{"id":19897,"date":"2014-05-29T22:37:03","date_gmt":"2014-05-29T21:37:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19897"},"modified":"2014-05-29T22:38:28","modified_gmt":"2014-05-29T21:38:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-laltra-bambina-di-francesca-santi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19897","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;L&#8217;Altra Bambina&#8221; di Francesca Santi"},"content":{"rendered":"<p>Cinzia non temeva il Babau, n\u00e9 l\u2019Uomo Nero. Non aveva bisogno di guardare nell\u2019armadio, n\u00e9 sotto il letto per aver paura: le bastava guardare la ragazza che condivideva il suo stesso cuscino\u2026 Quel giorno l\u2019aveva trovata l\u00ec, sdraiata proprio accanto a lei, bianca come la polpa del cocco e con quegli occhi sempre sgranati, scuri e profondi.<br \/>\nSpar\u00ec di primo mattino, ma verso l\u2019ora di pranzo torn\u00f2 e pass\u00f2 pi\u00f9 di met\u00e0 pomeriggio a fissarla, come se volesse domandarle qualcosa e non avesse il coraggio di farlo.<br \/>\nCinzia sentiva il peso del suo sguardo imperscrutabile e non lo sopportava: sospettava che l\u2019altra bambina la stesse studiando\u2026 Forse cercava di capire se era abbastanza debole da riuscire a sbarazzarsi di lei, perci\u00f2 cerc\u00f2 di dimostrarle che aveva fegato, facendo la voce grossa.<br \/>\n\u201cChe ci fai in camera mia e cosa vuoi?\u201d<br \/>\nL\u2019altra bambina scapp\u00f2 via, ma la sua assenza non dur\u00f2 a lungo: Cinzia non fece in tempo a decidere se preferiva giocare o riposarsi che l\u2019altra le si piant\u00f2 di nuovo di fronte. La scrut\u00f2 con quegli occhi profondi come un pozzo e Cinzia si sent\u00ec affogare: le sembrava che ogni minuto l\u2019aspetto di quella spettrale ragazzina peggiorasse sempre di pi\u00f9\u2026<br \/>\nDecise di lasciarle il letto per una volta e ne approfitt\u00f2 per gironzolare un po\u2019. Le piaceva casa sua, anche se le sembrava che fosse troppo grande: quegli spazi aperti amplificavano la sua solitudine. La mamma non c\u2019era quasi mai e il pap\u00e0 non c\u2019era pi\u00f9\u2026 Cinzia ripens\u00f2 a quanto tempo fosse passato dall\u2019ultima volta che lei e sua madre si erano incrociate: la mamma usciva prestissimo per andare a lavoro e provvedere a entrambe, tuttavia la bimba non si sentiva trascurata. Sua madre le lasciava sempre tutto pronto per la giornata: la colazione, le vaschette con il pranzo e la cena e le medicine\u2026 eh, s\u00ec! Le medicine erano la cosa pi\u00f9 importante. Lei era molto malata, per questo non andava a scuola e sapeva che se voleva guarire era necessario sopportare il retrogusto amaro di tutte le pillole e gli sciroppi che era costretta a prendere quotidianamente.<br \/>\nCinzia era una bimba diligente e sapeva che doveva anche dormire molto e mangiare tutto quello che la mamma le preparava per recuperare la salute.<br \/>\nPer essere sicura che l\u2019altra bambina non le rubasse ci\u00f2 che era suo, mangi\u00f2 tutto in una volta, ingoi\u00f2 le sue pillole con un solo bicchier d\u2019acqua e bevve avidamente la sua razione di sciroppo: ci mise una tal foga da rischiare di strozzarsi!<br \/>\nAveva sorpreso pi\u00f9 volte l\u2019intrusa a spiarla mentre compiva quest\u2019operazione: le faceva una gran paura quello sguardo scuro incorniciato da quel viso cadaverico sempre pi\u00f9 emaciato, ma doveva trovare la forza di prendersi ci\u00f2 che era suo se voleva sopravvivere\u2026<br \/>\n\u201cNon c\u2019\u00e8 niente per te qui\u2026\u201d disse Cinzia con voce tremante.