{"id":19223,"date":"2014-05-23T16:48:42","date_gmt":"2014-05-23T15:48:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19223"},"modified":"2014-05-23T16:48:42","modified_gmt":"2014-05-23T15:48:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-luscita-di-ugo-verticchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19223","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;L&#8217;uscita&#8221; di Ugo Verticchio"},"content":{"rendered":"<p>Amret, il marocchino, mi ha preparato il th\u00e8 come fa tutte le mattine, tranne la domenica che rimane a dormire fino a tardi. Con lui c&#8217;\u00e8 uno scambio che ritiene equo. Lui prepara la colazione ed io la sera gli do le pasticche di valeriana che lui crede essere Tavor. Ci fa dei bei cocktail prima di andare a letto, e si addormenta beato. E&#8217; venuto anche Mirko, il Vichingo, dalla cella di fronte. A quest&#8217;ora le sbarre delle celle dovrebbero essere tutte chiuse ma lui riesce ad aprirle infilando nella serratura il manico di una forchetta, (a patto che non abbiano anche girato le mandate!). Ma la mattina presto anche da lui aprono, per far uscire i lavoranti, e poi richiudono limitandosi a sbattere la cancellata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec spesso viene nella nostra cella, Amret prepara il caff\u00e8 anche a lui, ma con lui non c&#8217;\u00e8 uno scambio di qualcosa, solo il rispetto di una scala gerarchica data dall&#8217;et\u00e0 e dagli anni di galera fatti. Mirko si \u00e8 lamentato dei compagni di cella, a suo dire dei &#8220;pischelli irrispettosi a cui bisogna insegnare a fare il letto, a cucinare e pulire il cesso&#8221;. Dice alzando la voce: &#8220;Io alla loro et\u00e0 ero gi\u00e0 evaso due volte dal riformatorio, avevo fatto pi\u00f9 reati di mio padre&#8230; ci vuole rispetto qui dentro, cazzo!&#8221;, e poi rivolto a me: &#8220;Aoh, damme &#8216;na sigaretta che domani mi arrivano e te ricopro tutto de pacchetti, come &#8216;na piramide egizia&#8221;.<\/p>\n<p>Devo dire che due risate riesco a farmele pure qui dentro, e poi tutti sono gentili e rispettosi con me e mica me lo spiego tanto. Stando fuori uno si aspetterebbe chiss\u00e0 quali atti di nonnismo dentro un carcere, invece nulla di nulla nei miei confronti. Manco avessi l&#8217;aspetto di un criminale, un fisico che incute terrore. Sar\u00e0 che il cervello qui dentro viene apprezzato pi\u00f9 dei muscoli? Incredibile ma sembrerebbe proprio cos\u00ec. Forse ascoltandomi parlare hanno capito che c&#8217;\u00e8 qualcosa da imparare, in termini di vita sociale, di vita vera all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>I compagni di cella nordafricani sono tutti musulmani e pregano ogni giorno, rispettando certi orari in base ad un calendario scaricato da Internet appeso al muro vicino la finestra, accanto a quello di Sabrina Ferilli del 2000. Si prostrano per terra rivolti verso La Mecca, direzione che \u00e8 all\u2019incirca a sud-est rispetto all\u2019Italia, ma che qui corrisponde pi\u00f9 o meno alla direzione del cesso. Il loro fanatismo religioso li rende ridicoli ai miei occhi: ringraziano Dio persino di stare in prigione, dicono che ci sar\u00e0 una ricompensa finale nell&#8217;aldil\u00e0. Poi per\u00f2 ammettono che, uscendo da qui, continueranno a spacciare e fare furti. Allora Dio cosa c&#8217;entra? Da quale parte starebbe? Dalla parte dei criminali o delle loro vittime?<\/p>\n<p>Sono risalito in cella dal colloquio con l&#8217;avvocato che mi ha parzialmente rassicurato, ma non voglio credergli pi\u00f9 di tanto. Subito dopo mi hanno richiamato, stavolta per andare in sala colloqui; \u00e8 venuta Raffaella da sola, ed era commossa e preoccupata. L&#8217;ho rassicurata con qualche bugia e fatta ridere con qualche racconto divertente su quel che di assurdo accade qui dentro.<\/p>\n<p>Durante i colloqui noi detenuti mentiamo ai parenti su quel che succede realmente dentro, loro mentono su quello che avviene fuori. E&#8217; tutta una bugia, ed entrambe le parti lo intuiscono, immagino, ma va bene cos\u00ec. E\u2019 questione di pura sopravvivenza. Ho detto a mia sorella che posso resistere anche un anno qui dentro, ma mica \u00e8 vero. Voglio uscire subito!