{"id":19315,"date":"2014-05-22T22:14:39","date_gmt":"2014-05-22T21:14:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19315"},"modified":"2014-05-22T22:14:39","modified_gmt":"2014-05-22T21:14:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-fiore-di-alessandra-vannicola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19315","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Fiore&#8221; di Alessandra Vannicola"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><em>Un colpo di mortaio.<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro ancora.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><\/em>Qui, in terra slava, l&#8217;aria ha un odore di morte mista a polvere da sparo. Il cielo sopra Spalato \u00e8 offuscato da nubi. I miei occhi riflettono il grigio di quel cielo disperdendo il blu tra le ciglia. I bombardamenti vanno avanti da ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudo gli occhi e ritorno alla terra, all&#8217;altra terra che mi ha visto nascere, allo sguardo di mia madre che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, alle mani di mio padre di cui ho perso il ricordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 maggio 1821 Napoleone moriva a Sant&#8217;Elena con la Francia sulle labbra. Il 5 maggio 1917, mentre in giardino fiorivano le rose, venni al mondo io. Mio padre mi sollev\u00f2 tra le braccia e desider\u00f2 per me un futuro migliore del suo. La primavera baciava Macerata con boccioli di seta e mi chiamarono Fiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fece in tempo a insegnarmi a camminare nel mondo, che quattro anni dopo lo seppellimmo tra le lacrime di mia madre e di mia sorella Assunta. Non ricordo molto di quel periodo, ma ricordo il cimitero dieci anni dopo, quando la mamma lo raggiunse per non lasciarlo pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando resti solo cresci pi\u00f9 in fretta. Quando le radici si spezzano, diventi leggero al vento. E un giorno ti risvegli uomo, senza la carezza di tua madre sul viso, il cuore che brucia ad ogni colpo. Un altro colpo. Non riesci ad abituarti. Le bombe esplodono anche dentro di te. La guerra sfregia la bellezza e seppellisce il silenzio sotto cumuli di macerie d&#8217;odio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riapro gli occhi. La polvere aleggia tutt&#8217;intorno. Un marconista di fanteria scrive la storia sulle onde radio, impasta il sangue dei vinti a quello dei vincitori. Anche se qui sembriamo tutti perdenti. Osservo questo mondo sgretolarsi e mi chiedo il senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tocco leggero sulla spalla innesca un sussulto inquieto. Jagoda con la sua treccia bionda bisbiglia parole in una lingua che inizio a decifrare. &#8220;S\u00ec &#8211; le rispondo &#8211; sembra che per oggi abbiano smesso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei chiederle che senso ha smettere, se poi si ricomincia. Vorrei chiederle il perch\u00e9 di tutto questo orrore. Vorrei chiederle quando finir\u00e0. Ma Jagoda non pu\u00f2 saperlo, non pu\u00f2 saperlo nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Tornerai?&#8221; mi chiede il giorno del rimpatrio in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Non lo so. Forse un giorno, con un altro cuore&#8221; prometto a me stesso con un sorriso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cielo grigio di Spalato piange i suoi morti. Gli occhi grigi di Jagoda piangono per me. La nave \u00e8 un ammasso di ferraglia arrugginita e di feriti che non guariranno. Ci imbarchiamo in fretta. Il cielo promette altre bombe. Il porto ha l&#8217;aria triste di chi sa che non ci sar\u00e0 un ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salutiamo delle piccole isole sparpagliate lungo la costa croata, quando il fuoco nemico viene a darci il suo addio. Le urla si mescolano al sangue. La morte fa il suo giro di danza, ma io non le presto il braccio. Cos\u00ec la nave affonda con la speranza di molti, mentre il mio corpo scivola nell&#8217;abbraccio dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mamma, dove sei, mamma?