un ritmo molto elevato nello sforzo, ma questo solo se sono allenato. Cazzo! Cazzo! Cazzo! Tutto dentro di me mi diceva un chiarissimo NON PUOI FARLO! E invece\u2026 Ormai \u00e8 troppo tardi per tornare indietro. Tocca a me\u2026 Ancora pochi secondi. Concentrazione.<\/p>\n<p>Mentre aspetto il fischio di via, mi viene in mente l\u2019immagine di Elena che, tornato a casa dopo avere accettato questa follia di gara, dopo averle detto che avrei corso, mi ha sorriso con una velata fierezza verso il campione che sentiva di avere a fianco. La mia testa, nel mentre, pensava gi\u00e0 a\u2026 come uscire vivo da questa situazione in cui mi ero ficcato. Come fare per arrivare almeno a fine gara, senza stramazzare prima del traguardo? In pratica: come dopparmi?<\/p>\n<p>\u201cMeno 10, meno 9, 8\u2026\u201d scandisce il commissario di partenza.<\/p>\n<p>\u2018<em>Pronto, sono pronto\u2026<\/em>\u2019 penso. La partenza del circuito \u00e8 vicino casa mia e, mentre poco prima dalla finestra vedevo gli altri che si riscaldavano prima dell\u2019inizio, io che ho sempre mal sopportato fare giri pre-gara, facevo il mio personalissimo riscaldamento, andando direttamente in bagno per dare inizio al solito \u201crito\u201d. Apro l\u2019armadietto con le antine a specchio, dirigo la mia mano sul ripiano pi\u00f9 alto in cerca del Micoren \u2013 gocce tonificanti per il cuore, ottimo sostegno per la fatica dei primi chilometri di gara. Avevo riconosciuto la boccetta con il classico vetro marrone scuro e il beccuccio contagocce in trasparenza. L\u2019etichetta era un po\u2019 spellata, ma la riconoscevo benissimo. Inoltre, sulla parte dove era ancora visibile, leggevo chiaramente \u201c\u2026EN\u201d scritto a mano.<\/p>\n<p>Afferro la boccetta. La capovolgo. 15 gocce? No, 15 non bastano\u2026<\/p>\n<p>20? Beh, \u00e8 tanto che non gareggio, poi\u2026 non sono nemmeno allenato. No, 20 sono scarse. 25? S\u00ec, 25 possono andare bene\u2026 Ops\u2026 Me ne \u00e8 andata qualcuna di pi\u00f9\u2026 Poco male, mi ero detto, mi permetter\u00e0 di andare come una bomba.<\/p>\n<p>E cos\u00ec scendo in strada, bello come il sole. Incontro un po\u2019 tutti. Saluti, \u201cAh sei ritornato\u201d, \u201cChe bello vederti\u201d, \u201cGareggi anche tu?\u201d, il tutto condito con pacche sulle spalle e frasi di incitamento. Sorrido, scherzo, ostento tranquillit\u00e0 e intanto penso che sia indispensabile almeno uscire dal paese pedalando con dignit\u00e0. Di sicuro rientrer\u00f2 con un\u2019altra faccia\u2026<\/p>\n<p>\u2018<em>Ok, ora basta. Concentrazione Giovanni! 17 chilometri mi aspettano!<\/em>\u2019 cerco di automotivarmi. Ripasso mentalmente il circuito: 8 chilometri in salita e i restanti 9 in leggera discesa fra verdi paesaggi e ambienti suggestivi. <em>\u2018Beh, almeno il rientro sar\u00e0 pi\u00f9 facile\u2019<\/em> penso consolandomi. Elena e Giulia non sono sul traguardo, ma mi guardano partire dal balcone. Giulia mi urla \u201cVai pap\u00e0!\u201d, Elena mi guarda con complicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c3-2-1\u201d fischio \u201cVIAA!\u201d urla il commissario di gara.<\/p>\n<p>Scatto felino. Parto come un proiettile. Passo sotto il balcone di casa, mi sento salutare dalle mie donne. Giro la testa, la strada \u00e8 mia! La gara \u00e8 mia!<\/p>\n<p>53 e 13 i rapporti che ho scelto per la partenza. Spingo come un mulo. Poi, se ce la faccio butto gi\u00f9 ancora. Fatica, sforzo e le gambe, a regola d\u2019arte, si induriscono. La cassa toracica non mi sembra bastare, non si apre abbastanza\u2026 Oddio fra un attimo o muoio o mi pianto\u2026 lo so, sar\u00e0 cos\u00ec\u2026 Cambio il ritmo del respiro. Alzo la testa per vedere il tracciato e mi accorgo che, invece, contrariamente a tutte le mie pi\u00f9 pessimistiche previsioni\u2026 Pedalo bene, mi sento andare bene, non sento fatica. \u2018<em>Che culo il Micoren<\/em> -mi dico- <em>se non lo avessi preso di sicuro ora, dallo sforzo, starei sputando i polmoni sulla ruota davanti. E poi\u2026 Le gambe non mi fanno male. I polmoni non mi bruciano dall\u2019aria che respiro<\/em>\u2019.<\/p>\n<p>Nel mentre, vedo la folla che mi acclama e applaude\u2026 quattro gatti sul ciglio della strada che probabilmente aspettano che io passi per attraversarla. Sorrido a me stesso. Riesco addirittura a prendere e superare quello che era partito due minuti prima di me. Eccomi alla rotonda. Sono a met\u00e0 gara. <em>\u2018Giovanni, \u00e8 ora di tornare!