{"id":19895,"date":"2014-05-29T18:38:33","date_gmt":"2014-05-29T17:38:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19895"},"modified":"2014-05-29T18:38:33","modified_gmt":"2014-05-29T17:38:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-orizzonti-di-francesca-castro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19895","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Orizzonti&#8221; di Francesca Castro"},"content":{"rendered":"<p>Respiro. \u201cRespira su, ancora una volta, a fondo, con lo stesso moto circolare ed ininterrotto di quando sei venuta al mondo. Ricerca quel ritmo, fallo tuo, lascia che l\u2019aria affluisca nei polmoni, che scenda lentamente fino allo sterno, poi ancora pi\u00f9 gi\u00f9, nello stomaco, nel basso ventre, infine nel perineo. Immagina di essere un tubo unico, in cui il fiato si muove da sopra a sotto, senza sosta\u201d. E\u2019 la voce del maestro, giungendole da un tempo immemore, che la guida nel magma incandescente del suo labirinto interiore, mentre distesa, ad occhi chiusi, con una coperta gettata sulla pancia, attraversa i cunicoli dei ricordi e delle fratture dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Si sveglia di colpo in uno spazio torrido, con la gola arsa, febbricitante. Ci mette un po\u2019 a riprendere conoscenza. Ultimamente \u00e8 difficile sgombrare le tenebre del sonno e riemergere alla luce della coscienza con la sensazione di un sonno indistinto, senza fine. Adesso \u00e8 realt\u00e0 per\u00f2, ne \u00e8 sicura: lo capisce dal sudore che le inzuppa il vestito, dai cuscini del divano appiccicati alla pelle, dalla luce del pomeriggio che sta morendo, traghettandola verso un\u2019altra notte priva di contorni. Il suo primo pensiero va a Danilo che sar\u00e0 l\u00ec a momenti, alle sue visite che si fanno pi\u00f9 frequenti. Basta questo a spaventarla pi\u00f9 quanto non sia, pi\u00f9 del sentire le forze che l\u2019abbandonano, delle medicine che la stordiscono, del torpore da cui non riesce a scuotersi. Alla fine si alza, questa \u00e8 la realt\u00e0, ne \u00e8 sicura, poggia i piedi nudi sul pavimento di cotto e la sensazione di freddo non \u00e8 cos\u00ec male. Sente i cani abbaiare in giardino, non ricorda se ha dato loro da mangiare, infila le ciabatte ed esce a fare un giro fuori. I due pastori Brahma e Shakya le vengono incontro con irruenta festosit\u00e0. Non basta una carezza sulla testa per tenerli a bada, segnale che hanno fame. Suo figlio arriva, ma non lo sente, perch\u00e9 rinchiusa nel capanno degli attrezzi a riempire le ciotole di croccantini. I cani l\u2019aspettano fuori, guaendo e scodinzolando, quasi ignorando l\u2019arrivo di Danilo. Quando esce se lo trova davanti, con un mazzo di gerbere e un sacchetto di cose da mangiare. Come un amante che vuole farsi perdonare, pensa. Il ragazzo la bacia sulla guancia accaldata, le chiede come sta. Lea sorride, mentendo:-Sono un po\u2019 stanca, con questo caldo chi non lo sarebbe? E poi leggendo il suo sguardo contrariato e prevedendo una ramanzina: &#8211; Non guardarmi cos\u00ec, non sono mica morta e a dispetto di quel che pensi, non succeder\u00e0 presto! Andiamo a casa, su!<\/p>\n<p>Si pente di aver adottato il tono autoritario che usava con lui, quando da bambino non voleva farsi il bagno. Ora i ruoli sono invertiti, \u00e8 lui che la rimprovera e la costringe a fare cose che non le vanno e vorrebbe portarla via dal suo rifugio, per rinchiuderla in un appartamento di citt\u00e0, lontano dal suo orto, dai suoi cani, dalle sue abitudini.<\/p>\n<p>Lascia le ciotole con il cibo a terra, attenta a non farsi travolgere da Shakya, il pi\u00f9 giovane e giocherellone. Poi, mentre sta per entrare in casa, perde l\u2019equilibrio e rischia di cadere contro il vetro della porta-finestra. Danilo l\u2019afferra appena in tempo, tra i denti gli esce un\u2019imprecazione e la donna avvampa per la vergogna. Quando arrivano in casa, si accorge di desiderare che il figlio se ne vada il prima possibile, che la lasci in pace. Danilo invece, ha riacquistato la calma, prende un vaso e lo riempie d\u2019acqua, posizionandovi dentro le gerbere rosso fuoco. Le poggia sulla credenza e le ammira ad una certa distanza:\u2013 Quando l\u2019ho viste, mi hanno fatto pensare a te, le dice, dandole la schiena. Lea si versa un bicchiere d\u2019acqua calda dalla bottiglia dimenticata fuori dal frigo troppo a lungo. Vede i segni dello sfacelo ovunque, forse dovrebbe ascoltare Danilo e andare a stare da lui e Tiziana, prima di togliere il disturbo per sempre. In fondo, non \u00e8 per questo che mettiamo al mondo dei figli? Per rendere il trapasso pi\u00f9 indolore?