{"id":20185,"date":"2014-06-02T22:37:08","date_gmt":"2014-06-02T21:37:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20185"},"modified":"2014-06-02T22:37:08","modified_gmt":"2014-06-02T21:37:08","slug":"premio-racconti-per-corti-2014-da-valerio-di-ivana-saccenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20185","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2014 &#8220;Da Valerio&#8221; di Ivana Saccenti"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era stato un altro trasferimento da Vigoreto a Sabbioneta. Il mio nucleo famigliare si era smembrato: il nonno era andato a vivere in un\u2019altra casa con lo zio che si era sposato; mio padre aveva cambiato lavoro e quindi dovemmo lasciare la cascina. Non aveva intenzione di passare tutta la vita a fare il contadino, tanta fatica e pochi soldi, ed and\u00f2 a fare il camionista alla fornace, sfruttando la patente che aveva preso sotto le armi.<\/p>\n<p>Trov\u00f2 una casa imprigionata nel centro storico di Sabbioneta, in una di quelle viette strette, acciottolate, proprio di fronte al Teatro Olimpico.<\/p>\n<p>Vivevamo in due grandi stanze, cucina e camera da letto, gabinetto esterno, con soffitti altissimi ed enormi finestroni con le sbarre, ai quali per\u00f2 la luce rimaneva estranea a causa dell\u2019imponente edificio del Teatro Olimpico che si trovava dall\u2019altra parte della strada.<\/p>\n<p>Frequentavo con profitto la scuola elementare, a due passi da casa.<\/p>\n<p>Avevo appreso da mia madre e da mio padre quale privilegio fosse potere andare a scuola, visto che loro avevano frequentato solo fino alla 3\u00b0 elementare perch\u00e9 costretti a lavorare nei campi fin da piccoli.<\/p>\n<p>Ricordo che di pomeriggio, mentre la mamma ricamava seduta sotto la finestrona, eseguivo i miei primi \u201cconticini\u201d, utilizzando i fiammiferi. La mia maestra si chiamava Lucia, era sulla cinquantina ed aveva un bel volto largo, chiaro, luminoso, senza rughe, che si apriva ad un sorriso dolce e sereno. I capelli erano grigi argentati, tendenti al viola chiaro, corti, vaporosi; una voce calda, pacata, rassicurante, mai incline a toni acuti.<\/p>\n<p>A giugno, al termine della prima, un giorno tornai a casa sventolando la pagella che sanciva la mia promozione in seconda, con ottimi risultati. La feci vedere subito alla mamma ed insieme decidemmo di preparare una sorpresa a pap\u00e0. La sera apparecchiai la tavola per la cena e nascosi la pagella sotto il suo piatto, proprio come facevo con la letterina la Vigilia di Natale.<\/p>\n<p>Aspettai ansiosa che lui tornasse dal lavoro, sistemando di tanto in tanto il piatto, perch\u00e9 mi pareva che la pagella sporgesse. Quando arriv\u00f2, io e la mamma ci scambiammo continui sguardi d\u2019intesa; lui finalmente si sedette a tavola ed inizi\u00f2 a mangiare, mentre io a fatica facevo l\u2019indifferente. Gli tolsi la fondina e lui:\u201dAh! Ma qui c\u2019\u00e8 la pagella!\u201d.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 a leggere i voti e infine la frase pi\u00f9 importante:\u201dL\u2019alunna \u00e8 stata promossa alla classe seconda\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 stata proprio brava!\u201d comment\u00f2 la mamma. Lui aggiunse solo:\u201dDove devo firmare?\u201d ed io gli mostrai premurosa la riga, ma dalla fessura della sua bocca, appena incline al sorriso, colsi la sua grande soddisfazione.<\/p>\n<p>\u201cDomani sera, in premio, ti porter\u00f2 con me da Valerio e ti prender\u00f2 l\u2019aranciata\u201d.<\/p>\n<p>Valerio era il gestore del bar al centro del paese, d\u2019angolo con la galleria degli Antichi. Era coetaneo ed amico di pap\u00e0; un bell\u2019uomo alto, corporatura massiccia, viso aperto, una chioma di capelli ondulati. Pap\u00e0 frequentava sistematicamente quel bar di gioved\u00ec, sabato e domenica sera, e era questa una consuetudine molto diffusa tra li uomini del paese.