{"id":19667,"date":"2014-05-27T18:39:03","date_gmt":"2014-05-27T17:39:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19667"},"modified":"2014-05-31T14:56:50","modified_gmt":"2014-05-31T13:56:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-nino-la-pina-e-la-santa-maria-di-sara-maria-mastronicola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19667","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il Nino, la Pina e la Santa Maria&#8221; di Sara Maria Mastronicola"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 la nostra prima notte insieme e ripete di continuo che dormo come un bambino di poche ore: crede che sia crollato come un sasso, invece resto collegato ad ascoltarla; \u00e8 piena di dubbi gestionali, il suo fermento emotivo non si placa.<\/p>\n<p>Nella sua testa aveva gi\u00e0 ipotizzato urla, versi e rossori: aveva guardato in televisione programmi illuminanti per rendere ogni nostro secondo speciale e unico; aveva telefonato alle sue amiche per avere delle dritte su cosa mangiare e come vestirsi in vista del nostro primo incontro; aveva preparato bella musica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 accaduto nulla di particolare. Regnano la calma, il silenzio e le sue belle speranze. Timori non ne ha.<\/p>\n<p>La sto ingannando e non \u00e8 nemmeno la prima volta: respiro con decisione per farle credere che sto dormendo beato. Dice che il percorso non programmato potrebbe avermi stancato pi\u00f9 del dovuto. Io non mi sento stanco. Sussurra: \u201cMi sono rassegnata all\u2019idea che dovr\u00f2 starmene qui da sola pur avendoti accanto\u201d.<\/p>\n<p>Penso di essermi cacciato in un bel guaio e lei me ne fornisce conferma qualche secondo pi\u00f9 tardi quando, al cellulare con Lui, tuona: \u201cIn ogni caso, giusto per fare chiarezza una volta per tutte e per amor di cronaca, siamo arrivati in questo rumoroso posto a piedi e attrezzati male\u2026 insomma\u2026 nel nostro stile: la borsa luccicante con stampata sopra la gigante bandiera svizzera, recuperata di fretta e mezza vuota, dava gi\u00e0 un\u2019 immagine pittoresca di noi. Bella figura, complimenti! Si\u2026si, a dopo\u201d.<\/p>\n<p>Io confermo che ha ragione, siamo stati alquanto originali: le sue scarpe blu da giardino bucherellate, con annessa terra tra le fessure, ci rendevano subito simpatici. Uno dei nostri gatti, affascinato dall\u2019insolito orario, dal percorso a piedi e dalla luna gialla limone, ci ha seguiti fino al primo semaforo come se gi\u00e0 sapesse che non ci avrebbe rivisti per un po\u2019.<\/p>\n<p>Lei pensa sempre ai gatti: lo ha richiamato subito per sincerarsi che avessero mangiato; io mi sento sollevato perch\u00e9 i felini non racconteranno mai a nessuno i nostri discorsi assurdi di questi mesi.<\/p>\n<p>Lei va capita. Qui, sveglia e lucida, non pu\u00f2 far altro che ascoltare pezzi di vita degli altri attraverso muri e corridoi. Infatti brontola al telefono: \u201cTi stai perdendo un gran pezzo di umanit\u00e0, qui i nostri simili sanno toccare i picchi di qualsiasi emozione. Siamo circondati da coppie che cercano o riconfermano se stesse, alcune sembrano compatte ed altre sull\u2019orlo di una crisi di nervi. A qualcuno \u00e8 anche scappata qualche parolaccia di troppo. Manca la carta igienica, il letto sembra ad acqua ma non lo \u00e8. Qualcuno ha fumato non molto lontano. \u00c9 tutto bianco qui. Ti ho detto tante volte che il bianco mi destabilizza perch\u00e9 mi sembra un colore adatto agli ospedali e a Dio. Non mi si pu\u00f2 dar torto se ci pensi bene. Prendi il verde ad esempio\u2026. lo puoi abbinare subito alla natura e alla speranza, non ha grosse pretese e scivola su semplici associazioni di idee. Il bianco \u00e8 impegnativo perch\u00e9 non ti lascia dubbi, almeno in teoria. Dai riattacco. Ciao&#8221;.