{"id":19644,"date":"2014-05-26T22:07:25","date_gmt":"2014-05-26T21:07:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19644"},"modified":"2014-05-26T22:07:25","modified_gmt":"2014-05-26T21:07:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-come-una-rondine-di-lucia-finelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19644","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Come una rondine&#8221; di Lucia Finelli"},"content":{"rendered":"<p>Ogni anno aspettavo la mia stagione preferita, la primavera, con la stessa ansia di quand\u2019ero bambina. Adoravo svegliarmi in campagna col canto del gallo ed il cinguettio degli uccellini; aprivo la finestra e mi inebriavo di profumi veri, i fiori, l\u2019erba ancora bagnata di rugiada, ma, soprattutto, impazzivo per le rondini, cos\u00ec numerose, autonome ed allegramente esuberanti. Arrivavano le rondini: era primavera! Ogni anno si verificava il miracolo: all\u2019improvviso comparivano, come per magia, e riempivano il cielo con le loro voci euforiche, colmando il mio cuore di gioia.<\/p>\n<p>Da casa mia avevamo una posizione privilegiata, dominante: la valle sottostante era una distesa gialla, oro vero, profumato, con chiazze lilla, il tutto intramezzato dagli smeraldi vivi dei prati. Uno spettacolo unico! Tutto ai nostri piedi. E, dulcis in fundo, le acque chiare e trasparenti del fiume con i suoi ciottoli piatti e bianchissimi. Sembrava proprio lo scenario di un film. Da lontano, si sentiva il gorgoglio delle acque simile al suono di mille arpe, e, da vicino, era difficile resistere ad un piccolo tuffo ghiacciato e rigenerante.<\/p>\n<p>Io, in verit\u00e0, rimanevo incantata per ore ad osservare i nidi delle mie amiche rondini; ammiravo l\u2019affetto, con cui le madri imboccavano i propri piccoli e gli insegnavano a volare. Mi sembrava impossibile e, invece, ogni volta, i piccolini spiccavano il volo e andavano via, in alto, nel cielo. Provavo un sentimento misto di invidia ed ammirazione verso quegli uccelli. Avrei voluto avere tanto una madre capace di insegnarmi a volare, e, in fondo al mio cuore una vocina continuava a ripetermi che, un giorno, anch\u2019io avrei spiccato il volo.<\/p>\n<p>Quel giorno \u00e8 arrivato!<\/p>\n<p>Alle 6 del mattino, nel finto silenzio della citt\u00e0, mi sono alzata come un automa, ho indossato il mio vestito preferito, color turchese, ho fatto una carezza ai miei quattro adorabili figli, un rapido sguardo a quell\u2019incosciente di mio marito, steso sul divano, ancora vestito dalla sera prima, passata chiss\u00e0 dove, un giro per la mia bellissima casa, ho toccato la foto dei miei genitori con due giovani sposi innamorati, e poi, con la mia solita calma, ho aperto il balcone della cucina, ho fatto un bel respiro inebriandomi di mare, e, senza pensarci troppo, ho aperto le braccia. E, via, un salto nel vuoto, un volo d\u2019angelo senza neppure una prova in piscina, alla ricerca delle mie amate rondini, felici nel vento.<\/p>\n<p>Non saprei dire se \u00e8 stato bello oppure no. E\u2019 stato un attimo, anche se ho rivisto tutta la mia vita, momenti belli e brutti, persone che non incontravo da anni: il film della mia vita, quello che avrei voluto sempre girare!