{"id":20206,"date":"2014-06-04T17:19:00","date_gmt":"2014-06-04T16:19:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20206"},"modified":"2014-06-04T17:19:00","modified_gmt":"2014-06-04T16:19:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-mondo-che-conosco-di-agnese-poci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20206","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il mondo che conosco&#8221; di Agnese Poci"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon ce la posso fare, non ce la posso fare.\u201d Penso solo a questo quando riesco a salire sulla Metro B per la prima volta. Un fiume di gente sale e scende alle fermate, oblitera il ticket, sa esattamente dove andare, come muoversi in quel labirinto di corridoi tutti uguali, grigi e umidi. Il sollievo in quel marasma arriva solo sulla scala mobile. Attimi di riflessione per capire dove andare, seguendo la cartina da turista che ho acquistato. Il primo giorno della mia nuova vita a Roma sta per iniziare.<br \/>\nSvolto nel corridoio che mi porta al binario in direzione Laurentina. Dalla stazione Termini attender\u00f2 solo una fermata prima di scendere al Colosseo.<br \/>\nLa banchina \u00e8 affollatissima, ansia. All\u2019improvviso mi sento fuori posto.<br \/>\nChecifaccioquichecifaccioqui.<br \/>\n\u201cTreno in arrivo, allontanarsi dalla linea gialla\u201d tuona una voce dagli altoparlanti. Controllo per terra la striscia gialla. Sono lontana abbastanza? S\u00ec? O No? Indietreggio. Arriva il treno. Le porte si aprono. Si salvi chi pu\u00f2! Mi sono allontanata troppo. Le formiche impazzite della metro mi spingono verso l\u2019uscita. Con uno scatto insperato, riesco a farmi spazio tra la gente. Urto corpi, schiaccio piedi, pesto calli col trolley. Scusate, ma devo salire!<\/p>\n<p>Riesco ad aggrapparmi ad un palo. Mi ritaglio uno spazio vicino ad una donna. Dall\u2019accento e dai colori, sembra russa. Scelta pi\u00f9 infelice non potevo compiere! La donna parla, parla, parla ad alta voce con un\u2019altra signora accanto a lei. Siete vicine, perch\u00e9 gridi? D\u2019altro canto, l\u2019uomo accanto a me \u00e8 taciturno. Deve essere uno di quelli che crede nel linguaggio del corpo. Peccato che sia il suo odore ad esprimersi al posto suo. Cerco di capire come fare a non morire soffocata da quei profumi d\u2019Oriente, in cui \u00e8 la curcuma la spezia pi\u00f9 persistente che emerge dal bouquet della sua pelle, che mi inebria e stordisce. Sar\u00e0 l\u2019atmosfera dei primi caldi romani, saranno gli odori contrastanti, ma comincio a viaggiare con la fantasia. Guardo il mondo con occhi diversi<br \/>\nVolgo lo sguardo sulla sinistra. Non avevo notato che, proprio l\u00ec dove son aggrappata io, c\u2019\u00e8 un ragazzo mozzafiato. Alto, bruno, occhi blu, cuffiettine per isolarsi dal mondo. Un sorriso che stende! Me lo immagino seduto alla scrivania di un immenso ufficio nei piani alti di un grattacielo, a trattare di fusioni e acquisizioni di piccole e medie imprese. Cerco di restare bloccata sul suo viso, per osservarne le microespressioni. Purtroppo, non ci riesco e la mia fantasia deve piegarsi alla dura realt\u00e0. L\u2019occhio mi cade sul suo torace: ha la pelle sudaticcia e la camicia sbottonata sulla pancia appiccicata alla pelle crea strane macchie sul tessuto. Tanti nei azzurri che continua a toccarsi con la mano destra. Ad un certo punto, gli viene una fantastica idea. Deve aver pensato che asciugarsi la pelle coperta dal tessuto fosse il rimedio per eliminare quelle chiazzette disomogenee. Peccato che per farlo si ficchi una mano sotto la camicia. La trascina lungo tutto il petto per poi riacciuffare il palo. Angela non muovere la mano! Non permetterti a staccare la mano dal palo!<br \/>\nCavour.<br \/>\nLe porte si aprono, gente scende, gente sale. Lui rimane l\u00ec, accanto a me. Benvenuta a Roma!<br \/>\nPer fortuna, scendo alla prossima. Pochi istanti e sar\u00f2 libera! Spero che la metro si fermi subito, ma le mie aspettative vengono deluse da un brusco stop. Non cos\u00ec presto, per\u00f2! Il treno inchioda all\u2019improvviso. Stridono i freni sulle rotaie e qualche sbadato che non si \u00e8 afferrato ai sostegni atterra sui vicini di viaggio. Chi doveva planarmi addosso? Ma ovviamente, Altol\u00e0 al sudore! Sento la pelle appiccicaticcia, lui cerca di chiedermi scusa, abbozzo solo per cortesia un sorriso stringato che non lo convince.<br \/>\nNon si sa perch\u00e9 ci siamo fermati. Si susseguono nella mia mente una serie infinita di supposizioni: qualche depresso ha deciso di farla finita \u2026 Ci stiamo scontrando con un altro treno \u2026 Sono troppo pessimista. Angela, abbi fede! Purtroppo, tutte le vocine che si accavallano nella mia mente portano ad una sola certezza: rester\u00f2 ancora qui dentro accanto \u201call\u2019uomo che non deve chiedere mai\u201d\u2026 il deodorante!