<\/p>\n<p>Fingo ancora di non sentirla, non sono nell\u2019ottica giusta. Si \u00e8 sfogata con Lui al telefono, menomale\u2026<\/p>\n<p>Mi ricorda scocciata che per pranzo avremo gi\u00e0 ospiti.<\/p>\n<p>I suoi lunghi capelli (lavati ieri mattina combinando un gran disastro per terra) assomigliano a quelli di un atleta che ha appena concluso un percorso ad ostacoli sotto la pioggia di inizio autunno.<\/p>\n<p>Forse ha sentito i miei pensieri, mi accarezza e riparte: \u201cAvevano detto di star leggeri, non credevo ci sarebbe stato un clima cos\u00ec tropicale. Ah\u2026ora siamo qua e devo accettare che tu non possa pi\u00f9 ascoltarmi in automatico\u2026dovremo trovare un nuovo codice di comunicazione, a voce chiara ed emessa, in cui i destinatari siano ben distinguibili da altri\u201d.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 matta sul serio. Apro gli occhi e li richiudo subito.<\/p>\n<p>\u00c9 tornato Lui. Nemmeno il tempo di varcare la soglia della stanza che lei ingrana la terza con la voce: \u201cGuarda\u2026su questo quotidiano abbandonato si legge che oggi, 24 settembre, compie gli anni il regista Pedro Almod\u00f2var. Mia mamma borbottava ieri che il 29, sempre di settembre, sono nati sia Bersani che Berlusconi. Diceva che avremmo preso due piccioni con una fava, diceva che sarebbe stata \u201cpar condicio\u201d predeterminata; diceva che avremmo sempre avuto un bell\u2019argomento per discorsi di circostanza, come matrimoni e compleanni\u2026\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono distrutto, mi siedo un po\u2019, tu parla se vuoi\u201d, risponde Lui mentre sta tentando di fare il mio gioco, anche se in realt\u00e0\u00e8 stato lui ad insegnarmelo.<\/p>\n<p>Lei gli lancia contro una bottiglietta d\u2019acqua vuota ma non ci sono gi\u00e0 pi\u00f9 segni di alcuna reazione. Dorme.<\/p>\n<p>Come se niente fosse si gira verso di me, anzi verso le mie spalle, e riparte: \u201cVedi, in fondo c\u2019\u00e8 andata bene l\u2019esser qui oggi invece che tra cinque giorni. Tu dormi e c\u2019\u00e8 un crocevia di pensieri disorganizzati che conducono alle tue mani, mani in movimento, mani sognanti confini delimitati e caldi. Guarda l\u00ec\u2026guarda come dorme quell\u2019altro, cos\u00ec poi sar\u00e0 fresco come una rosa\u201d.<\/p>\n<p>Altra piccola pausa, e ancora: \u201cSai come sono fatta: provo a ragionare per far ordine e alla fine seguo l\u2019istinto. I miei pensieri ballano come le spezie che le magre braccia di mia nonna buttavano nel lesso: il mio io-bambina le catalogava come magiche creatrici di bolle sulla superficie della pentola\u201d.<\/p>\n<p>Oh Cielo! \u00c8 entrata nella fase nostalgica\u2026<\/p>\n<p>La illudo: mi muovo ma non mi sveglio. Vediamo dove vuole arrivare\u2026<\/p>\n<p>\u201cAh mia nonna Maria,\u201d il tono di voce ora \u00e8 pi\u00f9 sommesso, \u201cmaterna, al civico 13 primo piano in fondo a sinistra, lingua parlata il Veneto di provincia, che donnina\u2026! Mi portava una banana per met\u00e0 nera ogni sacrosanto pomeriggio all\u2019uscita da scuola. Con lei non ho mai mangiato una caramella, mai una pizzetta. Non ho mai provato il senso proibito di una carta gettata per terra, mai il dolore di uno schiaffo. Ma ho provato il tenero brivido di rubare le rose che sbucavano dalle cancellate degli altri e poi subito andare a funghi dietro l\u2019ospedale. L\u2019ho fatta impazzire ma l\u2019ho amata come si amano le cose belle. In realt\u00e0 le ho adorate entrambe le mie nonne, insieme erano ingestibili, imprevedibili e divertenti: al ritrovo di una delle gite per anziani, situazioni in cui proponevano poi l\u2019acquisto delle batterie di pentole, sbagliarono il pulmino e finirono al casin\u00f2 di Lugano invece che a Loreto. Dovevano accendere dei ceri per i morti, il programma iniziale era questo\u201d.