{"id":19902,"date":"2014-05-29T22:00:20","date_gmt":"2014-05-29T21:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19902"},"modified":"2014-05-29T22:00:20","modified_gmt":"2014-05-29T21:00:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-gatto-di-schrodinger-di-andrea-fabiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19902","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il gatto di Schr\u00f6dinger&#8221; di Andrea Fabiani"},"content":{"rendered":"<p>Prendere un gatto, dici?<br \/>\nS\u00ec, me l\u2019hanno consigliato in tanti, non sei certo la prima.<br \/>\nUn gatto, mi dicono tutti, \u00e8 meno impegnativo di un cane, che lo devi portare fuori e tutto il resto. Un gatto \u00e8 indipendente e per\u00f2 fa compagnia, accarezzarlo fa diminuire lo stress, \u00e8 provato. E ha due occhi, non puoi capire. E poi a te piacciono gli animali, no? Sei vegetariano!<br \/>\nQueste ultime, in particolare, sono parole di Monica, te la ricordi Monica? \u00a0Vatti a vedere la sua pagina facebook, posta solo foto di gattini che giocano con piccoli gomitoli, o foto di gatti che fanno buffe espressioni, foto di gatti in atteggiamenti intelligenti o affettuosi, corredate da didascalie che illustrano perch\u00e9 un gatto \u00e8 meglio di un essere umano.<br \/>\nUna volta postava link a siti di controinformazione, Monica.<br \/>\nE insomma lei ogni tanto ci prova, a convertire anche me al gattismo. Io la soddisfazione di dirle s\u00ec non gliela do mai, figurati. Poi per\u00f2 ci penso, credimi, prendo in considerazione, soppeso.<br \/>\nE anche adesso che me lo dici tu io l\u2019idea non \u00e8 che la scarti a priori, la valuto, perch\u00e9 in fondo apatico e solo e anche un po\u2019 depresso lo sono davvero, e qualcosa devo pur fare per uscire da questa situazione.<br \/>\nSolo che un gatto non so, \u00e8 una cosa che non mi convince fino in fondo.<br \/>\nOltretutto, questo non te l\u2019ho mai detto, ma io un gatto ce l\u2019ho avuto, molti\u00a0 anni fa, quando andavo ancora alle medie. Si chiamava Gippo e non era normale.<br \/>\nIl vero problema \u00e8 che a me la parola gatto fa venire in mente fondamentalmente due cose. Una \u00e8 Gippo, appunto, e la seconda \u00e8 il paradosso del gatto di Schr\u00f6dinger, che \u00e8 una roba di fisica quantistica che quando l&#8217;avevo studiata, a scuola, non mi entrava mai bene in testa. Che poi qui ci sarebbe anche da ragionare sul fatto che una cosa che non mi entrava bene in testa ancora me la ricordo, mentre quelle che invece mi ci entravano benissimo, se tu me le chiedessi adesso, niente, buio completo.<br \/>\nComunque, non voglio divagare, il paradosso del gatto di Schr\u00f6dinger lo conosci? Allora, questo Schr\u00f6dinger, un fisico austriaco, diceva che se tu prendi un gatto e lo chiudi in una scatola di metallo insieme a una fiala di cianuro, e questa fiala di cianuro pu\u00f2 rompersi o non rompersi in base allo stato di una determinata particella, siccome per la fisica quantistica le particelle stanno in pi\u00f9 stati contemporaneamente, dopo un po&#8217;, a meno che tu non alzi la scatola e guardi, a meno che tu non compia un\u2019osservazione come si dice in gergo, il gatto, dal punto di vista matematico, \u00e8 sia morto che vivo. Non \u00e8 che non lo sai se \u00e8 morto o vivo, secondo le equazioni di Schr\u00f6dinger \u00e8 proprio morto e vivo contemporaneamente.