<\/p>\n<p>Si incontrava con gli amici, parlavano, discutevano e giocavano a carte.<\/p>\n<p>Quella sera, come premio per la promozione, mi port\u00f2 con s\u00e9 per la prima volta. Per l\u2019occasione la mamma mi vest\u00ec \u201cdella festa\u201d: indossai i pantaloni, come piaceva a pap\u00e0, ed una camicetta che lei mi aveva ricamato. Con l\u2019apposito ferro, riscaldato sulla stufa, mi acconci\u00f2 i capelli a grandi boccoli, fermando le ciocche laterali con un fiocco rosa.<\/p>\n<p>Al bar, lui e i suoi tre amici presero posto ai quattro lati del tavolino, mentre io mi sedetti al suo fianco. L\u2019argomento della giornata era la mietitura: ciascuno raccontava a che punto erano i lavori nella propria cascina o in quella dei vicini. La mietitrice, che andava di casolare in casolare, quel giorno era dai Madini e l\u2019indomani sarebbe andata dai Sanfelice. Il raccolto sembrava buono, ma si lamentavano di aver spuntato un prezzo al di sotto delle aspettative. Mio padre, anche se non lavorava pi\u00f9 in campagna, partecipava con interesse ad interveniva con perizia e competenza. Io ascoltavo, per niente annoiata, i loro discorsi, seguendo con lo sguardo prima l\u2019uno, poi l\u2019altro, ma aspettavo con impazienza che mio padre facesse portare l\u2019aranciata.<\/p>\n<p>Finalmente alz\u00f2 il braccio per richiamare l\u2019attenzione di Valerio dietro il banco e ordin\u00f2 un mazzo di carte e un\u2019aranciata per me, indicandomi con il pollice. Arriv\u00f2 l\u2019uno e l\u2019altra.<\/p>\n<p>Iniziarono la partita a briscola.<\/p>\n<p>L\u2019aranciata S. Pellegrino si presentava in una simpatica bottiglietta panciuta, di vetro smerigliato, con una vivace etichetta; forma e colori sembravano fatti apposta per farti pregustare quel profumo inconfondibile. Ne versai met\u00e0 nel bicchiere. L\u2019effervescenza creava note cristalline, allegre, leggere, spumeggianti e sprigionava un profumo a me fino allora sconosciuto, che inspirai profondamente. Avvicinai il bicchiere alla bocca e tuffai lo sguardo in quello spettacolo: mille bollicine saltellavano lievi dal fondo alla superficie, si rincorrevano, si dileguavano, si riformavano dandomi un pizzichio al naso, inebriandomi e facendomi lacrimare gli occhi. Sorseggiai. Il gusto, un po\u2019 dolce e un po\u2019 aspro, era qualcosa che non avevo mai assaporato prima, qualcosa di assolutamente diverso e nuovo, lontano dalle uniche due bevande che conoscevo: l\u2019acqua della pompa, amara e ferruginosa ed il vino, di cui detestavo l\u2019odore.<\/p>\n<p>Mi godevo quei brevi lievi sprazzi di gioia infantile, bevendo a piccoli sorsi, perch\u00e9 il piacere durasse pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>La partita di briscola proseguiva, tra silenzi ed esplosioni di soddisfazione e delusione. La seguivo, anche se capivo poco, divertita dai \u201csegni\u201d, a me sconosciuti, che i giocatori si trasmettevano: smorfie del volto per segnalare al compagno la carta che avevano in mano.<\/p>\n<p>Tornammo a casa. Per strada gli chiesi di spiegarmi il significati dei \u201csegni\u201d. Li mim\u00f2 uno dopo l\u2019altro ed io li imitai. Mi fecero ridere; lui era serio, ma aveva colto la mia felicit\u00e0 di bambina per aver scoperto nuove conoscenze, nuove sensazioni.<\/p>\n<p>Ero contenta che lui fosse l\u00ec con me, ad accompagnarmi su nuovi sentieri della vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20185\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20185\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era stato un altro trasferimento da Vigoreto a Sabbioneta. 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