{"id":20182,"date":"2014-06-04T18:20:16","date_gmt":"2014-06-04T17:20:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20182"},"modified":"2014-06-04T18:20:16","modified_gmt":"2014-06-04T17:20:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-soldato-dei-sogni-di-serena-augello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20182","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il soldato dei sogni&#8221; di Serena Augello"},"content":{"rendered":"<p>A stare tanti anni lontani si ha la paura di dimenticare e di essere dimenticati. Bisogna unire a nodo stretto quel senso di appartenenza che, chi vive distante, cerca di preservare attraverso presagi, sogni e segni.<\/p>\n<p>Aurora conserva una memoria cristallizzata intorno all\u2019epoca felice della sua infanzia e adolescenza dalla quale si \u00e8 dovuta distaccare bruscamente. Lei \u00e8 quella ragazza ventenne diventata donna troppo in fretta; gi\u00e0 in tenera et\u00e0 ha imparato, senza parole, l\u2019alfabeto della sensibilit\u00e0 vivendola dentro s\u00e8. Il nome che porta descrive la sua personalit\u00e0: l\u2019aurora che sorge puntualmente ogni giorno illuminandosi dopo l\u2019oscurit\u00e0; colori che fluiscono, si mischiano e regalano meditazione.<br \/>\nL\u2019ottimismo la fa star bene per questo ogni mattina, prima di andare a lavoro, si arma di un sorriso che assomiglia ad una mezza luna timida. Aurora trova il buonumore nelle piccole cose quotidiane, come i sorrisi della gente per strada, i bambini che giocano al parco. Ama il giorno ma ha paura della notte, perch\u00e8 nel buio troppe volte ricomincia una storia: si aprono le finestre dell\u2019anima e i pori dei ricordi riportandola, attraverso flashback, alla \u201csfortunata\u201d sera d\u2019agosto in cui un incidente automobilistico le ha fatto perdere pezzi di cuore&#8230; i suoi genitori.<\/p>\n<p>Aurora, figlia unica, avrebbe voluto una sorella con la quale condividere gioie e paure, guardarla e scorgerne i lineamenti di mamma e pap\u00e0 andati via troppo presto. Rimase orfana e non riusc\u00ec pi\u00f9 a guardare le stelle, poich\u00e8 quella stessa notte di San Lorenzo si spense il suo cielo ed ogni vaga speranza di procreazione. Ma non sapeva che, il suo sogno \u201cirrealizzato\u201d, era accanto a lei ogni giorno ed io ne ero stato l\u2019artefice.<\/p>\n<p>Aurora, tornata a casa faceva i conti con i rimorsi: le volte in cui litigava con mamma e non ascoltava pap\u00e0, gli abbracci dati frettolosamente sui quali avrebbe voluto soffermarsi di pi\u00f9.<br \/>\nNel silenzio di quella casa ormai vuota ripeteva tra s\u00e8: \u201cVi sento cosi forte che rimango sveglia. Chiss\u00e0 se siete fieri di me! Darei di pi\u00f9 di tutto quel che ho per abbracciarvi ancora\u201d.<br \/>\nMentre stringeva a s\u00e8 il cuscino di mamma, dov\u2019era rimasto ancora il suo profumo. S\u2019imponeva quasi volutamente questo tormento per mantenere viva l\u2019attenzione sulla vita invisibile dei suoi cari. Il consueto rimorso terminava con la fatidica domanda: \u201cChiss\u00e0 come si vive nell\u2019aldil\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Aurora ogni domenica era solita recarsi al cimitero; su quella cappella di famiglia portava sempre una margherita perch\u00e8, sosteneva, &#8220;\u00e8 un fiore semplice e cresce ovunque; \u00e8 delicato e forte allo stesso tempo\u201d. E\u2019 il fiore che pi\u00f9 le somiglia.<br \/>\nDavanti alle foto dei suoi cari, contemplava quel mistero divino del cielo, il mistero della vita e della morte. Qualcun altro, portava lo stesso fiore ai suoi genitori. Pur rimanendo seduta per ore ad aspettare con curiosit\u00e0, Aurora non riusciva a scoprire chi fosse.<\/p>\n<p>Io seguivo tutto da un\u2019 altitudine vertiginosa!<\/p>\n<p>Aurora, durante i momenti di pausa sul posto di lavoro in ufficio, scarabocchiava i fogli di un block notes. Un giorno istintivamente, una voce interiore le fece scrivere queste parole: ANIMA, SOLITUDINE, SOGNO, SILENZIO.