{"id":19438,"date":"2014-05-23T16:54:55","date_gmt":"2014-05-23T15:54:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19438"},"modified":"2014-05-23T16:54:55","modified_gmt":"2014-05-23T15:54:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-picchia-di-pietro-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19438","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Picchia&#8221; di Pietro Forti"},"content":{"rendered":"<p><i>La notte.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sotto il seno.<br \/>\nColpisci secco, non scaricare tutta l\u2019energia, fermati quando senti il contatto.<\/p>\n<p>Come a minigolf. Ti ricordi, s\u00ec? Pap\u00e0 dietro, la mazza in mano. Carica, scarica e fermati per non tirare troppo forte. L\u2019energia la palla la sente lo stesso.<\/p>\n<p>Rumore di chi addenta un grissino, ovattato. Cazzo, non ci vedo co\u2019 \u2018sto coso sulla testa.<\/p>\n<p>Non togliere il passamontagna fino a quando non sono passati trentacinque secondi regolari in macchina. Inserisci cappellino di marca, cambia faccia al giubbotto double face.<\/p>\n<p>Fine, aspetti che si chiudano le tende rosse del sipario.<br \/>\nApplausi scroscianti.<br \/>\nEsecuzione perfetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Dove siamo?<\/p>\n<p>-Primavalle, credo. Tra mezzo chilometro stamo fori.<\/p>\n<p>Fuori dal finestrino, le serrande e le saracinesche dei negozi sono illuminate da lampioni che mostrano una Roma opaca, passiva, rassegnata. Bar, ferramenta, abbigliamento per signora, pubblicit\u00e0 che mostrano una donna bellissima, due tette magnifiche rigonfiate da un super push-up di una marca che non riesco a leggere. Sdraiata su un letto dalle lenzuola bianche, la giovane donna mi guarda per un attimo, prima di svanire nel nulla.<\/p>\n<p>Il suono altalenante di una sirena si fa largo nelle mie orecchie. Avanti, indietro. Gambe avanti, protese verso il cielo, poi ripiegate verso il basso. La sensazione che forse ci arriver\u00f2, lass\u00f9, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che mi trattiene incollato al piccolo sedile di plastica dell\u2019altalena.<\/p>\n<p>Sento Tito mormorare piano.<br \/>\n-Merda.<\/p>\n<p>Dado spinge sull\u2019acceleratore, e la freccia schizza a ottanta chilometri orari.<\/p>\n<p>E intanto, mentre gli alti e bassi della sirena si fanno pi\u00f9 forti, salgo sempre pi\u00f9 in alto, nella speranza di staccarmi dal sedile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La mattina.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Hai presente Al-Kaweemi, quello arabo?<\/p>\n<p>Mentre do un\u2019occhiata nel database delle facce arabe conosciute e cerco di associare \u201cAl-Kaweemi\u201d a una di queste, rispondo con aria dubbiosa: -Aspe\u2019, ce penso.<\/p>\n<p>Tito mi guarda con la faccia imbambolata dall\u2019attesa, mentre Dado cerca nella mia espressione qualcosa che gli faccia vedere che s\u00ec, me lo ricordo.<\/p>\n<p>Al-Kaweemi, alto, sopracciglia fine, labbra carnose, pelle olivastra, due begli e insoliti occhi verdi.<\/p>\n<p>-S\u00ec, ce l\u2019ho presente.<\/p>\n<p>Il volto di Dado s\u2019infiamma. \u2013Ecco, questo vive con la madre in una casa popolare che spettava a due che conosco, che stanno senza lavoro.<\/p>\n<p>Cerco di dare un senso alla frase, ma non ci riesco. \u2013Cio\u00e8, Kaweemi j\u2019ha fregato casa insieme con la madre?<\/p>\n<p>-In pratica s\u00ec.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un lavoro difficile. \u201cIn pratica\u201d vuol dire che dovremo porre fine a qualcosa. Come, poco importa: si porr\u00e0 fine a qualcosa.<\/p>\n<p>-Davanti a loro pe\u2019 reddito.<\/p>\n<p>Cazzo.<\/p>\n<p>-Dado, ma se ci si sono messi regolarmente, come li vuoi tirare fuori?<\/p>\n<p>Dado mi guarda, scruta la mia faccia, come se volesse dimostrare a se stesso che no, non sto dicendo sul serio, non sto ponendo la legge prima a un principio, un principio che nemmeno Dado sa spiegare con certezza, un principio che impone azioni dure, flessibili o utopiche, che impone di sognare con desiderio l\u2019uscire da questa citt\u00e0, da questa Roma che tanto odio ma che tanto difendo, una Roma capitale di un\u2019Italia che mi uccide in galera se scopre che la stavo difendendo. Il principio che, in fondo, vaffanculo.