<br \/>\nQuell\u2019imprevisto ha suscitato non poco trambusto nella metro: si alza un vociare disordinato e in pochi istanti, tutti hanno per le mani un tablet o uno smartphone per mettersi in comunicazione con la superficie. Roma Report, Leggo.it, si cerca ovunque la notizia dell\u2019ultim\u2019ora che possa spiegare la frenata improvvisa, ma con scarso successo.<br \/>\nApprofitto di quel frangente per studiare la fauna che si muove nella giungla romana. Nei posti di fronte a me, c\u2019\u00e8 un anziano con gli occhialini da lettura che spulcia un quotidiano. In silenzio, sceglie con cura l\u2019articolo da leggere e gli dedica tutta la sua attenzione. Esattamente come fa il suo vicino di posto, che, sbirciando sul giornale dell\u2019anziano, commenta ad alta voce titolo e occhielli delle news.<br \/>\nAccanto a loro, c\u2019\u00e8 un uomo che, chiss\u00e0 da quanto, si \u00e8 fatto riacciuffare da Morfeo e approfitta dei pochi minuti di viaggio per riposare gli occhi. Mi diverto ad immaginare la sua vita: per me, lavora in un ristorante e, stanco da 10 ore di estenuante lavoro in un locale della Sallustiana, deve spaccare tutta Roma per poter tornare nella sua casetta, dove divide due stanze con moglie e tre figli.<br \/>\nIl volto di una donna bellissima, pochi posti pi\u00f9 a sud, cattura la mia attenzione. Immersa nei suoi pensieri, aspetta come tutti noi che il treno riparta. Le lunghe ciglia brune le incorniciano lo sguardo: forse domani torner\u00e0 ad insegnare, nella sua scuola per l\u2019infanzia, ad una ventina di bimbi come mettere su carta i loro sogni e la loro serenit\u00e0.<br \/>\nIl trillo di una suoneria oltremodo alta e ritmata mi scaraventa nella realt\u00e0: non so come, ma non mi ero accorta di avere alle spalle un gruppo di ragazzi con capelli alla Mio mini Pony, piercing e tatuaggi in bella mostra. Mi giro ad osservarli meglio mentre la ragazza risponde.<br \/>\n\u201cM\u00e0? S\u00ec, sto a torn\u00e0 \u2026 Semo nell\u2019auto, s\u00ec. Asp\u00e8, te passo Corado. Cor\u00e0, dijelo te a mamma che stamo a torn\u00e0.\u201d Passa il telefono a Corrado, presumo, che parla con un tono di voce molto pi\u00f9 basso. La ragazza con il piercing al naso, appena passato il cellulare all\u2019amico, sbotta con la moretta accanto. \u201cScialla, Rob\u00e9, nun ce pens\u00e0. Se parla co Corado, nun c\u2019hai da av\u00e8 paura\u201d la rincuora l\u2019amica, ma non sortendo l\u2019effetto desiderato, prosegue \u201dPoi Corado c\u2019ha na sberlocca! M\u00f2 vedi come se la \u2018nfinocchia.\u201d<br \/>\nRoberta, quasi con le lacrime al volto, appoggia la testa sulla spalla dell\u2019amica, che le dice \u201cMa nun vedi che ce stai male! Stai a stripp\u00e0! E c\u2019hai raggiorgio, Robb\u00e9! Ma si te dice che sei come n\u2019arbero de banane, nun la st\u00e0 a sent\u00ec!\u201d<br \/>\nLa giovane si asciuga, col dorso della mano, una lacrima che le solca lo spesso strato di eyeliner e le sporca il viso. Accenna un sorriso.\u201c Nun te fa ved\u00e8 cos\u00ec\u201d la sprona l\u2019amica, che cerca di rispondere a tutti i perch\u00e9 di Roberta. Stizzita dal suo atteggiamento, sbotta \u201dA Robb\u00e8, ma te c\u2019hai li bbruchi nella psiche! Avvorte raggioni p\u00f2po come er traduttore de gugle.\u201d<br \/>\n\u201cCi scusiamo con i passeggeri della Metro B per l\u2019inconveniente.\u201d Un comunicato stringato e asciutto, a noi non \u00e8 dato sapere perch\u00e9 ci si sia fermati nel bel mezzo di un cunicolo sotterraneo, ma tant\u2019\u00e8 che il treno riparte, tra lo sbuffare dei passeggeri e i commenti dei pi\u00f9 stanchi.<br \/>\nPochi istanti e la metro si ferma di nuovo. Stavolta, sono arrivata a destinazione. Scendo al Colosseo. Cerco l\u2019uscita e, dopo un paio di scale mobili, riesco a riveder le stelle. Un manto blu dalle impunture bianche che sovrasta l\u2019Anfiteatro Flavio. Cerco il posto migliore dove fermarmi. Trovo l\u2019angolazione giusta. Ecco, qui mi piace. Apro il trolley, esco fuori il cavalletto e mi sistemo alla buona. Voglio dipingere questo cielo stellato. Cos\u00ec voglio cominciare il mio viaggio intorno al mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20206\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20206\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon ce la posso fare, non ce la posso fare.\u201d Penso solo a questo quando riesco a salire sulla Metro B per la prima volta. Un fiume di gente sale e scende alle fermate, oblitera il ticket, sa esattamente dove andare, come muoversi in quel labirinto di corridoi tutti uguali, grigi e umidi. Il sollievo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20206\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20206\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4933,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-20206","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20206"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4933"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20206"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20661,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20206\/revisions\/20661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}