{"id":19962,"date":"2014-05-31T16:34:59","date_gmt":"2014-05-31T15:34:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19962"},"modified":"2014-05-31T16:34:59","modified_gmt":"2014-05-31T15:34:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-profumo-per-donna-di-christian-fanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19962","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Profumo per donna&#8221; di Christian Fanti"},"content":{"rendered":"<p><strong>1.<\/strong><\/p>\n<p>Fabio ripose il secchio sullo scaffale del garage e si gir\u00f2 a guardare la macchina. Aveva fatto un buon lavoro. Finalmente era tornata al suo vero colore. Era una vita che non lavava pi\u00f9 l\u2019auto a mano. Prima lo faceva sempre. Il sabato, mentre sua moglie Laura rassettava la casa dopo una settimana di lavoro, lui andava in giardino, prendeva secchio, spugna e sapone e iniziava quello che per lui era diventato quasi un rito. Profumava di fine settimana, di cene fuori con gli amici, di film presi a noleggio e visti al caldo di una coperta di pile.<\/p>\n<p>Ma quel giorno l\u2019aveva lavata per un altro motivo. La sera infatti sarebbe uscito con Claudia, e non era tanto questo che giustificava una cos\u00ec accurata pulizia: aveva finalmente deciso che ci avrebbe provato. Dopo due mesi di caff\u00e8, cene e passeggiate, era venuto il tempo di dare una svolta alla cosa. Cos\u00ec aveva messo in atto tutto il canovaccio del perfetto \u201cuomo che non deve chiedere mai\u201d: macchina lustra, abiti nuovi, capelli tagliati, invito a cena in posto romantico. Impossibile fallire.<\/p>\n<p>Appuntamento per le sette a casa di lei, destinazione mare. Un\u2019ora scarsa di viaggio. Tavolo per due alla \u201cLocanda Caravaggio\u201d, un elegante ristorante con patio in riva al mare dove si potevano mangiare specialit\u00e0 marinare su tavoli ricoperti da candide tovaglie. Che poi nemmeno si capiva cosa c\u2019entrasse Caravaggio con un ristorantino della riviera, cinque tavoli sotto un portico, se non per il fatto che alla fine una cena costava quanto uno dei suoi quadri. Ma non era tanto il ristorante che gli sembrava ottimo, quanto la sua posizione, proprio accanto a un tratto di spiaggia libera. Dopo cena avrebbe invitato Claudia a fare una passeggiata in riva al mare, e lei avrebbe detto s\u00ec, se non per volont\u00e0, quantomeno per il lieve stordimento dato dal vino bianco e dal limoncello della casa (in ogni ristorante \u201ctipico\u201d c\u2019\u00e8 sempre un bottiglione di limoncello che ha pi\u00f9 ottani della benzina).<\/p>\n<p>In perfetto stile Sapore di sale avrebbero iniziato a passeggiare al chiaro di luna, finch\u00e9 lui non si sarebbe trasformato in Massimo Ciavarro e lei in Isabella Ferrari, per finire a far l\u2019amore dentro una piccola barca ormeggiata a riva.<\/p>\n<p>Parcheggi\u00f2 la macchina nel box e sal\u00ec in casa. L\u2019orologio a forma di galletto appeso sopra al frigorifero segnava le cinque e venti. Aveva pi\u00f9 di un\u2019ora per prepararsi. Fece un grosso sospiro, e si infil\u00f2 in doccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>xxx xxx xxx<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E\u2019 inutile che ci ripensi ancora una volta. Lei ti piace. Tu le piaci. E questa sera farai la cosa giusta. Basta logorarti il fegato col passato. Ora basta. Non \u00e8 gisto. Non stai facendo un torto a nessuno. Devi farla finita con le seghe mentali\u2026 e per dirla tutta dovresti farla finita anche con le seghe normali, dato che sono un\u2019infinit\u00e0 di giorni che non tocchi una donna. E poi Claudia \u00e8 proprio una brava ragazza: ha un lavoro, una casa in affitto, due genitori normali, un fratello sposato con due bimbi che la adorano, un gatto nero sempre incazzato di nome Leopardi, ed \u00e8 pi\u00f9 di due mesi che uscite insieme e non ha ancora fatto il minimo accenno a volertela dare. Quindi non \u00e8 neppure zoccola, caratteristica che se nel breve periodo pu\u00f2 risultare ostica, nel lungo diventa una garanzia di durata del rapporto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Adesso non hai alibi Fabio, vai fino in fondo. Sarai felice. Perch\u00e9 te lo devi. Perch\u00e9 sono quasi tre anni che te ne stai chiuso in casa dopo il lavoro, tre anni sono un sacco di tempo. Nei hai quasi trentasei adesso, e aspettare ancora sarebbe veramente uno spreco, un peccato mortale contro te stesso e contro la vita. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ti ricordi Alessandro? S\u00ec, il tuo amico Alessandro. Quante cazzate avete fatto insieme? Un\u2019infinit\u00e0. E quanto eravate diversi. Tu il riflessivo, equilibrato. Lui il fantasista, l\u2019impulsivo, pronto a mettersi sempre nei casini. Adesso ti viene in mente quando quel giorno nascondendovi dietro la siepe di casa tua, iniziaste a tirare le castagne con la fionda al quel cane malefico della tua vicina di casa Gabriella. Era una donnetta sempre vestita di nero, alta quanto un termosifone, baffuta e acida come il vetriolo. Alessandro la chiamava Iella. Suo marito faceva il camionista e stava fuori per intere settimane, lasciandola sola con quel quadrupede spelacchiato che odiavi con tutto te stesso. Abbaiava per interi pomeriggi, ti ringhiava dal cancello quando uscivi con la bicicletta, pisciava sempre sulla siepe che confinava con il tuo giardino. Ma tu non avevi fatto mai niente per dargli una punizione. Lo sopportavi passivamente. Mentre Alessandro prese la situazione in mano in cinque minuti. Certo, a modo suo, tanto che dopo un\u2019ora che il cane guaiva sotto quella sassaiola arrivarono i Carabinieri. Tuo padre, dopo essersi scusato con Gabriella e con gli agenti per quella vostra bravata, torn\u00f2 in casa infuriato come un tirannosauro con le emorroidi e ti viet\u00f2 di uscire per un mese. Ma non \u00e8 questo il punto. No, il fatto \u00e8 che Ale fece qualcosa a differenza di te, sbagliata o giusta che fosse, non rimase fermo ad aspettare. Forse allora \u00e8 proprio questo il motivo per il quale quella cazzo di giornata ti si \u00e8 ficcata nel cervello e ti ronza in testa da questa mattina. Devi fare qualcosa Fabio, devi smettere di aspettare. E devi anche smettere di andare dalla psicologa una volta al mese, che tanto quella strizzacervelli ti fa solo ricordare quanto ti manca tua moglie per poi spillarti ottanta euro. Basta. D\u2019ora in avanti la vecchia vita si scaccia con altra vita. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a02.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\u00abQuindi, secondo te, i migliori di tutti i tempi sono i Queen?\u00bb fece Claudia poggiando il bicchiere accanto a quel che restava di una crema catalana.<\/p>\n<p>\u00abAssolutamente. Freddy for ever.\u00bb<\/p>\n<p>La serata era fresca, i pochi tavoli ancora apparecchiati erano oramai vuoti, mentre i camerieri iniziavano discretamente a riordinare la sala, dalla cucina proveniva un acciottolio di piatti probabilmente appena lavati e riposti.<\/p>\n<p>\u00abE allora gruppi come i Police, i Genesis, i Led Zeppelin, dove li metti?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMhm\u2026\u00bb mugugn\u00f2 Fabio scuotendo la testa. \u00abCon me non attacca. Te l\u2019ho detto: i Queen sono i pi\u00f9 grandi di tutti. Punto.\u00bb<\/p>\n<p>Claudia fiss\u00f2 i riflessi colorati che il vetro del portacandele disegnava sulla tovaglia.<\/p>\n<p>\u00abAnche di pi\u00f9 dei Beatles? Dai Fabio, adesso la spari grossa!\u00bb incalz\u00f2 lei con un sorrisetto di sfida.<\/p>\n<p>\u00abOddio\u2026 Ma perch\u00e9 ci siamo infilati in questo discorso? Mhm\u2026 Non ricordo, devo aver bevuto troppo.\u00bb<\/p>\n<p>Claudia si mise a ridere. \u00abCaro signor Moselli\u2026 come me non la spunta molto facilmente sa, sono femmina tenace.