<br \/>\nL\u2019altra bambina fece un passo avanti e protese le braccia: sembrava decisa a confutare quell\u2019affermazione e Cinzia non sapeva cosa fare. Indietreggi\u00f2 fino alla camera della madre e si appiatt\u00ec al muro col respiro corto, mentre l\u2019altra le andava incontro, a passo lento e respirando a fatica.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 me le hai portate via?\u201d domand\u00f2 sgomenta.<br \/>\nCinzia non rispose, in attesa della sua prossima mossa: era terrorizzata, ma si forz\u00f2 a guardare l\u2019intrusa nello specchio per verificare che non si trattasse di un vampiro\u2026 Si gir\u00f2 di scatt\u00f2 e la vide riflessa: era cadaverica, ma era l\u00ec, tale e quale a com\u2019era nella realt\u00e0, quindi l\u2019opzione vampiro era da escludere. Anche l\u2019altra bambina si gir\u00f2 verso lo specchio: la fiss\u00f2 per un lungo istante, sgranando gli occhi in modo tale che a Cinzia sembr\u00f2 che i suoi bulbi oculari fossero sprofondati in due crateri e fugg\u00ec lasciandola di nuovo sola.<br \/>\nCinzia ne fu sollevata e si specchi\u00f2 a sua volta: era cos\u00ec graziosa\u2026 ma \u2013 toccandosi i suoi lunghi boccoli biondi e scrutandoli con aria critica \u2013 si ripromise di chiedere alla mamma di acconciare i suoi capelli con una pettinatura pi\u00f9 moderna. Spost\u00f2 lo sguardo sul letto matrimoniale, dove era posato un grosso cuscino a forma di cuore: sapeva che la mamma le voleva bene, anche se non era quasi mai a casa. Di certo era orgogliosa di avere una figlia ubbidiente e anche coraggiosa\u2026 Doveva assolutamente raccontarle dell\u2019altra bambina e di come le aveva tenuto testa! Di certo lei avrebbe premiato la sua impresa con un bell\u2019abbraccio\u2026<br \/>\nCinzia continu\u00f2 a gironzolare per casa in cerca di qualcosa da fare in attesa della mamma, quando vide l\u2019altra bambina rannicchiata in un angolo, scossa dai singhiozzi. Fu tentata di girarsi e andare a chiudersi in camera sua, ma non ne ebbe il cuore: l\u2019altra bambina le faceva impressione, per\u00f2 il fatto che fosse capace di piangere le suggeriva che non fosse poi cos\u00ec cattiva. Le si avvicin\u00f2 titubante e la tocc\u00f2 sulla spalla con un gesto rapido. Lei alz\u00f2 la testa di scatt\u00f2 e inizi\u00f2 a fissarla alla sua solita maniera. Cinzia prese coraggio e si butt\u00f2.<br \/>\n\u201cTi va di giocare con me?\u201d chiese.<br \/>\nL\u2019altra bambina si guard\u00f2 attorno, come se pensasse che Cinzia si stesse rivolgendo a qualcun altro, ma poi annu\u00ec debolmente e afferr\u00f2 la mano che lei le porgeva.<br \/>\nTornarono in camera tenendosi per mano e si misero a giocare. L\u2019altra bambina fu una vera sorpresa! Quando sorrideva sembrava meno lugubre e, nonostante le sue stranezze, Cinzia si divert\u00ec un mondo. L\u2019altra bambina le mostr\u00f2 una serie di bambole che non ricordava di avere, snelle, bionde e dotate di un guardaroba pieno di abiti di lusso. Le due avevano una diversa attitudine al gioco: Cinzia cercava di inventarsi storie con un finale romantico, mentre l\u2019altra preferiva immaginarsi un futuro diverso per tutte quelle Barbie \u2013 cos\u00ec le chiamava \u2013 come un lavoro da reporter e una vita ricca di avventure.<br \/>\nL\u2019altra bambina le mostr\u00f2 anche i videogiochi e la consolle nascosti sul ripiano pi\u00f9 alto dell\u2019armadio e Cinzia la aiut\u00f2 a recuperarli arrampicandosi su una sedia traballante e \u2013 a detta sua \u2013 rischiando a pi\u00f9 riprese l\u2019osso del collo.