{"id":19925,"date":"2014-05-31T15:47:25","date_gmt":"2014-05-31T14:47:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19925"},"modified":"2014-05-31T15:47:25","modified_gmt":"2014-05-31T14:47:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-la-casa-col-fantasma-di-mauro-camplone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19925","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;La casa col fantasma&#8221; di Mauro Camplone"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Traslocato che ho, mi son chiesto se nella vecchia casa avessi mica dimenticato qualcosa, magari un ricordo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il trasloco era stato movimentato, come sempre succede quando ci si trasferisce da un luogo familiare per andare improvvisamente, con tutto ci\u00f2 che \u00e8 proprio, da qualche altra parte; anzitutto bisogna recuperare nei recessi della casa quello che ci appartiene. Ma le cose che possediamo cercano nel tempo angoli a loro congeniali talch\u00e9, dovendole un giorno ritrovare, bisogna scoprirle e catturarle nelle loro tane, girando spersi come se quelle quattro mura si fossero dilatate e circoscrivere il mondo.<\/p>\n<p>O forse \u00e8 la casa ad appropriarsi di oggetti che le diventan cari al punto che li nasconde per avidit\u00e0. Oppure questo fa per trattenerci, con l\u2019angoscia degli abbandonati, quando sente prossima la nostra partenza, ma noi cerchiamo implacabili e, spogliandola foglia a foglia di tutto ci\u00f2 che contiene, cos\u00ec troviamo improvvisamente alcuni oggetti dei quali ci eravamo dimenticati perfino l\u2019esistenza. Lo stupore che ci coglie ha allora un sapore stretto che lascia un po&#8217; di malinconia mentre seguitiamo, dritti come il destino, la cerca cieca di tutto ci\u00f2 che \u00e8 nostro: ecco quello che guarda dov\u2019era finito.<br \/>\nNon importa quanto la casa sia grande: un monolocale \u00e8 sufficiente per diventare un mondo animato, dopo un lungo tempo di vita insieme.<\/p>\n<p>Trovare tutto, senza pensare a cercarlo con grande anticipo sulla partenza, significa dunque vivere con l\u2019urgenza affannosa di rispettare (per contratto) l\u2019ora nella quale si lascer\u00e0 quel mondo ed insieme la necessit\u00e0 di non dimenticare nulla, perch\u00e9 sappiamo bene che ogni parte della nostra vita, dimenticata e trovandosi sola nel luogo ormai deserto e senza pi\u00f9 senso, ne soffrirebbe troppo, tanto da morire. Il trasloco \u00e8 una roba seria.<\/p>\n<p>E poi il padrone di casa era un tipo antipatico. Non era contento che me ne andassi \u2013 e su questo non gli d\u00f2 torto: dove lo trova pi\u00f9 un inquilino come me, che non gli telefona mai per alcun impiccio e si limita a pagarlo, puntuale come la morte \u2013 quindi aveva creato in fine un mucchio di fastidi: portava gente a vedere l\u2019appartamento nelle ore pi\u00f9 disparate, piet\u00e8ndomi continuamente la disponibilit\u00e0 a riceverlo; telefonava ogni giorno domandando se potevamo chiedere non so che ai vicini, i quali per\u00f2 non dovevano sapere che l\u2019informazione serviva a lui; eccepiva che il bagno avesse forse cambiato tonalit\u00e0 di colore; chiedeva di perlustrare un\u2019altra volta il garage, alla ricerca di un problema che in fondo lo autorizzasse a trattenermi l\u00ec ancora un po\u2019, come fa una amante delusa.<\/p>\n<p>E come se non bastasse quello che gi\u00e0 faceva la casa. Ma alla fine, con l\u2019aiuto di una raccomandata minacciosa, tutto si era appianato e ce ne eravamo andati come in programma, il camion dei traslochi pieno di cose catturate, rinchiuse nei pacchi e costrette a seguirci.<\/p>\n<p>Dunque non mi aspettavo proprio che egli, l\u2019ex padron di casa, mi avrebbe telefonato dopo cos\u00ec tanto tempo; vecchio com\u2019\u00e8, lo davo per morto. Invece squilla il telefono ed in esso risento la sua voce irosa e lamentosa insieme, che mi dice:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Signor Internet, sono Badaloni<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ah, buongiorno a lei. Come sta? \u2013 dico, tanto per dire.