{"id":19819,"date":"2014-05-29T17:32:59","date_gmt":"2014-05-29T16:32:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19819"},"modified":"2014-05-29T17:32:59","modified_gmt":"2014-05-29T16:32:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-troppe-cicale-di-alessandro-berardelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19819","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Troppe cicale&#8221; di Alessandro Berardelli"},"content":{"rendered":"<p>Era da poco passato mezzogiorno.<br \/>\nEra luglio e Antonio ansimava risalendo la stradicciola che conduceva al casale. Ulivi tutt\u2019intorno e cicale. L\u2019incontro, aveva immaginato, sarebbe avvenuto all\u2019ombra della grande quercia situata sul limitare dello spiazzo davanti al casale. Ormai non mancava molto.<br \/>\nAntonio avanzava a testa china ed ebbe un sussulto quando, non appena svoltata l\u2019ultima curva, sent\u00ec:<br \/>\n\u201cFinalmente! E\u2019 tanto che l\u2019aspetto, Pap\u00e0.\u201d<br \/>\nSabrina gli era andata incontro.<br \/>\n\u201cMa sei sola?\u201d<br \/>\n\u201cCerto che sono sola, chi avrebbe dovuto esserci con me?\u201d<br \/>\n\u201cMeglio cos\u00ec. Ho tardato perch\u00e9 ormai fare questa salita mi pesa molto. E pensare che venivo quass\u00f9 quasi tutti i giorni quanto comprai questo podere. Questi ulivi li ho piantati con le mie mani pi\u00f9 di trent\u2019anni fa. Guarda che bellezza che sono!\u201d<br \/>\n\u201cBellissimi, Pap\u00e0. Lei sa che sono stata io a voler venire a vivere in questo casale! Giuseppe preferiva stabilirsi in paese, ma io l\u2019ho convinto anche perch\u00e9 avevo capito quanto lei ci tenesse.\u201d<br \/>\n\u201cCi siete venuti, \u00e8 vero, ma non siamo riusciti a trattenerlo, Giuseppe. Lo sapevo che gli stava stretto questo paese, ma mai avrei pensato che avrebbe fatto quello che ha fatto. Quando vi siete sposati ho creduto veramente che fossero finite le mille mattane a cui c\u2019eravamo dovuti abituare. Sempre con quelle armi, poi, una vera ossessione\u2026 Una bella casa, una bella ragazza come moglie, dei figli, chiss\u00e0. Che volere di pi\u00f9, noi che siamo contadini legati alla terra? A partire da me, \u00e8 vero, abbiamo iniziato a studiare, e anche lui l\u2019ha fatto. Ma a me \u00e8 servito per radicarmi di pi\u00f9, se possibile. A lui invece l\u2019effetto \u00e8 stato contrario.\u201d<\/p>\n<p>Sabrina e Giuseppe si erano sposati due anni prima. Lei era stata accolta nella famiglia patriarcale, da subito, come parte integrante. Giuseppe era l\u2019unico maschio di quattro figli e da lui ci si aspettava che proseguisse la stirpe. Sabrina, poi, era bellissima e intelligente e aveva fugato immediatamente i dubbi che le femmine di famiglia avevano sollevato, per il fatto che lei era una \u201ccittadina\u201d e per di pi\u00f9 del profondo nord. Pap\u00e0 Antonio presto ne aveva fatto la sua beniamina e \u201cguai a chi me la tocca!\u201d<br \/>\nTutto era filato liscio per un anno, i due neo sposi avevano completato l\u2019arredamento del casale che Antonio aveva assegnato loro, e Giuseppe aveva finalmente affiancato il padre nella conduzione dell\u2019azienda familiare.<br \/>\nMa l\u2019idillio era durato poco.<br \/>\nGiuseppe una sera era tornato a casa, dopo essersi assentato per due giorni, e aveva annunciato a Sabrina che si era arruolato come \u201ccontractor\u201d in Iraq. Sarebbe partito nel giro di una settimana.<br \/>\nSabrina era rimasta basita da quel fulmine che per lei era stato a ciel sereno. Conosceva Giuseppe abbastanza, per\u00f2, per capire che non sarebbe tornato indietro dalla decisione presa. N\u00e9 valsero a qualcosa le rimostranze di tutta la famiglia, che apprese da una Sabrina affranta ci\u00f2 che Giuseppe stava per fare.<br \/>\nEra partito e da quel momento, otto mesi prima, si era messo in contatto con Sabrina non pi\u00f9 di tre o quattro volte. Lei era sembrata essersene fatta una ragione ed ora viveva sola in quel grande casale circondato da cipressi e ulivi. Con la sola compagnia di una coppia di cani-lupo che il suocero le aveva regalato perch\u00e9 stesse tranquilla.