\u2019 <\/em>mi dico. <em>\u2018In discesa\u2019<\/em> mi dicono le gambe. E cos\u00ec\u2026 gi\u00f9 come un proiettile, tutto raccolto sul mio manubrio, aereodinamico. Do un\u2019occhiata al mio contachilometri e 43 e 45 chilometri orari di media <em>\u2018\u2019mazza che bomba che sono!\u2019<\/em>. \u00c8 il momento. Butto gi\u00f9 l\u201911 e affronto la discesa. Brivido di piacere. Non conosco fatica.<\/p>\n<p>Arrivo al traguardo nell\u2019unico modo che non avevo immaginato, cio\u00e8: potente, sprintando verso l\u2019arrivo e soprattutto ancora in grado di respirare. Bene! Sento Elena e Giulia che mi incitano. Taglio il traguardo. Applausi, abbracci, di nuovo pacche sulle spalle, \u201cBravo Giovanni!\u201d. Tutto a regola d\u2019arte.<\/p>\n<p>Mi fermo a parlare con l\u2019allenatore e con i componenti della squadra. Poi giro la bici. Torno indietro verso Elena e Giulia e con loro vado a vedere i risultati. Inizio a leggere la classifica partendo dalla met\u00e0 dell\u2019elenco. Scendo verso il basso. Almeno fra gli ultimi dovrei esserci. Non trovo il mio nome. Proprio nulla. Sorrido imbarazzato. Ora mi aiuto puntando anche il dito sull\u2019elenco e, sfidando la mia autostima, comincio la risalita dei nomi. Fino al secondo classificato che\u2026 SONO IO?! Ma come? E chi l\u2019avrebbe mai detto\u2026 Da dietro mi arrivano le frasi degli altri \u201cFan culo Giovanni! E meno male che non eri allenato\u2026\u201d \u201cBravo Giovanni!\u201d. Mi sento soddisfatto e piacevolmente sorpreso di me stesso e dei vantaggi del Micoren\u2026 me dimentico completamente.<\/p>\n<p>Dopo la premiazione, dove ricevo un\u2019orribile coppa pi\u00f9 simile a un oggetto da pesca di beneficenza che al degno riconoscimento di un secondo posto a una cronometro, Elena e Giulia vanno a casa. Io mi fermo a mangiare qualcosa con la squadra.<\/p>\n<p>Mangio, ma dopo un po\u2019 lo so che le chiacchiere post gara mi annoiano mortalmente. \u201cChe problemi hai avuto?\u201d \u201cLa bici come ha reagito?\u201d, ma chi se ne frega\u2026 ormai la gara \u00e8 conclusa. Decido di andare a casa.<\/p>\n<p>Entro da campione. Mia figlia mi corre incontro, Elena mi prepara un caff\u00e8. Intanto mi siedo sul divano. Sono stanco, molto stanco, ma obiettivamente una gara cos\u00ec, dopo tanto tempo di semplici giretti con la bici\u2026 Mi \u00e8 calata una stanchezza addosso\u2026 Sono le 16.00. Mi sdraio sul divano.<\/p>\n<p>Le mani di Elena mi scuotono la spalla. Apro gli occhi. \u201c\u00e8 gi\u00e0 pronto il caff\u00e8? Che ore sono?\u201d \u201cQuale caff\u00e8 oramai? Sono le otto!\u201d risponde. \u201cHo dormito quattro ore? Per una cronometro? Cazzarola\u2026\u201d intanto mi guardo intorno sperando che Giulia non sia nei paraggi \u201cBeh, amore\u2026 detto fra noi\u2026 Meno male che ho preso il Micoren per la gara, altrimenti a quest\u2019ora sarei veramente da buttare nel cesso\u2026\u201d \u201cQuale Micoren?\u201d mi dice Elena strabuzzando gli occhi. \u201cCome quale? Quello che c\u2019\u00e8 in bagno!\u201d le rispondo. \u201cIn bagno? Ma l\u2019ho buttato via!\u201d mi dice incredula. \u201cMa dai\u2026 ma se ho preso la boccetta\u2026 se \u00e8 la!?\u201d insisto quasi scocciato.<\/p>\n<p>Insieme andiamo verso il bagno, verso l\u2019armadietto con le antine a specchio. Apro con sicurezza il portellino e \u201cVedi Elena \u00e8 questa qui!\u201d mostrandole la boccetta. \u201cMa no\u2026 Quella \u00e8 la boccetta dell\u2019En! Quella che usiamo quando Giulia non vuole dormire. L\u2019etichetta si era strappata e io l\u2019ho riscritta a mano\u201d. Guardo l\u2019etichetta. Vedo la scritta praticamente come fosse la prima volta e in effetti\u2026 non \u00e8 ci\u00f2 che rimane dalla scritta Micoren, ma \u00e8 proprio&#8230; EN! Mi guardo riflesso sull\u2019armadietto. Un\u2019espressione a dir poco da culo\u2026<\/p>\n<p>\u201cOh cazzo\u2026 mi sono fatto una cronometro, con 30 gocce di sonnifero addosso!\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20232\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20232\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In equilibrio sulla mia purosangue, una Alan azzurra in alluminio con il nastro rosso sul manubrio, tenuto per il sellino della bici dal commissario di gara, mentre la mia mano \u00e8 appoggiata sulla sua spalla. 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