{"id":20213,"date":"2014-06-04T17:28:53","date_gmt":"2014-06-04T16:28:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20213"},"modified":"2014-06-06T18:18:20","modified_gmt":"2014-06-06T17:18:20","slug":"ipremio-racconti-nella-rete-2014-l-tintinnio-giu-al-torrente-di-giovanni-valentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20213","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il tintinnio giu&#8217; al torrente&#8221; di Giovanni Valentini"},"content":{"rendered":"<p>Ero l\u00ec che mi facevo gli affari miei, semi-spalmato sull\u2019argine dell\u2019unico corso d\u2019acqua della zona &#8211; nulla di eccitante, solo il torbido simulacro di un vero fiume, popolato da pesci con scarsa considerazione di s\u00e9 e condito da rifiuti sui quali preferirei sorvolare &#8211; in una di quelle giornate in cui anche un treno merci sul ginocchio buono sarebbe in grado di riportare colore al tuo umore.<\/p>\n<p>Mi trovavo nella mia classica posizione di \u201crelax teso\u201d: il massimo che potessi raggiungere, come un cavallo che dorme in piedi o una sentinella a stomaco pieno che sonnecchia con un occhio solo.<\/p>\n<p>Arrivai persino a concedermi di alzare la faccia al cielo, chiudere gli occhi e lasciarmi scaldare dall\u2019insicuro sole di marzo (io nevrotico e lui insicuro, andiamo bene), ma, com\u2019era prevedibile, ci\u00f2 dur\u00f2 per pochi imbarazzanti secondi&#8230; forse nove, al termine dei quali ritornai sulle mie orme e alla mia posizione da quercia sospettosa.<\/p>\n<p>Mi limitai a giocherellare con la sabbia affondando le dita nei granelli e godendomi il gradevole micromassaggio, implorando il cielo di 1) non imbattermi in una carcassa in avanzato stato di decomposizione di un gabbiano vittima di un regolamento di conti tra gang appartenenti al cartello dell\u2019aringa e, 2) non farmi trafiggere da nessuno di quegli insidiosi granellini, perch\u00e9 Dio solo sa quanto odio la sabbia nelle unghie.<\/p>\n<p>Per alcuni attimi la mia mente si accartocci\u00f2 a riflettere su tutta questa storia degli avvistamenti di ufo e dei corpi luminosi alieni che solcano il cielo buio emettendo quei fasci di luce accecanti.<\/p>\n<p>In effetti mi sono sempre chiesto se sia davvero necessario, per chi guida un ufo, viaggiare con abbaglianti e fendinebbia a palla e divertirsi ad essere cos\u00ec coatto o se, al contrario, il comune autista di ufo &#8211; l\u2019ufista &#8211; non possa piuttosto cedere al vibrante fascino di guidare a fari spenti tra le stelle, lasciarsi illuminare solo dal loro bagliore e sentirsi come in una bolla di calda solitudine in un oceano di fredda solitudine.<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre il mio sistema limbico regolava l\u2019attivit\u00e0 esplorativa delle dita nella sabbia, il resto dell\u2019encefalo, al motto \u201cmetti che&#8230;\u201d concentrava le sue preziose energie nell\u2019attenta analisi del territorio circostante e dei potenziali rischi in atto (belve selvatiche, trafficanti di unghie e non-meglio-precisate forme di vita ostili) lasciando solo lo 0,4% delle risorse alle basilari attivit\u00e0 di sopravvivenza, quali, il battito cardiaco e la digestione delle uova al pesto che si riproponevano a cadenza regolare sottoforma di eruttazioni sommesse.<\/p>\n<p>Tutto preso a guardarmi spasmodicamente intorno con la serenit\u00e0 tipica di una gazzella entrata a curiosare nella sede del <em>Partito popolare dei leoni proletari<\/em>, ero nel pieno del mio relax e sentivo ripagata la faticaccia di quei trentadue chilometri percorsi a bordo della mia utilitaria rantolante per raggiungere il torrente silenzioso.