{"id":19820,"date":"2014-05-29T17:50:07","date_gmt":"2014-05-29T16:50:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19820"},"modified":"2014-05-29T17:50:07","modified_gmt":"2014-05-29T16:50:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-rosarno-di-alessandro-berardelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19820","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Rosarno&#8221; di Alessandro Berardelli"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019ero anch\u2019io. Si, c\u2019ero anch\u2019io e li ho visti i miei compagni devastare Rosarno.<br \/>\nS\u2019era sparsa la notizia che alcuni di noi fossero stati presi a fucilate. Cos\u00ec, per gioco.<br \/>\nMa noi non stavamo giocando. Eravamo arrivati da pochi giorni per la raccolta dei mandarini. Tutti uomini, molti ancora ragazzi.<br \/>\nFinalmente, pensavamo, un lavoro un po\u2019 meno massacrante: i mandarini non ci avrebbero costretto a stare piegati a terra per quattordici ore come per i pomodori e i peperoni. Certo, la paga sarebbe stata sempre da fame: venticinque euro meno cinque ai caporali e tre a quello che ci avrebbe trasportato con il suo camioncino sul posto di lavoro. \u201cFortunatamente\u201d non avremmo dovuto pagare niente per l\u2019alloggio: c\u2019avevano sistemato in una porcilaia abbandonata.<br \/>\nIo sono nato in una delle ex colonie francesi dell\u2019\u201dAfrica nera\u201d ed e\u2019 cos\u00ec che mi e\u2019 stato facile imparare l\u2019italiano. Per\u00f2 quando si \u00e8 trattato di dar segno della mia speranza ho scritto \u201cegalit\u00e9\u201d su quel muro della periferia di Rosarno. E\u2019 ci\u00f2 che vorremmo: essere trattati anche noi da esseri umani e non da bestie. Stavano meglio di noi i nostri antenati fatti schiavi. Almeno, quando erano comprati avevano vitto e alloggio assicurati.<br \/>\nLi ho visti, i miei compagni, radunarsi spontaneamente mentre si spargeva la notizia di un eccidio che non c\u2019era stato. Quanti avevano le lacrime agli occhi!<br \/>\nLa paura. Erano la paura e l\u2019umiliazione i sentimenti dominanti. In ogni gruppo etnico le frasi, pur in lingue diverse, erano le stesse: non ne possiamo pi\u00f9, ci ammazziamo di lavoro per una miseria e questi ci sparano addosso, andiamocene abbiamo paura, no! basta subire, facciamogli vedere che non ne possiamo pi\u00f9.<br \/>\nQuando ho capito che il sentimento di ribellione alla disumanit\u00e0 stava prevalendo sulla paura delle ritorsioni, ho cercato di dissuadere i pi\u00f9 agitati a farsi giustizia da s\u00e9. Per l\u2019ennesima volta li ho pregati di fidarsi dell\u2019Autorit\u00e0, ma ormai nessuno pi\u00f9 poteva credere al suo intervento e alle mie parole. E allora li ho visti allontanarsi per devastare Rosarno.<\/p>\n<p>Ora siamo rimasti in pochi: sbandati e terrorizzati. Ci sono le ronde che ci braccano. Gli altri li hanno deportati tutti in attesa di rispedirli a casa. Ma quale casa? I pi\u00f9 non ce l\u2019hanno pi\u00f9 neanche al loro paese una casa. Anche io sono nelle stesse condizioni ed \u00e8 per questo che insieme a tre altri disperati ci siamo dati alla macchia.<br \/>\nAl mio paese non ho pi\u00f9 nessun parente: tutti morti in un\u2019irruzione dei ribelli mentre io ero a scuola. Hanno tentato anche l\u00ec di fare una strage, ma devo la vita al coraggio di quel manipolo di missionari che li hanno respinti. Da quel momento sono stati loro la mia famiglia.<br \/>\nPoi sono scappato verso nord e con un percorso attraverso l\u2019Africa durato anni sono finalmente arrivato all\u2019imbarco, ricco soltanto di quanto avrei dovuto pagare per essere traghettato verso il \u201cfuturo radioso\u201d che mi aspettava in Italia, la mia nuova patria.<br \/>\nMa che patria matrigna che si \u00e8 rivelata!<br \/>\nDa subito sono stato considerato animale da fatica, anzi peggio, visti i turni di lavoro che non venivano assegnati neanche ai muli. Senza papier e senza uno straccio di assistenza, sempre con la paura di essere beccati e rispediti al di l\u00e0 del mare.<br \/>\nE ora neanche pi\u00f9 il lavoro.<br \/>\nSi stanno avvicinando. Li sentiamo e ora li vediamo anche. Hanno i cani.<\/p>\n<p>\u201cUn po\u2019 d\u2019acqua, mademoiselle, s\u2019il vous plait. Siamo in viaggio da tre giorni. Senza mangiare e con la sola acqua dell\u2019unico fontanile che abbiamo trovato sulla nostra strada.