<br \/>\nOra io lo so cosa stai pensando: che fiala di cianuro o meno, non \u00e8 bello chiudere un gatto sotto una scatola di metallo. E sono anche d\u2019accordo con te, ma il punto non \u00e8 questo, tralasciamo per un attimo le implicazioni di tipo animalista. Il punto \u00e8 che io di fisica al tempo ero abbastanza bravo, ma le cose, per capirle, avevo bisogno di visualizzarle e questa qui non ci riuscivo per niente.<br \/>\nCio\u00e8, vedevo Schr\u00f6dinger che costruiva la sua macchina che rompe o non rompe le fiale di cianuro in base allo stato delle particelle, vedevo Schr\u00f6dinger che prendeva il gatto e lo piazzava vicino alla macchina e lo vedevo calare su quella povera bestia la scatola di metallo. Tutto questo lo vedevo, solo che il gatto morto e vivo allo stesso tempo, quello no, non riuscivo in nessun modo. Finivo sempre col vedere due gatti, uno morto e uno vivo, ma lo stesso gatto morto e vivo niente.<br \/>\nPoi di gatto, quando mi immaginavo questo laboratorio di fisica quantistica, tutto asettico e con le pareti coperte da lavagne zeppe di equazioni, io ci vedevo sempre quello che avevo avuto da piccolo, Gippo, che, come dicevo prima, non era per niente normale. E Schr\u00f6dinger, te lo dico io, col cavolo che sarebbe mai riuscito a metterlo nella scatola.<br \/>\nGippo gli avrebbe sfigurato la faccia, a Schr\u00f6dinger.<br \/>\nGippo era un gatto psicopatico.<br \/>\nCio\u00e8, secondo il veterinario era semplicemente un gatto selvatico, poi col tempo si sarebbe abituato alla vita domestica.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che Gippo lo aveva trovato mio fratello, durante una gita in campagna. Era un cucciolo di pochi giorni e un contadino lo stava per buttare nel fiume, perch\u00e9 non aveva voglia di accudirlo, e allora mio fratello gli ha detto, Che cazzo fai?, al contadino. E poi gli ha detto anche, Dammelo a me che ci penso io, stronzo! Cio\u00e8, stronzo a dire la verit\u00e0 non lo so se gliel&#8217;ha detto, ma io spero di si.<br \/>\nComunque poi mio fratello il gattino l&#8217;ha portato a casa e noi lo abbiamo tenuto, anche perch\u00e9 mio fratello il giorno che lo ha salvato dall\u2019annegamento era anche il giorno che si era lasciato con una sua fidanzata storica, quindi quel gattino l\u00ec per lui aveva un valore un po&#8217; simbolico e non \u00e8 che lo potevamo dare subito via. E poi io, che avevo forse dodici anni al tempo, ho detto subito a mia mamma, Teniamolo, ci penso io. E cos\u00ec lo abbiamo tenuto.<br \/>\nSolo che a parte imparare a usare la lettiera poi per il resto Gippo \u00e8 rimasto sempre un gatto selvatico e a stare in casa come diceva il veterinario non ci si \u00e8 abituato mai.<br \/>\nE sono stati anni duri quelli, che quando \u00e8 cresciuto lui faceva continuamente degli agguati a chiunque gli passasse davanti. Si metteva sotto un tavolo o sotto una poltrona, in posizione di attacco, con le zampe davanti protese e tutta la schiena incurvata, e appena vedeva una caviglia lui scattava fuori e ci si avventava contro con le unghie e coi denti. Cos\u00ec in casa mia, in quegli anni l\u00ec, eravamo tutti un po&#8217; pieni di graffi e i miei probabilmente ci pensavano a liberarsene, solo che non potevano. E non tanto per mio fratello che nel frattempo si era trovato un&#8217;altra fidanzata, quanto per me, che solo un anno prima, quando era morta la nostra cagnetta, Miele si chiamava, io avevo pianto tante lacrime che poi cos\u00ec tante non m&#8217;\u00e8 mai pi\u00f9 capitato di piangerle, nemmeno quando \u00e8 capitato che \u00e8 morto qualcuno che conoscevo.