<br \/>\nQuasi subito dopo la partenza di Giuseppe, Sabrina aveva accettato di buon grado la proposta di far parte di una cooperativa di giovani che avrebbe gestito il pub all\u2019inizio del corso del paese. Lei aveva avuto, prima di sposarsi una esperienza simile dalle sue parti alle pendici delle Dolomiti e, poi, con qualche anno di pi\u00f9 dei suoi soci, appena maggiorenni, era lei che gli altri mandavano avanti quando c\u2019era da trattare con fornitori, vigili e uffici comunali.<\/p>\n<p>\u201cBene, veniamo alle ragioni di questo incontro semi clandestino. Cosa c\u2019\u00e8 che non volevi dirmi di fronte a mamma o alle altre mie figlie?\u201d riprese il vecchio.<br \/>\n\u201cSono in imbarazzo, Pap\u00e0, non so come dirglielo, ma sono nei guai! In grossi guai. Ho bisogno di ventimila euro entro domani.\u201d<br \/>\n\u201cMe lo aspettavo, credevo te ne servissero di meno, ma me lo aspettavo.\u201d<br \/>\n\u201cCome \u201cme lo aspettavo!\u201d ? Che ne sa lei?\u201d<br \/>\n\u201cCara Sabrina, credi che io non abbia persone che mi portino rispetto e che non vengano a raccontarmi tutto ci\u00f2 che succede in paese, soprattutto le cose che riguardano i componenti della mia famiglia? So tutto Sabrina!<br \/>\nNon \u00e8 stato difficile individuare i \u201cmagheggi\u201d che quel Peppe ha iniziato a fare davanti al tuo locale non appena \u00e8 iniziata la bella stagione e sono arrivati i primi turisti nei fine settimana. Ma dei turisti chissenefrega. E\u2019 quando mi hanno riferito che avevi iniziato a vedere troppo spesso quel lurido individuo che ho voluto sapere di pi\u00f9. Tutte le sere, non appena arrivava in paese, la prima tappa, da quattro mesi, sei sempre tu. Entra, ordina una birra, e al momento di andarsene invece di pagarti il dovuto ti passa un piccolo sacchettino. Non \u00e8 vero Sabrina? Tre giorni fa invece, mi hanno riferito, Peppe \u00e8 entrato, ha bevuto e quando \u00e8 stato il momento di avvicinarti, alla tua richiesta si \u00e8 rifiutato di darti alcunch\u00e9 e ad alta voce, o per lo meno abbastanza alta da farsi sentire da chi me l\u2019ha riferito, ha minacciato di fartela pagare cara se non avessi saldato tutto ci\u00f2 che gli dovevi. Non ho approfondito cosa ci fosse in quelle bustine che la checca ti allungava, ma devo ritenere fosse cocaina. Ma quanta cocaina, o quello che era, ti sei fatta, Sabrina?\u201d<br \/>\n\u201cPap\u00e0, ora mi vergogno, giuro che mi vergogno. Ma mi sentivo disperata perch\u00e9 Giuseppe mi aveva abbandonata. Ho voluto provare, tutti mi dicevano che sarei stata meglio con quella. La prime volte quel Peppe me l\u2019ha regalata. Non ne ho pi\u00f9 potuto fare a meno.\u201d<br \/>\nImbecille! pens\u00f2 Antonio, e imbecille io che avevo temuto che Sabrina si sarebbe portata dietro quello l\u00ec. Per questo ho appresso \u2018sta pistola. Quel Peppe se la sarebbe fatta sotto, solo a vederla. Ma figuriamoci se avrebbe avuto il coraggio di affrontarmi.<br \/>\n\u201cMi hai veramente deluso Sabrina. Ti credevo pi\u00f9 intelligente. Sei stata sempre per me una ragazza da portare ad esempio per le mie figlie. Ora anche loro sono venute a sapere qualcosa e mi sfottono. Sono proprio deluso e ferito.\u201d Termin\u00f2 Antonio, scuotendo la testa.<br \/>\nSabrina resse lo sguardo di rimprovero di Antonio. Accenn\u00f2 a dire qualcosa, ma tacque, aspettando che Antonio le desse una speranza. Invece anche lui stava aspettando che Sabrina parlasse.<br \/>\nPoi finalmente lei ruppe l\u2019insopportabile silenzio:\u201cMa me li d\u00e0 i ventimila, per\u00f2?\u201d<br \/>\n\u201cNon ci penso per niente. Andr\u00f2 io a sistemare quella checca e tu puoi stare tranquilla. Anzi pensavo gi\u00e0 di trovarla qui e buon per lui che non sia venuto.\u201d<br \/>\n\u201cNo, no! Pap\u00e0. Non sa quello che possono farci Peppe e i suoi capi. Perch\u00e9 lui \u00e8 solo un miserabile pusher. Ieri \u00e8 tornato e mi ha detto che se non gli portavo i soldi al pi\u00f9 presto, avrei fatto la fine di quella Sonia. Se la ricorda? Quella ragazza che ritrovarono nel canale, senza pi\u00f9 faccia per quello che le avevano fatto.