<\/p>\n<p>Non so che dire. Lui se ne accorge.<\/p>\n<p>Incontreremo Al-Kaweemi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che \u00e8 alto, magro. Tito lo chiama \u201cnegro\u201d, anche se non \u00e8 nemmeno tanto scuro. Non glielo faccio notare.<\/p>\n<p>-\u2018Caputtana che freddo-, dico, e le parole sgusciano veloci da un orecchio di Dado all\u2019altro.<\/p>\n<p>-E\u2019 l\u00e0.<\/p>\n<p>Mi giro.<\/p>\n<p>\u2013Ecco il negro.<\/p>\n<p>Ignoro Tito, faccio un respiro profondo. Faccio finta di ignorare anche gli occhi di Dado piantati su di me e apro la portiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ieri ho litigato con mia madre. Non ci parlavo da tanto, con mia madre: \u00e8 da tanto che non l\u2019abbraccio. Ieri ha aperto la porta della mia stanza dopo che me l\u2019ero chiusa dietro, quando ci sono entrato. Urla che non la faccio sentire una madre, ma una zia qualunque. Le ho risposto che io le mie, di zie, non so manco chi sono. Ha chiuso la porta dietro di s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Bionno, hai da accendere?<\/p>\n<p>Al-Kaweemi si gira. Nei suoi occhi c\u2019\u00e8 un\u2019imprecazione, la leggo, la sento. Sento la sua paura che monta, sento il suo senso di colpa per un torto che non ha.<\/p>\n<p>Lo sento addosso.<\/p>\n<p>Tira fuori l\u2019accendino. Giallo, fiammante. Bic. Gli occhi di Dado s\u2019illuminano.<\/p>\n<p>Accende la sigaretta che Dado gli mette davanti. La fiamma ondeggia, \u00e8 bucata dall\u2019acqua, ma resiste.<\/p>\n<p>-Quanto t\u2019\u00e8 costato \u2018st\u2019accendino?<\/p>\n<p>Non risponde. Dado lo guarda. Tito si toglie il cappello. Suda.<\/p>\n<p>Non fa cos\u00ec freddo, dopo tutto.<\/p>\n<p>-Oh, ce stai?-, chiede Dado. Gli schiocca le dita davanti agli occhi.<\/p>\n<p>-Due euro.<\/p>\n<p>-Ah, tre euro per un bic. Tito, te quale c\u2019hai?<\/p>\n<p>-Quello der cinese. Cinquanta centesimi.<\/p>\n<p>La paura monta. Al-Kaweemi non \u00e8 abituato al freddo, no.<\/p>\n<p>Sente freddo, un freddo tremendo. Sta gelando.<\/p>\n<p>Ma, allora, perch\u00e9 sta sudando?<\/p>\n<p>-Capito? Lui vive in casa sua, per\u00f2. Paga cinquanta centesimi perch\u00e9 due euro so\u2019 troppi, non gli conviene, ma vive in casa sua.<\/p>\n<p>Al-Kaweemi apre la bocca.<\/p>\n<p>La paura cresce, \u00e8 tutto lui. E\u2019 pieno.<\/p>\n<p>Chiude, apre la bocca. Nessun suono.<\/p>\n<p>-Non me pare che te vivi a casa tua.<\/p>\n<p>Basta, chiudere e aprire la bocca, cazzo!<\/p>\n<p>-Tu abiti dove qualcun altro dovrebbe vivere. Qualcuno che ora vive in un cazzo di monolocale.<\/p>\n<p>Apre la bocca.<\/p>\n<p>Sente il mio pugno, avverte la situazione della mascella. Crac.<\/p>\n<p>Tito sputa e affonda la punta dell\u2019anfibio rinforzato nello stomaco di Kaweemi.<\/p>\n<p>Dado sta fermo.<\/p>\n<p>Lo rialzo, pugno nello stomaco, lui ha finito di aprire e chiudere la bocca.<\/p>\n<p>E mentre l\u2019arabo chiude gli occhi verdi, c\u2019\u00e8 qualcuno davanti a Tito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mia madre mi ha lasciato la pasta davanti alla porta.<\/p>\n<p>Inciampo, finisco lungo sul pavimento davanti a camera mia, con la cassettiera a cinque centimetri dalla faccia.<\/p>\n<p>Zitto, finisco di far estinguere il fiatone, e guardo mia madre stirare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Levate da mezzo, chicca!<\/p>\n<p>E\u2019 una diamine di ragazza. Non \u00e8 un metallaro o una zecca, \u00e8 una ragazza. Le zecche non sono ragazze, Cristo.<\/p>\n<p>-Questa \u00e8 una via pubblica, o sbaglio?<\/p>\n<p>Che risposta del cazzo \u00e8?<\/p>\n<p>-Perch\u00e9, che devi fa\u2019, qua?<\/p>\n<p>Dado sembra stranito, non arrabbiato. Ci guardiamo per qualche secondo. Mi guarda come se avessi dei tizzoni ardenti al posto degli occhi.<\/p>\n<p>-Io volevo solo passare per di qua, non voglio fare niente.