{"id":20194,"date":"2014-06-02T22:48:18","date_gmt":"2014-06-02T21:48:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20194"},"modified":"2014-06-02T22:48:18","modified_gmt":"2014-06-02T21:48:18","slug":"premio-racconti-per-corti-2014-la-titina-di-ivana-saccenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20194","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2014 &#8220;La Titina&#8221; di Ivana Saccenti"},"content":{"rendered":"<p>Nel novembre del \u201854, facemmo \u201cS.Martino\u201d, cio\u00e8 traslocammo a Vigoreto, una frazione di poche case, fuori Sabbioneta.<\/p>\n<p>La cascina dove abitavamo si apriva sulla strada con un enorme portone in legno; il cortile interno era un quadrilatero; al centro la grande aia bianca; su un lato le abitazioni del proprietario e la nostra; sul lato opposto la barchessa, cio\u00e8 il portico con la stalla, l\u2019abbeveratoio per le mucche e la pompa dell\u2019acqua, il fienile ed il granaio; sull\u2019altro lato il pollaio ed il porcile; in fondo, l\u2019orto ed il pergolato.<\/p>\n<p>Vivevo con i miei genitori, il nonno paterno Pietro e lo zio, fratello pi\u00f9 giovane di mio padre. Mia madre, sposandosi, era andata a vivere in \u201cfamiglia\u201d, cosa allora molto frequente, cio\u00e8 era entrata nella famiglia di mio padre. Lui era rimasto orfano di madre da piccolo e, trovandosi in tre uomini, c\u2019era bisogno di una donna. E solo Dio sa quanto lavoro abbia dovuto fare mia madre in quella famiglia pesante, senza possibilit\u00e0 di svago o divertimento.<\/p>\n<p>Mio nonno Pietro era un uomo basso, dal viso tondo, occhi e bocca piccoli, capelli bianchi, carattere chiuso, taciturno, schivo, asciutto. Non ricordo di lui un solo slancio, una sola parola di affetto, una sola tenerezza nei miei confronti. Non per questo penso che non mi volesse bene o non fosse legato a me, semplicemente non lasciava trapelare i suoi sentimenti, non li sapeva manifestare. Dentro di lui sono certa nascessero, come in tutti noi, gli istinti sentimentali, per poi infrangersi contro una barriera che non gli permetteva di esternarli, come le onde del mare che si formano in lontananza e si infrangono sugli scogli, prima di arrivare a riva.<\/p>\n<p>In quell\u2019ambiente di campagna, di vita dura, povera, difficile, ho conosciuto altre persone cos\u00ec, soprattutto uomini e tra queste anche mio padre.<\/p>\n<p>Nell\u2019et\u00e0 dell\u2019adolescenza prima, e della maturit\u00e0 poi, sono sempre stata attratta da questi caratteri. Ho sempre avuto per loro grande comprensione e rispetto, nella convinzione di trovarmi di fronte persone che soffrono. I sentimenti dentro pesano se non riusciamo a materializzarli con gesti, parole, espressioni fisiche e finiscono, giorno dopo giorno, per indurirci l\u2019animo di una crosta che fa male e che va via via sempre pi\u00f9 ispessendosi, fino a creare un muro di incomunicabilit\u00e0 e di incomprensione con gli altri.<\/p>\n<p>Per comprendere queste persone bisogna andare oltre i silenzi, oltre l\u2019esteriorit\u00e0 e saper cogliere il minimo indizio imperscrutabile, uno sguardo, una piega della bocca, il corrugarsi della fronte, un cenno col capo, un silenzio. E\u2019 il loro modo di comunicare, forse di chiedere aiuto. Tocca a noi comprenderli, E\u2019 un compito difficile, faticoso, che per\u00f2 col tempo affina, stimola e accresce la nostra sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella mia memoria conservo tre istantanee di mio nonno. Lo vedo seduto sulla soglia di casa, con la tabacchiera aperta sulle ginocchia, intento a prepararsi una sigaretta. Pizzicava con l\u2019indice ed il pollice un po\u2019 di tabacco, lo allineava ordinatamente sulla cartina bianca, la arrotolava con precisione millimetrica e poi, con entrambe le mani, la faceva scorrere sulla lingua, come fosse un\u2019armonica a bocca ed infine sovrapponeva i lembi e li chiudeva.