\u00bb<\/p>\n<p>E bellissima pens\u00f2 Fabio. Quel vestito smeraldo sopra alla pelle abbronzata, gli occhi nocciola appena truccati, una montagna di riccioli che le scendevano sulle spalle. E poi quel seno. Quell\u2019ottava meraviglia del mondo, quell\u2019angolo di paradiso in terra, quello strumento di tortura medievale che stava annichilendo un uomo che poteva solo guardare.<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 una vita che non vado a vedere un concerto.\u00bb riflett\u00e9 lui ad alta voce.<\/p>\n<p>\u00abTra un paio di mesi c\u2019\u00e8 Madonna a Milano. Se ti va posso vedere se trovo due biglietti.\u00bb disse Claudia.<\/p>\n<p>\u00abA Milano!? Se mi devo sorbire tutti quei chilometri voglio almeno visitare un po\u2019 la citt\u00e0.\u00bb Chios\u00f2 Fabio, e poi aggiunse \u00abPer\u00f2\u2026 bell\u2019idea, si pu\u00f2 fare signorina Sabini, la prego di trovare velocemente due biglietti e fissare un pernottamento in albergo quanto prima.\u00bb Lei conferm\u00f2 divertita.<\/p>\n<p>Poi ci fu un attimo di silenzio. Si percep\u00ec distintamente il rumore del mare. Claudia si gir\u00f2 verso la spiaggia buia, illuminata soltanto da una luna perfetta, un disco dorato appeso proprio sopra all\u2019acqua, a completa disposizione di poeti e innamorati.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 un ragazzo alto e biondiccio, aveva una grande camicia a scacchi sopra ai jeans consunti, un violino in mano.<\/p>\n<p>\u00abFinalmente \u00e8 arrivato\u2026 Non ci speravo pi\u00f9.\u00bb disse Fabio.<\/p>\n<p>\u00abArrivato? Chi?\u00bb fece lei.<\/p>\n<p>\u00abAspetta un attimo.\u00bb<\/p>\n<p>Il ragazzo si guard\u00f2 intorno, esit\u00f2 un istante, poi vide la coppia, poggi\u00f2 il violino sulla spalla e avvicinandosi inizi\u00f2 a suonare. L\u2019archetto sfior\u00f2 note latine, e dopo una breve introduzione, il tema di Besame Mucho si disperse nel locale.<\/p>\n<p><em>Besame,<\/em><\/p>\n<p><em>Besame mucho\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Claudia rideva dentro al tovagliolo, mentre il ragazzo col violino suonava oscillando leggermente chinato verso di lei.<\/p>\n<p><em>Besame,<\/em><\/p>\n<p><em>Besame mucho<\/em><\/p>\n<p><em>Como si fuera \u00e9sta noche<\/em><\/p>\n<p><em>La ultima vez\u2026<\/em><\/p>\n<p>Fabio a quel punto si alz\u00f2 e le porse la mano. Si esibirono in un maldestro scambio di passi intorno al tavolo, mentre il legno del violino grondava d\u2019incantevole malinconia.<\/p>\n<p><em>Besame<\/em><\/p>\n<p><em>Besame mucho\u2026<\/em><\/p>\n<p>I camerieri dal fondo della sala applaudivano fra una tovaglia da ripiegare e l\u2019altra. L\u2019archetto correva avanti e indietro. Fabio prese una forchetta dal tavolino e se la mise in bocca di traverso, come il tanghero fa con la rosa.<\/p>\n<p><em>Besame<\/em><\/p>\n<p><em>Besame mucho<\/em><\/p>\n<p><em>Que tengo miedo a perderte<\/em><\/p>\n<p><em>Perderte despu\u00e9s\u2026<\/em><\/p>\n<p>Se un regista avesse ripreso quella scena, avrebbe fatto un lungo piano sequenza. Un\u2019inquadratura continua e sempre pi\u00f9 ampia: i due ballerini, i due ballerini e il violinista, tutta la sala, e poi sempre pi\u00f9 in alto, il patio, la spiaggia, la spiaggia e il mare, la luna, la notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>xxx xxx xxx<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><em>Davvero bella l\u2019idea del violinista Fabio. Bravo. Un colpo da maestro. E Claudia alla fine c\u2019ha pure creduto che l\u2019avessi chiamato te. Sar\u00e0 perch\u00e9 subito dopo aver suonato e preso qualche spicciolo \u00e8 uscito dal locale e se n\u2019\u00e8 andato con un motorino sgangherato. Certo, la verit\u00e0 \u00e8 che il vostro era l\u2019ultimo ristorante della darsena, e che l\u2019ora era ormai tarda. Ma cosa importa in fondo. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dunque adesso non sbagliare. Vai dritto al traguardo. Stai per tagliarlo. Vedi gi\u00e0 il nastro. E\u2019 l\u00ec bello teso che ti aspetta. Ricoda: Claudia ti piace, tu le piaci. Stai facendo la cosa giusta. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questa sera tutti sembrano stare dalla tua parte. I camerieri cos\u00ec gentili e precisi, il cuoco che ha cucinato quel tenerissimo polpo che \u00e8 piaciuto un sacco a Claudia, la luna vestita da gran sera, la brezza lieve e ristoratrice, il violinista che \u00e8 arrivato l\u00ec per caso. Persino l\u2019oste quando ti ha salutato ti ha detto in tono languido: \u201cBuona serata\u201d facendoti l\u2019occhiolino. Quel maiale. Che tanto l\u2019avevi capito subito che veniva ogni cinque minuti al tavolo per chiedere se era tutto a posto solo per guardare le tette della tua donna. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti questa sera tifano per te Fabio. Non li deludere. Adesso portala sulla spiaggia a fare una passeggiata, poi ti inventi un\u2019altra cazzata per farla ridere e la baci. Ed \u00e8 fatta. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a03.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA pensarci bene non \u00e8 fattibile il week-end a Milano.\u00bb disse Fabio con fare sconsolato mentre, mani in tasca, affondava leggermente nella sabbia fredda.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb fece Claudia.<\/p>\n<p>\u00abSono un po\u2019 a corto di soldi. Devo cercare di risparmiare di pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVorr\u00e0 dire che il biglietto te lo regalo io, tirchione! Mi vuoi far sentire in colpa perch\u00e9 questa sera mi hai offerto questa cena romantica?\u00bb scherz\u00f2 lei, e aggiunse \u00abE cercher\u00f2 un albergo non troppo caro, ce ne sono di ottimi vicino alla stazione centrale, nella parte est della citt\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTe l\u2019ho detto, non me lo posso permettere. L\u2019unico modo sarebbe cercare di risparmiare prenotando una singola con un letto singolo. Per\u00f2 sar\u00f2 costretto a dormire appiccicato a te, non \u00e8 che poi mi chiedi di scaldarti?\u00bb ammicc\u00f2 Fabio con tono buffo.<\/p>\n<p>Claudia gli diede una spinta con un gomito e lui barcoll\u00f2 vistosamente.<\/p>\n<p>\u00abScemo! Sei sempre il solito scemo! E io che ti sto pure a sentire! Come la storia del violinista, guarda che non me la bevo che ti sei messo d\u2019accordo per farlo arrivare al ristorante.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGiuro che \u00e8 tutto vero!\u00bb Fabio incroci\u00f2 gli indici e se li port\u00f2 alla bocca. \u00abPensa che quel motorino scassato se l\u2019\u00e8 fatto prestare da un amico, non aveva con che venire. Voleva che lo andassi a prendere io, ma poi se lo vedevi salire in macchina magari ti insospettivi.\u00bb concluse divertito.<\/p>\n<p>Claudia si avvicin\u00f2 all\u2019acqua, si tolse i sandali, e si bagn\u00f2 fino a poco sopra le caviglie sottili.<\/p>\n<p>\u00abNo per piacere, non ti far venire in mente strane idee\u00bb fece lui. \u00abDel tipo fare il bagno tutta nuda e poi iniziare a chiamarmi da dentro l\u2019acqua. Non voglio che mi inzuppi tutti i sedili della macchina. Proprio oggi mi sono fatto un culo tanto per lavarla come Dio comanda.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora cosa vuoi che faccia sentiamo.\u00bb incalzo lei.<\/p>\n<p>\u00abEcco appunto, vieni qua che dobbiamo fare una prova.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuale prova?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVieni qua.\u00bb disse Fabio mentre la prendeva delicatamente per le spalle e se la metteva di fronte. \u00abSe dobbiamo andare a Milano e dormire insieme in un letto singolo per risparmiare, devo avere la certezza che anche se ti ho vicino non rischio coinvolgimenti sentimentali di nessun tipo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAh\u2026 e come pensi di fare.\u00bb rispose in tono flautato.<\/p>\n<p>\u00abSemplice, adesso ti bacio e verifico la percentuale di rischio che corro.