{"id":20175,"date":"2014-06-03T22:24:24","date_gmt":"2014-06-03T21:24:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20175"},"modified":"2014-06-03T22:24:24","modified_gmt":"2014-06-03T21:24:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-una-sera-di-antonella-mei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20175","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Una sera&#8221; di Antonella Mei"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rimase accanto a me solo un attimo, giusto il tempo di dirmi che lui \u201cdopo\u201d amava starsene per conto proprio, e poi si allontan\u00f2. Ero imbarazzata. Decisi, tuttavia, di non rivestirmi subito, anche se mi affrettai a coprirmi con la trapunta a quadri arrotolata ai piedi del letto: era un modo per sentirmi meno indifesa nella mia nudit\u00e0. Mi accarezzai, facendo scorrere la coperta su e gi\u00f9, per non sentire la mancanza del suo corpo su di me.<\/p>\n<p>Ero serena e l\u2019incanto del piacere provato mi avvolgeva ancora.<\/p>\n<p>\u201cSe vuoi qualcosa da bere o da mangiare, non fare complimenti, il frigo \u00e8 pieno!\u201d, mi url\u00f2 dal bagno.<\/p>\n<p>Gli risposi che non mi andava nulla, poi udii scorrere l\u2019acqua. E finalmente mi sentii libera di dar sfogo alle mie riflessioni, felice che quel rumore ci avrebbe tenuto lontani, almeno per un po\u2019.<\/p>\n<p>Ero chiusa in un guscio di silenzio e di pace. Avevo bisogno di riprendermi da quel rapporto, che aveva coinvolto in maniera cos\u00ec prepotente i miei sensi. La violenza della passione mi aveva inebetito. Quasi sotto l\u2019effetto di una droga, cominciai a vaneggiare, trovando risposte illogiche a ogni interrogativo razionale che andavo ponendomi sugli sviluppi inattesi della nostra amicizia. Non capivo neanche il perch\u00e9 di alcuni suoi comportamenti, che erano alle volte davvero bizzarri, perfino irrispettosi.<\/p>\n<p>Ripensai alla prima volta che eravamo stati insieme. \u201cMi \u00e8 piaciuto moltissimo, sai?\u201d, mi aveva detto freddamente complimentandosi con me, come fossi una prostituta. Gli sorrisi, facendo finta di nulla, mentre si allontanava, senza concedermi una carezza o qualunque altro gesto di affetto. Non so se fu l\u2019eccessivo imbarazzo, o il non aver voluto dar peso a quelle parole, a impedirmi di andarmene. Di certo lui provava un gusto sottile nel farmi trovare a disagio e nel vedermi fingere di essere indifferente alle sue provocazioni. Ma la maggior parte delle volte che stavo con lui neanche riuscivo a sentirle quelle provocazioni. La mia mente era come offuscata e quasi inesistenti le mie capacit\u00e0 di analisi.<\/p>\n<p>Solo dopo, quando ore, giorni, settimane ci tenevano distanti per un po\u2019, riuscivo lucidamente a scomporre i suoi comportamenti, incasellandoli sotto varie etichette, cui davo un senso, illudendomi cos\u00ec di dominare la situazione. Dico \u201cilludendomi\u201d perch\u00e9 quando mi trovavo nuovamente insieme a lui, ricadevo nelle trappole che lui mi tendeva e, anche non volendo, finivo per fare il suo gioco.<\/p>\n<p>\u201cPosso permettermi di essere cos\u00ec con te, perch\u00e9 so che hai le palle\u201d, mi disse un giorno quando l\u2019accusai di avermi trattato male. \u201cCon la gente debole mi comporto diversamente\u201d.<\/p>\n<p>Riuscivo allora a nascondere l\u2019imbarazzo e il dolore che tante sue violenze verbali mi procuravano? No, credo invece che fosse pi\u00f9 comodo per lui fingere che io \u201cavessi le palle\u201d.<\/p>\n<p>Mi faceva della violenza anche palesandomi con cinismo la sua indifferenza nei miei riguardi con espressioni come \u201cnon voglio che tu ti senta legata a me\u201d, \u201csono una \u2018puttana\u2019, non riesco a rimanere fedele a nessuna donna\u201d e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Parlava spesso a sproposito, o faceva affermazioni per negarle, ridendo, subito dopo. Non si controllava, non rifletteva sull\u2019autonomia che le parole acquistavano una volta uscite dalla sua bocca. Ed erano parole che ferivano. Anche se, alle volte, venivano ripetute con cos\u00ec tale insistenza che finivano per spegnersi in una cantilena senza senso. Ma non sempre era facile intuire il confine tra finzione e realt\u00e0. Forse non lo conosceva neanche lui.<\/p>\n<p>A dispetto di tutto questo, io l\u2019amavo, amavo stargli accanto, pensarlo, sentirlo dentro di me, non solo con il corpo, anche con lo sguardo. Amavo i momenti, rari, in cui era tenero e premuroso con me, accogliendoli con infantile emozione, forse perch\u00e9 inattesi. E inatteso e dolcissimo era stato quel suo primo bacio mentre, arrampicati su una collinetta, di fronte al lago di Bracciano, cercavamo di scoprire il punto pi\u00f9 bello da cui poter vedere il panorama.<\/p>\n<p>\u201cLevati le scarpe, dai, sali a piedi nudi\u201d, mi disse.