<\/p>\n<p>Lanciai uno sguardo alla mia auto, parcheggiata con lo stile di un raccoglitore di sedano ubriaco, e la ringraziai per avermi accompagnato fuori citt\u00e0, anche quel giorno, con la sua solita pazienza. Lei si limit\u00f2 a ricambiare lo sguardo con la sua tipica espressione \u201cContento tu\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019esatto momento in cui fui catturato da una dozzina di mandorli in fiore, riflettendo su come la primavera sia una sorta di miracolo ad orologeria&#8230; <em>Tin!<\/em> la mia attenzione fu risucchiata da un&#8230; un ticchett\u00eco&#8230; un tintinn\u00eco&#8230; una specie di campanellino in scatola.<\/p>\n<p><em>Tic tic!<\/em><\/p>\n<p>Abbandonai le chiome spumose di quei guazzabugli rosa e abbassai lo sguardo verso il torrente cercando di focalizzare il tintinn\u00eco o, quantomeno, intuirne la provenienza.<\/p>\n<p>La mia mente torn\u00f2 a macinare. Assorta, rifletteva su 1) quanto l\u2019avocado cotto faccia ribrezzo e, 2) come, ancora oggi, i comuni software abbiano il tasto \u2018Salva\u2019 raffigurato da un floppy, gettando le nuove generazioni nella totale impossibilit\u00e0 di cogliere la sottigliezza e generando un imbarazzante anacronismo secondo solo all\u2019 \u201cOggi plumcake azzimo causa fuga dall\u2019Egitto\u201d esposto all\u2019esterno di una pasticceria di Liverpool nel 1993.<\/p>\n<p><em>Tic! <\/em><\/p>\n<p>Ancora quel ticchett\u00eco!<\/p>\n<p><em>Tin! Tin tin!<\/em><\/p>\n<p>Il rumore si faceva sempre pi\u00f9 intenso e sembrava avvicinarsi.<\/p>\n<p><em>Tic tic!<\/em><\/p>\n<p>Mi misi a sedere scrollandomi distrattamente la sabbia dai gomiti, aguzzai la vista e presi ad analizzare l\u2019acqua davanti a me e le sponde che contenevano quel torrente stantio.<\/p>\n<p><em>Tic! <\/em><\/p>\n<p>Ma cosa diavolo \u00e8 questo rumore? sbottai.<\/p>\n<p>Nell\u2019esatto istante in cui sentii il successivo \u201ctic!\u201d, un bagliore richiam\u00f2 la mia attenzione. Mi voltai di scatto e fui illuminato dal riverbero di un raggio di sole proveniente dal centro del torrente.<\/p>\n<p>Una volta uscita dall\u2019area irradiata dal sole primaverile, vidi galleggiare stancamente una vecchia bottiglia dolcemente avvolta da un\u2019elegante alga bluastra a mo\u2019di chiffon.<\/p>\n<p>Abbarbicata su di essa vi erauna piccola gazza che tentava di beccare, attraverso il vetro spesso, un verme tranquillamente adagiato all\u2019interno, forse divertito dalla scena o forse morto da mesi &#8211; pace all\u2019anima sua.<\/p>\n<p>Dalla forma pareva una di quelle vecchie bottiglie che doveva aver contenuto uno di quei liquori devastanti che ti percorrono l\u2019esofago come un anello di fuoco per poi sfociare nello stomaco, asfaltandolo.<\/p>\n<p>Dopo aver beccato senza risultati tangibili il vetro per un\u2019altra decina di volte, la gazza realizz\u00f2 quanto grama fosse stata la figura ai miei occhi, che ero l\u00ec a osservarla divertito mentre scorreva lentamente seguendo la stanca corrente del fiumiciattolo.<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2. La guardai.<\/p>\n<p>Si lev\u00f2 frettolosamente in volo, imbarazzata, ma tuttavia sollevata dal fatto che l\u00ec nei paraggi non vi fossero altre gazze pronte a deriderla per le settimane a venire.<\/p>\n<p>La sua reputazione era salva e sapeva di poter contare sul mio silenzio.<\/p>\n<p>Nel frattempo &#8211; comunicazione di servizio &#8211; ebbi il secondo reflusso gastrico della giornata.<\/p>\n<p>Le uova al pesto.