{"id":19351,"date":"2014-05-22T22:28:13","date_gmt":"2014-05-22T21:28:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19351"},"modified":"2014-05-22T22:35:45","modified_gmt":"2014-05-22T21:35:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-mondo-di-sogna-di-milos-fabbri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19351","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il mondo di S\u00f2gna&#8221; di Milos Fabbri"},"content":{"rendered":"<p><em>Il suo corpo emanava il profumo della notte, era ancora in pigiama e se ne stava ferma sul pianerottolo. Avvicinai il volto al suo collo ed inalai, mi riempii i sensi di quel desiderio che ormai da tempo mi possedeva.<\/em><br \/>\n<em>Il suo occhio mi guardava, ci fissavamo spesso per brevi istanti, ed io ero certo che anche lei aveva i miei stessi desideri.<\/em><br \/>\n<em>Le presi il volto fra la mani e cercai di avvicinarla alle mie labbra, ma il suo collo si irrigid\u00ec ed oppose resistenza, indietreggi\u00f2; e non si lasci\u00f2 baciare. Ci scambiammo un sorriso e proseguimmo tra i soliti gesti, nell&#8217;indifferenza di tutto il dintorno.<\/em><\/p>\n<p>S\u00f2gna cerc\u00f2 di affrettare il passo, ma il tentativo fu vano, il treno era appena partito. Entr\u00f2 alla stazione col respiro affannato ed un poco sudata, faceva caldo. Quando vide partire, dall&#8217;unico binario, l&#8217;unico treno del giorno, pos\u00f2 il piccolo zaino a terra ed alz\u00f2 lo sguardo al cielo osservando le nuvole che si muovevano lente, sorrise e chiuse gli occhi. Rimase in quella posizione fino a quando sent\u00ec il respiro tornare regolare. A quel punto inal\u00f2 una grande quantit\u00e0 d&#8217;aria, si gonfi\u00f2 le guance, e rifece uscire tutta l&#8217;aria il pi\u00f9 velocemente possibile.<br \/>\nRaccolse lo zaino ed usc\u00ec dalla stazione lasciandosi alle spalle le risa delle persone che la stavano osservando.<\/p>\n<p>Erano le tre del pomeriggio, ed era la terza volta, in tre giorni, che S\u00f2gna entrava alla stazione l&#8217;attimo dopo in cui era partito il treno.<br \/>\nIn verit\u00e0, tutti nel paese erano convinti che lei nemmeno sapesse dove era diretto quel treno: forse nemmeno lo voleva prendere. Da tempo Sonia era stata emarginata dalla comunit\u00e0, in pochi si potevano permettere di avvicinarsi ad una sognatrice come lei. In molti temevano la sua sbadataggine, la sua innocenza, purezza, semplicit\u00e0. Era una ragazza con la testa fra le nuvole, e fu ribattezzata dalla comunit\u00e0 di San Protetto: S\u00f2gna.<\/p>\n<p>Successe che una mattina, proprio nel momento in cui una nuvola offusc\u00f2 timidamente il sole e S\u00f2gna stava ferma alla bancarella della frutta, le si avvicin\u00f2 un bambino con aria colpevole. Le disse di essere stato lui a imbucarle quella lettera. Il ragazzo era dispiaciuto, teneva la testa bassa. Nell&#8217;attimo in cui pos\u00f2 i suoi occhioni su di lei, le vide una lacrima scivolare sulla guancia; ma non cadde, rimase bloccata dal sorriso che ne segu\u00ec.<br \/>\n\u201cCome puoi tu, cos\u00ec piccino, aver scritto quella lettera?\u201d<br \/>\n\u201cNon l&#8217;ho scritta io, l&#8217;ho trovata in un cassetto, in cucina, penso fosse della mamma.\u201d<br \/>\nS\u00f2gna gli pos\u00f2 una mano sui capelli, lo accarezz\u00f2, e senza pi\u00f9 fare la spesa se ne torn\u00f2 a casa.<br \/>\nApr\u00ec il cassetto dove teneva custodita la lettera, prese il biglietto fra le mani e si avvicin\u00f2 alla finestra. Il foglio diceva cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>La prego mia cara signora di recarsi questo pomeriggio alla stazione, si porti con s\u00e9 un indumento maschile, maglietta e pantaloni, perch\u00e9 probabilmente, arriver\u00f2 tutto nudo. Come si conviene in queste presentazioni. La prego, mi accolga con calore.<\/em><br \/>\n<em>Con passione, Re Alt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>S\u00f2gna aveva preso seriamente quella richiesta, non ci vedeva nulla di strano se non quel: mi accolga con calore.