\u00bb<\/p>\n<p>Fabio avvicin\u00f2 lentamente le labbra a quelle di lei, e inizi\u00f2 a baciarla piano, mentre le passava una mano tra i capelli.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo prendere due camere. Assolutamente.\u00bb disse lui tornando alla sua bocca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>xxx xxx xxx<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E poi hai sentito quel profumo. Era \u201cMoschino pour femme\u201d e lo sapevi benissimo. Lo avevi pagato quarantacinquemila lire quando lo comprasti a Laura. Diversi anni dopo, con la stessa cifra in euro, hai pagato i lavori di ristrutturazione della vostra casa. Ti ricordi perfettamente la prima vacanza con lei, quanto meticolosamente avevi preparato la valigia. Avevi passato in rassegna tutti i vestiti tre volte prima di decidere quali mettere dentro. Ti eri dimenticato solamente una cosa: il profumo. Cos\u00ec eri andato nel bagno di tua madre, avevi rovistato un po\u2019 nei cassetti e avevi trovato quella boccetta di Moschino. Senza pensarci sopra pi\u00f9 di tanto la portasti con te. Laura se ne accorse subito, la prima sera fuori a cena ti disse prendendoti in giro: \u00abMa che profumo ti sei messo? Sei una signorina?\u00bb E che risate quando al ritorno andando a controllare il flacone con lei, ti fece leggere la scritta piccola piccola proprio sotto alla marca: \u201cPour femme\u201d. Il giorno dopo in profumeria ne comprasti una confezione per lei. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E adesso di nuovo quell\u2019odore ti sta attraversando le narici e scende sempre pi\u00f9 gi\u00f9 a infuocarti lo stomaco. No, non \u00e8 giusto. Per quale cazzo di motivo Claudia tra le centinaia di migliaia di essenze ha scelto proprio quella? No, non poteva sapere, ma allora perch\u00e9 il caso ti ha voluto giocare questo scherzo? <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma forse il caso non c\u2019entra proprio un bel niente. La verit\u00e0, caro Fabio, \u00e8 che non si pu\u00f2 dire di esser entrati in una stanza senza prima essersi chiusi bene la porta alle spalle. Proprio cos\u00ec, e tu non l\u2019hai ancora fatto, te la stai raccontando e basta. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E adesso non puoi fare pi\u00f9 niente. No. E\u2019 tutto rovinato. Adesso puoi solo staccare Claudia da te. Anche se non lo vuoi, saranno le tue braccia a farlo per te, i tuoi muscoli, i tuoi nervi, il tuo sangue. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a04.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\u00abNon posso, scusami.\u00bb disse lui a mezza voce staccandosi da quel bacio appena iniziato. \u00abScusami, scusami. Non ce la faccio, \u00e8 quello che vorrei te lo giuro, ma non ce la faccio.\u00bb Si volt\u00f2 verso il mare come un bambino che nasconde le caramelle dietro la schiena. \u00abCazzo! Cazzo!\u00bb biascic\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abFabio, che hai?\u00bb fece lei stupita e immobile come una statua di sale. \u00abCosa c\u2019\u00e8 che non va?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 il tuo profumo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIl mio profumo!? Cos\u2019ha il mio profumo adesso?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi ricorda\u2026\u00bb Si ferm\u00f2, per poi riprendere. \u00abClaudia, c\u2019\u00e8 una cosa che non ti ho detto.\u00bb disse dandole ancora le spalle. \u00abUna cosa molto importante. Io sono stato sposato.\u00bb Aveva gli occhi umidi. \u00abE non l\u2019ho ancora dimenticata. Ogni giorno mi ripeto che devo iniziare a riprendere in mano la mia vita, e c\u2019ho provato. Con te c\u2019ho provato. E mi piaci tantissimo, Cristo se mi piaci. Ma poi arriva il tuo profumo\u2026\u00bb aggiunse infine con un sospiro.<\/p>\n<p>Claudia si mosse lentamente verso un patino del salvataggio, si sedette.<\/p>\n<p>\u00abFabio\u2026 perch\u00e9 non me l\u2019hai detto?\u00bb disse piano.