{"id":20217,"date":"2014-06-04T17:26:50","date_gmt":"2014-06-04T16:26:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20217"},"modified":"2014-06-08T18:36:19","modified_gmt":"2014-06-08T17:36:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-compagno-di-scuola-di-carlo-df","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20217","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Compagno di scuola&#8221; di Carlo Fiorentino"},"content":{"rendered":"<p>Non lo riconobbi subito. Poi scoprii qualcosa negli occhi, nel naso un po\u2019 adunco, forse nel solito pizzetto anche se imbiancato e nei capelli lunghi che lo facevano assomigliare ad un D\u2019Artagnan invecchiato.<br \/>\nIl particolare per\u00f2, che non mi lasci\u00f2 dubbi nonostante il suo aspetto, fu quella lunga sciarpa rossa che ancora, dopo tutto questo tempo, indossava. Stentai a ritrovarlo in quel tipo curvo, con una nevicata di forfora sulle spalle, accartocciato in un vecchio cappotto di loden blu, che trascinava a stento una Graziella da donna arrugginita carica di borse del supermercato. Eppure adesso che lo avevo osservato con pi\u00f9 attenzione potevo affermare, senza esitazioni, che quell\u2019ometto semi-zombie era il Dati.<br \/>\nUn tempo, che adesso sembrava appartenere ad un altro universo, eravamo compagni di scuola, all\u2019Istituto Tecnico Commerciale \u201cPapini\u201d. Stavamo all\u2019ultimo banco, quello vicino alla finestra. Durante le lezioni parlavamo delle \u201cideologie\u201d, di calcio e delle ragazze che ci piacevano. Spesso guardavamo fuori osservando la vita che scorreva lenta, annoiati dai professori e da tutto ci\u00f2 che proveniva dal mondo degli adulti. Ostentavamo una superiorit\u00e0 sdegnosa, quella di chi conosce la verit\u00e0 assoluta, che gli altri, meschini, non riuscivano a comprendere.<br \/>\nIl Dati poi era molto carismatico in quel periodo. Era una specie di capo dei Giovani Virgiliani. Parlava sempre alle assemblee e tutti lo ascoltavano con grande attenzione, ed era bravo con le parole. Creava intorno a s\u00e9 un alone di credibilit\u00e0 che faceva sentire vere e realizzabili le cose che diceva.<br \/>\nAll\u2019uscita di scuola, quasi ogni giorno, tornando a casa in bicicletta, cantavamo. Uno dei nostri pezzi forti era \u201cCompagno di scuola\u201d di Antonello Venditti. Il finale, quando la canzone dice:<\/p>\n<p>Compagno di scuola, compagno di niente,<br \/>\nti sei salvato dal fumo delle barricate?<br \/>\nCompagno di scuola, compagno per niente,<br \/>\nti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?<\/p>\n<p>lo gridavamo a squarciagola, eravamo sicuri di essere diversi, convinti che non ci saremmo mai fatti risucchiare dal \u201csistema\u201d. Ci sentivamo una avanguardia di un mondo nuovo, migliore, pi\u00f9 giusto.<br \/>\nPoi dopo l\u2019esame di stato ci perdemmo di vista. La citt\u00e0 divenne troppo grande per i nostri sogni e la vita reale ci prese nel suo vortice senza fine.<br \/>\nMa adesso il Dati era l\u00ec, davanti a me. Si era materializzato in quell\u2019ometto fiacco e curvo che si avvicinava.<br \/>\nPensai di fermarlo e dirgli: \u201c Ciao, ti ricordi dei bei tempi della scuola, quando eri il capo dei Giovani Virgiliani e infiammavi le assemblee generali alla camera del lavoro con i tuoi discorsi sulla forza nuova dei giovani, che dovevano spazzare via la vecchia classe dirigente democristiana controllata dalle multinazionali e dare a noi un futuro in cui credere?\u201d.<br \/>\nMa non eravamo pi\u00f9 gli stessi. Il tempo, la vita, trent\u2019anni della nostra vita, la sua e la mia, ci avevano cambiato, cresciuto, ucciso e risorto, trasformandoci in persone diverse da quelle che eravamo un tempo.<br \/>\nMi ricordai che una volta avevo sentito Piero Angela affermare che tutti gli elementi fisici che compongo il nostro corpo, l\u2019acqua, i metalli, i minerali, gli ioni eccetera, vengono completamente rinnovati ogni dieci anni; quindi noi avevamo per gi\u00e0 ben tre volte sostituito e rigenerato del tutto i nostri componenti. Eravamo persone diverse. Altri rispetto al passato.