{"id":19977,"date":"2014-05-31T16:54:57","date_gmt":"2014-05-31T15:54:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19977"},"modified":"2014-05-31T16:54:57","modified_gmt":"2014-05-31T15:54:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-unaltra-lei-di-silvia-volpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19977","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Un&#8217;altra lei&#8221; di Silvia Volpi"},"content":{"rendered":"<p>Anche se avesse un neo sul labbro, fosse alta non pi\u00f9 dello sgabello del pub GoOn dove andiamo a bere il venerd\u00ec sera. Se anche avesse i capelli talmente grassi da rendere dura la vita anche alle lendini, non m\u2019importerebbe niente.<\/p>\n<p>Sento che \u00e8 arrivato il momento di andarle incontro.<\/p>\n<p>\u201cElenaaaaa\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando mi chiama tiene la \u201ca\u201d lunga come il finale di un quattro quarti andante?<\/p>\n<p>\u201cSono ancora qui, arrivo\u201d rispondo con il volume a zero.<\/p>\n<p>La carta fotografica \u00e8 bastarda quando invecchia perch\u00e9 perde un po\u2019 di lucido e appiccica gli anni sulla faccia della gente. Mentre stringo la foto fra le dita rivedo la scena di quel giorno, precisa in testa. Per il compleanno dei miei diciott\u2019anni si era cenato a casa con gli zii e mia cugina Patrizia. C\u2019erano gli gnocchi al gorgonzola perch\u00e9 quello era il primo piatto di tutti i dieci aprile che io ricordi.<\/p>\n<p>\u201cAlzati, c\u2019\u00e8 da sparecchiare la tavola\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo capito, arrivo\u201d dico ancora a volume bassissimo.<\/p>\n<p>Gli occhi sono tutti e due sulla foto, la mia festa di compleanno.<\/p>\n<p>Me ne rendo conto solo ora che sempre, da lontano, ho studiato le sue abitudini, vergognandomi di spiare. Ma \u00e8 stato necessario. E\u2019 stato vitale.<\/p>\n<p>\u201cMa ti vuoi muovereeeee?\u201d. E\u2019 il grido di mia madre dalla cucina.<\/p>\n<p>Quella volta l\u00e0 ero seduta a tavola con la torta sotto il mento. Dietro c\u2019\u00e8 lui, mio padre, che sorride con gli occhi gonfi di soddisfazione; lei mi posa la mano sul braccio.<\/p>\n<p>\u201cCome siamo belli\u201d sussurro.<\/p>\n<p>\u201cChe dici?\u201d chiede affacciandosi alla mia destra.<\/p>\n<p>Vorrei dirle che \u00e8 venuta bene, con i capelli corti sembrava pi\u00f9 giovane della sua et\u00e0. Mio padre invece aveva gi\u00e0 messo su la pancia del cinquantenne pigro e buongustaio.<\/p>\n<p>\u201cSmettila di guardare quelle fotografie e passami i piatti\u201d.<\/p>\n<p>In questa foto sembriamo una famiglia felice, mia madre ha l\u2019aria di una ragazza. Ma non ce la faccio a dirle che cerco un\u2019altra lei, anche nei dettagli di quest\u2019immagine: nella mia bocca aperta e sorridente, nella pelle chiara come la luce della mattina. Vorrei poterla riconoscere in quell\u2019angolo di viso dove il mio occhio verde disegna una virgoletta.<\/p>\n<p>Ora so che un giorno o l\u2019altro potrei anche incontrarla, forse aspettarla sul binario di una stazione e guardarla mentre scende, incerta, gli scalini di prima classe della Freccia Rossa.<\/p>\n<p>\u201cMetti pure la tovaglia nel portabiancheria, anche oggi l\u2019avete sporcata con il sugo\u201d.<\/p>\n<p>Magari ci assomigliamo per il naso, piccolo e schiacciato. Chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Guardo meglio la foto di quel mio compleanno, sette anni fa, c\u2019era il diciotto rosa infilato nei decori di pasta frolla della crostata al cioccolato.<\/p>\n<p>Penso di dover togliere le figure dietro, mamma e pap\u00e0, perch\u00e9 su Faceboook \u00e8 il viso che conta, tanto vale ritagliarlo per bene. Quando avr\u00f2 postato la mia faccia, incrocer\u00f2 le dita e aspetter\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non me l\u2019hai detto subito, tanti anni fa?\u201d chiedo a mia madre rovesciando le bucce di mele nella pattumiera.<\/p>\n<p>Si vede che il sangue si \u00e8 incazzato e il suo viso avvampa. Mamma lascia andare un coperchio nella buca del lavello sdraiando i bicchieri come a una partita di bowling.<\/p>\n<p>\u201cDimmi, perch\u00e9 non subito? Perch\u00e9 non me l\u2019hai detto quand\u2019ero piccola?\u201d insisto.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non sarebbe cambiato niente. Noi ti vogliamo bene, questo \u00e8 quello che conta\u201d. Mamma parla con lo sguardo diretto alle piastrelline verde acqua che ricoprono le pareti della cucina.<\/p>\n<p>Ora sento che \u00e8 il mio viso a infiammarsi.<\/p>\n<p>\u201cMa come, c o s a sarebbe cambiato? Tutto sarebbe stato diverso. Possibile che tu non lo capisca?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAscolta, Elena, ti abbiamo cresciuta con tutto l\u2019amore di cui siamo stati capaci. Cosa ti \u00e8 mancato, eh? Dimmi, che cosa non ti abbiamo dato?