<br \/>\nCinzia si stanc\u00f2 presto di tutto quel rumore \u2013 una scusa per non ammettere di non essere capace di usare il joystick \u2013 e cerc\u00f2 di convincere l\u2019altra bambina a passare al nascondino, sfidandola a trovarla: lei era bravissima a occultare la sua presenza!<br \/>\nL\u2019altra bambina si mise con la faccia contro il muro e inizi\u00f2 a contare.<br \/>\n\u201c1\u2026 2\u2026 3\u2026\u201d diceva scandendo ogni parola.<br \/>\nCinzia schizz\u00f2 verso lo sgabuzzino e si arrampic\u00f2 su un vecchio mobile a scaffali, determinata a nascondersi proprio in cima. Non appena poggi\u00f2 il piede sul primo ripiano, il mobile traball\u00f2 prima avanti e poi indietro, come se stesse annuendo alla domanda: \u201cStai per cadere?\u201d.<br \/>\nIl mobile rovin\u00f2 a terra, ma la piccola fu abbastanza rapida da gettarsi di lato e cadde lunga distesa vicino alla carcassa di legno, che per\u00ec assieme ai ninnoli che aveva ospitato tanto a lungo.<br \/>\nIl rumore aveva attirato l\u2019altra bambina, che spalanc\u00f2 la porta e la indic\u00f2, ridendo di gusto.<br \/>\n\u201cTi ho trovata! Hai perso\u2026\u201d disse.<br \/>\nCinzia era mortificata, ma non pot\u00e9 fare a meno di notare che l\u2019altra bambina non era poi cos\u00ec inquietante come le era sembrata all\u2019inizio. Stava per protestare quando sent\u00ec il rumore della porta che si apriva e l\u2019inconfondibile voce della mamma che la chiamava.<br \/>\n\u201cTesoro? Dove sei?\u201d<br \/>\nL\u2019altra bambina schizz\u00f2 via e Cinzia si alz\u00f2, spolverandosi il vestito rovinato con le mani.<br \/>\nChinandosi per raccogliere la pantofola che aveva perso cadendo, not\u00f2 che dietro il mobile abbattuto c\u2019era una vecchia foto in bianco e nero: ritraeva lei e la mamma a passeggio nel parco, ma non capiva il significato dei quattro numeri che qualcuno aveva scritto sul retro. Indugi\u00f2 sulla sua immagine per qualche istante e non pot\u00e9 fare a meno di notare che aveva davvero una brutta cera quel giorno, ma poi pens\u00f2 che la mamma era a casa e che lei poteva finalmente abbracciarla.<br \/>\nCorse fino alla porta con il cuore in gola per l\u2019emozione, ma giunta nell\u2019ingresso si blocc\u00f2 come se le sue pantofole fossero magnetiche e il pavimento fosse diventato all\u2019improvviso di metallo\u2026 L\u2019altra bambina stava abbracciando sua madre\u2026 come aveva osato e perch\u00e9 lei la ricambiava? Cinzia era furiosa, ma quando la guard\u00f2 meglio si rese conto che quella non era sua madre, non le somigliava nemmeno\u2026 Indossava i pantaloni e portava i capelli corti, non aveva gli stivaletti e neppure il cappellino: quella sconosciuta si volt\u00f2 verso di lei e cacci\u00f2 un grido, Cinzia si guard\u00f2 nello specchio sopra il telefono e vide ci\u00f2 che l\u2019altra bambina e sua madre avevano gi\u00e0 visto: un volto su cui non era rimasta pi\u00f9 carne e che era sfiorito molto tempo prima\u2026<br \/>\nCinzia si tocc\u00f2 una guancia prima di sparire, ricordandosi all\u2019improvviso il significato di quei numeri\u2026 Il 1907 era l\u2019anno in cui aveva chiuso gli occhi e non si era pi\u00f9 risvegliata. Scomparve coprendosi le orecchie che non aveva per non sentire quella madre che urlava e bisbigli\u00f2 un saluto rivolto all\u2019altra bambina, che ricambi\u00f2 con un cenno della mano, poco prima che Cinzia scomparisse\u2026 se avesse avuto ancora gli occhi, di sicuro avrebbe versato qualche lacrima.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19897\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19897\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinzia non temeva il Babau, n\u00e9 l\u2019Uomo Nero. 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