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0S\u00ec insomma. C\u2019\u00e8 un problema<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Un problema?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Qui in casa \u2013 mi risponde. \u201cIn casa\u201d dice, come se una parola cos\u00ec intima avesse per me ancora senso, adesso, parlando di quell\u2019appartamento.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0In casa sua, mh. Mi dispiace, spero che si risolva \u2013 faccio io e penso che quell\u2019uomo \u00e8 proprio strambo: telefonare qui dopo tutto questo tempo per parlarmi della casa. \u2013 \u201c<em>Ba-da-lo-ni<\/em>\u201d, sussurro alla mia compagna che passa e mi chiede chi \u00e8. Lei alza gli occhi al cielo ridendo silenziosamente, e va via.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Dovrebbe venire qui, faccia il piacere \u2013 dice la voce di Badaloni<\/p>\n<p>Andare l\u00ec, io? Rispondo con ferma pazienza ed in modo che si senta come le maniere brusche siano trattenute da una autorevole cortesia al termine:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Badaloni, io me ne sono andato da quell\u2019appartamento tanto tempo fa; credo che ora lei lo abbia affittato, no? Non vedo cosa possa fare io, in questo caso. Si rivolga al suo inquilino. Piuttosto, sua moglie, sta bene? \u2013 gli chiedo, per dirigere io la conversazione e portarla cos\u00ec alla fine.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0S\u00ec, s\u00ec, mi senta, Internet: ho bisogno di lei qui. Questo \u00e8 un problema che riguarda lei. \u2013 mi dice sgarbatamente. Quest\u2019uomo farebbe perder la pazienza ad un cane; sb\u00f2tto:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Per la miseria, Badaloni, ma cosa vuole da me? Cosa ne so io della sua casa, dopo tutto questo tempo? Guardi, non mi faccia essere scortese: lasci perdere la casa e mi dia due parole di saluto cos\u00ec non ci roviniamo la giornata, d\u2019accordo? \u2013 la mia compagna\u00a0ripassa, sorride e mi fa segno di star calmo, la guardo significativamente, allargando le braccia.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Internet \u2013 dice il Badaloni \u2013 Internet, stia a sentire, mi stia a sentire perpiac\u00e9re: venga qui quando vuole; ci mettiamo d\u2019accordo: la sera, la mattina, quando vuole. Io l\u2019aspetto qui a casa, mi raccomando eh, guardi che c\u2019\u00e8 un problema serio. \u2013<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ma che problema dell\u2019accidente c\u2019\u00e8? \u2013 chiedo io, che volevo buttar gi\u00f9 subito il telefono e sono ancora l\u00ec che parlo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0C\u2019\u00e8 un fantasma<\/p>\n<p>Resto l\u00ec tipo che forse non ho capito, certo non l\u2019ha detto, eppure sembrava.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0<em>\u2026Cos\u2019\u00e8 che c\u2019\u00e8?&#8230;<\/em>\u00a0\u2013 domando, storcendo la faccia come se il Badaloni la potesse vedere.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Un fantasma, Internet \u2013 mi dice spazientito \u2013 un fantasma, ha capito? E qui di fantasmi non ce ne sono mai stati, glielo giuro sui miei figli; vent\u2019anni di affitto, fantasmi: zero! Poi, santa Madonna, va via lei, e qua ci sono i fantasmi. Internet, sacramento, cos\u2019\u00e8 che devo fare, io!