<\/p>\n<p>Dopo quell\u2019attimo \u00e8 calato il buio totale, nero come la pece. Allora ho gridato, perch\u00e9 ho paura del buio, ma non \u00e8 successo nulla. Ero l\u00ec spalmata sulla nuda terra, ma non sono rimasta sola a lungo; nel cadere, devo aver fatto un gran tonfo, per cui i primi vicini spioni non si sono fatti attendere. C\u2019erano tutti: l\u2019insonne del secondo piano \u00e8 arrivato per primo, mentre la pettegola del primo piano non si \u00e8 lasciata sfuggire un\u2019occasione d\u2019oro; si \u00e8 dovuta fermare, suo malgrado, l\u2019atleta del palazzo, che, ogni mattina, corre per \u201cfarsi il fisico\u201d, e, poi, quella poveraccia del palazzo di fronte, l\u2019insegnante precaria, la quale, per lavorare, corre pure lei, ma per andare alla stazione facendo chilometri di strada, ogni santo giorno! Tre ore di treno, all&#8217;andata e al ritorno; una pazzia, anche se, a vederla, sembra felice. C\u2019erano i soliti immancabili turisti giapponesi diretti anche loro verso la stazione, con quelle odiose macchine fotografiche, pronte a fermare momenti e luoghi, ma non me, che non dovevo essere uno spettacolo molto bello! Mi ha colpito una giovane donna della mia et\u00e0, parecchio simile a me, che mi guardava sconvolta, allibita e carica di commiserazione. Mi ha urlato qualcosa, ma non ricordo bene cosa o forse l\u2019ho dimenticato. Era disperata, ma non riuscivo proprio a capirne il motivo; io ero finalmente libera, felice, senza inutili pensieri quotidiani, affanni, preoccupazioni, ansie, vane occupazioni. Avevo una vita nuova, vera, autentica. Sicuramente qualcosa di meglio rispetto alla mia vita precedente.<\/p>\n<p>Non ho rimpianti o almeno credo di non averne. In realt\u00e0, non penso a niente; cammino, anzi volo come una rondine, come sospesa in un limbo e mi sento leggera. Vago per il mondo, ma non capisco in quale parte di esso. Non credo sia la mia citt\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 tutto cos\u00ec bello, pulito, ordinato e colorato. Sembra un paese delle favole: il cielo \u00e8 di un azzurro intenso, terso, il sole c\u2019\u00e8, ma non fa caldo. Improvvisamente, non \u00e8 pi\u00f9 buio. Un clima perfetto! Non ci sono strade n\u00e9 rumori, il silenzio pi\u00f9 assoluto, quasi insopportabile. Non cattivi odori, ma nuvole di profumo viaggiano morbide, stordendo i miei sensi; \u00e8 un profumo unico, mai sentito prima, vagamente somigliante alla violetta, che penetra nelle narici, passa per la gola e arriva fino al cuore, riscaldandolo.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 lo smog che ti brucia la gola e ti ammala i polmoni, niente sudori umani disgustosi n\u00e9 schifosi escrementi di animali di padroni maleducati e neppure fumi di cucine puzzolenti. E\u2019 tutto cos\u00ec disumanamente perfetto.<\/p>\n<p>Non ci sono altri essere viventi; sono sola, come sempre, ma, almeno, qui, non c\u2019\u00e8 nessuno che mi dia fastidio, che m\u2019insulti con parole, sguardi e comportamenti spiacevoli. Finalmente, non avverto pi\u00f9 il disagio terreno.<\/p>\n<p>Per terra, giace il mio corpo inerme, piccolo, fragile, irriconoscibile, circondato da tanti corpi vivi, almeno all&#8217;apparenza. Sono pi\u00f9 viva io di molti di loro, cos\u00ec morbosamente curiosi, avidi di notizie, avvoltoi pronti a fotografare e scrivere pezzi di vite rubate, senza nessun permesso!<\/p>\n<p>Guardo da lontano il mio corpo e provo tanta pena: gente che piange, che si dispera per me. Non si accorgono che sono viva, al sicuro. Passa il tempo ed aumentano le persone intorno al mio esanime corpo: polizia, ambulanza, si scatena l\u2019inferno in quella strada! Girano il corpo e provo orrore; il viso \u00e8 completamente deformato, non sono io! Non posso avvicinarmi, ma vedo tutto, impotente. Vorrei tranquillizzare tutte quelle persone, ma, ahim\u00e9, non ci riesco. Ci provo con tutte le mie forze, ma non mi sente nessuno. Sono trasparente ormai, eppure cos\u00ec viva, per la prima volta.