{"id":19707,"date":"2014-06-01T18:35:32","date_gmt":"2014-06-01T17:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19707"},"modified":"2014-06-01T18:35:32","modified_gmt":"2014-06-01T17:35:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-arianna-nel-paese-che-non-ce-di-elisa-bellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19707","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Arianna nel paese che non c&#8217;\u00e8&#8221; di Elisa Bellino"},"content":{"rendered":"<p>Arianna \u00e8 una bambina stupida.<\/p>\n<p>Arianna \u00e8 talmente stupida da credersi la pi\u00f9 bella di tutte. La pi\u00f9 bella della classe. La pi\u00f9 bella del mondo.<\/p>\n<p>La cosa ancora pi\u00f9 stupida \u00e8 che Arianna si crede invincibile. Crede di poter sconfiggere il pi\u00f9 cattivo dei cattivi, dal cattivo delle favole, al bullo pi\u00f9 pericoloso e spaventoso della scuola, al ragazzo bellissimo, che da lei vuole e vorr\u00e0 sempre una cosa sola.<\/p>\n<p>Lei sa di poter rivoltare in un nanosecondo le carte in tavola, sa di avere il potere di fingere di essere quella che non \u00e8, sa di potersi trasformare in wonder woman ad ogni occorrenza, facendo credere al mondo intero di essere invincibile, pi\u00f9 forte di tutti.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 lei, Arianna, la migliore, audace, furba, micidiale, pericolosa. Pu\u00f2 far male, \u00e8 tagliente, come un coltello da cucina.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 lei.<\/p>\n<p>Timida, impacciata, insicura, paurosa.<\/p>\n<p>Convive con mille paure, il terrore dei ragni, degli insetti viscidi e schifosi, seppur minuscoli.<\/p>\n<p>La paura del buio, dei ladri, degli assassini, che chiss\u00e0 poi per quale strano motivo, vogliono ammazzare sempre e solo lei.<\/p>\n<p>Ha tanti sogni, molti dei quali non arriva a comprendere nemmeno lei. Vorrebbe fare tantissime cose, ma \u00e8 piccola, insignificante, sola.<\/p>\n<p>E da sola non pu\u00f2 fare nulla.<\/p>\n<p>Da sola non ha nessun futuro.<\/p>\n<p>Alle elementari avrebbe preferito trascorrere la maggior parte delle ore dietro la lavagna. Come quando stai in punizione. Avrebbe preferito stare l\u00ec dietro per non vedere nessuno. Nessuna faccia da culo insopportabile, nessun individuo da picchiare a sangue.<\/p>\n<p>Solo lei, arianna.<\/p>\n<p>E un gessetto bianco, capace di far rizzare i peli a chiunque, se raschiato nel giusto modo contro la superficie ruvida della lavagna.<\/p>\n<p>E poi, lei appunto. Lei, con la lettera maiuscola. La lavagna. Una superficie nera, enorme, grandissima. A sua completa disposizione. Pu\u00f2 farci quello che vuole. Pu\u00f2 decidere di scrivere semplicemente il suo nome, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, per sviluppare un particolare, e del tutto individuale senso di identit\u00e0. Pu\u00f2 fare semplicemente la sua firma, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, per migliorarla, renderla meno leggibile, arricchirla di elementi, scriverla pi\u00f9 personale, pi\u00f9 manuale, in corsivo o in stampatello, imitando quella del babbo, perfetta ed irraggiungibile.<\/p>\n<p>Ma Arianna non avrebbe fatto nulla di tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Non ha bisogno di personalizzarsi. Non ha bisogno di crearsi un\u2019identit\u00e0. N\u00e9 tanto meno di accentuarla, caratterizzarla, arricchirla. Lei ha un modo tutto suo per arricchirsi. Lei sa come crescere, personalmente, intellettualmente, fisicamente. E\u2019 convinta che nutrendo la sua mente, il suo cervello, i suoi neuroni, e permettendo ai suoi polmoni di respirare un\u2019aria pulita, incontaminata, un\u2019aria sempre nuova, ricca e gioiosa, potr\u00e0 crescere sempre di pi\u00f9, ottenere tutto ci\u00f2 che desidera, potr\u00e0 volare in alto, sopra le nuvole, sfiorare le stelle, e realizzare tutti i suoi sogni.<\/p>\n<p>A lei basta avere un gessetto in mano. Quel gessetto. E la lavagna.<\/p>\n<p>E poi lo sapeva, la mano avrebbe iniziato a muoversi da sola, illustrando chiss\u00e0 cosa su quella superfice del colore della pece.<\/p>\n<p>Ha sempre amato il bianco e nero. Specialmente il bianco sul nero. Quel segno polverizzato del gessetto, carico di energia e mistero, l\u2019ha sempre affascinata.