{"id":20070,"date":"2014-06-03T19:02:02","date_gmt":"2014-06-03T18:02:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20070"},"modified":"2014-06-03T19:02:02","modified_gmt":"2014-06-03T18:02:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-diorami-di-ennio-costantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=20070","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Diorami&#8221; di Ennio Costantini"},"content":{"rendered":"<p>Da molto tempo, ormai, era convinto che la fauna umana fosse sostanzialmente divisibile in due grandi categorie.<br \/>\nLa prima, di gran lunga la pi\u00f9 numerosa, composta da individui che hanno solo certezze, oltremodo convinti di aver carpito il senso della vita e, soprattutto, di avere una funzione da assolvere in questo mondo, creature immaginate e partorite da un\u2019entit\u00e0 superiore e meticolosamente inserite in un meccanismo dagli ingranaggi perfetti.<br \/>\nInsomma, comparse e attori, pi\u00f9 o meno protagonisti, di una sceneggiatura divina.<br \/>\nLa seconda, meno affollata, abitata, invece, da soggetti in possesso di una sola, unica, grande certezza: quella di non avere certezze, se non la consapevolezza di fluttuare nell\u2019universo della vita senza possibilit\u00e0 alcuna di stabilire la direzione di marcia.<br \/>\nE a proposito di certezze, della sua appartenenza a quest\u2019ultima tipologia umana, egli non aveva il bench\u00e9 minimo dubbio.<br \/>\nQuesti i pensieri che gravitavano nella sua mente quel marted\u00ec mattina, un giorno illusoriamente gravido di speranze, irrealizzabili, come tutti quelli che lo avevano stancamente preceduto e tutti quelli che lo avrebbero, sine die, seguito.<br \/>\nAnni e anni di psicoterapie, psicoanalisi e psicofarmaci avevano sortito, come unico effetto, niente affatto terapeutico, quello di illanguidire le gi\u00e0 misere finanze famigliari, frutto agrodolce di duri anni di solo lavoro dei suoi genitori.<br \/>\nAveva appena sganciato 300 euro ad una segretaria che, in altri tempi, avrebbe fatto sentire vivo il suo organismo come nessun concentrato chimico sarebbe mai riuscito a fare.<br \/>\n\u201cPagamento in anticipo\u201d gli aveva detto, mentre lo sguardo di Rocco si perdeva inebetito tra le due splendide guglie che dominavano il suo orizzonte visivo.<br \/>\nL\u2019eco cartaceo delle sei banconote da 50 euro che, come impazienti del destino che le attendeva, transitavano velocemente dalle sue mani a quelle dell\u2019avvenente fanciulla, gli fece tornare in mente le parole di sua zia, inguaribile ottimista, la quale, tre giorni prima, con tono stentoreo, aveva sentenziato: \u201cnon essere il solito piagnucolone idealista, 300 euro sono niente, se solo pensi che per ottenere un appuntamento mi ci sono voluti sei mesi e centinaia di telefonate alle persone p\u00ec\u00f9 influenti che conosco.\u201d<br \/>\n\u201cStiamo parlando dell\u2019illustrissimo professor Erotavlas Onrete, mica di un dottorino qualsiasi, quell\u2019uomo ha sovvertito radicalmente i fondamenti della psichiatria.\u201d<br \/>\n\u201cTu devi pensare solo a guarire, finalmente, e a null\u2019altro.\u201d<br \/>\nIn effetti, si trattava di un metodo rivoluzionario.<br \/>\nCurare la depressione stando appesi mezzora al giorno a testa in gi\u00f9\u2026potrebbe apparire folle ai pi\u00f9, ma il metodo del dottor Erotavlas Onrete una sua logica ce l\u2019aveva.<br \/>\nLa depressione, in fondo, altro non \u00e8 che il mondo capovolto, una sorta di rovesciamento di prospettiva, tutto ci\u00f2 che \u00e8 vita diventa morte, tutto ci\u00f2 che \u00e8 allegria diventa funesto necrologio&#8230;<br \/>\nAd una prospettiva fisica diritta corrisponderebbe, a certe condizioni, una prospettiva esistenziale capovolta, quindi basterebbe ribaltare la prospettiva topologica per riportare in equilibrio il tono dell\u2019umore..<br \/>\nQuesta l\u2019essenza della geniale teoria.<br \/>\nNemmeno il tempo di destarsi dalle sue elucubrazioni mentali che si trov\u00f2 catapultato nello studio dell\u2019insigne luminare.<br \/>\nSeduto di fronte a se, dietro una mastodontica scrivania uniformemente nera come la pece, stava un omino minuto, dalla chioma argentata, il volto aguzzo e lo sguardo vitreo.