<br \/>\nGuard\u00f2 fuori e lasci\u00f2 posare i suoi ricordi sulle nuvole di passaggio, non c&#8217;era nulla da fare, non se ne volevano andare. Si ricord\u00f2 dell&#8217;uomo che le aveva promesso amore eterno, ma ben presto la lasci\u00f2 sola con l&#8217;amarezza della delusione. Si ripromise di non farsi pi\u00f9 ingannare. Ma quando vide avvicinarsi un incauto innamorato, gli spalanc\u00f2 le braccia e lo lasci\u00f2 entrare; dimenticando ogni dolore. E si prese una bella insolazione.<br \/>\nLe ci volle tempo per rialzarsi, e ora, le sue forti ali la tenevano sempre a debita distanza da ogni rapporto. Si era rifugiata in un mondo tutto suo, lontano da ogni sentimento.<br \/>\nFinito di pranzare si ranicchi\u00f2 qualche minuto fra le sue ginocchia. Raccolse i pensieri e li mise dentro lo zainetto insieme a una maglietta rossa e un pantalone marrone da uomo. Usc\u00ec di casa e si incammin\u00f2 senza fretta alla stazione.<br \/>\nSi accomod\u00f2 su di una panchina, l&#8217;unica, ed attese. L&#8217;orologio, guardandola incuriosito, scand\u00ec silenzioso le tre del pomeriggio. Il treno si ferm\u00f2, nessuno sal\u00ec, ma senza che S\u00f2gna se ne accorgesse, un uomo era sceso dal treno e le si avvicinava. Finalmente lo not\u00f2. Era nudo, sorridente, e si ferm\u00f2 davanti a lei, ad una altezza imbarazzante.<br \/>\nS\u00f2gna si alz\u00f2 di scatto, prese dallo zaino gli abiti piegati con cura e senza, quasi guardarlo, glieli porse. Lui li prese con fare lento, li pos\u00f2 sulla panchina, ed abbracci\u00f2 S\u00f2gna. La tenne stretta, forte a s\u00e9, si scald\u00f2 un poco del suo calore e solo allora si vest\u00ec.<br \/>\n\u201cCiao, io sono re Alt\u00e0, signore delle terre dimenticate. Anche tu mia cara un tempo facevi parte di questo regno, ma per vari motivi, ne sei voluta fuggire. Molti pensano che sia pi\u00f9 facile nascondersi in un posto sconosciuto, tipo qui, a San Protetto, ma questi pensieri, cara, sono illusioni. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di fuggire dalla realt\u00e0 per sognare; ma soprattutto bisogna rimanere nella realt\u00e0 per vivere e smettere di nutrirsi di sogni. Vieni con me, ti voglio mostrare qualcosa\u201d e le porse la mano aperta, rivolta alle nuvole.<br \/>\nS\u00f2gna lo fissava negli occhi, presa da un senso di disorientamento si aggrapp\u00f2, si lasci\u00f2 condurre.<br \/>\nLa giovane coppia attravers\u00f2 la piazza di San Protetto tenendosi la mano, Serena se ne stava appoggiata con la schiena a una colonna del loggiato, li vide passare e li segu\u00ec con la testa come un gufo curioso; c&#8217;era in loro, nel profilo non ben definito, qualcosa di magico. Qualcosa che Serena aveva conosciuto ma pi\u00f9 non ricordava. Alz\u00f2 lo sguardo al cielo, ed osservando l&#8217;unica nuvola di passaggio, sorrise, vedendo che inseguiva i due amanti.<br \/>\nCamminavano lungo il corso come se si fossero conosciuti da sempre. S\u00f2gna non sospettava ci\u00f2 che sarebbe accaduto, ma percepiva che qualcosa di nuovo stava succedendo. Re Alt\u00e0 si ferm\u00f2 davanti ad una porta marrone.<br \/>\n\u201cVieni cara, siamo arrivati.\u201d Le apr\u00ec l&#8217;uscio lasciandola passare. S\u00f2gna sal\u00ec le scale e arrivata sul pianerottolo entr\u00f2 nella stanza che le si affacciava davanti, gi\u00e0 aperta. Re Alt\u00e0 richiuse la porta alle sue spalle e si avvicin\u00f2 a un grande specchio.<br \/>\n\u201cVieni qui vicino e guarda.\u201d<br \/>\nS\u00f2gna vide la sua immagine riflessa nello specchio, si guard\u00f2 per qualche secondo, e pens\u00f2 che non era nemmeno male, quello che vedeva riflesso. Re Alt\u00e0 capovolse lo specchio, S\u00f2gna ora, vide sempre s\u00e9 stessa ma diversa. Vide una donna triste, col volto cupo e le lacrime agli occhi. Si spavent\u00f2. Re Alt\u00e0 le prese la mano dicendole di non temere; quella era lei, la sua verit\u00e0. Aveva tentato di nascondersi fra le nuvole, lontana dal sole. Ma non sapeva che qualche raggio, seppur debole, ci raggiunge sempre. Allora S\u00f2gna inizi\u00f2 a capire cosa volesse il suo messaggero, perch\u00e9 era sceso da quel treno e perch\u00e9 le stesse mostrando tutto questo. La sua, non era una missione di pace, era venuto per distruggere il suo mondo: San Protetto.