{"id":20146,"date":"2014-06-03T22:04:37","date_gmt":"2014-06-03T21:04:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20146"},"modified":"2014-06-03T22:04:37","modified_gmt":"2014-06-03T21:04:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-traghetto-di-domenico-nava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20146","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il Traghetto&#8221; di Domenico Nava"},"content":{"rendered":"<p>IL\u00a0 TRAGHETTO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con le mani stava appoggiato al parapetto della nave, su di s\u00e9 sentiva il peso degli anni e il suo sguardo aveva le pieghe che nel tempo lasciano i sorrisi e una vita di stenti.<\/p>\n<p>Il vento giocava coi suoi brizzolati e radi capelli, scompigliando il riporto che \u00a0gli lambiva le tempie.<\/p>\n<p>Ora su quel pontile stava ad osservare con gli occhi strizzati per il sole, la distanza che si creava tra l\u2019azzurro del mare e il verde dei boschi chiazzati dai profili delle case distanti.<\/p>\n<p>Accanto a lui un uomo indicava il punto in cui sarebbe stato costruito il ponte.<\/p>\n<p>Il collegamento che avrebbe nel futuro potuto unire le due sponde, da Cannitello, punta della Calabria alla zona vicino a Ganzirri, spuntone siculo.<\/p>\n<p>Lui guardava ma non comprendeva, non riusciva ad immaginare stagliata da un punto all&#8217;altro delle due coste alcuna struttura che le collegasse.<\/p>\n<p>Che la comunicazione dello stretto tra Reggio e Messina potesse avvenire attraverso un ponte, gli risultava difficile, persino inconcepibile.<\/p>\n<p>I traghetti erano stati parte della sua vita, con l\u2019odore dei motori, della nafta che aleggiava mentre saliva su in coperta fra i corridoi, sino ad arrivare a percepire quello dei saloni, delle stoffe dei \u00a0divani.<\/p>\n<p>La sua storia era quella che alcune persone si trovano gi\u00e0 realizzata da chiss\u00e0 quale strana stella.<\/p>\n<p>Lui ancora piccolo, in braccio alla madre si amalgamava con la moltitudine di persone che viaggiava, e capiva che il loro gioco era quel confondersi nei saloni, tra i ponti in ogni nave, in quel fare la spola da un porto all&#8217;altro sino all&#8217;et\u00e0 in cui impar\u00f2 a stare con una mano tesa ad attendere la carit\u00e0<\/p>\n<p>Per lui girare sulle navi, tra la gente era il vivere, come se tutto fosse una parte del suo mondo, le navi erano la sua casa, pi\u00f9 di quella in cui tornava di notte per dormire.<\/p>\n<p>L\u2019elemosina che riceveva e stringeva in un piccolo pugno chiuso, era il premio che si conquistava abbozzando il suo sorriso.<\/p>\n<p>E su queste riflessioni, nel rumore delle onde che s\u2019infrangevano sullo scafo, lo sguardo ripescava i ricordi.<\/p>\n<p>Siamo nel 1964, l\u2019anno in cui all&#8217;et\u00e0 di sette anni per la prima volta inizi\u00f2 a vivere il fascino del\u00a0 viaggio in traghetto.<\/p>\n<p>In quegli anni si traghettava da Reggio, dal porto della citt\u00e0 s\u2019imbarcavano sia treni che passeggeri.<\/p>\n<p>Lo istruirono su cosa dovesse fare, come stendere la mano tanto da impietosire i viaggiatori e come nascondersi eventualmente sgridato dai controllori.<\/p>\n<p>La sua fantasia viveva tra l\u2019incanto della navigazione e il muoversi lentamente tra la folla. Bagnandosi gli occhi cercava di strappare l\u2019attenzione e cos\u00ec qualche spicciolo..<\/p>\n<p>Era oltremodo piacevole per lui ragazzino seguire le manovre nei porti, accadeva infatti che una passerella veniva attraccata per far transitare; la manovra\u00a0 a seconda della forza del mare richiedeva un certo tempo, per molti interminabile.<\/p>\n<p>Con lo sviluppo tecnologico e dei mezzi di comunicazione, oltre la possibilit\u00e0 di traghettare da Reggio cresceva sempre pi\u00f9 l\u2019opportunit\u00e0 di navigare da Villa S. Giovanni pi\u00f9 vicina alla sponda sicula, con \u00a0un porto che poteva accogliere navi di stazza ben superiore. Divenne presto il porto che garantiva sia frequenti corse che un tempo di attraversamento dimezzato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 gente, per chi elemosinava, voleva dire maggiore contatti utili a racimolare soldi, era questo che agli adulti importava mentre lui era soddisfatto perch\u00e9 cos\u00ec poteva unire all&#8217;avventura della nave quella del treno, che li portava dalla stazione di Reggio\u00a0 alla vicina Villa.