{"id":19964,"date":"2014-05-31T16:41:08","date_gmt":"2014-05-31T15:41:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19964"},"modified":"2014-06-14T18:10:02","modified_gmt":"2014-06-14T17:10:02","slug":"premio-racconti-per-corti-2014-il-ragazzo-della-frutta-di-angela-lonardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19964","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2014 &#8220;Il ragazzo della frutta&#8221; di Angela Lonardo"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0\u00a0 Periferia di Lucca.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0La nebbia, salendo pigra e vellutata, carezza il viso dei passanti e rende il paesaggio malinconicamente sfumato.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un mercatino espone la sua frutta invernale. C\u2019\u00e8 gente intirizzita che, frettolosamente, sceglie il necessario da portare a casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Rita, col cappotto abbottonato fino al collo, il bavero alzato per difendersi dal freddo, cerca, tra i banchi di frutta, le arance da portare alla nonna, da qualche tempo, malata di febbre alta.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La voce narrante descrive nonna Diletta, che non vuole medicine perch\u00e9, dice, rovinano fegato e reni mentre scorrono le immagini dell\u2019anziana signora che sorseggia un uovo frullato con lo zucchero, una tazzina di caff\u00e8 ristretto e mezzo cucchiaio di brandy.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 E\u2019arrivata a novant\u2019anni, cos\u00ec, senza avere mai preso un\u2019aspirina, curando la febbre con il brodo di pollo e le arance premute insieme a un limone quasi acerbo.Non mette zucchero nel succo di agrumi perch\u00e9, sostiene, toglie le vitamine.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Il suo vero balsamo, per\u00f2, \u00e8 la preghiera, incessante, perpetua, fatta sottovoce o solo col cuore. Anche quando parla con qualcuno o ascolta i discorsi della figlia, del genero o dei nipoti continua a pregare, senza sosta.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Le sue mani creano capolavori all\u2019uncinetto, lavano le stoviglie, stirano montagne di biancheria ma le labbra sono sempre mosse dalle Ave Maria, dai Padrenostro, dalle Salve Regina, implorando lunga vita e serenit\u00e0 per tutti, e un bravo ragazzo per Rita che ha avuto una cocente delusione da Umberto, un suo ex compagno di liceo, che l\u2019ha lasciata dopo averla tenuta sulla corda per anni. Si sovrappongono, sfumate, le immagini di tristezza della ragazza delusa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 L\u2019orazione non si ferma mai, neanche quando, insonne, resta, con gli occhi aperti, nel buio della piccola stanza che la figlia Cristina ha arredato, per lei, col letto di ottone brunito, il comodino semplice, abbinato a un piccolo settimino di legno scuro, in arte povera, la soffice coperta trapuntata, di un rosa antico che, da sola, d\u00e0 vita a una calda atmosfera, e col piccolo armadio contenente le poche cose necessarie a chi, come lei, passa il suo tempo prevalentemente fra le mura di casa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita esamina la frutta sulla bancarella per individuare le arance pi\u00f9 grosse e due, tre limoni da aggiungere alla spesa. E\u2019 uscita apposta, lasciando, senza rimorso, il libro che stava leggendo avidamente. Non pu\u00f2 sottrarsi al suo contributo nella guarigione della nonna.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mentre, con i guanti di pelle imbottita, sceglie la frutta, il suo sguardo si alza, per un attimo, incontrando quello del giovane dietro il banchetto che, gi\u00e0 da un po\u2019, la osservava con ammirazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Rita, con il basco marrone da cui esplodono, in una luce dorata, i capelli fluenti ereditati dalla madre, di un rosso tiziano, lucidi e fluttuanti come onde marine, si accorge, ben presto, di essere osservata con insistenza.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mario non stacca gli occhi un solo istante da quel viso dolce, perfetto, con il naso piccolo e diritto, le labbra a cuore che, anche senza trucco, sono di un leggero rosa pesca. Gli occhi, un po\u2019 allungati verso le tempie, hanno delle pagliuzze d\u2019oro nel marrone chiaro dell\u2019iride.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un incanto che non permette a Mario di staccare lo sguardo da quella visione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita cerca di sembrare indifferente, ma le trema la voce nel chiedere di mettere, in una borsa di plastica riciclabile, dieci di quelle arance pi\u00f9 grosse e tre limoni verdi che si notano fra gli altri pi\u00f9 gialli.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 \u00abSono le\u201cmedicine\u201dper la nonna!\u00bb afferma, sorridendo timidamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Il giovane esegue. Porge la busta a Rita, si presenta, la prega di restare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita arrossisce, paga il dovuto e scappa via col viso in fiamme.<\/em><\/p>\n<p><em>Il giovane porge i soldi all\u2019uomo col grembiule che incassa, sorridendo, senza dire una parola, anche lui incantato dall\u2019esile figura di Rita che si allontana, lasciando un leggero profumo speziato dietro di s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita torna a casa in fretta. Fa freddo, la giornata umida non invita a rimanere per strada. Aprendo la porta di casa, avverte il tepore, che s\u2019irradia dai termosifoni, inondarle tutta la persona.