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Badaloni, lei non si sente bene \u2013 gli dico convinto. Nella cornetta, la voce alza la voce:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Internet, non mi faccia scappare la pazienza, le dico che qui adesso c\u2019\u00e8 un fantasma, cosa vogliamo fare? Lo vuol venire a vedere o no? D\u00e0i faccia il bravo! In tutti questi anni lei \u00e8 stato qua bello tranquillo che nessuno gli ha rotto le scatole, adesso mi fa il piacere che viene qua a vedere questa roba. Io c\u2019ho l\u2019inquilino che qui non ci vuole pi\u00f9 stare e ha ragione: chi \u00e8 che vuole stare dentro una casa insieme a un fantasma, no, dico, d\u00e0i, \u00e8 mica cose che si fanno: lei ci starebbe in una casa con il fantasma l\u00ec che la guarda? E allora, d\u00e0i! L\u2019aspetto qui. Quando vuole, neh; veda lei quand\u2019\u00e8 comodo, e si sbrighi \u2013<\/p>\n<p>Sono un po\u2019 frastornato, molto irritato ed un po\u2019, lo ammetto, incuriosito da questa uscita folle del mio ex-mai rimpianto padrone di casa; mi riassesto dallo stupore, e: &#8211; Signor Badaloni \u2013 gli dico \u2013 lei non \u00e8 tipo da scherzare perch\u00e9 non ne \u00e8 capace; eppure, tutto questo sembra uno scherzo un po\u2019 cretino. Che faccio, la denuncio per molestie telefoniche o preferisce magari che inizi io a telefonarle, magari tutte le notti, raccontandole storie da ubriaco?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Faccia quello che le pare, basta che venga qua e mi tolga di mezzo il problema<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Il fantasma<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0S\u00ec, il fantasma<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0E di chi \u00e8 questo fantasma, della vecchietta che abitava l\u00ec prima di me? \u2013 in quella casa abitava infatti una vecchina che un giorno vi si addorment\u00f2 come in una fiaba, ma i pr\u00ecncipi che entrarono dalla finestra non riuscirono mai pi\u00f9 a toglierla dal suo sortilegio, e cos\u00ec ancora adesso lei dorme il suo sonno persistente, ai piedi di grandi alberi in un grande campo abitato da tutte le vittime di quel tipo di incanto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Macch\u00e9, \u00e8 un uomo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Beh, quella \u00e8 una casa troppo recente \u2013 cerco di motteggiare \u2013 per essere abitata dallo spirito senza pace di un conte uxoricida, no? Creda a me, Badaloni \u2013 dico nervosamente \u2013 saranno i gatti, o il vento. Che fa, il suo fantasma, trascina le catene tenendosi la testa sotto il braccio, o si limita ad ululare a mezzanotte?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0No, suona il piano. Anzi: non \u00e8 un vero piano, una cosa piatta con i tasti e un filo come le abat-jour.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Una tastiera elettronica? \u2013 dico sconcertato<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Non lo so come si chiama. Quel maledetto comunque non fa rumore, forse l\u2019ascolta con le cuffie che ha in testa.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Suona la tastiera elettronica e porta le cuffie collegate per l\u2019ascolto?! \u2013 mi stupisco con una punta di turbamento. Facevo cos\u00ec anch\u2019io in quella casa: mi costringevo all\u2019isolamento fonico perch\u00e9 la mia compagna, donna di troppo ottimo gusto, amava talmente la musica da detestare le mie esecuzioni, n\u00e9 \u00e8 l\u2019unica ragione per la quale ho di lei incondizionata stima.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Eh! \u2013 conferma la voce al telefono \u2013 e poi tiene un braccio un cane che gli ciondola la testa<\/p>\n<p>Un tremendo brivido mi scuote: &#8211; un cane? Che cane?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ma che ne so io, un cagnetto nero che sembra non stare in piedi. Lo accarezza, lo accarezza, lo sa la Madonna! E ogni tanto gli parla<\/p>\n<p>Sembra di vederlo, il mio cane malato, colpito da ictus come un nonno di famiglia e da me curato con farmaci ed una fisioterapia di mia invenzione costituita di ginnastica forzata e massaggi, per una cura angosciata e volenterosa che comunque funzion\u00f2. Il piccolo visse altri due anni e riprese pure a correre. Anche lui era un cagnetto nero. E la testa gli ciondolava.