<\/p>\n<p>Lui continu\u00f2 \u00abLa nostalgia \u00e8 dentro a ogni cosa\u2026 Dentro all\u2019incontro con un amico che non vedi da tempo, alla colonna sonora di un film, alla scatola di una videocassetta presa a noleggio, a un profumo per donna.\u00bb<\/p>\n<p>Fabio adesso le era davanti, ma lei non c\u2019era pi\u00f9, non c\u2019era pi\u00f9 il ristorantino sul mare, il vino bianco, le candele sul tavolo, il violinista, la luna, il mare, non c\u2019era pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p>\u00abIl dolore, quello forte, \u00e8 una bomba. Un ordigno che ti scaraventa a terra e ti lascia ferito e pieno di sangue. Urli, sputi, tossisci, mentre intorno a te rimangono solamente macerie. Ma dopo un po\u2019 il dolore scompare, si assopisce, e sulle macerie pensi di poter ricostruire. Tutti te lo dicono, e allora inizi a crederci un po\u2019 pure tu.\u00bb<\/p>\n<p>Claudia ascoltava, con le mani in grembo e gli occhi vuoti.<\/p>\n<p>\u00abMa non \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 cos\u00ec semplice. Perch\u00e9 dopo un po\u2019 arriva lei a farti da ombra. La Nostalgia. E ogni qual volta tu provi ad alzarti ed a camminare di nuovo con le tue gambe, allora lei ti prende per il bavero e ti rimette a sedere, come faceva mio padre quando da bambino scendevo da tavola senza chiedere il permesso.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abFabio io\u2026 io, insomma, \u00e8 qualche mese che usciamo, ci siamo conosciuti con calma, tu mi piaci, speravo\u2026 Non so, non ci capisco pi\u00f9 niente\u2026\u00bb disse confusamente cercando di evitare il suo sguardo. \u00abPerch\u00e9 non me l\u2019hai mai detto? Perch\u00e9 me lo dici adesso?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon lo so Clauda, non lo so. Scusami.\u00bb E poi dopo una breve pausa. \u00abAdesso andiamo a casa.\u00bb E inizi\u00f2 a risalire la spiaggia lentamente, naso al piede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>xxx xxx xxx<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Claudia \u00e8 proprio una cara ragazza. Per tutto il viaggio di ritorno se n\u2019\u00e8 stata in silenzio, senza sputare sentenze, senza giudicare o criticarti. Ti sta rispettando. Eppure lo sai che \u00e8 dispiaciuta, anzi, sar\u00e0 senz\u2019altro incazzata nera. Stai annegando nel tuo egocentrismo non credi? Non pu\u00f2 girare tutto intorno ai cazzi tuoi. Forza. Prova a essere lei per un attimo. Conosci uno, ci esci, inizia a piacerti, questo ti fa la corte, regali, finch\u00e9 ti confeziona una bella cenetta in riva al mare al lume di candela. E poi: ti dice che non ha mai dimenticato l\u2019altra. Bello no. Sei fortunato che non ti abbia ancora preso a schiaffi. E ha ragione. Cosa vuoi adesso? Cosa ti deve dire? \u201cCaro il mio Fabio ci penser\u00f2 io a farti scordare la tua Laura\u201d? Poveretto. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E poi perch\u00e9 non glielo hai detto? Perch\u00e9 non hai detto tutta la verit\u00e0? Di cosa hai paura? Della compassione? Del fatto che allora non sarebbe pi\u00f9 s\u00e9 stessa? Sei un codardo Fabio. Oppure ti sei convinto che ignorare una cosa voglia dire negarne l\u2019esistenza? Perch\u00e9 se \u00e8 cosi, caro mio, sei fuori strada. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Hai perso l\u2019ennesima occasione, dovevi essere sincero fino in fondo. Adesso \u00e8 troppo tardi. Ora siete quasi sotto casa sua, e non sai che fare. La vorresti rivedere, ma cosa pensi di dirle? Hai gi\u00e0 fatto troppo casino per stasera. Adesso hai bisogno solamente di andare a dormire. E Claudia non si merita di essere torturata ancora. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>\u00a05.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>\u00abCosa ti ha detto quando ti ha salutato?!\u00bb disse Raffaella stupita.<\/p>\n<p>\u00abChe uno di questi giorni ci saremmo rivisti perch\u00e9 sarebbe passato di qua per rifare la carta d\u2019identit\u00e0.