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Appende il cappotto all\u2019attaccapanni, entra in cucina, distribuendo la frutta nella cesta al centro del tavolo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un breve sguardo alle ville trecentesche sparse sulle campagne intorno, avvolte dalla caligine, che s\u2019intravedono dalla finestra le fanno, per un attimo, rimpiangere le lunghe passeggiate estive lungo i viali fiancheggiati da alberi secolari che conducono ad esse ma ci\u00f2 che la riscuote da pensieri rivolti alle estati trascorse \u00e8 il risuonare nella mente della voce di Mario che si presenta a lei, chiedendole di restare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Che ci fa quel ragazzo, cos\u00ec distinto, a vendere frutta in un mercatino nella periferia di Lucca?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Con questi pensieri entra in camera della nonna che sembra sonnecchiare, con lo scialle appoggiato sulle spalle, ormai irrigidite dall\u2019artrosi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita si accosta al letto, rimbocca le coperte, abbassa leggermente la tapparella per creare quella penombra che permetta alla nonna di riposare meglio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rimanda la preparazione della premuta di agrumi a quando nonna Diletta si sveglier\u00e0 e ritorna alla lettura del suo libro.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Dalla finestra, ode il fischio flautato di un merlo, poggiato sulla sommit\u00e0 dell\u2019albero davanti casa, che le ricorda di distribuire i semi, come ogni mattina, sul terreno, nelle aiuole sotto casa, affinch\u00e9 le povere bestiole, nel freddo inverno, abbiano di che sfamarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Riempie la piccola ciotola di granelli, infila il cappotto, avvolge la sciarpa al collo e scende gi\u00f9 a versare quei chicchi nell\u2019erba gelata.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Si diverte, ogni volta, a guardare le schiere di merli, le coppie di tortore e alcuni piccioni che la attendono, schierati sui tetti di fronte casa, in attesa di poter volare tra gli steli a beccare il loro cibo preferito.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Quando lei ritarda, per qualche motivo, questo rituale, gli uccelli guardano insistentemente verso la finestra di casa, con aria di rimprovero, passeggiando nervosi e impazienti, finch\u00e9 lei non decide di scendere e compiere quel piccolo obbligo quotidiano.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Quando rientra in casa, Rita fa una capatina in camera della nonna, ma \u00e8 tutto come prima. Un leggero ronfare si avverte distintamente.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Cos\u00ec, torna ancora al libro che ha lasciato per uscire a comprare la frutta.<\/em><\/p>\n<p><em>Passa pi\u00f9 di un\u2019ora prima che decida di tornare nella stanza da letto di nonna Diletta.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La trova con gli occhi socchiusi, lucidi di febbre, gli zigomi arrossati dalla temperatura che sale, con le braccia tremanti per il freddo che lei sola avverte, perch\u00e9 la camera non \u00e8 per niente gelata.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita ha paura che la situazione sia peggiorata. Chiama sua madre e, insieme, decidono di consultare un medico.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Nonna Diletta cerca, molto flebilmente, di protestare ma non c\u2019\u00e8 verso di convincere Cristina e Rita che non ha bisogno di cure.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 \u00abMi basta un po\u2019 di premuta e star\u00f2 subito meglio.\u00bb la voce si fa quasi un sussurro. Sviene.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita sta per piangere. La paura che possa accadere qualcosa d\u2019irrimediabile attanaglia il suo cuore che comincia a battere all\u2019impazzata.<\/em><\/p>\n<p><em>La madre corre al telefono per chiamare il medico di famiglia. Niente! Non risponde.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Pensa, allora, di chiamare la guardia medica. Con le mani che le tremano, cerca la guida telefonica. Compone il numero. Dopo qualche secondo, le risponde la voce gentile del medico che chiede l\u2019indirizzo dove recarsi per la visita, intanto che rincuora Cristina, dicendo di non preoccuparsi perch\u00e9, a una certa et\u00e0, la febbre alta pu\u00f2 portare un livello di disidratazione che, abbassando la pressione, provoca svenimento.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abArrivo immediatamente!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Con quelle parole si congeda, dandosi il tempo di chiudere la guardia medica, esporre il cartello: \u201cSono fuori per una visita. In caso di necessit\u00e0, chiamare il numero\u2026.\u201d e correre verso l\u2019auto. Prima di salirvi, s\u2019informa di dove sia Via dei Mughetti, il numero cinque. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 E\u2019 da pochi giorni a Lucca e non conosce ancora tutte le strade di quella tranquilla periferia della meravigliosa citt\u00e0 toscana.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Una signora anziana, con una busta della spesa appesa al braccio sinistro, si premura di spiegargli, con dovizia di particolari, il percorso da seguire.<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 risulta, dalle spiegazioni, piuttosto vicino allo studio medico, il dottore s\u2019incammina a piedi lasciando l\u2019auto parcheggiata.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita, con il cuore in gola, cerca di rianimare la nonna mettendole, sotto il naso, la sua boccetta di profumo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mentre passa l\u2019odorosa bottiglietta sotto il pallido viso della nonna, rincasano, dalla scuola, i fratelli di Rita, Massimo e Giuseppe che percepiscono, immediatamente, che le cose, in casa, non vanno bene.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Liberandosi in fretta dagli zaini e dai cappotti, si precipitano, anch\u2019essi, in camera della nonna che, nel frattempo, sta riprendendo conoscenza.