<\/p>\n<p>Aspetto impaziente che qualcosa accada, ma non accade niente. Capisco che devo allontanarmi da quel posto che non mi appartiene pi\u00f9. E\u2019 giunta l\u2019ora di volare con le rondini lontano da qui. Mi alzo in volo, ma, andando in s\u00f9, il mio sguardo cade su un volto, affacciato a quel balcone: \u00e8 la mia figlia maggiore, che ha scoperto tutto. Resto immobile, pietrificata, in balia degli eventi. La vedo l\u00ec, calma, senza lacrime agli occhi; d\u2019improvviso rientra in casa, chiudendo bene balcone e persiana esterna.<\/p>\n<p>Sono troppo curiosa e sfrutto la mia immaterialit\u00e0 per intrufolarmi in casa mia. Tutto mi appare pi\u00f9 chiaro: la mia piccola grande donna vuole proteggere i fratelli minori, vuole sottrarli a quella scena orribile! E\u2019 veramente ammirevole: ha solo tredici anni e si comporta come una perfetta mammina premurosa, proprio come faccio io. Apparecchia la tavola in soggiorno, nel lato opposto della casa, prepara una succulenta colazione, con latte, biscotti, pane, burro e marmellata, e succo d\u2019arancia. Poi si lava, si veste e, mentre attende il risveglio naturale dei pi\u00f9 piccoli, si adagia sul divano in compagnia del suo inseparabile libro.<\/p>\n<p>E\u2019 tutto cos\u00ec tragicamente perfetto, finch\u00e9 il silenzio non \u00e8 rotto dall&#8217;urlo disumano del pi\u00f9 piccolo dei miei figli, che si \u00e8 svegliato e comincia a piangere per la fame!<\/p>\n<p>Per fortuna, anch&#8217;io mi sveglio di soprassalto. L\u2019incubo \u00e8 finito! Sono un bagno di sudore, il cuore mi batte all&#8217;impazzata, ho difficolt\u00e0 a capire dove mi trovo, e, intanto, il piccolino continua a strepitare. Scalza, mi precipito nella sua cameretta, lo tiro su dal lettino e lo stringo al seno, cos\u00ec si calma. Una piacevole brezza marina proviene dalla cucina, dove per sbaglio il balcone \u00e8 rimasto aperto dalla sera prima. Con il mio dolce pupo al seno mi dirigo lentamente verso quel luogo: \u00e8 tutto a posto; sul tavolo c\u2019\u00e8 il solito vasetto di fiori col biglietto d\u2019amore, che mio marito lascia per me ogni volta, prima di partire per il suo lavoro di pilota. Ha anche apparecchiato la tavola e caricato la macchinetta del caff\u00e8, il mio amorevole compagno.<\/p>\n<p>Sistemo il piccino nel suo seggiolone e mi godo il panorama fantastico della mia casa sul mare, salutando contenta le mie amiche rondini, rinviando il nostro appuntamento.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019alba di un nuovo giorno! E io sono molto fortunata a farne parte integrante. Un giorno, non sar\u00f2 pi\u00f9 su questa terra, ma non sar\u00e0 una tragedia. Quel giorno, a tutti i miei cari, vorrei ricordare una bellissima preghiera di Sant\u2019Agostino che cos\u00ec testualmente recita: \u201cSe conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, questi orizzonti senza fine, questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti se mi ami. Sono ormai assorbito nell\u2019incanto di Dio, nella sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono cos\u00ec piccole al confronto. Mi \u00e8 rimasto l\u2019amore per te, accompagno il tuo cammino con una tenerezza dilatata che tu neppure immagini. Vivo in una gioia grandissima.<\/p>\n<p>Nelle angustie della vita, pensa a questa casa dove un giorno saremo riuniti oltre la morte dissetati alla fonte inesauribile della gioia e dell\u2019amore infinito. Non piangere se veramente mi ami.\u201d<\/p>\n<p>Semplicemente stupenda! E la mia vita continua . . . .<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19644\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19644\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno aspettavo la mia stagione preferita, la primavera, con la stessa ansia di quand\u2019ero bambina. 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