<\/p>\n<p>La mano inizia a muoversi, sinuosamente, danzando sulla lavagna, creando delle piccole increspature, come le onde di un mare, prima veloce, poi lento. E\u2019 entrata in quello stato di trance. L\u2019unico modo che ad oggi conosce. L\u2019unico modo per evadere da ci\u00f2 che succede nella sua classe caotica. Piena zeppa di bambini senza cervello. E senza cuore. L\u2019unico modo per evadere dal mondo che continua a scorrere troppo velocemente al di fuori.<\/p>\n<p>Arianna ora ha bisogno di un po\u2019 di calma. Un po\u2019 di pace interiore.<\/p>\n<p>Ed ecco Arianna. Una bambina stupida, che si ritrova in mutande in una spiaggia deserta. Dico deserta proprio perch\u00e9 non si vede anima viva. Soltanto lei. Lei e le sue mutandine con un elefante che saluta agitando la proboscide. Porca miseria, a saperlo si sarebbe almeno potuta mettere un intimo pi\u00f9 sexy. L\u2019elefantino proprio non si pu\u00f2 vedere! E per una bambina stupida come lei l\u2019apparenza \u00e8 tutto. Non ci si pu\u00f2 presentare in un luogo del tutto sconosciuto, per ragioni assolutamente ignote, con delle mutande da poppante.<\/p>\n<p>Arianna non ha paura di niente. Ritrovarsi dal nulla in un\u2019isola deserta, completamente da sola e per giunta in mutande, non \u00e8 assolutamente un motivo valido per allarmarsi. Ci sar\u00e0 sicuramente una spiegazione. Oppure un bel principe star\u00e0 di certo correndo da lei con un cavallo nero. O forse era bianco. Oppure un pirata bellissimo e pericoloso star\u00e0 per approdare sull\u2019isola per rapirla, ed innamorarsi perdutamente di lei. E delle sue mutandine da poppante.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 da dire che quest\u2019isola \u00e8 disegnata. E\u2019 disegnata con un pastello bianco a gessetto, su una superficie nera. E sicuramente l\u2019illustratore non era uno sprovveduto. Ha pensato proprio a tutto. E ha fatto un lavoro fantastico. E Arianna si sa, di arte se ne intende. Come di tutto d&#8217;altronde. E\u2019 la pi\u00f9 intelligente e colta della classe. Oltre che la pi\u00f9 furba, sveglia, bella, interessante. Insomma lei \u00e8 tutto. La regina del mondo. La regina dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Incomincia a camminare sulla spiaggia, affondando per bene i suoi piedi nudi nella sabbia fredda. E con l\u2019alluce disegna una corona, ma una di quelle belle brillanti, piena di diamanti, da vera principessa. Si, la principessa sul pisello.<\/p>\n<p>E intanto assiste al tramonto pi\u00f9 spettacolare che possa esistere al mondo. Un calar del sole in bianco e nero non si vede tutti i giorni! E\u2019 carico di sfumature. E di magia. Chiss\u00e0 se l\u2019autore di questo mondo si \u00e8 sporcato tanto per realizzare questo capolavoro. Lei tutte le volte che disegna con il gessetto si colora tutta di bianco!<\/p>\n<p>Avesse fatto una cosa del genere come minimo si sarebbe ritrovata polverizzata, sotterrata da una montagna di cenere di gessetto.<\/p>\n<p>Incomincia a fare freddo. Il vento comincia a soffiare forte. Soffia forte e le scompiglia i capelli. Ma non in quel modo sensuale, come si vede solo nei film, dove la ragazza dal corpo perfetto scuote la sua folta chioma, salutando il suo amato.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un vento gelido, cattivo, micidiale.<\/p>\n<p>E\u2019 un vento che ti sradica dal terreno spingendoti a terra. E\u2019 un vento che ti prende per mano e ti trascina via con lui. Senza chiederti il permesso. Senza dirti il perch\u00e9. E\u2019 un vento che non risparmia nessuno. E\u2019 un vento che ha sete di sangue. Del suo sangue.<\/p>\n<p>E\u2019 un vento che non sussurra (ai cavalli), ma che urla a gran voce il suo nome, prima di soffiarle dentro con una potenza disumana tutto il freddo e il gelo della notte. Quest\u2019aria polare le sfiora le dita dei piedi, per poi attraversarla tutta, entrandole dentro. Fino a penetrare nelle ossa, in profondit\u00e0, a riempirle i polmoni di ghiaccio, ad annebbiarle la mente.