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ma che mi dice, signor Badaloni?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Quello che le ho detto, mi ha sentito? C\u2019\u00e8 questo fantasma qui che suona e accarezza un cane. Ah, e ogni tanto non so che guarda sul muro: non c\u2019\u00e8 mica niente su quel muro, manco un quadro, ma lui guarda qua e l\u00e0 \u2018sto muro come dovesse scegliere\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u2026Un libro.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Mah. Non c\u2019\u00e8 mica pi\u00f9 la sua libreria l\u00ec, veh, in basso c\u2019\u00e8 tutta una fila di mobili per i piatti, non so se gli piacciono i piatti a quello l\u00ec, comunque gliel\u2019ho detto: \u00e8 l\u00ec da vedere.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ma\u2026 c\u2019\u00e8 pure una donna con lui?&#8230;<\/p>\n<p>Badaloni strilla come un ossesso: &#8211; ah, no, eh! A me mi basta quello! mancherebbe anche una donna! Non \u00e8 che io affitto ai fantasmi, eh! E poi cosa, due bambini? E la nonna? In due locali? Su, faccia il bravo neh, Internet! E mi dia una mano con questo casino qui che poi ci faccio un piacere io che mi dice lei! Per\u00f2 non \u00e8 che mi lascia ad aspettare fino a Pasqua, eh, che lei \u00e8 bello agile, fa un salto qua che non gli ci vuole niente, d\u00e0i! \u2013<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ma cosa c\u2019entro io con il suo fantasma\u2026 perch\u00e9 dovrei\u2026 mica lo conosco, io, no?&#8230; come faccio a cacciarlo via?&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 stato un estremo scrupolo: conoscevo gi\u00e0 la risposta di Badaloni; schietto, aspro, tenero e brutale com\u2019era sempre stato in quegli anni, con le sue frasi (fossero per chieder l\u2019ora o per una comunicazione importante) fiondate in viso all\u2019interlocutore, rapide come una fuga, e in stampatello:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0Ma \u00e8 lei quello l\u00ec, signor Internet! Non se ne vuole andare da quella casa! Mi fa scappare gli inquilini! \u00c8 il suo fantasma quello, se ne rende conto?<\/p>\n<p>Ho buttato gi\u00f9 la cornetta. Mi sembra di balbettare, eppure non sto parlando; la mia compagna mi osserva ficcante come tutte le donne e mi chiede cosa c\u2019\u00e8; bofonchio qualcosa sogghignando, minimizzo e vado. A prendere le sigarette.<\/p>\n<p>Cammino con le tasche piene di sigarette. Eh s\u00ec, non \u00e8 che il proprio passato coli via come l\u2019acqua da un lavandino; \u00e8 mica a camere stagne, la vita; tutti quei secondi accalcati in corsa, in effetti, non si muovono mica tanto. Forse \u00e8 per questo che non ci stacchiamo mai completamente dall\u2019effetto dei nostri ricordi: non sono ricordi, i ricordi non esistono, sono le cose, e sono sempre l\u00ec. A volte, bussano.<\/p>\n<p>Non ho richiamato il Badaloni; nemmeno lui si \u00e8 fatto pi\u00f9 sentire. Pian piano il tempo forma l\u2019illusione che lo ieri non ci sia pi\u00f9, ora; certo \u00e8 una illusione, ma serve, altrimenti dovremmo essere capaci di considerare ancora importante tutto ci\u00f2 che lo \u00e8 stato, e ancora accanto a noi ogni ambiente, oggetto, animale, persona insieme ai quali, per un poco, ci \u00e8 sembrato che il nostro tempo si arrestasse in una forma di serenit\u00e0 sospesa.<\/p>\n<p>Ma questo \u00e8 impossibile. Ed \u00e8 perci\u00f2 che esistono i fantasmi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19925\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19925\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traslocato che ho, mi son chiesto se nella vecchia casa avessi mica dimenticato qualcosa, magari un ricordo. 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