{"id":19919,"date":"2014-05-29T23:00:59","date_gmt":"2014-05-29T22:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19919"},"modified":"2014-05-29T23:00:59","modified_gmt":"2014-05-29T22:00:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-bushmills-di-diego-runko","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19919","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Bushmills&#8221; di Diego Runko"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono giorni in cui il telefono non la smette di squillare. Non mi piace rispondere al telefono quando lavoro. O forse non mi piace rispondere al telefono e basta. Ai miei tempi se avevi bisogno di qualcuno andavi a cercarlo e gli dicevi le cose in faccia.<\/p>\n<p>Stamattina ho gi\u00e0 risposto tre volte al telefono. Era mia figlia. Tutte e tre le volte. Deve presentarmi il suo ragazzo. Da una settimana non fa che parlarmi della cena di stasera. Ci sono momenti che un uomo non vorrebbe mai vivere nella propria vita. Questo \u00e8 uno di quelli.<\/p>\n<p>Oggi al bar non \u00e8 entrato nessuno. Da una settimana piove senza sosta. Bisogner\u00e0 che qualcuno lass\u00f9 si dia una calmata se vuol farmi arrivare alla fine del mese.<\/p>\n<p>In giornate come queste, quando non entra nessuno nemmeno per colazione o pranzo mi capita di pensare al passato. Dicono che con l\u2019et\u00e0 si diventi pi\u00f9 attenti, pi\u00f9 sensibili, o forse \u00e8 solo una questione di rincoglionimento. A volte mi commuove persino vedere i tram che passano. Mi torna in mente la volta in cui su un tram mi sono dichiarato a Patrizia. Mi sono inginocchiato con tutta la gente intorno e le ho chiesto di sposarmi. Ricordo l\u2019applauso di tutti mentre la stringevo fra le braccia e ci baciavamo. E\u2019 stato il bacio pi\u00f9 lungo della mia vita. Deve averlo pensato anche il ragazzino che mi ha sfilato la scatoletta con il solitario dalla tasca. Non gli sembrava vero di avere tutto quel tempo per dileguarsi. Gli sono corso dietro insieme ad un signore sulla cinquantina e una ragazzina delle superiori con uno zaino rosa in spalla. Non \u00e8 servito a molto. Nel giro di tre vie era scomparso. Ho ancora in mente l\u2019espressione delusa della ragazzina con lo zaino rosa che voltandosi mi disse: \u201cIl mondo \u00e8 un posto di merda\u201d.<\/p>\n<p>Con Patrizia poi ci siamo sposati, anche se il solitario non l\u2019ho pi\u00f9 ricomprato. Siamo rimasti sposati per vent\u2019anni. Quando se n\u2019\u00e8 andata mi ha detto solo che era tempo di fare dei cambiamenti. Ora vive con un avvocato al settimo piano di un palazzo signorile in Cairoli. Il mondo \u00e8 davvero un posto di merda. Ma non per lei.<\/p>\n<p>Prendo un bicchiere di quelli piccoli, squadrati e ci faccio cadere tre cubetti di ghiaccio. Poi svito il tappo del Bushmills e ne verso quanto basta. Met\u00e0 bicchiere, o gi\u00f9 di l\u00ec. Mentre sollevo il gomito per ungermi la gola sento suonare la campanellina della porta. \u00a0Il primo cliente della giornata. Sto per offrirgli un bicchiere del mio whiskey irlandese preferito quando alzo gli occhi e lo vedo. Un tipo nella media, n\u00e9 alto n\u00e9 basso, con uno sguardo un po\u2019 cos\u00ec, sofferente. Non saluta e va a sedersi al tavolo nell\u2019angolo. Solo allora, mentre cerca di trovare il posto adatto al proprio corpo, mi accorgo che ha sulle spalle uno strano catafalco. Un tetto, direi. E\u2019 fissato con delle funi. Una corda spessa a quanto pare. Allora esistono, penso.<\/p>\n<p>\u201cHai bisogno di una mano?\u201d<\/p>\n<p>Continua ad aggiustarsi fino a che non ha trovato la posizione giusta, poi finalmente si siede. Solleva lo sguardo.<\/p>\n<p>\u201cHo bisogno di un Bushmills\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLiscio?\u201d chiedo.<\/p>\n<p>\u201cGhiacciato\u201d. Mi gela.