<\/p>\n<p>\u201cMa \u00e8 pericoloso, ci possiamo far male\u201d, risposi preoccupata. Eppure un po\u2019 ero curiosa di sentire l\u2019effetto dell\u2019erba umida sotto i piedi ed eccitata all\u2019idea di scalare quella salita in una maniera cos\u00ec selvaggia. Intu\u00ec la mia indecisione e si accost\u00f2 a me, invitandomi ad accettare il suo aiuto. Mi appoggiai a lui e, sollevata una gamba e poi l\u2019altra, mi liberai in un attimo delle scarpe che indossavo.<\/p>\n<p>Iniziammo a percorrere il primo tratto in salita. In silenzio. Fu a met\u00e0 strada che ci baciammo: inciampando su un piccolo sasso, mi aggrappai improvvisamente alla sua spalla e in un attimo ci ritrovammo stretti in un abbraccio.<\/p>\n<p>Nel distaccarci l\u2019uno dall\u2019altra, rimanemmo qualche secondo a guardarci, poi l\u2019umidit\u00e0 delle nostre labbra ci tenne uniti in un bacio intenso e vissuto senza freni, con la stessa naturalezza con cui i nostri corpi prendevano contatto con le cose che ci si rivelavano intorno.<\/p>\n<p>A quel bacio non seguirono altre effusioni. Forse aveva una donna (di questo lato della sua vita privata non sapevo nulla) oppure temeva che un coinvolgimento fisico avrebbe compromesso l\u2019amicizia che ci legava. Mi piaceva illudermi, invece, che si fosse innamorato di me e che temesse di abbandonarsi a un sentimento che lo avrebbe reso, in qualche modo, fragile. Diversi mesi pi\u00f9 tardi, tuttavia, ci ritrovammo a baciarci e toccarci di nuovo. E, una sera di primavera, finimmo per fare l\u2019amore. L\u2019istinto ci trov\u00f2 indifesi, costringendoci a movimenti sempre pi\u00f9 concitati che spezzavano i nostri respiri. Ma non mi aspett\u00f2, non aspett\u00f2 che anch\u2019io provassi piacere con lui. Subito dopo, rivestendomi, cercai di essere disinvolta, mentre il chiarore della luna mi aiutava a ricostruire il guardaroba.<\/p>\n<p>\u201cNon voglio legami. E poi sto vedendo altre donne, lo sai questo?\u201d. Mi parl\u00f2 con tranquillit\u00e0. Io ero accanto a lui, nella penombra, ad ammirare la luce insolita di quella sera.<\/p>\n<p>Risposi con indifferenza che non mi importava nulla di quelle affermazioni. Ma, in realt\u00e0, quando lui part\u00ec per le vacanze estive, stando fuori per quasi tre settimane, mi manc\u00f2 molto. Al suo ritorno ci sentimmo pi\u00f9 volte per telefono, per poi decidere di vederci a casa sua, dove ora mi trovavo, sfinita per aver colmato il vuoto seguito a tanta lontananza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019acqua della doccia continuava a scorrere, segno che ci voleva un altro po\u2019 prima che uscisse dal bagno. Di nuovo il ricordo del piacere provato si affacciava prepotentemente. Mi guardavo da fuori, come una divinit\u00e0 che, dall\u2019alto, contempla la miseria della condizione umana; avevo come l\u2019impressione che la mia anima fosse staccata dal corpo e lo guardasse con piet\u00e0, quel corpo stanco di cui ora mi soffermavo a guardare ogni dettaglio.<\/p>\n<p>\u201cNon ti sei vestita?\u201d.<\/p>\n<p>Un improvviso cono di luce evidenzi\u00f2 nel buio della stanza la sua sagoma. Indossava un accappatoio bianco; i piedi nudi, bagnati, lasciavano le orme sul pavimento, mentre si accostava al letto dove ancora mi trovavo. Si sedette un attimo accanto a me, sfiorandomi le guance con una mano semichiusa.<\/p>\n<p>\u201cCi vediamo tra una decina di minuti in soggiorno\u201d, si affrett\u00f2 a dirmi. \u201cHo lasciato qualche asciugamano per te in bagno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVa bene, grazie\u201d.<\/p>\n<p>Ci incontrammo mezz\u2019ora dopo. Lui leggeva in un angolo della stanza, comodamente seduto su una poltrona. Appena mi vide alz\u00f2 lo sguardo, per riabbassarlo subito dopo.<\/p>\n<p>Trovata una posizione sul divano di fronte a dove stava, iniziai a cercare un contatto, tentando di scambiare qualche parola. Ci guardavamo a distanza, come due animali che si temono e non osano avvicinarsi. Non resistendo alla tensione, mi alzai e con molta determinazione mi accostai a lui, gli levai il libro dalle mani e mi feci piccola tra le sua braccia. Non disse nulla. Cingendomi un fianco con la mano sinistra, faceva scorrere la destra su e gi\u00f9 lungo la mia schiena. Rimanemmo cos\u00ec per molto tempo. Continuavo a chiedermi se quello che stavo ricevendo era veramente un dono o qualcosa che lui si sentiva in dovere di concedermi. Chiusi gli occhi per ricercare quel buio che aveva allagato la mia anima, nel momento di massimo piacere, e dato luce alle profondit\u00e0 dell\u2019essere.<\/p>\n<p>Dono o no, quelle carezze rimarginavano inutilmente le mie ferite. Sapevo che non lo avrei pi\u00f9 rivisto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20175\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20175\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Rimase accanto a me solo un attimo, giusto il tempo di dirmi che lui \u201cdopo\u201d amava starsene per conto proprio, e poi si allontan\u00f2. 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