\u201d<br \/>\n\u201cChe volete? Andate via, non sapete che vi stanno cercando in tutta la zona? Se vi prendono qui, a voi non so cosa pu\u00f2 capitare e ci andiamo di mezzo pure noi. Via!\u201d<br \/>\n\u201c Rosalba! Chi c\u2019\u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cNessuno, nonna, nessuno.\u201d<br \/>\n\u201cCome nessuno! Ho sentito delle voci.\u201d<br \/>\n\u201cSono quattro negri. Di quelli scappati da Rosarno.\u201d<br \/>\n\u201cE che vogliono?\u201d<br \/>\n\u201cAcqua.\u201d<br \/>\n\u201ce picch\u00ec nun ci la dai?\u201d<br \/>\n\u201cHo paura, nonna. Di loro e di quelli che li odiano.\u201d<br \/>\n\u201cVeniti,veniti. Qui comando ancora io, per grazia di Dio. Rosalba falli accomodare e dagli da mangiare e da bere.\u201d<br \/>\n\u201cNonna! ma e\u2019 pericoloso!\u201d<br \/>\n\u201cFa\u2019 come ti dico! Che ne sai tu cosa significa essere emigranti, di cosa abbiamo passato noi, tuo nonno e io, quando la fame ci costrinse a emigrare in Belgio. Qui tutti si sono dimenticati quanti pianti, quante paure, quanti insulti abbiamo dovuto subire. Maccaroni ci chiamavano e, credi, per noi era pi\u00f9 bruciante di quanto pu\u00f2 essere ora negri\u201d<br \/>\n\u201cVeniti, picciriji, qui siete al sicuro picch\u00ec tutti i gg\u00ecenti nascianu libberi e &#8216;gguali all&#8217;\u00e0tri pp\u00ec ddignit\u00e0 e diritti. Ognunu tena cirb\u00eceddru, raggiune e cusc\u00ecenza, e s&#8217;ha de cumbort\u00e0 cull&#8217;atri cumu si li f\u00f2ssaru frati. E\u2019 il primo articolo della dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo in calabrese. Me la insegn\u00f2 mio marito in Belgio. Stai tranquilla Idina, mi diceva, non aver paura che alla fine i nostri diritti verranno riconosciuti. Siamo uomini come loro! E alla fine tutto si \u00e8 aggiustato. Ma, almeno, l\u00ec riconoscevano che senza di noi nenti potevano fare. Qui, ho sentito alla radio, vi vogliono ributtare a mare tutti quanti.\u201d<br \/>\n\u201cSi lo sappiamo, madame, il ministro ha detto che la legge va rispettata, ma dove era lui quando siamo stati stati reclutati in spregio alle pi\u00f9 elementari regole e quando ci hanno offerto un salario molto inferiore alla normale sussistenza? Dove era lui quando ci hanno dato da dormire in un porcile? Siamo stanchi di subire, signora, stanchi e impauriti. E questa \u00e8 una mistura molto pericolosa.\u201d<br \/>\n\u201cAbbiate fede, ragazzi, si dovranno pentire loro e la \u2018ndrangheta e se non sar\u00e0 la giustizia degli uomini, sar\u00e0 la giustizia di Dio a prevalere. E questa di una cosa sola terr\u00e0 conto: della solidariet\u00e0.\u201d<br \/>\n\u201cGrazie madame, che Dio vi benedica, ma noi non ci crediamo pi\u00f9. Quando abbiamo traversato il deserto, in Africa, ci spostavamo di oasi in oasi. Arrivavamo e, pur non potendo pagare niente, venivamo accolti con gentilezza: acqua e pane non ci sono mai stati lesinati. Ci sentivamo al sicuro tra gente povera quasi come noi, ma che sapeva quali fossero le difficolt\u00e0 in cui eravamo e in cui ci saremmo dovuti reimmergere non appena ripreso il cammino. Ora noi ripartiamo: incontreremo ancora il deserto, non quello di sabbia, ma quello dell\u2019indifferenza, se va bene. Ma siamo certi, dopo ci\u00f2 che abbiamo visto in questi mesi, che sar\u00e0 violenza fisica e morale quella che incontreremo sulla nostra strada.<br \/>\nQuesto \u00e8 diventato un Paese dove si \u00e8 perso ogni senso civile, ogni cultura dell\u2019accoglienza, della tolleranza e della solidariet\u00e0. L\u2019articolo tre della vostra costituzione non \u00e8 stato scritto anche per noi. E\u2019 un paese dove quelli, negri come noi, devono avere paura. E noi ormai ne abbiamo tanta.\u201d<br \/>\n\u201cRimanete per la notte, riposatevi un po\u2019. Qui nessuno vi far\u00e0 del male.\u201d<br \/>\n\u201cGrazie ancora madame, ma partiamo subito per il nord , il nord d\u2019Europa naturalmente, che \u00e8 diventato il nostro west. Chiss\u00e0 come faremo ad arrivarci, ma ce la faremo. Chi ha traversato il deserto, non si arrende facilmente! Allons mes amis!\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19820\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19820\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019ero anch\u2019io. 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