\u00bb fece Claudia.<\/p>\n<p>\u00abOh povera stella, ma questo \u00e8 matto da legare!\u00bb<\/p>\n<p>Raffaella Riso era la dirimpettaia di scrivania di Claudia da pi\u00f9 di dieci anni. Ufficio anagrafe del Comune di Firenze.<\/p>\n<p>Raffaella aveva cinquantatre anni, due figli, un ex marito, vari compagni passeggeri. Era una donna pratica e battagliera, sempre pronta a sdrammatizzare e sempre troppo truccata e laccata. Per Claudia era come una zia un po\u2019 casinista, abile nei consigli e realista fino all\u2019osso.<\/p>\n<p>\u00abLa verit\u00e0 \u00e8 che ho beccato un vero stronzo, e me ne sono accorta troppo tardi. A certi uomini piace stare con i piedi in due scarpe. Corteggiare la tipa di turno e cercare di riprendersi la moglie. E io l\u00ec a pendere dalle sua labbra. Che bastardo\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Raffaella si ispezion\u00f2 con cura lo smalto delle mani, poi aggiunse. \u00abPer\u00f2 mi sembra strano, mhm\u2026 c\u2019\u00e8 qualcosa che non mi torna\u2026 non so, a quel punto poteva portarti a letto e divertirsi un po\u2019 con te. Perch\u00e9 non l\u2019ha fatto?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora Raffa non mi stai a sentire: mi ha detto che non l\u2019ha ancora dimenticata! Che la nostalgia di lei lo logora\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPiccola Claudia, se ogni uomo con il cuore imprigionato riuscisse a tenere imprigionato anche il suo augello a quest\u2019ora sarei sempre vergine. Se ne trovano a centinaia di mariti affranti che di notte si trasformano in latin lover, fattelo dire da una vecchia zoccola.\u00bb<\/p>\n<p>Claudia scoppi\u00f2 a ridere. Era questa la forza di Raffaella. Era schietta e vera. Era una donna che aveva masticato la vita boccone dopo boccone.<\/p>\n<p>\u00abE allora cosa dovrei fare, sentiamo un po\u2019\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAl mio paese si dice che se vai a letto con il culo che ti rode ti svegli con le dita che puzzano.\u00bb disse la Riso.<\/p>\n<p>\u00abChe schifo! Ma che proverbio \u00e8?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVuol dire semplicemente che se a una cosa ci tieni davvero non la devi lasciar andare. E Fabio ti interessa. Si vede da come ti agiti quando ne parli.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE quindi? Che faccio?\u00bb chiese Claudia.<\/p>\n<p>\u00abSemplice. Gli rifai la carta di identit\u00e0 e vai da lui\u2026 Caff\u00e8?\u00bb concluse Raffaella alzandosi dalla scrivania e andando verso il distributore di bevande in fondo al corridoio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>xxx xxx xxx<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Claudia chiuse la porta del suo ufficio e si mise al computer decisa a fare quello che l\u2019amica le aveva suggerito. Voleva sentirselo dire in faccia di lasciar perdere per sempre.<\/p>\n<p>Avvi\u00f2 il programma di anagrafica comunale. Digit\u00f2 il nome.<\/p>\n<p>Fabio Moselli<\/p>\n<p>Ne uscirono quattro. Ma quello giusto era nato il primo di aprile. Un pesce d\u2019aprile appunto, pens\u00f2 Claudia. Fece un doppio click sul nome, e in un attimo ebbe a disposizione tutti i dati: data di nascita, residenza, stato civile, professione, segni particolari.<\/p>\n<p>Si sofferm\u00f2 sull\u2019ultima riga. Sarebbe stato bello scriverci stronzo. Proprio cos\u00ec, segni particolari: Stronzo! Con un bel punto esclamativo in neretto. Poi fu un altro dato a richiedere la sua attenzione. E fu come essere presa in pieno da un gavettone. Le guance incassarono un ceffone e si fecero roventi, due spigole congelate sostituirono le mani, come negli anni del liceo prima dell\u2019interrogazione di greco della Arrigoni.<\/p>\n<p>Non poteva essere. Aveva sbagliato qualcosa. Usc\u00ec e rientr\u00f2 dal software, rifece tutto daccapo. Il risultato non cambi\u00f2. Lo stomaco vibrava come la pelle di un rullante. Fece uno stato di famiglia. Trov\u00f2 un altro nome.