<\/p>\n<p>Per accedere alle navi, sia da Messina che da Villa si oltrepassava la stazione e spesso si attendeva che i treni finissero le manovre di imbarco. Il locomotore trainava i vagoni disponendoli su pi\u00f9 file nella nave e cos\u00ec via sino al completamento delle operazioni.<\/p>\n<p>Spesso si approfittava dell\u2019attimo in cui un vagone stava per essere sganciato, per attraversare velocemente il treno da uno sportello all&#8217;altro e cosi anticipare di qualche minuto l\u2019entrata sulla nave.<\/p>\n<p>Da piccolo lui veniva sollevato e una voce solerte lo invitava ad afferrare la mano di chi stava dall&#8217;altra parte del treno ed era pronto a riprenderlo, come un gioco; rubando la sensazione che quei treni emanavano, scavalcando spesso scatole legate da corde, valigie o persone \u00a0provate dal lungo viaggio.<\/p>\n<p>E di quei momenti gli erano rimaste le sensazione; perch\u00e9 quella gente spesso adagiata sui propri bagagli, con la barba lunga e le maniche delle camicie arrotolate sulle braccia aveva l\u2019odore della fatica, dei sogni legati come ogni cordicella attorno al loro bagaglio, alla cinta dei pantaloni, alle stringhe delle logore scarpe, alla gioia di tornare a respirare l\u2019aria di casa, e gli sembravano cos\u00ec uguali agli stracci che lui aveva ogni giorno addosso che li sentiva compagni d\u2019uno stesso viaggio.<\/p>\n<p>Poi a Villa la ristrutturazione degli\u00a0\u00a0\u00a0 imbarchi contemporanei a quelli di Messina, fece si che si accedesse esclusivamente attraverso i ponti che comandati, come dei medioevali ponti levatoi, facevano direttamente entrare sulla nave.<\/p>\n<p>Sostituii cos\u00ec il gioco dell\u2019attraversare il treno con l\u2019emozione di salire con le scale mobili, che lui considerava magiche.<\/p>\n<p>Navi sempre pi\u00f9 lussuose, con il servizio bar e annesso persino il ristorante, col profumo degli appetitosi arancini, il sapore del riso che viene fritto con una filante provola, in un rag\u00f9 ricco di piselli, che chiunque abbia mai attraversato questo Stretto, sicuramente conserver\u00e0 ancora il ricordo dell\u2019odore.<\/p>\n<p>La noia della traversata da parte di chi era pendolare o prestava servizio da marinaio ed era addetto alle operazioni di attracco, veniva smorzata dalle carte che facevano compagnia col gioco del \u201ctresette\u201d.<\/p>\n<p>Ne seguiva con attenzione ogni mossa: il ciglio che si muoveva, la mano che picchiettava, il colpo di tosse che avvertiva, e di ogni segnale che i compagni di gioco complici degli sguardi si scambiavano, li registrava nella sua mente come se vi fosse un tempo anche per lui per sedere a quei tavoli.<\/p>\n<p>Si divertiva ad ascoltare le battute pi\u00f9 o meno provocanti quanto a volte sfottenti che quei compagni di gioco recitavano fra loro, attorniati dagli amici, dai viaggiatori consueti, dai curiosi,<\/p>\n<p>Il suo mondo erano le navi e lo furono di pi\u00f9 quando in un angolo delle \u00a0panchine di legno sul punto pi\u00f9 alto della nave, vide gli occhi di sua madre spegnersi e rimase da solo, smarrito e col cielo scuro che gocciolava le sue lacrime mentre il mare si schiantava con rabbia sulla chiglia di prua.<\/p>\n<p>Lo trovarono addormentato sul corpo inerme della madre e la piet\u00e0 di quei marinai fece si che da quel giorno lui fosse il loro aiutante, durante il giorno aiutava in cucina e nelle pulizie di bordo, in cambio d\u2019un pasto caldo e un giaciglio per le notti.<\/p>\n<p>Crebbe in fretta, pi\u00f9 di ogni altro ragazzo della sua stessa et\u00e0, e in quel crescere un\u00ec l\u2019unico affetto che sentiva a bordo, tanto da venire ingaggiato come marinaio e quello divenne il suo vivere.<\/p>\n<p>Le navi pi\u00f9 veloci del suo crescere, aumentavano le comodit\u00e0, saloni pi\u00f9 eleganti, organizzati, accoglienti come tanti boudoir, che si sostituivano alle panche in legno, alle tipiche panchine che ricalcavano i sedili dei treni di quei tempi, ambienti pi\u00f9 raccolti dove trov\u00f2 spazio anche il telefono. .