<\/p>\n<p>Arianna non oppone resistenza, si lascia trasportare da questa forza maggiore. Ormai in preda al panico si chiude a pallina, per proteggersi da questa violenza fuori da ogni controllo, e per non guardare. Restare nel limbo, all\u2019interno di quella piccola protezione, seppur immaginaria, offerta dal suo corpicino, chiuso a guscio, la rassicura. Poi ammettiamolo, chi avrebbe il coraggio di fare del male ad una bambina che si presenta con delle mutandine cos\u00ec ridicole? Articolando quest\u2019ultimo malato pensiero Arianna perde conoscenza, e si lascia cullare da questa tempesta di vento. Che chiss\u00e0 dove la porter\u00e0.<\/p>\n<p>In fondo si sa, all\u2019interno di ogni essere cattivo c\u2019\u00e8 sempre qualche cosa di positivo. E una bont\u00e0 nascosta.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec che un barlume di speranza piano piano si accende, e illumina la buia e fredda notte.<\/p>\n<p>Una serie di immagini in bianco e nero scorrono leste nell\u2019infinit\u00e0 del cielo, alla velocit\u00e0 dei fotogrammi di una pellicola cinematografica. Si allontanano all\u2019occhio umano sfumando nello sfondo. Nello sfondo di un quadro realizzato a gessetto. In tutta quella magia carica di mistero tipica del bianco e nero. Realizzato da non si sa chi, non si sa quando, e non si sa il perch\u00e9.<\/p>\n<p>E Arianna si ritrova catapultata magicamente in un\u2019altra dimensione. In una realt\u00e0 dove il tempo non esiste. Si risveglia raggomitolata in se stessa. Attorno a lei una stanza bianca, infinita, eterna, soave, calda. Accogliente quasi.<\/p>\n<p>Di fronte a lei una superficie riflettente. Non uno specchio, ma semplicemente una superficie riflettente. Apre gli occhietti piano piano, stropicciati dal sonno, quasi avesse dormito un anno intero. La stanza \u00e8 avvolta da una luce potente, naturale, che proviene dall\u2019alto, accecante ma non fastidiosa. Bella, come solo una luce divina sa essere.<\/p>\n<p>E improvvisamente tutto intorno a lei diventa bello, lei stessa si sente carina e aggraziata, come una ballerina di danza classica, avvolta nel suo tut\u00f9 e scarpette, che le calzano alla perfezione. Tutto \u00e8 talmente perfetto che avrebbe quasi voglia di ballare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizia a muoversi, stiracchiando pian piano i muscoli addormentati delle gambe, con cautela, abbozzando dei piccoli passi silenziosi, quasi avesse paura di svegliare qualcuno. Si dirige di fronte a lei, rivolta verso la superficie riflettente, che la scruta da sempre.<\/p>\n<p>Si osserva, timorosa, scostandosi appena i capelli dal viso. Si passa lentamente la lingua sulle labbra secche, e con un lento, lentissimo movimento, distende il braccio in avanti, staccandolo dal corpo, allungandolo fino a sfiorare appena la superficie che le si trova di fronte. La tocca, ci appoggia il palmo della mano, la accarezza.<\/p>\n<p>Ed ecco che si sente improvvisamente leggera, come un filo d\u2019erba mosso appena dalla brezza estiva. Come un aquilone che vola leggero nel cielo, guidato solamente dalla felicit\u00e0 di un bambino, che lo segue speranzoso con il naso all\u2019ins\u00f9. Questa \u00e8 la gioia immensa che prova Arianna, nel momento in cui il suo corpo inizia ad interagire con questo muro. E basta poco per capire che questo muro \u00e8 fatto di carta, sottile, ruvida, piacevole al tatto, che profuma di nuovo, di rose, di mattino. Emana quel tipico odore del libro appena scartato dalla sua pellicola protettiva.<\/p>\n<p>Arianna non \u00e8 affatto una bambina normale. Non \u00e8 una di quelle classiche femminucce che si lasciano guidare alla scoperta del mondo dalla mamma, dal pap\u00e0, o peggio ancora dagli amichetti. Lei ama camminare da sola, con le sue gambe, annusando tutto ci\u00f2 che la circonda, e vivendo la continua scoperta del mondo, giorno dopo giorno, con i suoi vispi occhietti.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che, mossa da quella curiosit\u00e0, che caratterizza soltanto le persone che sono portate da un qualche istinto avventuriero, a guardare al di l\u00e0 della semplice apparenza, ad andare a fondo, sviscerando ci\u00f2 che appare a primo impatto all\u2019occhio umano, Arianna si lascia cadere a peso morto sulla pagina, per scoprire cosa sta dietro.