<\/p>\n<p>\u2013 Mamma, mi ascolti? -Si, certo\u2026<\/p>\n<p>Danilo scarta le cibarie prese in una rosticceria vicino all\u2019ufficio. Insalata di riso, patate al forno, polpette di melanzane, sushi per lui, quasi un pranzo della domenica. Lea tira fuori la tovaglia ricamata a mano, il servizio buono, poi, apparecchia la tavola in cucina, con solennit\u00e0 nei gesti che suona quasi stonata. Danilo, senza aspettare che lei abbia finito, prende una patata dal contenitore di alluminio, se la porta alla bocca ed esclama: -Tiziana vuole fare una seduta. Lo sguardo di lei si illumina all\u2019istante per rabbuiarsi subito dopo, il tempo di un lampo. Scioglie i lunghissimi capelli argentati e li riannoda in fretta. Il suo gesto per prendere tempo, prima di pronunciare una frase difficile. \u2013 Non lo so se ce la faccio. Al momento \u00e8 troppo impegnativo per me. \u2013 E allora consigliale qualcuno dei tuoi amici scoppiati. Gliene hai parlato tanto che vuole farla a tutti i costi! \u2013 E tu non sei d\u2019accordo!- Danilo alza le spalle: -Facesse ci\u00f2 che vuole, \u00e8 un solo capriccio.<\/p>\n<p>Quella frase innalza un silenzio spaventoso. Il ragazzo le riempie il piatto e glielo porge senza dire una parola. Lei lo prende, cercando di pensare alla sua frase . \u2013Perch\u00e9 le gerbere ti avrebbero fatto pensare a me? Sono cos\u00ec discreta, non assomiglio a loro. Danilo sorride: &#8211; Si certo, come un elefante in un negozio di cristalli! Non passeresti inosservata, neanche se volessi. \u2013 Lo prendo come un complimento! \u2013 In realt\u00e0 non lo \u00e8. E ride con una risata quasi infantile che le stringe il cuore. Questo suono lo porter\u00f2 con me, ovunque andr\u00f2, pensa.<\/p>\n<p>Danilo afferra il sushi, lo intinge nella salsa di soia e lo divora con una gioia primitiva. Lea lo guarda rapita, si costringe a mangiare, ma il suo appetito \u00e8 svanito da un pezzo. Si alimenta per sostentarsi e se potesse, ne farebbe a meno. Non vuole che si accorga della sua inappetenza e allora, giocherella con il cibo, smembra le polpette, allarga il riso nel piatto, poi si pente, si sente scema e quasi le escono le lacrime. Diventa vulnerabile di fronte alla malattia, davanti alla fine che di c pensieri torvi, appoggia il piatto nel lavandino, dando le spalle a Danilo che continua a mangiare. \u2013 Lo sai cosa mi manca di pi\u00f9? Esclama infine, cercando di dominare la voce. La frase cattura la sua attenzione. \u2013Attenta a quello che dici, ricordati che stai parlando con tuo figlio! E lei ridendo: &#8211; Anche quello mi manca, certo, ma pensavo ad un buon bicchiere di vino. Adesso ci starebbe proprio bene.<\/p>\n<p>Lancia uno sguardo di sfuggita al figlio, poi, torna a fissare il piatto sporco. Danilo va al frigo, e tira fuori una bottiglia di chinotto. Lo versa in due calici, uno per s\u00e9, l\u2019altro lo porge alla madre. \u2013Ti ricordi cosa facevi quando ero piccolo? Questo un vino delizioso l\u2019ho preso solo per te!<\/p>\n<p>Lea rimane interdetta, poi, afferra il bicchiere e improvvisa un brindisi, facendo tintinnare i vetri. Non avrebbe scambiato quel chinotto svanito neanche con il vino pi\u00f9 pregiato. Lo beve teneramente, rapita dal magico incantesimo compiuto. Si sente in pace con l\u2019essere madre, abbraccia Danilo, cercando di non apparire sentimentale. Stavolta \u00e8 lui che cede, la stringe forte e si scioglie tra i singhiozzi che ha trattenuto troppo a lungo. Le sussurra: &#8211; Non \u00e8 giusto. Non doveva andare cos\u00ec. Sei ancora giovane e bella. Ho bisogno di te.<\/p>\n<p>Lea si sente stranamente forte, non come prima a tavola, la voce \u00e8 ferma mentre lo conforta: &#8211; Ancora non \u00e8 finita, ci sono tante cose che da fare insieme. La sua mano gli accarezza la testa e senza pensarci, promette: &#8211; Non preoccuparti, vengo a vivere con te e Tiziana. Passiamo insieme il tempo che rimane. Diventer\u00f2 la mamma perbene che hai sempre sognato!<\/p>\n<p>Il suo pianto si spegne lentamente in un sospiro. Rimangono abbracciati ancora un po\u2019, davanti al lavandino Nei calici una traccia di chinotto, la tavola ingombra, gli avanzi nei piatti. Se solo si potesse congelare un\u2019immagine per sempre.<\/p>\n<p>Danilo si allunga sul divano, hanno parlato dei preparativi e nel mentre si \u00e8 addormentato. Fuori c\u2019\u00e8 una leggera brezza che fa rabbrividire. Pensa che a quest\u2019ora a Roma si boccheggia e non si dorme. Forse dovrebbe coprire Danilo, ma non ricorda dove ha riposto le coperte leggere. Si aggira per casa, gettando uno sguardo malinconico sulle cose, sugli spazi e i ricordi che le evocano. Si chiede se non \u00e8 meglio lasciarsi morire in solitudine, come facevano i pellerossa o come capita di vedere negli animali. Procurando il minimo disturbo, raccogliendosi in s\u00e9 e in quel che resta. Senza decidersi sulla risposta, si rintana in cucina a lavare i piatti.