{"id":19792,"date":"2014-05-29T11:56:29","date_gmt":"2014-05-29T10:56:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19792"},"modified":"2014-05-29T11:56:29","modified_gmt":"2014-05-29T10:56:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-flash-back-notturni-di-marina-di-marta-toraldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19792","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Flash back notturni di Marina&#8221;  di Marta Toraldo"},"content":{"rendered":"<p>A mezzanotte, quando poi il buio cala in un nuovo giorno e il mio cuore geme di fantasie astratte, impalpabili, inconoscibili dalla parte concreta che taglia a met\u00e0 e dimentica, non rende possibile; alle sei del mattino era tutto cos\u00ec deserto \u2026 Cominciai a respirare la vera sensazione di solitudine che gi\u00e0 mi costituiva da qualche tempo \u2026 . A contatto con i suoni del primo mattino in tante strade deserte, non c\u2019era nessuno, solo la mia ombra riflessa che pensando tra s\u00e9, si allungava nei suoi passi avanti e indietro. Sapevo che ero rifiutata dai pi\u00f9, che ero in cerca di fantasie reali\u2026 di sogni che mi cacciassero fuori dai miei tormentati pensieri, era qualcosa pi\u00f9 grande della mia stessa portata, la punta dove i miei limiti arrivavano mi rendeva vulnerabile, come se volessi fermare un tappeto e salirci\u2026 Come se volessi distruggere e allontanare l\u2019irreparabilmente perso. Cancellare per una volta certa parte della mia esistenza, per poi proseguire sotto il buio delle tenebre d\u2019acciaio, il cupo senso delle mie inquietudini, idee platoniche di un erotismo ricercato, sotto i blocchi di fango di una deserta fattoria in cerca di un grido\u2026 nel pi\u00f9 desolato oblio, il richiamo! Quel richiamo di cui nessuna voce rispose, sorda ad ogni disperato impeto fuggitivo eros. Fuggitiva immagine o illusione \u2026 del pensiero, sorda ai suoni del mio animo spaurito e incapace di fiatare ad alta voce ci\u00f2 che sconvolge, muta pensando a queste immagini, frutto di una parte di me, stupefacenti e oppresse da una normale banalit\u00e0 che uccide tagliando il soffio del mio respiro senza pause. Non so dove guardare, il vuoto mi appartiene, nulla mi interessa diceva fra s\u00e9 Marina: le sole cose che mi piacciono sono il divertimento, lo sballo. Un drink consumato mi attrae, vedere un attimo dopo una macchina capovolta in mezzo alla strada mi spaventa, perch\u00e9 il mio cuore dentro \u00e8 rimasto quello di una bambina, una bambina indifesa scossa da paure, ma desiderosa di iniziare un lungo viaggio, per questo mondo appena scorto e osservato fatto di tante realt\u00e0, la realt\u00e0 degli avvocati, degli altolocati, medici, liberi scrittori, giornalisti e un\u2019 altra faccia quella del mondo degli affari mangiasoldi, ladri, etilisti, drogati, liberi di fare tutto , di sconvolgente, e noi stiamo a guardare. Guardare dentro il sogno di tanti ragazzi c\u2019\u00e8 solo il successo, il denaro e tanta popolarit\u00e0 che da loro una sicurezza capace di buttare gi\u00f9 tutte le certezze che gli adulti hanno. \u00c8 il rumore di una moto assordante, odore di una sigaretta consumata nel grigio pi\u00f9 nero, il rumore di una musica ritmata e martellante condisce le serate di divertimento, uno sballo a base di cocaina, canne, cocktail esplosivi che costruisce istanti brevi di euforia, e dopo rimorsi pi\u00f9 grossi della loro stessa vita. Ed io, Marina, sedicenne mi sento cos\u00ec protagonista di questa realt\u00e0, anche se la posso scorgere a distanza, solo a poco la percepisco. Per me \u00e8 importante sapere quello che sar\u00f2 un domani, quello che avr\u00f2 capito, quello che potr\u00f2 dare alle persone che mi somigliano. Mi affido ancora al passato, fino a che la mia mente e il mio corpo non se ne distaccheranno. Essere adulti, liberi \u00e8 un mestiere un po\u2019 complicato. Mi guardo di riflesso, accenno pochi sguardi felici a momenti e in altri celati di insoddisfazione. Le parole mi ritornano in testa, quando rivedo una mia amica che dopo essere stata una serata in discoteca al \u201cVertigo\u201d, mi guarda e mi dice che un giorno aveva ballato a pi\u00f9 non posso, un bicchiere di troppo, quella sera aveva conosciuto un ragazzo fantastico, che gli aveva detto di sparire dentro un bagno, e adesso si ritrovava incinta mettendosi nei guai; lui era cos\u00ec carino, talmente tanto, da fargli girare la testa. Ed io ripenso alla mia insoddisfazione, che cosa vorrei precisamente solo certezze, solo successo, solo gioia. Solo, non esiste come parola per descrivere ci\u00f2 che vorrei , volere \u00e8 una parola troppo grossa, troppo evidente che non pu\u00f2 non essere desiderata da nessuna adolescente in procinto di diventare una donna. Non mi piace il mondo dello spettacolo di veline e schedine sbeffate, che si espongono per sopravvivere, perch\u00e9 oltre ad essere delle strafiche non hanno nulla da dire. Tengo molto alla mia famiglia anche se a momenti non ci sopportiamo proprio. A volte vorrei essere in un posto fantastico, cos\u00ec speciale che mi protegga