{"id":19955,"date":"2014-05-31T16:25:34","date_gmt":"2014-05-31T15:25:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19955"},"modified":"2014-05-31T16:25:34","modified_gmt":"2014-05-31T15:25:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-olio-e-aceto-di-ivana-saccenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19955","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Olio e Aceto&#8221; di Ivana Saccenti"},"content":{"rendered":"<p>Lo incontrai al solito posto.<\/p>\n<p>Se andavi a fargli visita, inutile cercarlo nelle antiche stanze della masseria bianca di calce e di sole. Inutile chiamarlo, non ti avrebbe sentito.<\/p>\n<p>C\u2019era un unico posto dove lo avresti trovato.<\/p>\n<p>L\u2019uliveto.<\/p>\n<p>Zi\u2019 Gaetano viveva solo nella grande casa, dopo che i genitori erano morti. Le tre sorelle e un fratello, mio padre, se ne erano andati al nord, negli anni 60, richiamati dalla chimera delle grandi citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non si era sposato e questo aveva lasciato nel cuore di sua madre una grande pena, fino alla fine dei suoi giorni.<\/p>\n<p>\u201cPrendi moglie, devi sposarti figlio mio, voglio morire tranquilla\u201d ripeteva.<\/p>\n<p>Era stato un bel giovane, moro, alto, occhi caldi mediterranei. Tipo mite, affabile con tutti.<\/p>\n<p>Non ebbe mai storie d\u2019amore. Part\u00ec militare, ma torn\u00f2 poco dopo. Non ne seppi il motivo.<\/p>\n<p>Seppi invece che in paese, qua e l\u00e0, cominciarono a muoversi strane voci che lo definivano \u201cnon normale\u201d. Non ne compresi il significato.<\/p>\n<p>Non decise, come i suoi fratelli, di partire. \u2013 Mi manca il coraggio di lasciare tutto. Preferisco restare.-<\/p>\n<p>Rimase l\u00ec e gli sono riconoscente perch\u00e9, grazie a lui, la storia della vecchia masseria, legata al secolare uliveto, ha potuto continuare.<\/p>\n<p>Passava le giornate tra gli ulivi . A lavorare. A riposare. Gli ulivi erano la sua vita. Gli portavano gioie, soddisfazioni, preoccupazioni, come i figli.<\/p>\n<p>Ogni albero aveva la sua storia.C\u2019era quello pi\u00f9 giovane, quello pi\u00f9 vecchio, quello che aveva rischiato di morire per la grande gelata, quello che aveva preso una malattia, quello che, nonostante gli anni, continuava a dare ottimi frutti.<\/p>\n<p>E poi c\u2019era il suo prediletto, che lo ospitava quando aveva bisogno di dormire, pensare, sognare. Le radici, sporgendo dal terreno, avevano creato un giaciglio naturale, che col tempo si era modellato a sua misura.<\/p>\n<p>Lo trovai seduto l\u00ec quel giorno.<\/p>\n<p>-Ciao zio, che fai?<\/p>\n<p>-Ascolto.<\/p>\n<p>Mi guardai attorno. Nessuno.<\/p>\n<p>-Ascolto gli ulivi. Parlano con la voce del vento.Mi raccontano storie. Basta saperli ascoltare, come con i cristiani. Oggi la gente non ha nemmeno il tempo di ascoltare le parole, figurati se ascolta il vento. Mi tir\u00f2 per un braccio e mi fece sedere accanto a lui. Con l\u2019indice accostato alle labbra, sussurr\u00f2:<\/p>\n<p>-Ascolta.<\/p>\n<p>Un soffio leggero, soave, sfior\u00f2 le mie orecchie. Un bisbiglio prima lontano, poi sempre pi\u00f9 vicino e chiaro. Una voce raccontava\u2026..<\/p>\n<p>-Quell\u2019anno il raccolto fu buono. Il vecchio torchio scricchiolante aveva ormai concluso i suoi girotondi.<\/p>\n<p>Era nato OLIO ed era perfetto.<\/p>\n<p>Occhi esperti, palati fini e narici sensibili ne ammirarono con orgoglio e soddisfazione la corposit\u00e0, il colore dorato, il carattere tutto italiano dolce e fruttato, con leggere note amarevoli.