<\/p>\n<p>Quando sei single e nel cuore della notte decidi di cedere all\u2019insonnia, e scopri con grande disappunto che il tuo vicino ha disattivato il router wifi col quale accedi a Internet dai primi anni Settanta, non ti resta che metterti ai fornelli.<\/p>\n<p>Anche se il tuo corpo cerca di comunicarti in tutti i modi &#8211; anche via fax &#8211; il proprio ripudio del cibo, l\u2019importante \u00e8 cucinare. Ed \u00e8 proprio nelle ore notturne che prendono forma i capolavori pi\u00f9 assoluti. Le uova al pesto rientrano in questa categoria e rappresentano l\u2019evoluzione di un progetto pilota, uova alla crema Chantilly, poi abbandonato con urgenza all\u2019arrivo dei paramedici.<\/p>\n<p>Tuttavia, tornando al torrente, per curiosit\u00e0 decisi di afferrare la vecchia bottiglia. Servendomi di un copertone sapientemente posizionato da un luminare dell\u2019arte postmoderna, mi addentrai nel torrente avvicinandomi alla traiettoria della bottiglia.<\/p>\n<p>Con una canna racimolata lungo la sponda iniziai a zappare goffamente l\u2019acqua nel tentativo di deviarne il lento corso tanto quanto bastava a dirottare la bottiglia verso di me.<\/p>\n<p>Era ormai sfida aperta tra me e lei: decisi di entrare nell\u2019acqua opaca &#8211; tra l\u2019altro, pure gelida &#8211; e afferrai la bottiglia prima di essere risucchiato da quella melma che mi avrebbe senz\u2019altro inghiottito e condotto negli inferi.<\/p>\n<p>La bottiglia era di un vetro solido e massiccio, come non se ne trovano pi\u00f9 in giro. Le decorazioni e gli intarsi incrostati dal sale confluivano verso il collo, solleticandolo, e raggiungendo un tappo che ne isolava stoicamente l\u2019interno.<\/p>\n<p>La scossi per sincerarmi sullo stato di salute del verme, ma sentii un tintinn\u00eco. Un altro??<\/p>\n<p>Scrutai l\u2019interno facendomi largo tra le venature incrostate e&#8230; non credetti ai miei occhi quando vidi sul fondo un anello d\u2019oro che abbracciava un brillante azzurro.<\/p>\n<p>Rimasi senza parole. La mia giornata non pot\u00e9 prendere una piega migliore. Ero radioso ed entusiasta per l\u2019incredibile ritrovamento, e il fantasticare sulla possibile storia rinchiusa in quella bottiglia mi riempiva di eccitazione ed entusiasmo.<\/p>\n<p>Com\u2019era possibile che quella bottiglia &#8211; che dava l\u2019impressione di aver ospitato i cognac pi\u00f9 pregiati durante ampollosi ricevimenti a corte &#8211; navigasse in quel torbido torrente accessibile solo a chi abbia effettuato il terzo richiamo del vaccino esavalente?<\/p>\n<p>Al diavolo le spiegazioni e le ricostruzioni storiche, esclamai festante. Mi tolsi i vestiti e li incendiai, cos\u00ec giusto per dare loro una disinfettatina superficiale, ed entrai in macchina euforico come un bimbo la mattina di Natale.<\/p>\n<p>Le uova al pesto erano digerite e appartenevano al passato.<\/p>\n<p>Mi rimisi in cammino verso casa alla guida della mia vettura sputacchiante con la mente incapace di non pensare all\u2019incredibile evento della giornata.<\/p>\n<p>Mi voltai verso il sedile posteriore, lanciai un\u2019occhiata alla bottiglia ammirandone la robustezza del vetro, quando una domanda mi assal\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Che la gazza si fosse solo momentaneamente allontanata alla ricerca di un martello?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20213\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20213\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero l\u00ec che mi facevo gli affari miei, semi-spalmato sull\u2019argine dell\u2019unico corso d\u2019acqua della zona &#8211; 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