<\/p>\n<p>Lo vedo nei pomeriggi caldi e appiccicosi di fine estate, seduto sotto il pergolato di uva fraga, che impregnava l\u2019aria di un profumo nauseabondo, immerso nella lettura dell\u2019Avanti, che gli arrivava ogni giorno, nel quale ritrovava le sue ideologie socialiste, da grande sostenitore di Nenni, qual egli era.<\/p>\n<p>Ed ancora lo rivedo aggirarsi per casa brontolando:\u201dTutti capricci, tutti capricci\u201d riferendosi al fatto che mia madre si permetteva di spendere qualche soldo per confezionarmi, con quelle mani d\u2019oro, leziosi vestitini, abbelliti di gale, fiochi e voulant, da sfoggiare la domenica a Messa.<\/p>\n<p>Avevamo allora una cagnolina, Titina, bassa, larga, lenta e pesante, pezzata bianca e nera. Non entrava mai in casa; la sua vita si svolgeva in giro, qua e l\u00e0, per i grandi spazi della cascina, seguendo l\u2019uno o l\u2019altro di noi. Bastava mettere un piede fuori dalla porta di casa, per ritrovarsela l\u00ec, all\u2019improvviso, come se apparisse dal nulla, a seguire i nostri passi, le nostre corse, come un\u2019ombra. Mi accompagnava in uno dei miei impegni giornalieri preferiti: scovare e raccogliere le uova delle galline. Mi vedeva con in mano un cestino di vimini e mi precedeva verso il pollaio. Credo che la paura delle galline la costringesse ad aspettarmi fuori, sull\u2019uscio. Poi andavamo sotto la barchessa a continuare la mia ricerca tra le balle di fieno. Lei scavava ficcando il naso ovunque, annusando come un cane da tartufo. A volte rimaneva immobile, sospesa per qualche minuto, come se avesse avvistato la preda. Negli spazi tra una balla e l\u2019altra le galline formavano piccole cavit\u00e0, simili a nidi, e l\u00ec deponevano le uova. Scovarle e sentirle, al tatto, ancora calde, mi dava un piacere ad una soddisfazione del tutto infantile. Poi, col mio bottino, orgogliosa, andavo in casa dalla mamma; lei prendeva un uovo, con un ago vi praticava due piccoli forellini alle estremit\u00e0 e me lo porgeva da bere.<\/p>\n<p>Per alcuni giorni Titina stette sotto la barchessa, davanti alla sua cuccia, sdraiata, col muso appoggiato a terra, senza reagire. Mio padre le portava da mangiare e la accarezzava. Nulla.<\/p>\n<p>A mezzogiorno, a tavola, sentii poche parole di mio padre allo zio ed al nonno:\u201dIl veterinario \u2026questa sera \u2026 ce la d\u00e0 Gianni \u2026\u201d e poi, rivolto a mia madre: \u201cNon farla venir fuori \u2026 tienila qui\u201d. Il discorso era volutamente enigmatico e frammentario.<\/p>\n<p>Era una giornata molto calda e, fin dal mattino, la mamma aveva esposto al sole, in mezzo all\u2019aia, il mastello pieno di acqua per lavarmi, verso il tramonto. Di pomeriggio manifestai tutta la mia impazienza per fare il bagno nell\u2019aia, cosa che mi divertiva molto, ma la mamma mi trattenne in casa, proponendomi di aiutarla a sgranare i piselli appena raccolti nell\u2019orto.<\/p>\n<p>Ci sedemmo in cucina, una di fronte all\u2019altra; la mamma era silenziosa, si sentiva solo il rumore dei baccelli che si aprivano sotto la pressione delle sue dita esperte e veloci e delle mie tenere e delicate, un po\u2019 impacciate. Sceglievo i baccelli pi\u00f9 panciuti e pieni, che sembravano scoppiare. Mi piaceva scoprire quella fila di palline verdi, tutte uguali, attaccate una all\u2019altra, cos\u00ec dolci e tenere. Ad un tratto, proveniente dalla barchessa, un colpo secco, nitido, pungente, un suono nuovo, che non faceva parte delle abitudini quotidiane della cascina, Poi pi\u00f9 nulla. Ancora silenzio.