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La paura forte \u00e8 \u2019passata, ma la preoccupazione ancora morde lo stomaco a Rita e Cristina.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Sentono bussare al portone di casa. Con delusione, odono la voce del postino che chiede di aprire per lasciare la corrispondenza nelle cassette.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 I minuti passano. Sono quasi le due quando anche Pio, il marito di Cristina, rincasa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Del medico, invece, neppure l\u2019ombra.<\/em><\/p>\n<p><em>Il dottore, infatti, ha sbagliato strada. Nell\u2019imboccare un vialetto che, nelle spiegazioni, gli \u00e8 sembrato fosse Viale dei Mille, ha sbagliato completamente direzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Torna indietro per un tratto, poi, finalmente, si trova di fronte Via dei Mughetti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Per trovare il cinque non ci mette molto. Citofona. Gli risponde la voce di Pio che lo invita a salire al terzo piano di quel grazioso condominio, con il giardino ben curato e qualche albero distribuito qui e l\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mentre il dottore sale, Rita va in cucina per bere un bicchier d\u2019acqua. Ha superato la paura, ma la gola \u00e8 arida come il deserto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Nel frattempo, il Dottor Meoli fa il suo ingresso nella camera dell\u2019anziana paziente. \u00abCos\u2019 ha questa bella signora!\u00bb esclama, rivolgendosi a Diletta.<\/em><\/p>\n<p><em>La nonna, per\u00f2, ha uno sguardo indispettito.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 \u00abBastava una premuta di arance per curarmi. Che necessit\u00e0 c\u2019era di farvi venire fino a casa?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Il dottore, divertito ma incurante della protesta, tasta il polso alla signora, misura la pressione, prescrive, con grande sollievo di Diletta, qualche premuta di arance, bacia in fronte la sua paziente e le da\u2019 un pizzicotto affettuoso sulla guancia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Diletta sorride. Ha dimenticato il suo risentimento. Le piace proprio quel ragazzo, cos\u00ec giovane e gi\u00e0 cos\u00ec esperto, anche quel tantino \u201cfiglio di\u2026.\u201dche gli conferisce un\u2019aria pi\u00f9 simpatica.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mentre ripone lo stetoscopio nella borsa, lo sguardo del Dottor Meoli si posa sulla figura che appare sulla soglia della stanza, anticipata da un profumo che gli sembra familiare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Il tempo si ferma all\u2019istante.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche Pio, Cristina, Diletta, Massimo e Giuseppe rimangono incantati, come nella fiaba della bella addormentata, nell\u2019osservare il reciproco stupore di Rita e del Dottor Meoli.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Quell\u2019incantesimo non dura cento anni, ma sembra, comunque, interminabile.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita a stento riesce a chiudere la bocca che si \u00e8 aperta in un\u2019O di stupore.<\/em><\/p>\n<p><em>Mario \u00e8 l\u00ec, in quella stanza. Il \u201cragazzo della frutta\u201d \u00e8 il nuovo medico di guardia e la fissa esattamente come quella mattina, dietro il banchetto dell\u2019ortolano, con ammirazione e adorazione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mario scoppia in una risata fragorosa quando capisce l\u2019imbarazzo di Rita che ha chiesto a un medico di venderle le arance.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita, rossa in viso per la vergogna, prima s\u2019infuria, pensando a come Mario le abbia venduto la frutta, prendendo anche il denaro senza dire nulla, poi si scioglie anche lei in una risata, il tutto nel breve spazio di un secondo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Gli altri, non capendo nulla di ci\u00f2 che avviene sotto i loro occhi, si guardano increduli.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Solo Diletta sorride. Ha capito: la sua preghiera si sta avverando.<\/em><\/p>\n<p><em>Mario dice, rivolto a Rita: \u00abMi avevi chiesto le medicine per la nonna ed io, in qualit\u00e0 di medico, ti ho accontentata!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Rita sorride, arrossendo.<\/em><\/p>\n<p><em>Da quel giorno, la famiglia di Rita si abitua alla costante presenza di Mario in quella casa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Un merlo, col suo fischio flautato, si posa sul davanzale per esprimere il suo consenso.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Poi vola via, perdendosi nella nebbia.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19964\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19964\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 Periferia di Lucca. \u00a0La nebbia, salendo pigra e vellutata, carezza il viso dei passanti e rende il paesaggio malinconicamente sfumato. \u00a0\u00a0 Un mercatino espone la sua frutta invernale. C\u2019\u00e8 gente intirizzita che, frettolosamente, sceglie il necessario da portare a casa. Rita, col cappotto abbottonato fino al collo, il bavero alzato per difendersi dal freddo, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19964\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19964\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4824,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[146],"tags":[],"class_list":["post-19964","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19964"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4824"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19964"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19964\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20835,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19964\/revisions\/20835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}