<\/p>\n<p>Lui vide in queste navi, il mezzo di unione degli emigrati, dei lavoratori pendolari, dei turisti rapiti dal fascino di solcare lo stretto, e sempre pi\u00f9 degli studenti universitari, che da Reggio si recavamo alla vicina citt\u00e0 universitaria di Messina.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, questi salotti traghettavano le speranze, portavano su questo mare le illusioni o le certezze dei tanti studenti, i commenti e le gioie di un esame, lo sconforto e la sofferenza per quello andato male, le risate per chi si impegnava in uno scatto a raggiungere il ponte della stessa nave.<\/p>\n<p>Nei fine settimana, le navi erano l\u2019occasione utile alle comitive dei ragazzi che si concedeva la gita verso l\u2019opposta sponda, verso l\u2019Etna, Taormina, o verso Gambarie, e le discoteche reggine.<\/p>\n<p>Lui giovane come loro, marinaio con gli occhi dello stesso colore del mare, stava ad ascoltare i suoni delle loro chitarre, i canti urlati a squarciagola o sussurrati, mentre li vedeva vicini ed abbracciati quando un fascio di luna s\u2019immergeva nel blu della sera.<\/p>\n<p>Poi venne il tempo degli amori, il viaggio con lei su queste navi, l&#8217;incontro che attendeva e che viveva nel suo turno, durante la pausa del loro viaggio.<\/p>\n<p>Un appuntamento che lo faceva sentire adulto quando lei si appoggiava al suo petto, nel loro bisbigliare mentre la sera si colorava di luci e l\u2019orizzonte si spegneva in un tramonto.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Loro stavano sul punto pi\u00f9 alto della nave, accarezzati dalla brezza del mare, custoditi dalle ombre che avvolgevano le voglie che si lasciavano andare in baci penetranti.<\/p>\n<p>Visse il tempo dell\u2019amore, l\u2019avventura che non sapeva se sarebbe durata fino in fondo al viaggio della vita, ma era il momento magico in cui ognuno stringeva la sua donna accostato alla prua o adagiava su una panchina vicino al fumaiolo della nave l\u2019amarezza d\u2019un amore perso.<\/p>\n<p>In quel tempo che visse a bordo dei traghetti lesse nei volti della gente innumerevoli sensazioni, tra gioia, pacatezza, malinconia e i fili della vita di chi s\u2019imbarcava gli passavano accanto, gocce che costruivano il mare della vita.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che un giorno ritrov\u00f2 lei seduta in quell&#8217;attesa del viaggiare, dopo un tempo che aveva segnato le loro scelte,\u00a0 si avvicin\u00f2 \u00a0e lo sguardo tradiva quel po\u2019 d\u2019imbarazzo per ci\u00f2 che avrebbe potuto essere, per quel discorso che troppo giovani non seppero tenere stretto.<\/p>\n<p>Lo incupiva, ora il solo considerare che il fascino di questi traghetti potesse smarrirsi, che si perdesse quel loro tranquillo cullarti e finanche il loro ondeggiare sui flutti a volte impetuosi, quello spazio di romanticismo che veniva concesso a chi per troppe ore aveva sofferto alla guida del suo mezzo.<\/p>\n<p>Le sensazioni, che si fondevano con questo mare ancora cristallino, nell&#8217;assaporare il bacio di questo sole sui sedili delle navi, il respirare l\u2019aria di casa nel momento stesso in cui si vede apparire come un saluto ai suoi figli la Madonnina, che all&#8217;entrata del porto di Messina benedice chiunque le passi davanti.<\/p>\n<p>Gett\u00f2 il mozzicone di sigaretta fra le onde, come fosse una parte d\u2019amarezza che sentiva addosso, era il tempo di sbarcare, il suo ultimo viaggio su quei traghetti.<\/p>\n<p>Sceso a terra si ferm\u00f2 e girandosi a guardare il mare pens\u00f2: \u201cUn ponte\u2026su questo stretto, chiss\u00e0 perch\u00e9 l\u2019uomo vuol vedere la sua vita correre sempre pi\u00f9 in fretta di quello che \u00e8 il tempo.\u201d<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi come a voler conservare ogni ricordo dei suoi anni su quello Stretto, sui suoi traghetti e poi si avvi\u00f2 in un debole, indeciso passo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20146\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20146\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" 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