<\/p>\n<p>Mi fermai, mi guardai intorno, chiesi alla mamma. Non rispose, tenne la testa bassa e continu\u00f2 a sgranare. Quel suono, ormai muto, lancinava ancora le mie orecchie e mi aveva raggiunto dentro. La mamma mi tenne ancora l\u00ec, fino a quando finimmo tutti i piselli.<\/p>\n<p>Uscii e corsi d\u2019istinto sotto la barchessa. Titina non era al suo posto. Entrai nella stalla, Pap\u00e0 stava rastrellando il fieno sotto le mucche.<\/p>\n<p>\u201cDov\u2019\u00e8 Titina ?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u201d disse, continuando a rastrellare.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 ? Dov\u2019\u00e8 ?\u201d chiesi con fatica.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 morta \u2026 L\u2019ha detto il veterinario\u201d rispose lui.<\/p>\n<p>Corsi via e mi rifugiai su una balla di fieno, a svuotare tutto il pianto che avevo in gola e nel cuore. Rimasi l\u00ec da sola, sommersa dalle domande: Perch\u00e9 ? Chi ? Come ?<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 lui col tridente su una spalla: inforc\u00f2 con forza il fieno, lo lev\u00f2 e se lo rimise sulle spalle. Mi si avvicin\u00f2; i suoi occhi erano lucidi come quelli di Titina malata; la voce aveva perso la sicurezza e la determinazione di sempre.<\/p>\n<p>\u201cEra ammalata \u2026 Ne prenderemo un\u2019altra \u2026 Vieni nella stalla dalla Lollo\u201d. La Lollo era la mia mucca preferita, quella che mi dava il latte ogni mattina per colazione. Lo seguii. Scaric\u00f2 il fieno dal tridente e me lo pass\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 pesante\u201d dissi.<\/p>\n<p>Si mise al mio fianco e, a quattro mani, rivoltammo il fieno sotto la Lollo.<\/p>\n<p>Nessuno in casa tocc\u00f2 mai pi\u00f9 l\u2019argomento Titina, n\u00e9 io chiesi spiegazioni. Non seppi mai, nemmeno in seguito, chi le spar\u00f2 e con quale arma. Non lo volli mai sapere e sono certa che lui non avrebbe mai voluto che io lo sapessi.<\/p>\n<p>Il mio dolore quel giorno fu grande, immenso e mi parve inguaribile. Non fu cos\u00ec. Poche parole, pochi gesti, distillati goccia a goccia come si fa per preparare un prezioso liquore, mi diedero la certezza della comunione del mio dolore con lui. E una grande forza per crescere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20194\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20194\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel novembre del \u201854, facemmo \u201cS.Martino\u201d, cio\u00e8 traslocammo a Vigoreto, una frazione di poche case, fuori Sabbioneta. La cascina dove abitavamo si apriva sulla strada con un enorme portone in legno; il cortile interno era un quadrilatero; al centro la grande aia bianca; su un lato le abitazioni del proprietario e la nostra; sul lato [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20194\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20194\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4875,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[146],"tags":[],"class_list":["post-20194","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20194"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4875"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20194"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20558,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20194\/revisions\/20558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}