<\/p>\n<p>Al-Kaweemi non \u00e8 pi\u00f9 davanti a me.<\/p>\n<p>-Dado, dove cazzo \u00e8?<\/p>\n<p>-Ci ha fatto scappare il negro!<\/p>\n<p>La guardo. Non so se lei guardi me, ma vedo la sua espressione. Stravolta dalla frenesia, dalla paura, guarda tra Dado e me, mentre Al-Kaweemi si allontana.<\/p>\n<p>Ha lasciato qua l\u2019accendino.<\/p>\n<p>-Forse potresti sostituirlo, che dici?<\/p>\n<p>Si gira.<\/p>\n<p>-Tito, voi mena\u2019 \u2018na bimba?<\/p>\n<p>-\u2018Sta qua s\u2019\u00e8 messa in mezzo, secondo te voleva passare o voleva far scappare il negro?-, urla Tito. Sputa. \u2013Direi che \u2018na strigliata s\u2019aa becca.<\/p>\n<p>-E se chiamassi la Polizia?<\/p>\n<p>Non \u00e8 paura. La paura \u00e8 quella di Al-Kaweemi. La paura \u00e8 cercare con disperazione di uscire da una stanza che prende fuoco. Lei sta cercando l\u2019acqua.<\/p>\n<p>-Ah, bada, le guardie.- Dado \u00e8 serio, ma sorride con le sopracciglia.<\/p>\n<p>-Sai, mio padre \u00e8 colonnello dei Carabinieri.<\/p>\n<p>Tito sbianca, Dado sbianca, e nessuno s\u2019accorge della cazzata che sta dicendo. Non si sono nemmeno resi conto che ha fatto confusione tra carabinieri e polizia. Lei, ha trovato l\u2019acqua.<\/p>\n<p>-Lasciamo perdere-, comanda Dado, -damose.<\/p>\n<p>-Bene, bello, ce piace-, ultima fiammata di Tito, -l\u2019amica dei negri \u00e8 salva.<\/p>\n<p>E\u2019 calma, ha spento il fuoco.<\/p>\n<p>Momento adatto per entrarle come fumo in gola, nei polmoni.<\/p>\n<p>-Per ora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E no, non c\u2019\u00e8 nessuno che applaude.<\/p>\n<p>Tito sbraita,<\/p>\n<p>-Dado, qualcuno l\u2019avr\u00e0 gi\u00e0 vista. Fidati. La troviamo.<\/p>\n<p>Dado non ha mai picchiato una ragazza.<\/p>\n<p>-Non ho mai picchiato una ragazza.<\/p>\n<p>-E io?<\/p>\n<p>Dado va a prendere le chiavi della macchina.<\/p>\n<p><i>Di nuovo, la notte.<\/i><\/p>\n<p>Dado e Tito continuano a urlare che no, non c&#8217;\u00e8, che cazzo siamo venuti a fare, qua, Tito, calmati, no, Dado, calmate te&#8230;<br \/>\n-Dado, accosta.<br \/>\nSi gira verso di me.<br \/>\n-E&#8217; l\u00e0.<br \/>\nSi gira nuovamente e guarda fuori dal finestrino.<br \/>\nSola.<br \/>\nLa portiera si apre. Tito impugna la mazza da croquet di suo padre ed esce dalla macchina. Vedo Dado correre, correre forte, Tito dietro come un cane appresso allo pneumatico.<\/p>\n<p>Ci vede, ci squadra, siamo tre figure nel buio, tentenna: tre figure con un passamontagna per ogni testa. I lampioni riflettono sul duvet di Tito e gli illuminano gli occhi.<\/p>\n<p>Tre figure che corrono.<\/p>\n<p>Scappa, leoncino, scappa, gli elefanti sono troppo anche per te. Scappa, allontanati da tre che non te vojono viva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dov\u2019\u00e8 che dovevo colpire?<\/p>\n<p>Ah, s\u00ec, sotto il seno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>-Dove sei?<\/p>\n<p>-Fuori, ma\u2019.<\/p>\n<p>-Fuori dove?<\/p>\n<p>-Fuori da casa.<\/p>\n<p>Attacca.<\/p>\n<p>Richiamo.<\/p>\n<p><i>Risponde la segreteria telefonica di&#8211;<\/i><\/p>\n<p>Ciao, ma\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>Pi\u00f9 vicino, il suono ondeggia, si stabilizza, si abbassa, si stabilizza nuovamente e si alza: convinzioni di cartapesta si evolvono, vedo il volto impaurito di Al-Kaweemi intervistato dal TG7, con Mentana che dallo studio fa un commento politicamente corretto. \u201cE\u2019 assurdo che nel ventunesimo secolo ancora si verifichino episodi di razzismo, manifestazione di un\u2019ormai obsoleta cultura fascista\u201d, vero?<\/p>\n<p>Vedo il buio, la polvere dell\u2019isolamento, vedo il silenzio, con il solo rumore del grissino spezzatosi alla base della cassa toracica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno schianto.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19438\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19438\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte. &nbsp; Sotto il seno. 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