<\/p>\n<p>Ignara di ci\u00f2 che avrebbe vissuto quella stessa notte&#8230;<\/p>\n<p>Di ritorno a casa per le 22:00, dopo una lunga giornata lavorativa piena di riunioni, Aurora fece un bel bagno caldo ed indoss\u00f2 al posto del pigiama quella bellissima tuta ancora nuova di mamma. Anche se era un semplice indumento, averlo addosso la faceva sentire pi\u00f9 protetta. Poi, senza nemmeno cenare, si tuff\u00f2 sul letto esausta e per la prima volta si addorment\u00f2 immediatamente.<\/p>\n<p>Una voce soave diede musica al silenzio della notte: \u201cNon c\u2019\u00e8 vento o tempesta pi\u00f9 forte dell\u2019ANIMA che ti avvolge e sconvolge, provando SOLITUDINE; ma questo SOGNO ti salver\u00e0 dal SILENZIO che \u00e8 in te. Domani sar\u00e0 una nuova Aurora. Raggiungimi figlia mia, ti aspetto!\u201d<\/p>\n<p>Aurora si svegli\u00f2 di soprassalto ansimante e sudata. Non era mai successo che le apparisse in sogno sua madre. Aveva sperato cos\u00ec tanto per anni. Ricord\u00f2, nella fase di dormiveglia, il luogo in cui le apparve in sogno: un casolare circondato da una campagna in fiore, lo stesso che si trova ad un paio di chilometri dalla sua abitazione. Non a caso quotidianamente, passando per quel sentiero, sentiva sempre una forte agitazione nel cuore.<\/p>\n<p>Quel puzzle scomposto ormai da troppo tempo stava iniziando ad incastrarsi di nuovo. Ed io ne ero pienamente felice.<\/p>\n<p>Tornando a quella notte, Aurora non sapeva cosa fare: seguire i passi di un sogno o rimanere coi piedi per terra nella dura realt\u00e0?<br \/>\nUna forza maggiore la spinse gi\u00f9 dal letto, sembrava che qualcuno alle sue spalle l\u2019accompagnasse verso la porta di casa. Si lasci\u00f2 trascinare, con la paura di rimanere delusa e sofferente. Sal\u00ec in macchina molto confusa, cos\u00ec tanto da non essersi nemmeno accorta di uscire in pantofole!<br \/>\nGiunta in quel casolare, avvert\u00ec dei brividi sotto pelle. Un vento leggero le accarezz\u00f2 il viso ed un profumo la inebri\u00f2: lo stesso profumo del cuscino! Non riusc\u00ec a capire cosa stesse succedendo attorno a lei, ma quel buio non le faceva pi\u00f9 paura. Trov\u00f2 il coraggio di levare gli occhi al cielo dipinto di innumerevoli stelle, una delle quali cadde; fu proprio in quel momento che sent\u00ec qualcuno sfiorarle la spalla sinistra.<\/p>\n<p>\u201cFiglia mia devi imparare a custodire l\u2019eternit\u00e0. Sono sempre accanto a te, ogni istante, ancor pi\u00f9 di quanto potessi fare quando stavo in terra. Dio mi ha permesso adesso di toccarti, per farti sentire che ti accarezzo sempre proprio come quando eri bambina e dormivi abbracciata a me. Se tu riuscissi solo per un ora a guardarti attraverso i miei occhi, capiresti quanta gioia mi procuri, quanto io sia fiera di te!\u201d.<\/p>\n<p>Le lacrime di Aurora caddero come pioggia, e la sua voce trem\u00f2 allo stesso modo delle vibrazioni sonore di una corda tesa.<br \/>\n\u201cMamma sei proprio tu? Come fai ad essere qui? Dimmi che non te ne andrai. Non posso ritrovarti e perderti di nuovo, ho bisogno di te, di voi\u201d.<\/p>\n<p>Mamma Luisa ribatt\u00e8: \u201cNon muore mai ci\u00f2 che siamo figliola. Viviamo distanti ma vicini, annodati da un legame che nessun tempo avverso scioglier\u00e0. Sono qui adesso per farti credere nei sogni, quelli che tu da molto tempo hai abbandonato. Il vuoto che provi dentro \u00e8 scaturito dalla tua rassegnazione\u201d.<\/p>\n<p>Aurora istintivamente aggiunse: \u201cMamma, ho visto una stella cadere. Quella stella che \u00e8 stata la speranza dei miei giorni\u201d.<\/p>\n<p>Luisa rispose: \u201cFiglia mia, abbraccia la tua stella. Stringila e accompagnala nel cammino della vita, custodiscila per sempre, abbine cura\u201d.<\/p>\n<p>Aurora ancora incredula disse con rassegnazione: \u201cMamma, ma come faccio a stringere l\u2019astrazione?\u201d.<\/p>\n<p>Luisa pacatamente rispose: \u201cQuella stella ha un nome&#8230; Margherita. La vedi?\u201d.