<br \/>\nChe detta cos\u00ec ti sembrer\u00e0 una cosa un po&#8217; assurda, lo so, ma io quella volta l\u00ec, quando \u00e8 morta Miele, \u00e8 stato un po&#8217; come se mi fossi preso a pugni con la Morte. E siccome aveva vinto lei e mi aveva fatto parecchio male, poi tutte le volte che me la sono ritrovata davanti, la morte, era come se dicessi, dentro di me, Vaffanculo Morte, non mi farai piangere pi\u00f9!<br \/>\nCos\u00ec Gippo \u00e8 rimasto l\u00ec a martoriarci e noi tutti abbiamo sopportato ogni sua angheria e prepotenza in relativo silenzio, o quantomeno senza tirargli il collo.<br \/>\nQuesto almeno finch\u00e9 non \u00e8 venuta a stare da noi nonna Titt\u00e0, che era la mamma di mia mamma, forse te la ricordi. Ecco, siccome tra tutti noi nonna Titt\u00e0 era palesemente l\u2019esemplare pi\u00f9 debole, Gippo l&#8217;ha immediatamente eletta a sua vittima preferita, e quando la assaliva poi erano momenti abbastanza drammatici in casa, perch\u00e9 le unghie di Gippo nelle gambe di nonna Titt\u00e0 ci affondavano come lame nel burro e poi quelle ferite l\u00ec non smettevano pi\u00f9 di sanguinare. E oltretutto a ogni attacco quasi le prendeva un colpo, povera nonna.<br \/>\nCos\u00ec un bel giorno mia mamma mi ha preso da parte e mi ha detto che era meglio se Gippo lo portavamo in campagna, da nonna Nella, la mamma di mio padre, quella che stava in Toscana, che lei gi\u00e0 accudiva due gatti che aveva nell&#8217;orto, e lui l\u00ec si sarebbe trovato bene, molto meglio che in casa, e poi potevo andarlo a trovare tutte le volte che volevo.<br \/>\nIo allora ho detto di s\u00ec senza fare storie, che mia mamma non poteva saperlo, ma io gi\u00e0 avevo risolto il problema di affrontare la morte, e quindi quello della semplice separazione non \u00e8 che mi sconvolgesse pi\u00f9 di tanto.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 andata che Gippo \u00e8 partito per Lajatico, in Toscana, e io, due settimane dopo la sua partenza ho deciso che avevo voglia di andarlo a trovare e l\u2019ho detto a mia madre. E mia madre allora ha detto, Ok.<br \/>\nPoi per\u00f2 la mattina del giorno che dovevo andarlo a trovare mi ha di nuovo preso da parte e mi ha raccontato che Gippo era scappato. Mi ha spiegato che nonna Nella lo aveva visto andare in direzione di un boschetto che c&#8217;\u00e8 sul fianco di una collina, dove finisce il suo orto e che poi non era pi\u00f9 tornato. Mi ha spiegato, mia madre, che probabilmente Gippo nel bosco si era trovato cos\u00ec bene che aveva deciso di rimanere l\u00ec, che quello era il suo ambiente naturale, che era normale che ci fosse tornato, e che probabilmente ora lui era il re di quel boschetto.<br \/>\nIo allora ho trovato tutto abbastanza logico e ho detto, Va be&#8217;. E tutte le volte che sono ritrovato a pensare a Gippo, negli anni successivi, anche quando mi \u00e8 capitato di studiare il paradosso del gatto di Schr\u00f6dinger, che di anni ne erano passati un po&#8217;, io me lo immaginavo sempre che correva verso il boschetto, inseguendo qualche topo di campagna, felice.<br \/>\nEcco, io questa storia qua che mi ha raccontato mia madre, della fuga verso il boschetto, del ritorno alle origini, io in questi giorni che tutti mi parlano di gatti, ho realizzato che era una cazzata, che \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che Gippo sia finito sotto una macchina o che magari gli abbiano semplicemente dato un colpo in testa. Solo che poi, ti sembrer\u00e0 strano, ma la verit\u00e0 a mia mamma, che comunque me la direbbe secondo me, perch\u00e9 ormai motivi di mentirmi non ne ha pi\u00f9, io non gliel&#8217;ho mica chiesta. Non mi viene proprio di chiedergliela.