<\/p>\n<p>La sento ridacchiare ma non capisco ancora dove voglia arrivare: \u201cInvece accesero i tavoli da gioco con le loro vestaglie a fiori e i bottoni bianchi trasparenti, con sotto le rigorose sottovesti con bordino in pizzo, un centimetro a vista sempre garantito! Pensa, la borsa che ci siamo portati da casa, quella vicino a te, preparata in cinque minuti d\u2019orologio, l\u2019aveva comprata la nonna Pina (paterna, civico 17 terzo piano a sinistra, lingua parlata il Tranese da ortofrutta, alto peso specifico direttamente proporzionale all\u2019arroganza). Voleva ingannarci e mentire, convinta che ci saremmo bevuti la storia che la croce rossa su sfondo bianco fosse un simbolo religioso. Ricordo ancora l\u2019ansia che tagliava l\u2019aria quando non erano scese dal bus dei devoti che rientravano a Milano. Mio padre era incavolato nero perch\u00e9 il giorno seguente era luned\u00ec e si alzava alle 5:30, minacciava di prenderle entrambe a calci nel sedere; mia madre si perdeva in telefonate ma nessuno sapeva niente: di certo 2 posti a sedere per Loreto erano rimasti vuoti. Le ricordo ancora scendere giulive gli scalini con a destra la scritta rossa Lugano- Casin\u00f2. Ricordo la nonna Pina sussurrarmi all\u2019orecchio che la nonna Maria si era fatta la pip\u00ec addosso dal ridere ma aveva le mutande di ricambio: mi raccont\u00f2 che aveva perso la dentiera dentro il risotto. Un giorno vorrei raccontarti tutte queste cose sotto i portici dei caseggiati popolari dove le mie nonne, migranti italiane in Italia, hanno passato cinquantanni delle loro vite; vorrei farti affacciare dai loro balconi per darti un\u2019idea di ci\u00f2 che vedevano mentre le pentole infuriavano sui fornelli\u201d.<\/p>\n<p>Ho una strana sensazione, credo sia giunto il momento di girarmi e fingere di svegliarmi. Non ne ho il tempo necessario perch\u00e9 Lei prosegue: \u201cTuo pap\u00e0, caro mio, sembra scappato da un incendio, ha persino la cerniera dei pantaloni rotta, non ha ancora messo a fuoco cosa sar\u00e0 domani e cosa saranno tutti i domani. \u00c8 un uomo confusionario, vivremo giorno dopo giorno senza porci troppe domande. Guarda come dorme ricurvo su quella sedia, guarda che spettacolo indegno a poche ore dalla tua nascita!\u201d.<\/p>\n<p>Ora inizio a far sul serio. Tra un minuto inizio a piangere e a fare il neonato; loro sono pi\u00f9 pratici che teorici, \u00e8 preferibile non lasciargli troppo tempo per pensare.<\/p>\n<p>Chiudo le comunicazioni confermando che l\u2019uomo sulla sedia \u00e8 mio padre e ha tagliato il filo del mio viaggio appena qualche ore fa! Confermo anche che la donna che non sta mai zitta \u00e8 mia madre! Io sono Nino e tutto il resto \u00e8 in costruzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19667\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19667\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 la nostra prima notte insieme e ripete di continuo che dormo come un bambino di poche ore: crede che sia crollato come un sasso, invece resto collegato ad ascoltarla; \u00e8 piena di dubbi gestionali, il suo fermento emotivo non si placa. 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