<\/p>\n<p>Aurora asciug\u00f2 gli occhi appannati dalle lacrime, si guard\u00f2 intorno e vide di fronte a s\u00e8 una ragazza ad occhi e croce di qualche anno piu grande di lei, seduta sugli scalini di quel casolare e circondata da prati in fiore coltivati con le margherite! Non riusc\u00ec a credere a ci\u00f2 che stava vedendo.<\/p>\n<p>\u201cMamma, cosa sta succedendo? Sto sognando o forse \u00e8 la realt\u00e0?\u201d pronunci\u00f2 stupita.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso apparve anche pap\u00e0 Mario che disse: \u201cLa realt\u00e0 mia cara batuffolina, non \u00e8 altro che ci\u00f2 che proiettiamo in essa, se noi crediamo tanto in un sogno, prima o poi si avvera\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0aa&#8230;\u201d grid\u00f2 pi\u00f9 forte. \u201cMi manchi! Mi mancava quel tuo chiamarmi teneramente batuffolina\u201d.<\/p>\n<p>Mario aggiunse: \u201cAmore mio, avverto ancora tra le mani la morbidezza dei tuoi boccoli biondi\u201d.<\/p>\n<p>Lei pianse pi\u00f9 forte di prima e, proprio in quel momento, Margherita si alz\u00f2 e corse verso Aurora.<br \/>\nCon una mano le accarezz\u00f2 i boccoli, con l\u2019altra le sollev\u00f2 il capo chino, scambiandosi gli sguardi, talmente profondi da vedersi specchiate una negli occhi dell\u2019altra. Quanta somiglianza!<\/p>\n<p>Con gioia Margherita disse: \u201cSai, ho atteso questo momento per troppi anni, ma nel frattempo non ho mai smesso di osservarti da lontano. Seguivo i tuoi passi senza il coraggio di farmi avanti. Quando tu aspettavi al cimitero quella persona che venisse a portare la tua stessa margherita, io ero l\u00ec, nascosta; per stare ancora un p\u00f2 noi tutti insieme: io, te e mamma. Se mi chiederai chi \u00e8 pap\u00e0, beh ti dir\u00f2 una cosa: ne ho avuti due; uno stava in cielo ancor prima che nascessi, si chiamava Francesco. Serv\u00ec la giustizia ed il suo paese da soldato. L\u2019altro padre invece \u00e8 anche il tuo e mi ha tenuto per mano molti anni ma anche lui un giorno ha preferito le ali alle scarpe&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Aurora rispose: \u201cOggi \u00e8 il mio giorno pi\u00f9 bello nel mondo, ho trovato te! Sei la stella che illumina il mio destino.<\/p>\n<p>Dal momento del loro incontro, le due sorelle vissero sotto lo stesso tetto, raccontandosi dettagli di vita. Soprattutto fu svelato ad Aurora il motivo di quegli anni vissute lontane: la nonna di Margherita, a seguito della scomparsa del figlio, volle con se la nipote, unica traccia rimastagli di Francesco. Luisa, per colmare la sofferenza della suocera, acconsent\u00ec al loro temporaneo trasferimento lontano dalla terra dei ricordi e mantenne in segreto la sua gravidanza poich\u00e8 era in attesa di soli tre mesi quando Francesco si spense.<\/p>\n<p>Aurora e Margherita, come un libro aperto, non smisero mai di leggersi con curiosit\u00e0 e passione. Meritavano la felicit\u00e0 che purtroppo le circostanze avverse avevano a lungo negato ad entrambe.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio vero quel che ha detto Mario: \u201cSe speri davvero in un sogno prima o poi si avvera\u201d.<\/p>\n<p>Non trovavo pace perch\u00e8 sentivo che la mia missione non era ancora finita. Io, Francesco, il soldato di questa famiglia allargata ora sono felice. Ho accanto mia moglie ed al suo fianco c\u2019\u00e8 anche l\u2019uomo che, nonostante tutto, le ha restituto la voglia di amare. Noi tre siamo diventati complici, vegliamo su Margherita e Aurora, possiamo seguirle ovunque e volare verso l\u2019infinito.<br \/>\nFinalmente le nostre stelle si trovano in perfetta congiunzione astrale, in un incastro perfetto; coscienti del fatto che, alzando gli occhi al cielo, possano trovarci senza che la notte faccia pi\u00f9 paura.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 esistere felicit\u00e0 migliore per noi!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20182\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20182\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A stare tanti anni lontani si ha la paura di dimenticare e di essere dimenticati. 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