<\/p>\n<p>Laura Fiorucci<\/p>\n<p>Cerc\u00f2 una data.<\/p>\n<p>14 marzo 2010<\/p>\n<p>Usc\u00ec dall\u2019ufficio e fece in fretta due rampe di scale. Sopra una pesante porta di ciliegio c\u2019era una targhetta sporca laccata in oro: Archivio Storico Comunale \u2013 Sezione Emeroteca.<\/p>\n<p>Alla scrivania c\u2019era Paolino. Da sempre il responsabile. Praticamente una vita dedicata a rimettere in fila giornali e riviste di ogni tipo e di ogni epoca, sempre con indosso un walkman a cassette con il quale ogni giorno passava in rassegna tutta la discografia quasi cinquantennale dei Pooh.<\/p>\n<p>\u00abCiao Paolino, vado su, ho bisogno di un quotidiano.\u00bb disse Claudia senza nemmeno guardarlo.<\/p>\n<p>Lui fece un cenno di assenso col capo e rispose \u00abMi dispiace di svegliartiiiiiiiiiiii, forse un uomo non sar\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u00f2\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Era proprio vero quello che dicevano tutti. Quel poveretto si era bruciato il cervello quando era un ragazzo, negli anni Sessanta, con le prime pastiglie di LSD arrivate in Italia.<\/p>\n<p>Il soppalco era angusto e polveroso. Un labirinto di scaffali colmi di giornali, illuminato da fiochi neon che parevano mandare luce verdastra.<\/p>\n<p>2007, 2008, 2009, 2010. Trov\u00f2 il ripiano. Gennaio, Febbraio, Marzo. Claudia sfil\u00f2 con cura una pila di quotidiani. Una nuvola di polvere le entr\u00f2 in bocca. Toss\u00ec.<\/p>\n<p>14 marzo 2010. Doveva cercare il giorno successivo. Apr\u00ec il giornale del 15 marzo su di un vecchio tavolo buttato in un angolo. I suoi occhi erano spola sul telaio. Il cuore accelerava i battiti. Poi vide. E cap\u00ec.<\/p>\n<p>In un attimo tutto si ricompose sotto al suo sguardo come in un cubo di Rubik. Da piccola aveva provato milioni di volte a riordinarlo senza riuscirci. Suo fratello era capace. E non lo sopportava. A quell\u2019epoca ancora non sapeva che esiste un vero e proprio algoritmo per risolverlo. Poche esatte mosse e quello che sembrava caos diviene ordine.<\/p>\n<p>Adesso tutte le facce del cubo erano andate al suo posto, ma la verit\u00e0 non era pi\u00f9 la stessa. Non era pi\u00f9 la sua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Firenze 15\/03\/2010 \u2013 Tragico incidente stradale nella tarda serata di ieri in zona Viale del Visarno. Laura Fiorucci, trent\u2019anni, a bordo della sua Ford Fiesta \u00e8 stata travolta da un autocarro che non ha rispettato la precedenza. La donna \u00e8 morta durante la corsa in ospedale, a niente sono valsi i tentativi di rianimarla da parte dei paramedici immediatamente intervenuti sul posto. La notizia ha lasciato nel pi\u00f9 profondo dolore tutta la famiglia Fiorucci ed il marito Fabio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19962\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19962\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Fabio ripose il secchio sullo scaffale del garage e si gir\u00f2 a guardare la macchina. Aveva fatto un buon lavoro. Finalmente era tornata al suo vero colore. Era una vita che non lavava pi\u00f9 l\u2019auto a mano. Prima lo faceva sempre. Il sabato, mentre sua moglie Laura rassettava la casa dopo una settimana di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19962\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19962\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4876,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-19962","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19962"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4876"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19962"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19962\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20309,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19962\/revisions\/20309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}