<\/p>\n<p>Tante domande le affollano la mente: di che libro si tratta? Sar\u00e0 un romanzo, un insieme di racconti, un libro per bambini, un libro di poesie, un saggio\u2026 Pu\u00f2 avere un\u2019infinit\u00e0 di identit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 solo un modo per scoprirlo. Buttarsi dentro, immergersi in quella lettura sconosciuta.<\/p>\n<p>La pagina si chiude su di lei, avvolgendola interamente, quasi a creare un bozzolo protettivo, per difenderla e tutelarla lungo questo viaggio fantastico.<\/p>\n<p>\u201cVerba volant, scripta manent\u201d.<\/p>\n<p>Queste parole sono incise sulla carta. Attorno a lei.<\/p>\n<p>Sicuramente vogliono dire qualcosa. Di certo c\u2019\u00e8 qualcosa da capire, da decifrare.<\/p>\n<p>Ma Arianna si sente stanca, affamata, sola. Avvolta nel suo bozzolo di carta ha voglia solo della sua mamma. Vuole tornare a casa. Vuole svegliarsi l\u2019indomani con il rassicurante bacio del buongiorno e il profumo della colazione proveniente dalla cucina. Queste avventure sono belle se vissute in compagnia. E\u2019 stanca di cavarsela da sola. Ha voglia di essere rassicurata, vuole sentirsi dire che tutto andr\u00e0 bene, che domani \u00e8 un altro giorno.<\/p>\n<p>A volte basta questo. A volte basta davvero poco.<\/p>\n<p>Si addormenta con questi tristi pensieri in testa, e lascia sfuggire una calda lacrima, trattenuta da troppo tempo. Questa attraversa testarda il viso liscio e pulito di una bambina triste, e, rigandole il volto, termina la sua folle corsa, bagnando la superficie immacolata della carta.<\/p>\n<p>Ed ecco arianna, una bambina piccola, sola, spaurita, persa.<\/p>\n<p>Una bambina che deve ancora crescere. Una bambina che ha bisogno di essere rassicurata. Una bambina che ha bisogno della sua mamma.<\/p>\n<p>Dorm\u00ec per un tempo infinito, che le parve un\u2019eternit\u00e0. Difficile quantificarlo in un luogo indistinto, nebuloso, senza tempo, dove non esistono orologi, n\u00e9 differenze fra giorno e notte, n\u00e9 tramonti, n\u00e9 albe.<\/p>\n<p>E\u2019 un po\u2019 come ritrovarsi improvvisamente nell\u2019assurdo.<\/p>\n<p>E\u2019 un po\u2019 come abitare nel paese che non c\u2019\u00e8, o risvegliarsi nel mondo incantato di \u201cAlice nel paese delle meraviglie\u201d.<\/p>\n<p>Solo che lei si chiama arianna, non Alice, non indossa un bel vestitino anni ottanta, con una gonna lunga, ampia, ingombrante. Non ha una folta chioma bionda fermata da un bel cerchietto. E\u2019 semplicemente arianna, una bambina insignificante, con dei semplicissimi e banali capelli color castano, e un paio di mutande abbastanza vergognose. Con un elefante disegnato sopra. Che saluta con la proboscide. E si trova avvolta in una pagina di un libro. Completamente sola. E spaventata. E nei dintorni non vede nessun Bianconiglio.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non sarebbe male festeggiare un \u201cNon compleanno\u201d.<\/p>\n<p>Si srotola svogliatamente dal suo bozzolo, stiracchiandosi pigramente, quasi come se la sveglia le urlasse a gran voce che \u00e8 ora di andare a scuola, che \u00e8 in un ritardo tremendo, e la volont\u00e0 la incitasse al contrario a girarsi dall\u2019altra parte, e continuare il bellissimo sogno interrotto bruscamente.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 arianna ora si sente solo tanto piccola, all\u2019interno di un libro enorme, bianco, immacolato, candido, che profuma di nuovo. Non ha l\u2019aria di essere uno di quei noiosi volumi, tutti ingrigiti dal tempo, come quelli sui quali \u00e8 obbligata a studiare a scuola, e non \u00e8 certamente neanche un vecchio saggio ammuffito negli scaffali della biblioteca. E\u2019 qualcosa che va al di l\u00e0 della sua immaginazione. Ma non importa. Non ha voglia di indagare. Non vuole scoprire. Scorre lentamente le pagine giganti, facendole slittare velocemente sotto i suoi piedi nudi, e la carta inizia a tingersi di lettere nere, via via sempre pi\u00f9 fitte. Qualcosa viene raccontato in quelle pagine. Qualcosa muore dalla voglia di essere letto.<\/p>\n<p>E la storia inizia a prendere corpo.<\/p>\n<p>Ed ecco arianna. Piccola, timida, paurosa, una di quelle bambine che preferirebbe passare la sua giornata da sola, dietro la lavagna della sua classe, piuttosto che sedersi al proprio posto in mezzo ai compagni.