<br \/>\nCosa rimaneva allora adesso di quel Dati, di quegli ideali, delle bandiere rosse, della \u201clotta di classe\u201d, della Festa dell\u2019Unit\u00e0 ad agosto, delle risate delle ragazzine del Magistrale che incontravamo ai cortei, della \u201cRivoluzione\u201d, degli extraparlamentari, dei gol di testa in tuffo di Bettega, dei \u201ccompagni\u201d, delle battaglie di Cassyus Clay, della \u201cguerra fredda\u201d, gli assolo di chitarra di Mark Knopfler, dei film di Fantozzi al cinema, della DC, del Cavalluccio-dance la domenica pomeriggio, del Soviet Supremo, la pizza di Athos alle cinque, le parate di Zoff e di quella ragazzina carina che mi illustrava con fervore il modello di vita sovietico come il migliore al mondo, che poi \u00e8 diventata mia moglie e mi ha lasciato dopo la caduta del muro di Berlino?<br \/>\nForse la sensazione di aver creduto in un sogno, divenuto una favola, e poi tramutato in un incubo, che in seguito si \u00e8 perduto lentamente, ma con alcuni momenti di forte consapevolezza, rendendo progressivamente pi\u00f9 malinconiche le nostre anime di sognatori.<br \/>\nPensai alla tristezza di una serata che avevo trascorso qualche tempo prima ad una Festa di Liberazione. Qualcuno mi aveva detto che si mangiava bene e cos\u00ec andai con alcuni amici.<br \/>\nAvevo provato una stretta al cuore sentendo in sottofondo il mitico \u201cghitaron\u201d degli Inti-Illimani e leggendo alcuni slogan scritti su lenzuola sdrucite con la vernice spray che suonavano lontani, tipo \u201cHasta la victoria, siempre!\u201d, oppure \u201cPotere operaio\u201d.<br \/>\nArrivammo alle cucine da cui proveniva una buon odore di pesce. Dai tubi di ferro che sostenevano il tetto pendeva uno striscione, con su scritto: \u201cgastronomia operaia, cannibalizzazione, coltello, forchetta, mangiamoci il padrone!\u201d.<br \/>\nPoco dopo, mentre gustavo una ottima zuppa di pesce, li vidi. Fu allora che sentii arrivare con sgomento la malinconia, come un\u2019ondata interiore. Non lontano da me alcuni vecchi \u201crivoluzionari\u201d ormai ultra cinquantenni, con i capelli bianchi ed ingialliti, barcollavano stancamente tra i tavoli di legno. Sembravano relitti che ondeggiavano tra i flutti di un mare tempestoso. Erano gli ultimi superstiti di un\u2019epoca? Oppure si erano ridotti cos\u00ec solo perch\u00e9 erano rimasti fedeli ai loro sogni?<br \/>\nIo i sogni li avevo abbandonati gi\u00e0 da molto tempo, e mi sentii in colpa. Chi aveva avuto ragione, io o loro?<br \/>\nPensai di chiedere questo al Dati.<br \/>\nMa c\u2019era un articolo che mi aveva colpito sul giornale di quel giorno che tenevo nella tasca del cappotto. Lo tirai fuori e lo lessi di nuovo:<\/p>\n<p>Scoperta mega truffa da parte di un noto commercialista<br \/>\nTruffa milionaria scoperta nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, attuata da un noto commercialista della zona. Alberico Dati, questo \u00e8 il suo nome, invece di versare i soldi che gli venivano consegnati dai suoi clienti per le imposte e i contributi pensionistici allo stato, li depositava su un conto bancario svizzero, dove gli inquirenti hanno recuperato liquidi per un valore di oltre un milione di Euro.<br \/>\nLa truffa \u00e8 stata perpetrata a scapito di lavoratori, operai, artigiani e casalinghe di cui il Dati aveva ottenuto fiducia ed \u00e8 stata scoperta dopo un lungo periodo di indagini. Il commercialista \u00e8 stato tenuto sotto controllo dagli inquirenti fino al giorno in cui \u00e8 stato preso con le mani nel sacco. I finanzieri lo hanno fermato mentre rincasava con oltre duecentomila euro in una valigetta. I soldi sarebbero stati successivamente girati su un conto svizzero intestato ad una societ\u00e0 che poi si \u00e8 rivelata soltanto una copertura.<\/p>\n<p>Tentai di chiudere il giornale, ma uno zeffiro di vento me lo imped\u00ec. Riuscii soltanto ad accartocciarlo e gettarlo via, in un cestino dei rifiuti che era l\u00ec vicino.<br \/>\nIl Dati mi pass\u00f2 accanto, spingendo la bicicletta trafelato ed affaticato. Per un istante i nostri sguardi si incrociarono e per un attimo appena percepibile l\u2019espressione del suo volto cambi\u00f2, le rughe si rilassarono ed i suoi occhi guardarono lontano.<br \/>\nPoi, come dominato da una forza invisibile, pass\u00f2 oltre e continu\u00f2 a trascinare la bicicletta verso casa. Stanco e curvo, come i suoi sogni di ragazzo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20217\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20217\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non lo riconobbi subito. 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