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una spinta dal fondo dell&#8217;abisso. Nuoto finch\u00e9 il respiro non si ferma sulla riva del mare. Sono di nuovo a terra. Il mio cuore sanguina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra nave, altra rotta. Sempre pi\u00f9 gi\u00f9, sempre pi\u00f9 lontano. Poi un treno per l&#8217;assolato Salento. Una scuola la casa dei soldati. Un cielo azzurro e limpido, battuto dal vento di tramontana, distante dalla carne che brucia e dalle grida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho nemmeno trent&#8217;anni e mi sembra di aver vissuto tante vite. Un piccolo paese di provincia, di origini romane, sotto i miei passi. Le vie del centro intrecciano una danza di vita. La primavera esplode nei balconi, nei giardini, negli abiti leggeri delle ragazze del Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una giovane donna cammina davanti a me, con un cesto di verdura fra le mani. Finisco per perdermi tra quelle stradine che ridono nel sole. Provo ad orientarmi senza successo. In via Botteghe Nuove si affaccia un giardino con un alto muro. Un rampicante di fiori rossi a proteggerne l&#8217;accesso. Una porta a vetri e, dietro il vetro, gli occhi verdi pi\u00f9 dolci mai visti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 accadere di tutto in un attimo, pu\u00f2 accadere che il tuo cuore esploda in un ritmo diverso, pu\u00f2 accadere che una nave bombardata non basti a farti naufragare, perch\u00e9 il naufragio avviene in due occhi verdi del Sud. E in quell&#8217;attimo stacco un bottone dalla divisa, busso a quel vetro e chiedo al suo sorriso di ricucire il mio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si pu\u00f2 perdere in un sorriso? Io mi ci sono perso. Lei sorrider\u00e0 sempre. Sorrider\u00e0 per me nella foto in cui mi mostra nostro figlio di pochi mesi. E quel sorriso mi aiuter\u00e0 a tornare, dopo che i miei passi avevano ripreso a marciare sulle strade dell&#8217;odio. Quel bambino dagli occhi azzurri col nome slavo di mio padre mi riporter\u00e0 dalla donna che amo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo \u00e8 scivolato leggero accanto al suo cuore, alla dolcezza della sua voce. I passi del bimbo dagli occhi azzurri e di una bambina dallo sguardo pensoso si rincorrono sul pavimento della casa che ho costruito per lei. Una casa vicino al mare, dove potesse continuare a sorridere. Un giardino immenso per vederla felice. I nostri cani e i gatti. Un rampicante di rose bianche sopra il cancello. Il glicine lungo il muro. Grappoli d&#8217;uva nera e bianca fra le dita. L&#8217;oro dei limoni. L&#8217;arancio dei mandarini e delle albicocche. Il viola delle prugne. I rubini del melograno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tutto avrei fatto per il suo sorriso. Di tutto avrei fatto per vivere un altro giorno accanto a lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ho amata come nessun uomo avrebbe mai potuto amarla. L&#8217;ho amata anche nei lunghi anni di vedovanza. L&#8217;ho amata in ogni istante della mia vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi&#8230; ho continuato ad amarla negli occhi della mia piccola principessa, la mia piccola, fragile principessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra me e lei c&#8217;\u00e8 un segreto. Per questo non ha permesso che abbattessero il rampicante di rose. Perch\u00e9 io ogni maggio ritorno da lei, mi faccio rosa per lei nel giorno del mio compleanno, sorrido al suo cuore e lei lo sa che sono l\u00ec, sono ancora l\u00ec per lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi vede nei sogni, nella casa al mare, nelle cose che le ho insegnato, nell&#8217;amore per le storie, nei discorsi del vento, nella lingua dell&#8217;acqua, nelle rose bianche. E io lo so che lei continua ad amarmi, lo sento anche da qui, dall&#8217;eterna primavera in cui vivo, accanto alla donna che amo. Lo so che lei non ha dimenticato, la mia principessa, e che continua a farmi vivere nelle parole che scrive per me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19315\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19315\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un colpo di mortaio. 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