\u201d<br \/>\nI due si fronteggiavano a un paio di metri di distanza, tacendo ancora una volta.<br \/>\nPoi Sabrina si riscosse improvvisamente dalla fissit\u00e0 con cui aveva affrontato quegli ultimi istanti di faccia a faccia e riprese con tono totalmente diverso: \u201cAntonio, devi darmeli quei soldi. Sono disposta a tutto.\u201d<br \/>\n\u201cMa disposta a che? Che dici Sabrina!\u201d<br \/>\nD\u2019improvviso la ragazza riprese anche l\u2019espressione dura con la quale aveva assistito, senza esser vista, alla fatica di Antonio sull\u2019ultima rampa del viottolo. Ora era un\u2019altra ed era sconvolta: \u201cNon credere che io non sappia quanto ti piaccio. Una donna le sa certe cose anche da piccolissimi segni. Una apparente innocua carezza che sa di desiderio, uno sguardo insistito mentre accavallo le gambe. E poi tante altre occasioni nelle quali, lo ammetto, ti ho provocato. Tu hai resistito, ma prova a resistera adesso, se sei capace!\u201d<br \/>\nE cos\u00ec dicendo si sfil\u00f2 la maglietta, poi si tolse il reggiseno e inizi\u00f2 a slacciarsi i jeans.<br \/>\nAntonio, esterrefatto, per alcuni istanti non riusc\u00ec a proferir parola. Poi:<br \/>\n\u201cImbecille puttanella! Rivestiti subito. Certo! Sei una ragazza che se io avessi avuto qualche anno di meno e soprattutto se non fossi mia nuora\u2026 sei una ragazza che mi sarei portato volentieri a letto. Ma sei la moglie di mio figlio! Rivestiti subito, perdio!\u201d<br \/>\nIntanto Sabrina si era tolta anche i jeans. Era veramente uno schianto con quel caschetto di capelli biondi, con quegli occhi azzurri e con quei seni sodi come tutto il resto.<br \/>\n\u201cAntonio, anche tu mi sei sempre piaciuto, altro che quel matto di tuo figlio Giuseppe. E\u2018 arrivato il momento e noi faremo l\u2019amore\u201d<br \/>\nAntonio la guard\u00f2 con commiserazione e grid\u00f2: \u201cSei patetica. Non voglio nemmeno vederti. L\u2019avresti fatto con Peppe se lui fosse stato in grado di apprezzarti! Rivestiti immediatamente e facciamola finita qui. Domani a lui ci penser\u00f2 io e dimenticher\u00f2 da subito ci\u00f2 che \u00e8 successo oggi.\u201d Poi le gir\u00f2 le spalle e scuotendo la testa prese lentamente la via del ritorno.<br \/>\nFerita, Sabrina inizi\u00f2 a piangere. \u201cAntonio, non puoi lasciarmi nella merda! Quelli mi ammazzano.\u201d<\/p>\n<p>Antonio si era ormai allontanato di una ventina di metri sordo alle suppliche della ragazza.<br \/>\nSabrina sent\u00ec il disprezzo che si era tirata addosso e, cambiando di nuovo registro, url\u00f2: \u201cPap\u00e0, non pu\u00f2 farmi questo! Sono terrorizzata. Torni indietro, parliamone. Mi rivesto subito, se \u00e8 questo che vuole. Questa faccenda mi ha fatto perdere la testa!\u201d<br \/>\nMa Antonio continu\u00f2 ad ignorarla.<br \/>\nAllora la ragazza, ormai fuori di testa, raccolse i jeans, infil\u00f2 le mani nelle tasche e estrasse il coltello a serramanico che portava sempre con se da quando Giuseppe era partito. Raggiunse il vecchio. Fece un ultimo disperato tentativo di fermarlo aggrappandoglisi alle spalle, ma quando lui la scost\u00f2 con una spinta lei cap\u00ec che tutto era vano e lo colp\u00ec.<br \/>\nDue volte nella schiena prima che lui avesse il riflesso di girarsi.<br \/>\nEntrambi stravolti, si trovarono faccia a faccia a pochi centimetri di distanza.<br \/>\nA quel punto Sabrina gli infil\u00f2 il coltello all\u2019altezza del cuore e lui riusc\u00ec a sparare due colpi. Il primo al fianco. Il secondo, mentre ormai Antonio stava crollando, sotto il mento.<br \/>\nSul poggio per un attimo fu silenzio irreale, poi le cicale ripresero a frinire in modo assordante.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19819\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19819\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era da poco passato mezzogiorno. 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