<\/p>\n<p>Ed ecco arianna che si accuccia ai piedi del grande libro, esattamente come fanno tutti i bambini della sua et\u00e0, la sera, stanchi, sulle ginocchia materne.<\/p>\n<p>Ed ecco che arianna inizia a leggere, inizia a dare un senso a tutte quelle lettere disperse sulla superficie cartacea ai suoi piedi.<\/p>\n<p>Inizia a leggere, ad immaginare, a creare.<\/p>\n<p>E la storia inizia a prendere corpo, vita, identit\u00e0. Le lettere nere si uniscono formando delle parole, che a loro volta insieme danno vita a delle frasi di senso compiuto. E il libro assume la personalit\u00e0 dei personaggi descritti tra le pagine. Diventa prima un soldatino di piombo, che ha paura della guerra, e si rifiuta di andare in battaglia. Diventa una principessa bruttissima, che non ha il coraggio di uscire dal suo castello per andare in cerca del suo principe azzurro. Diventa un dinosauro enorme, grandissimo, spaventoso, che non \u00e8 accettato dalla sua famiglia perch\u00e9 vegetariano. Il libro si trasforma in svariate entit\u00e0, si tinge dei colori dell\u2019arcobaleno. E racconta tante storie diverse, parla di viaggi lontani, di draghi, di streghe.<\/p>\n<p>Arianna, persa in quei racconti incantati, lavora di fantasia, ricreando nella sua mente le ambientazioni, impersonificandosi nei protagonisti, vivendo in prima persona le stesse avventure che divora con gli occhi, ormai stregata dalla magia della lettura.<\/p>\n<p>E\u2019 un lavoro duro quello del lettore. Il pi\u00f9 faticoso del mondo.<\/p>\n<p>E intanto non si rende conto, immersa in quel magico mondo, che non \u00e8 pi\u00f9 tanto piccola ed insignificante. E\u2019 tornata ad avere delle dimensioni normali. Reali, come quelle di una principessa.<\/p>\n<p>Ed ecco Arianna, una normale bambina di nove anni. Un po\u2019 bassina, \u00e8 vero, ma pur sempre una bambina di nove anni.<\/p>\n<p>E\u2019 per terra, dietro ad una lavagna, coricata in mezzo a tonnellate di polvere di gessetto.<\/p>\n<p>E\u2019 immersa nella lettura di un libro.<\/p>\n<p>Un libro bello, grande, importante.<\/p>\n<p>Un libro dalle pagine bianche, pulite e profumate.<\/p>\n<p>Ma con delle illustrazioni bellissime e colorate.<\/p>\n<p>In copertina l\u2019immagine di un\u2019isola deserta, lontana, in bianco e nero. Talmente reale da sentire quasi il rumore delle onde infrangersi sul bagnasciuga di una spiaggia incantata.<\/p>\n<p>Dall\u2019alto dei suoi centoquaranta centimetri o poco pi\u00f9, un ragazzo bellissimo la invita a sollevare un poco il capo, e le sorride teneramente.<\/p>\n<p>E improvvisamente Arianna non si sente pi\u00f9 tanto minuscola.<\/p>\n<p>Arianna \u00e8 una bambina speciale. Speciale per qualcuno. Speciale per il suo sorriso.<\/p>\n<p>E un disegno fatto a gessetto, di un\u2019isola deserta, un mare e una spiaggia lontana, rimane l\u00ec, dietro ad una lavagna.<\/p>\n<p>Nel retro di una lavagna speciale.<\/p>\n<p>Fatto da una bambina speciale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19707\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19707\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arianna \u00e8 una bambina stupida. Arianna \u00e8 talmente stupida da credersi la pi\u00f9 bella di tutte. La pi\u00f9 bella della classe. La pi\u00f9 bella del mondo. La cosa ancora pi\u00f9 stupida \u00e8 che Arianna si crede invincibile. Crede di poter sconfiggere il pi\u00f9 cattivo dei cattivi, dal cattivo delle favole, al bullo pi\u00f9 pericoloso e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19707\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19707\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4822,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-19707","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19707"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4822"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19707"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19707\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20479,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19707\/revisions\/20479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19707"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19707"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}