<\/p>\n<p>Olio era richiesto e apprezzato da tutti, ma i suoi migliori amici erano Dorino (di cognome Pomo), Rino (Peco di cognome) e Pasta, con i quali condivideva l\u2019amore e la passione per la cucina italiana e per la propria terra.<\/p>\n<p>Pasta adorava Olio. Anche quando Dorino e Rino mancavano, le bastava lui. I loro due caratteri, cos\u00ec mediterranei, legavano perfettamente.<\/p>\n<p>La mamma di Olio gli ripeteva:-Pasta \u00e8 la pi\u00f9 buona e pi\u00f9 fresca che ci sia. Te la devi sposare quella ragazza. Siete fatti l\u2019uno per l\u2019altra -.<\/p>\n<p>Era vero, ma dentro Olio aveva preso forma un\u2019altra verit\u00e0. All\u2019inizio era qualcosa di sconosciuto che arrivava da lontano, di cui non aveva mai sentito parlare e che lo aveva turbato e confuso. Col passare del tempo, per\u00f2, si delineava sempre pi\u00f9, fino a prendere la forma e i contorni precisi di una verit\u00e0 che impar\u00f2 ad accogliere e coltivare. Ma sapeva che sua madre non avrebbe fatto altrettanto. Per evitarle dolori e delusioni, prese coraggio, lasci\u00f2 gli amici e part\u00ec per il nord.<\/p>\n<p>Approd\u00f2 in quel di Modena, conteso dai migliori ristoranti.<\/p>\n<p>In uno di questi conobbe ACETO BALS-AM\u00cdCO, un incontro che segn\u00f2 la vita di entrambi.<\/p>\n<p>Aceto era un tipo aristocratico, riservato, nato in una nobile cantina, cui piaceva fare il prezioso, non concedendosi che per poche gocce.<\/p>\n<p>Le insalate lo odoravano e lui si sposava con tutte. Quando si stancava delle solite esperienze, azzardava nuove emozioni. Si univa cos\u00ec con disinvoltura alle fragole, ma anche ai ravioli, agli arrosti e, perch\u00e9 no, \u2026 al gelato. Due, tre gocce, non di pi\u00f9 \u2026 e con un tocco magico li ravvivava e li esaltava.<\/p>\n<p>Olio e Aceto erano del tutto diversi: biondo, liscio, tranquillo, generoso e morbido l\u2019uno; bruno scuro lucente, brioso, stuzzichevole, restio a concedersi l\u2019altro.<\/p>\n<p>Tuttavia, per la legge degli opposti, l\u2019attrazione fu inevitabile.<\/p>\n<p>Avvenne quella sera in cui s&#8217;incontrarono su una foglia di insalata. La prima goccia di Aceto sfior\u00f2 Olio delicatamente; la seconda lo inebri\u00f2 di aroma intenso ma gentile; la terza \u2026 .<\/p>\n<p>Si mescolarono, si rimescolarono, fondendo armoniosamente le loro fragranze fruttate.<\/p>\n<p>Ora la Verit\u00e0 di Olio librava oltre ogni confine, libera -.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io e lo zio ci guardammo. \u2013 Quante volte ho sognato di andarmene \u2013 disse \u2013 ma mi \u00e8 sempre mancato il coraggio. Perch\u00e9 per andarsene ci vuole coraggio -.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 a fatica, appoggiandosi a me.<\/p>\n<p>Lo osservai allontanarsi.<\/p>\n<p>Il suo corpo si mimetizzava con gli ulivi.<\/p>\n<p>La camicia e i pantaloni grigoverde si confondevano col fogliame.<\/p>\n<p>Le gambe, ossute e curve come i tronchi nodosi e contorti.<\/p>\n<p>L\u2019andatura oscillante, seguiva il movimento dei rami, toccati dal vento.<\/p>\n<p>&#8211; No, zio, ti sbagli. Coraggio ne hai avuto tanto. A restare -.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0Ivana Saccenti<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19955\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19955\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo incontrai al solito posto. 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