<\/p>\n<p>In paese la gente cominciava a preoccuparsi, erano tre giorni che non smetteva di piovere e la diga non avrebbe retto tutta quella pressione. S\u00f2gna si era lasciata andare a un pianto che aveva tenuto soffocato per troppo tempo. Rivide nel riflesso del vetro della finestra una bambola. Quella bambola con cui avrebbe voluto giocare, ma che suo padre, per paura che si rovinasse, non le aveva mai affidato. S\u00f2gna guardava la pioggia cadere, non riusciva a far cessare le lacrime. Re Alt\u00e0 era seduto sul sof\u00e0 e la osservava in silenzio, aspettava, attendeva di capire quanto tempo ci sarebbe voluto.<br \/>\nAlla fine la diga si incrin\u00f2 e l&#8217;acqua cominci\u00f2 ad invadere le strade e salire sui pianerottoli delle case. Molti erano fuggiti, ma per chi era restato non c&#8217;erano buone prospettive.<br \/>\nL&#8217;acqua raggiunse il livello della finestra in cui S\u00f2gna, pi\u00f9 non sognava ma ricordava, e pi\u00f9 rammentava il dolore passato pi\u00f9 un poco si placava la sua sofferenza. Distolse lo sguardo dal vuoto accorgendosi di una piccola imbarcazione che si avvicinava. C&#8217;era un uomo sopra che tentava di raggiungerla. Appena arrivato a tiro, si trattenne con forza allo stipite della finestra e disse a S\u00f2gna di saltare su. Lei rimase qualche secondo immobile poi, vide re Alt\u00e0 che si era alzato e la stava raggiungendo.<br \/>\n\u201cVi condurr\u00f2 io\u201d e aiut\u00f2 S\u00f2gna a salire nell&#8217;imbarcazione. Dopo essere salito anche lui, indic\u00f2 a Incanto la via da seguire.<br \/>\nLe nuvole si stavano diradando, nel cielo apparivano chiazze azzurre ad annunciare il bel tempo. Le terre dimenticate apparivano, agli occhi di S\u00f2gna, come qualcosa di meraviglioso, conosciuto, ma molto nascosto fra i suoi ricordi.<br \/>\nIncanto le prese la mano ed accost\u00f2 il volto al suo petto, sentiva il cuore battere, si ricord\u00f2 dell&#8217;amore, di quell&#8217;amore che aveva perduto e che ora, le sembrava di ritrovare.<br \/>\nRe Alt\u00e0 alz\u00f2 la mano destra, l&#8217;imbarcazione si ferm\u00f2. Tutti e tre posarono i piedi in un prato fiorito, c&#8217;era un gran miscuglio di colori, nessuna nuvola in cielo, e poco distante si vedeva prorompente il castello.<br \/>\n\u201cVedete\u201d ed indic\u00f2 l&#8217;orizzonte davanti a loro, \u201cqueste sono le mie terre, qui dimorano tutti coloro che sanno essere felici; donne e uomini che non si sono accontentati dei loro sogni \u2013 che per natura sono solo proiezioni \u2013 ma hanno voluto vivere. Voi vi eravate persi; tu S\u00f2gna ti sei nascosta cercando protezione dentro di te, allontanando tutti, ma hai visto il risultato; e tu caro Incanto, dopo aver affrontato un lungo viaggio alla ricerca della tua vera casa, eccoti arrivato\u201d.<br \/>\nS\u00f2gna e Incanto si presero per mano e insieme entrarono nel castello, c&#8217;erano i preparativi per una grande festa. S\u00f2gna entr\u00f2 nella sua stanza. Incanto rimase fermo a guardarla, poi sal\u00ec di un piano e si accomiat\u00f2.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, quando dal cortile si sentirono le prime voci, la prima musica, si rincontrarono.<br \/>\nIncanto scese la prima rampa di scale e si ferm\u00f2 di fronte alla porta di S\u00f2gna. Buss\u00f2.<br \/>\nLei apr\u00ec la porta e usc\u00ec. Il suo corpo emanava il profumo del sole, era avvolta da un bel vestito bianco e se ne stava ferma sul pianerottolo. Incanto avvicin\u00f2 il volto al suo collo ed inal\u00f2, si riemp\u00ec i sensi di quel desiderio che ormai lo possedeva.<br \/>\nIl suo occhio lo guardava, si fissavano, e Incanto era certo che anche lei avesse i suoi stessi desideri.<br \/>\nLe prese il volto fra le mani e cerc\u00f2 di avvicinarla alle sue labbra, senza opporre resistenza, senza indietreggiare, si lasci\u00f2 baciare. Si scambiarono un sorriso e proseguirono, tra nuovi gesti, nell&#8217;indifferenza di tutto il dintorno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19351\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19351\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il suo corpo emanava il profumo della notte, era ancora in pigiama e se ne stava ferma sul pianerottolo. 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