<\/p>\n<p>\u201cNel senso dei cubetti?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome?\u201d chiede del tutto ingenuamente.<\/p>\n<p>\u201cLo vuoi con dei cubetti di ghiaccio?\u201d<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 quello che ho detto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto. Torno subito.\u201d<\/p>\n<p>Mentre torno al bancone penso che gli voglio bene.<\/p>\n<p>Afferro la bottiglia e verso il liquido ambrato nel bicchiere ricoprendo completamente il ghiaccio. Gli appoggio il bicchiere davanti accennando un sorriso. Lui non ci fa caso.<\/p>\n<p>Qualche istante dopo stiamo entrambi bevendo il nostro Bushmills guardando fuori dalle vetrate del mio locale.<\/p>\n<p>Sto pensando al senso della vita quando squilla di nuovo il telefono. Continuo a sorseggiare la mia bevanda.<\/p>\n<p>\u201cNon risponde?\u201d<\/p>\n<p>Il tipo con il tetto sulle spalle ora si \u00e8 voltato e mi sta fissando. Ha dei lineamenti ben definiti, la barba incolta e occhi verdi.<\/p>\n<p>E\u2019 pi\u00f9 giovane di quello che sembra.<\/p>\n<p>\u201cCerto\u201d, rispondo sbuffando.<\/p>\n<p>Sollevo il ricevitore in modo automatico. Ovviamente \u00e8 ancora mia figlia.<\/p>\n<p>\u201cDimmi, tesoro?\u201d<\/p>\n<p>Mi risponde una voce gracchiante e perentoria. \u201cSquadra mobile di Milano. E\u2019 lei il signor Molise?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi\u2026 sono\u2026 sono io.\u201d Biascico confuso.<\/p>\n<p>Il mio cliente ora ha posato il bicchiere e mi sta guardando.<\/p>\n<p>\u201cNel suo locale in questo momento c\u2019\u00e8 un uomo con il tetto sulle spalle?\u201d La domanda \u00e8 secca, diretta.<\/p>\n<p>Lo guardo. Lui mi guarda.\u00a0 \u201cEcco, io\u2026 Perch\u00e9?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon faccia domande. Le ricordo che sta parlando con un pubblico ufficiale. Nel suo locale in questo momento c\u2019\u00e8 un uomo con il tetto sulle spalle?\u201d<\/p>\n<p>Non so cosa rispondere. Sento il cuore che ha un battito strano, accelerato.\u00a0 \u201cNo\u2026 cio\u00e8 volevo dire\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il mio cliente ha abbassato lo sguardo. Lo vedo fissare l\u2019alcool nel bicchiere.<\/p>\n<p>Il poliziotto non mi lascia il tempo di finire la frase. \u201cSi o no, signor Molise?\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 una frazione di secondo. Rispondo. \u201cSi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBene. Arriviamo.\u201d<\/p>\n<p>Sento il clic che segnala la fine della conversazione. Poso il ricevitore, tremante. Non ho idea di che cosa fare.<\/p>\n<p>Il mio cliente ha ripreso a sorseggiare il whiskey e a guardare fuori dalla finestra.<\/p>\n<p>Si volta quando si accorge che mi sto sedendo sulla sedia accanto alla sua. Ho la bottiglia di Bushmills in mano.<\/p>\n<p>\u201cAncora un goccio?\u201d, chiedo.<\/p>\n<p>Ci pensa per un attimo. \u201cGrazie\u201d.<\/p>\n<p>Gli riempio il bicchiere e poi lo invito a brindare. \u201cAlla nostra\u201d.<\/p>\n<p>Vuotiamo entrambi i bicchieri alla goccia.<\/p>\n<p>\u201cAncora uno?\u201d, chiedo.<\/p>\n<p>\u201cGrazie\u201d, risponde.<\/p>\n<p>Riempio i bicchieri. \u201cDa dove viene?\u201d<\/p>\n<p>Mi fissa per un attimo, poi risponde. \u201cLontano.\u201d<\/p>\n<p>Lo invito a brindare di nuovo. \u201cCome mai a Milano?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDevo incontrare una persona\u201d.<\/p>\n<p>Vuotiamo nuovamente i bicchieri. Lui sta di nuovo guardando fuori dalla finestra. Continua a piovere.<\/p>\n<p>\u201cEra la polizia al telefono. Mi hanno chiesto di lei\u201d, dico.<\/p>\n<p>Mi fulmina con lo sguardo. Non dice niente.<\/p>\n<p>\u201cFossi in lei me ne andrei adesso\u201d, gli dico.