<br \/>\nE il motivo per cui non mi viene lo sai qual \u00e8? \u00c8 che, se io la verit\u00e0 non la so, se non alzo la scatola, se non compio un\u2019osservazione, allora Gippo, proprio come il gatto di Schr\u00f6dinger, \u00e8 s\u00ec morto, ma contemporaneamente \u00e8 anche vivo.<br \/>\nChe \u00e8 un po\u2019 come dire che le cose a volte \u00e8 meglio non saperle. Che l\u2019incoscienza d\u00e0 anche la capacit\u00e0 di scegliere cosa credere. Che la realt\u00e0 \u00e8 un posto dal quale poi non si pu\u00f2 pi\u00f9 scappare.<br \/>\nE non fraintendermi, sono felice che tu mi abbia chiamato, che ti preoccupi ancora dopo tutto questo tempo, anche se il sospetto che te l\u2019abbia chiesto qualcuno dei miei amici di sentire come stavo, devo dirti la verit\u00e0, ce l\u2019ho.<br \/>\nE mi spiacerebbe perch\u00e9 alla fine s\u00ec, mi hai lasciato tu, non lo dico per farti sentire in colpa, solo come dato di fatto, mi hai lasciato tu, \u00e8 innegabile, ma ormai son passati un anno, tre mesi e dodici giorni e non \u00e8 che io ci stia ancora a pensare, non ci sto mica pi\u00f9 male. Cio\u00e8 bene non sto, ok, ma non per quello, non devi sentirti in qualche modo responsabile. Anzi penso addirittura che tu avessi ragione quando mi dicevi che ero ripiegato su me stesso, che stavo troppo tempo a rimuginare su delle cazzate, facevo un sacco di teorie strampalate e agivo poco e niente. Davvero non \u00e8 per quello che sto male.<br \/>\nE poi comunque, anche fosse per quello, l\u2019idea che la soluzione sia prendere un gatto, sostituirti con un gatto, be\u2019 scusa non mi sembra molto lusinghiera. Soprattutto per te.<br \/>\nChe poi mi viene in mente adesso, giuro soltanto adesso, che ho detto una cavolata, prima. Che non \u00e8 vero che quando studiavo la fisica quantistica e mi immaginavo tutte quelle cose di Schr\u00f6dinger che preparava l&#8217;esperimento eccetera, poi io mi immaginavo due gatti, uno morto e uno vivo.<br \/>\nQuello che mi immaginavo era che, risolte tutte le sue equazioni, lui, Schr\u00f6dinger, si allontanasse dalla lavagna tutto soddisfatto e guardasse la scatola e girasse un po&#8217; per la stanza e poi mi immaginavo che gli venisse la curiosit\u00e0, ma proprio una curiosit\u00e0 feroce, e che allora si torcesse le mani e si tormentasse la barba (non lo so se aveva la barba, io me lo immaginavo con la barba) e alla fine andasse verso la scatola e si chinasse e la sollevasse e ci guardasse dentro e ci restasse male.<br \/>\nPerch\u00e9 il gatto di Schr\u00f6dinger sotto la scatola non era n\u00e9 morto, n\u00e9 vivo, sai.<br \/>\nE non ce n\u2019erano due, non c\u2019era proprio niente, sotto la scatola.<br \/>\nIl gatto di Schr\u00f6dinger, non c&#8217;era pi\u00f9, era scappato.<br \/>\nCapisci cosa voglio dire?<br \/>\nCapisci il senso di tutto questo?<br \/>\nEh?<br \/>\nLo capisci?<br \/>\nPronto?<br \/>\nMa ci sei ancora? Sei l\u00ec?<br \/>\nPronto?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19902\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19902\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendere un gatto, dici? 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