da tutto, ma non posso devo esplorare il mondo perch\u00e9 mi appartiene. Basta sentirmi bene con me stessa per luccicare di speranza e mi basta un attimo, un momento negativo per star gi\u00f9 per giorni. Quando mi succede penso a questo posto immaginario che mi accoglie e la faccio finita. Frammenti di canzone mi strappano un sorriso appena accennato, io penso che se avessi quel che desidero, tutta la mia vita cambierebbe in una rapidit\u00e0 impressionante, potrei uscire da un buco di esplorazione e passare all\u2019attacco, senza passare a fare considerazioni su nulla, voglio solo viverle e non \u00e8 una conquista tanto facile. Dovrei ricominciare da zero tutto quanto e non abbandonare pi\u00f9 nulla. Tutti vorrebbero camminare con la gioia dentro, per aver realizzato i loro sogni, le loro aspettative tutto attorno avrebbe un significato. Questo \u00e8 fondamentale, solo capirlo \u00e8 un mistero a volte, ma il mio sguardo a poco a poco si spegne perch\u00e9 \u00e8 annoiato stufa di vedere sempre le stesse facce, gli stessi posti. A volte piango e penso perch\u00e9 mai nulla possa cambiare, a volte rido di gioia e vedo tutto con le lenti rosa, insomma una variet\u00e0 di sentimenti incorniciano il mio volto, la mia anima, che a momenti manda respiri di gioia e in altri la mia mente si chiude. &#8212; Marina non vorrai cacciarti nei guai vero! &#8212; \u00e8 la frase pi\u00f9 ricorrente che ripeteva fra se e che poi scordava l\u2019attimo dopo. Marina aveva, poi, conosciuto un ragazzo a scuola, di lui , poi si era invaghita al primo sguardo, seduto accanto al suo banco. Il suo sguardo verso i suoi occhi che apparivano in superficie languidi di saggezza e di sentimentalismi \u2026 i suoi, aspri, diretti, giudici palesi con quei paraocchi, che non sanno vedere dentro me &#8230; solo in apparenza intriganti. La mia curiosit\u00e0 ancora adolescenziale e priva di totali e pratiche esperienze nel settore sei tu l\u2019unico a saperlo, l\u2019unico a capire cosa fare, cosa volere, cosa cercare, in una fugace relazione, intensa e priva di profondi sentimenti se non una esplorazione di piaceri per me sconosciuti ancora incontaminati. Il suo respiro dittatore del mio spirito che tenta di contaminare la mia semplicit\u00e0, con il suo casanovismo da diciassettenne, con gli ormoni fuori controllo che forse hanno ora preso il posto della testa, spenta che si accende solo in altre doverose e importanti situazioni della vita. Il mio sorriso quello angelico e quello un po\u2019 colorito di diabolica e normale curiosit\u00e0\u2026 voler esplorare le novit\u00e0 e le occasioni di questa et\u00e0 ma, incatenata dalla mia schiavit\u00f9, le mie insicurezze, il mio ineffabile remare indietro ai miei pensieri senza senso, ma tristi non mi fa vedere il sole dei tuoi occhi, la luce della luna disco della notte, il mare cristallino ma inquinato da un\u2019ingente massa di turisti, ragazzi e scorrere di situazioni. Ho pensato se avesse un senso sentirsi visibilmente vistosi, popolari di fama e di onori per poi sprofondare in normali e piatte situazioni. Essere visti, toccati, conosciuti, invidiati, il sogno di ogni ragazza ormai diventato stile di esserci e di esistere non per s\u00e9 stessi, perch\u00e9 lo vogliamo o no, siamo racchiusi in un complesso indispensabile contenitore lungo le scelte della vita, la societ\u00e0 che non sa essere una via di sbarco per noi giovani viandanti.. ma ci raccoglie nel suo tutto insoddisfacente di reali emozioni, di vere ragioni per cui noi avevamo in passato e combattevamo. La propriet\u00e0 comune che siamo noi come osservati dagli altri, giudicati, destiamo ad essi la loro attenzione: critica superficiale che a volte \u00e8 come in un sortilegio bloccata a fossilizzare la nostra immagine. Una necessit\u00e0 di pensare alla felicit\u00e0 con l\u2019amore carnale e i bisogni materiali, una vita vista essenzialmente dal di fuori conoscendo negli adolescenti e giovani un effettiva malattia dello spirito. Priva di attributi esistenziali, la nostra essenza sta prendendo la soddisfazione personale come materialit\u00e0, come appagamenti ovunque.. con le nostre idolatrie: guadagno al lavoro ed efficienza massima; il successo facile, nella vita sessuale ed affettiva, quando usciamo per strada, forse quando sogniamo torniamo ad essere dei bambini innocenti. Un vago desiderio di erotismo fruga la mia mente e occupa le mie paure di temuta e combattuta voglia\u2026 ancora tengo stretto a me un rifugio di infanzia\u2026 che sento rigettare dall\u2019esterno e crescere come spasmodico senso di protezione\u2026 che tenta di sgabbiarsi, di uscire come un gabbiano con le ali spiegate.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19792\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19792\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A mezzanotte, quando poi il buio cala in un nuovo giorno e il mio cuore geme di fantasie astratte, impalpabili, inconoscibili dalla parte concreta che taglia a met\u00e0 e dimentica, non rende possibile; 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