<\/p>\n<p>Rimane fermo ad osservarmi. Non capisco se \u00e8 perch\u00e9 non ha afferrato quello che gli ho detto o perch\u00e9 non gliene importi nulla. Un istante dopo si alza in piedi sbattendo il tetto che ha sulle spalle contro le pareti.<\/p>\n<p>\u201cGrazie\u201d. Lo vedo uscire di corsa sotto la pioggia.<\/p>\n<p>Sono seduto sul tram ora. Un\u2019altra giornata \u00e8 andata. Mi \u00e8 sempre piaciuta questa parola, \u201candata\u201d. Molto meglio che \u201cfinita\u201d.\u00a0 Non \u00e8 mai veramente finita finch\u00e9 non \u00e8 finita.<\/p>\n<p>Appoggio la testa dolorante al finestrino del tram. Sento la gamba destra inumidirsi. Abbasso lo sguardo e mi accorgo che sto gocciolando dal naso. Ho una chiazza rossa sui pantaloni. Cerco di tamponare con il palmo della mano come posso e appoggio di nuovo la testa al finestrino.<\/p>\n<p>Sento ancora nelle orecchie le urla dei poliziotti. Ricordo solo di essere stato sbattuto a terra. Mi tocco le costole. Devono avermi preso a calci, penso.<\/p>\n<p>Gli uomini con il tetto sulle spalle esistono davvero. Ne avevo sentito parlare. Ci vuole coraggio a caricarsi tutto quello che si ha sulle spalle e partire. Essere diverso, a volte, \u00e8 una vergogna. Non fa per me. Io non sono coraggioso.<\/p>\n<p>Sbatto gli occhi inarcando la testa all\u2019indietro per fermare l\u2019emorragia. Poi, finalmente, mi guardo intorno. Il tram \u00e8 completamente vuoto ad eccezione di una ragazzina. Sbatto nuovamente gli occhi per capire se si tratta di un\u2019allucinazione. La ragazzina stringe tra le braccia uno zaino rosa. Prima che possa dire qualcosa parlo io. \u00a0\u201cLo so, il mondo \u00e8 un posto di merda.\u201d<\/p>\n<p>Dieci minuti dopo sto suonando al citofono di mia figlia.<\/p>\n<p>\u201cSali pap\u00e0\u201d, la sento dire dopo il fruscio elettronico.<\/p>\n<p>Mi aspetta alla porta e quando mi vede mi corre incontro. Capisco che sia spaventata.<\/p>\n<p>\u201cCosa ti \u00e8 successo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cFammi sedere sul divano\u201d, le dico. \u201cMi gira un po\u2019 la testa\u201d.<\/p>\n<p>Mi accompagna in salotto e mi aiuta a sedermi.<\/p>\n<p>\u201cTi porto del ghiaccio\u201d, la sento dire.<\/p>\n<p>Ogni rumore viene amplificato dalla mia testa. Sento fresco quando lei mi appoggia un sacchetto di ghiaccio sulla fronte.<\/p>\n<p>\u201cCos\u2019hai fatto alla gamba? Sei ferito?\u201d, mi chiede.<\/p>\n<p>\u201cNiente. Io\u2026 ho perso un po\u2019 di sangue dal naso, tutto qua\u2026\u201d Le sorrido.<\/p>\n<p>\u201cSei sicuro di stare bene pap\u00e0? Cos\u2019\u00e8 successo?\u201d<\/p>\n<p>Le accarezzo una guancia con la mano libera. \u201cE\u2019 tutto a posto. Ne parliamo dopo. Allora? Dov\u2019\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 di l\u00e0\u201d, dice timidamente.<\/p>\n<p>\u201cForza, presentamelo\u201d, le dico. \u201cSempre se non ti vergogni di fargli vedere me in queste condizioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa cosa dici\u2026\u201d Mi abbraccia e mi d\u00e0 un bacio sulla guancia. \u201cTi voglio bene, pap\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io piccola\u201d.<\/p>\n<p>La vedo sparire verso la cucina. Appoggio nuovamente la testa sulla parte alta del divano. Il ghiaccio mi fa bene. Pochi secondi dopo sento la sua voce.<\/p>\n<p>\u201cPap\u00e0, ti presento Adrian\u201d.<\/p>\n<p>Con fatica rialzo la testa scuotendola. Sbatto le palpebre e poi lo vedo. E\u2019 davanti a me.<\/p>\n<p>L\u2019uomo con il tetto sulle spalle.<\/p>\n<p>Non sorride.<\/p>\n<p>Ha in mano una bottiglia di Bushmills.<\/p>\n<p>\u201cSono onorato, signor Molise\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19919\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19919\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono giorni in cui il telefono non la smette di squillare. 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