<br \/>\nDopo una rapidissima presentazione, questi pretese che Rocco rovesciasse, sulla piattaforma lugubre che fisicamente li separava, i cumuli di dolore sepolti dentro di lui.<br \/>\nTerminata l\u2019espurgazione, l\u2019esimio scienziato roteo le orbite verso l\u2019alto, congiunse le mani e si lasci\u00f2 cadere leggermente all\u2019indietro sulla poltrona, dopodich\u00e9 fiss\u00f2 dritto negli occhi il paziente e, plasticamente, profer\u00ec il suo verbo.<br \/>\n\u201cNon esistono -disse- bacchette magiche in questa dimensione spazio temporale.\u201d<br \/>\n\u201cLei deve semplicemente trovare un punto di equilibrio tra le riflessioni sui massimi sistemi e le piccole incombenze quotidiane e per farlo non servono a nulla le tonnellate di farmaci che ha preso finora.\u201d<br \/>\n\u201cTrenta minuti al giorno, per sei mesi, appeso ad un albero, a testa in gi\u00f9, nella nostra clinica giardino e vedr\u00e0 che la sua visione della vita cambier\u00e0 profondamente, e con essa il suo tono dell\u2019umore.\u201d<br \/>\n\u201cL\u2019energia vitale torner\u00e0 ad irradiare il suo organismo e lei si sentir\u00e0 un altro, vedr\u00e0.\u201d<br \/>\n\u201cSe ha bisogno della ricevuta fiscale si rivolga pure alla segretaria\u201d.<br \/>\nConsulto finito e ritorno al futuro.<br \/>\nStava tornando a casa in tram, quando, meditabondo e ancora tramortito dai fiumi di sapere scientifico che avevano inondato il suo cervello, durante una sosta del veicolo, scorse qualcosa tra i cassonetti della spazzatura, sul marciapiede\u2026<br \/>\nImmerso in una pozza di sangue giaceva un piccolo cagnolino bianco, un meticcio dal pelo folto, le gambe grassottelle e la coda mozzata.<br \/>\nIl suo sguardo incroci\u00f2 quello del malcapitato animale e in un battibaleno f\u00f9 gi\u00f9 dal mezzo, mentre le portiere si chiudevano violentemente alle sue spalle.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 lentamente, schivando filari di amebe indifferenti, in punta di piedi, quasi temendo di poter ulteriormente ferire quel corpicino gi\u00e0 tremendamente violentato, quindi si chin\u00f2 sulla sventurata bestiola e per un attimo, lungo un\u2019eternit\u00e0, rest\u00f2 immobile, silente\u2026..<br \/>\nPoi niente f\u00f9 pi\u00f9 lo stesso o forse f\u00f9 come era sempre stato\u2026<br \/>\nRaccolse delicatamente quel batuffolo insanguinato, lo ripose con cura sul suo caldo ventre, cingendolo in grembo, racchiuso nell\u2019impermeabile e si avvi\u00f2, semicurvo e con passo spedito, verso casa.<br \/>\nMentre mordeva la strada, nevroticamente posseduto da una miscela esplosiva di dolore e rabbia, la sua mente centrifugava sul fatto che la stragrande maggioranza dei suoi simili era rimasta impassibile di fronte a simile scempio, ma soprattutto che avrebbe considerato, sempiterno, siffatto atteggiamento \u201cnormale\u201d\u2026<br \/>\nCos\u00ec, ad un tratto, come folgorato, ebbe la lucida consapevolezza che dal suo male non sarebbe mai guarito e che forse era giusto cos\u00ec\u2026<br \/>\nAl riparo nella sua dimora, cur\u00f2 quella carcassa dilaniata per tre giorni e tre notti, piangendo ininterrottamente, come la pioggia, all\u2019esterno, grondava lacrime copiose, anch\u2019essa in collera per l\u2019umana crudelt\u00e0\u2026<br \/>\n\u2026e f\u00f9 in uno dei rarissimi momenti di sereno, che dal suo animo riaffior\u00f2 il ricordo di quando, da bambino, insieme ai suoi amici, nelle sere d\u2019estate, amava scorrazzare per i viottoli di campagna popolati di lucciole, tornando a casa esausto, a notte fonda, stringendo tra le mani una bottiglia luccicante e con il cuore illuminato di gioia.<br \/>\nForse, era proprio vero, che, tutti noi, viviamo come imprigionati in bolle di sapone, dove miriadi di minuscoli aghi introducono freneticamente parvenze di vita come vuoti a perdere\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_20070\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"20070\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 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