<\/p>\n<p>Quando tutto \u00e8 pulito e ogni stoviglia asciugata, va a coricarsi sul divano di fronte a quello su cui sta riposando Danilo. Vorrebbe mantenere il\u2019illusione di una vicinanza notturna, come accadeva quando lui era piccolo. Prima di assopirsi, lo osserva ancora una volta, cercando di mantenere uno sguardo neutro, come non fosse suo figlio, chiedendosi se si sarebbe potuta innamorare di uno come lui. Quando riapre gli occhi, l\u2019alba non \u00e8 sorta. Il sonno non ha avuto n\u00e9 colore, n\u00e9 odore, non ha lasciato echi, solo una leggera tachicardia, che riesce a calmare ascoltando nel buio il respiro profondo di Danilo. Tuttavia, non riesce a riaddormentarsi. Si alza, si butta sulle spalle una vestaglia e va in giardino, con una strana smania. L\u2019erba umida le accarezza le caviglie e il leggero chiarore \u00e8 sufficiente perch\u00e9 possa individuare il suo angolo preferito, il vecchio pozzo in disuso. Cammina a piedi nudi fino a quel punto, si siede sull\u2019orlo del pozzo e aspetta. Non sa bene cosa, eppure si sente alla vigilia di un avvenimento. Avverte il buio assottigliarsi e volgere in bagliore, come fosse una sensazione fisica, che pu\u00f2 misurare sulla pelle e lasciar penetrare dentro le ossa. Con calma respira a fondo, riappropriandosi dei suoi tempi e dei suoi spazi interiori. Come ha imparato a fare durante la prima seduta di rebirthing, quando la paura non aveva ceduto il posto alla consapevolezza. Respira senza pensare e lascia che qualcosa esploda dentro di lei, come un canto potente, un gesto deciso capace di scuoterla nel profondo. La sorprendono ricordi che salgono alla bocca con sapore di ferro e terra. Vede i giorni passati davanti a s\u00e9 con singolare nitore, con nuova comprensione e sotto la luce di un impensabile perdono. Respira perdendosi in quel ritmo che irradia energia al corpo stanco e malato. Si smarrisce in una dimensione sconosciuta, dove il tempo smette di contare. Continua ad immettere aria e spezza il confine tra s\u00e9 e il mondo. Respira e il cuore diventa un grande tamburo che batte il ritmo dell\u2019universo con andamento ipnotico e continuo. E\u2019 la donna che racchiude nel ventre il seme dell\u2019uomo, madre di tutte le madri, che attraverso l\u2019amore conosce desiderio e passione degli esseri umani. Le membra si allargano a contenere il tutto in un abbraccio cosmico. Il respiro si trasforma nell\u2019esperienza di Dio che ricongiunge alla terra su cui si soffre e si fatica, al fuoco delle imprese folli e delle cicatrici, all\u2019acqua che l\u2019ha cullata prima di venire al mondo. Inspira e l\u2019invade una sensazione di speranza e di accoglimento come non fosse pi\u00f9 un corpo estraneo gettato sulla terra, ma un\u2019appendice delicata, legata da invisibili radici. Espira ed espelle le ultime forze, mentre la notte si dissolve. Il respiro la condurr\u00e0 oltre le Colonne d\u2019Ercole della sensibilit\u00e0, in un abisso misterioso ed insondabile in cui non esistono paura e dolore. E prima che possa spegnersi anche il suo sorriso nella notte delle notti, un ultimo pensiero, arriva come una preghiera. Entrare nella morte ad occhi aperti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19895\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19895\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Respiro. \u201cRespira su, ancora una volta, a fondo, con lo stesso moto circolare ed ininterrotto di quando sei venuta al mondo. Ricerca quel ritmo, fallo tuo, lascia che l\u2019aria affluisca nei polmoni, che scenda lentamente fino allo sterno, poi ancora pi\u00f9 gi\u00f9, nello stomaco, nel basso ventre, infine nel perineo. Immagina di essere un tubo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19895\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19895\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1859,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-19895","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19895"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1859"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19895"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20062,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19895\/revisions\/20062"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}