\u201d.<\/p>\n<p>La rabbia acceca pi\u00f9 del sole di luglio a mezzogiorno, cava gli occhi e serra le orecchie. La rabbia \u00e8 narcisista, ti vuole tutta per s\u00e9. S\u2019insinua nella testa e per non farla esplodere da qualche parte esce la voce. Alta. Anzi, mi metto a gridare che la testa cos\u00ec \u00e8 al sicuro.<\/p>\n<p>\u201cTutto sarebbe cambiato. Tutto. La mia vita intera. Avrei dovuto saperlo da te e da tuo marito\u201d.<\/p>\n<p>Ma che fa, piange invece di ascoltarmi?<\/p>\n<p>\u201cVoi dovevate dirmi che un giorno siete andati a prendermi e da quel momento per me tutto \u00e8 cambiato. Come facevo a saperlo io, eh? Dimmelo, come potevo capire che cosa stava succedendo? Venti giorni, un mese? Quanto hai detto che avevo?\u201d. Sono a un millimetro dal suo naso, porco cane, scagliata sul suo viso come se volessi infilarmici dentro.<\/p>\n<p>Allento. Indietreggio.<\/p>\n<p>Ma che fa, continua a piangere?<\/p>\n<p>E\u2019 proprio vero che la voce \u00e8 come uno sfiato. Infatti non sto in pressione come poco fa. No, sento che qualcosa si \u00e8 sciolto.<\/p>\n<p>I singhiozzi di mia madre fanno pi\u00f9 rumore dell\u2019acqua aperta al massimo. E\u2019 voltata verso il lavello e questo mi rende pi\u00f9 facile lasciare uscire via tutto.<\/p>\n<p>\u201cDomani \u00e8 il mio compleanno e la legge dice che a venticinque anni un figlio adottivo pu\u00f2 chiedere informazioni sui genitori naturali. E\u2019 quello che ho intenzione di fare\u201d.<\/p>\n<p>Fingo di riordinare la frutta nel cesto di legno e sento che lei piange pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Non sopporto l\u2019odore dolce delle mele rosse, mi viene il voltastomaco.<\/p>\n<p>\u201cSei ingrata e testarda. Che bisogno c\u2019\u00e8? Questa \u00e8 la tua famiglia\u201d. Lo ha detto piano prima di asciugarsi il naso col fazzoletto.<\/p>\n<p>\u201cDa quando l\u2019ho saputo, non ho fatto altro che aspettare di poterla incontrare, ho cercato di osservare tutti i dettagli che avrebbero potuto portarmi da lei. Ma hai fatto in modo che ne trovassi ben pochi sulla mia strada. Peccato quella dimenticanza, quell\u2019atto di nascita che non mi d\u00e0 pace. Era nella cartella medica dell\u2019allergologo e lo sapevi che avrei preso in mano quei fogli per la visita di primavera, con questi pollini che mi massacrano il naso. Mi hai tradita anche l\u00ec, con quella falsa dimenticanza\u201d.<\/p>\n<p>Lei va a sedersi a tavola come se avesse sentito il mio invito intrappolato nelle troppe intenzioni. Mi metto accanto e di nuovo riprendo in mano la foto del diciottesimo compleanno.<\/p>\n<p>\u201cMi credi se ti dico che non l\u2019ho fatto apposta? Quel foglio non era mai stato nella tua cartellina delle allergie\u201d.<\/p>\n<p>Lessi il documento che avevo diciott\u2019anni appena, ma senza l\u2019aiuto di mamma e pap\u00e0 non potevo fare niente.<\/p>\n<p>Ora il tempo \u00e8 passato e domani ho l\u2019et\u00e0 per poterci provare da sola.<\/p>\n<p>Aspetto la mezzanotte per postare agli amici di Facebook la mia foto del diciottesimo, scattata poche ore prima di scoprire quella verit\u00e0: <em>il giorno 10 del mese di aprile del 1989 \u00e8 nata una bambina a cui viene dato il nome di Elena Defraianni.<\/em><\/p>\n<p>Dev\u2019esserci qualcuno nel mondo che pu\u00f2 aiutarmi a capire chi c\u2019era con me in quella sala parto dell\u2019ospedale dei Piccoli, a Firenze.<\/p>\n<p>I singhiozzi si sono smorzati ma lei ha la fronte che quasi sfiora il tavolo.<\/p>\n<p>\u201cEri la pi\u00f9 piccola, denutrita. Quando ci hanno chiamati eri gi\u00e0 stata abbandonata. Sono venuta a prenderti e ti ho portato con me. A casa\u201d.<\/p>\n<p>Sento che \u00e8 il momento di abbracciarla da dietro, almeno per sussurrarle in un orecchio tutto il bene che sento per lei. Ha le spalle morbide e il profumo della sua pelle apre le narici come la cima di una montagna.<\/p>\n<p>L\u2019altra \u00e8 un mattoncino da rimettere a posto per far stare in piedi tutta la mia esistenza.<\/p>\n<p>Sono pronta con la foto da postare. Facebook \u00e8 aperto e posso gridare a tutti che da oggi comincio a cercarla.<\/p>\n<p>Condividete, per favore.<\/p>\n<p>Voglio soltanto ringraziarla e sapere finalmente che anch\u2019io sono partita da l\u00ec. Con un\u2019altra lei.<\/p>\n<p>E\u2019 tutto a posto.<\/p>\n<p>Clic, pubblica.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19977\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19977\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se avesse un neo sul labbro, fosse alta non pi\u00f9 dello sgabello del pub GoOn dove andiamo a bere il venerd\u00ec sera. 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