<\/p>\n<p>Quando sono risalito in cella, vedendo il carrello delle vivande, ho pensato fossero le cinque e che avessero gi\u00e0 portato la cena. Poi ho visto la sveglia sul letto di Amed, era solo mezzogiorno.\u00a0Non mi era mai successo di perdere cos\u00ec la cognizione del tempo e mi sono preoccupato un po&#8217;. Avevo fatto tante cose, (colloquio avvocati, passeggio, colloquio familiari) ed il tempo sembrava volato. Invece si era semplicemente fermato!<\/p>\n<p>Mi sono messo a letto perch\u00e9 non ho voglia di mangiare lo schifo che ho visto nel carrello: le solite uova sode col tuorlo nero, l&#8217;insalata con gli insetti verdi dentro e il tonno, che stavolta abbiamo deciso di conservare per la cena di stasera tutti insieme, per condirci la pasta. Pi\u00f9 tardi sono tornato nella cella del filippino spacciatore di shaboo ed ho vinto tre partite su tre. Ho ricevuto i complimenti da tutti, mi vedono come un gran maestro ma la realt\u00e0 \u00e8 che loro sono un po\u2019 scarsini.<\/p>\n<p>Poco fa mi ha chiamato una guardia e mi ha detto di scendere, aveva una faccia da funerale ed ho temuto il peggio. Ho creduto che fosse arrivato il fax con il parere negativo del tribunale del riesame. Invece era lo psicologo del Settimo che mi cercava perch\u00e9 voleva avere da me delle news sul riesame. Abbiamo parlato dieci minuti, mi ha detto di farmi mettere a visita domattina con la dermatologa per prenotare una radiografia all&#8217;addome.Sono tornato al piano, salendo mogio mogio un gradino alla volta, avvilito come non mai da quando sono qui; mi sono sentito vicino agli Umiliati e Offesi di Dostoevskji, avrei desiderato avere una copia di quel libro cos\u00ec indicato alla situazione e passare quel pomeriggio immerso nella lettura, tanto pi\u00f9 che erano tutti fuori al lavoro, la tv era spenta e dal corridoio non arrivavano che le solite risate e le battute goliardiche di Mirko e Tinca.<\/p>\n<p>Mi sono messo sul letto e ho sistemato i fogli che compongono questo diario, numerandoli uno ad uno per paura di mischiarli o di perderli. Avendo finito il quaderno che mi ha portato Federica, ho iniziato a scrivere sul retro dei fogli per le \u201cdomandine\u201d, dato che abbondano nella scatola Barilla usata come cassetta della posta: nessuno le compila, quasi mai. Altre pagine le ho scritte sul retro di vari fogli scarabocchiati che raccolgo ogni giorno mendicandoli cella per cella.<\/p>\n<p>E\u2019 pomeriggio e non ci sar\u00e0 nulla da fare fino a stasera.\u00a0Correggo gli ultimi due capitoli che ho scritto, vi aggiungo qualche impressione e inserisco qualche nota a margine, poi riprendo il manoscritto dalla prima pagina e ricomincio a leggerlo, daccapo.\u00a0Mi si chiudono gli occhi dalla noia, pi\u00f9 che dalla stanchezza.<\/p>\n<p>Mentre sto per addormentarmi sento un secondino chiamare il mio nome, \u00e8 la voce del Calabrese, il pi\u00f9 stronzo di tutti. Mi alzo dal letto e mi avvicino alle sbarre d\u2019ingresso. Mi viene consegnato un foglio e chiesto di firmare per la notifica, lo giro immediatamente, lo guardo e le uniche parole che leggo sono \u201cRicorso respinto\u201d.\u00a0Ho una stretta allo stomaco, deglutisco, lascio cadere il foglio per terra che qualcuno raccoglie ma io sono gi\u00e0 dall\u2019altra parte della cella, gi\u00e0 sulla mia branda, affondo il viso nel cuscino, e piango.\u00a0Me ne sto cos\u00ec, in compagnia della mia tristezza, per qualche minuto, poi Vasili mi chiama per dirmi che \u00e8 arrivato il carrello della cena, mi chiede se preferisco mangiare ora o pi\u00f9 tardi insieme a loro.<\/p>\n<p>L\u2019odore nauseabondo di minestrone avariato mi penetra dalle narici direttamente nella testa e ci sono pezzi di broccoli, patate e carote sul mio letto, zucchine e fagioli bollenti. Tutto si fa caldo e denso, la cella si riempie di vapore, una nebbiolina nasconde d\u2019improvviso ogni cosa\u2026<\/p>\n<p>Tutto si fa buio.<\/p>\n<p>La sveglia di Amed continua a fare bip-bip, la raggiungo con un braccio per spegnerla, segna le 17.00.\u00a0Ho sognato dunque! Non \u00e8 arrivata nessuna risposta dal tribunale del riesame. Il ricorso non \u00e8 stato respinto, posso ancora sperare.\u00a0Mi rimetto a leggere immerso tra i fogli, ma poco dopo mi ridesta un profumo che mi \u00e8 familiare, un buon odore che non sento da tanto tempo ma che stavolta sembra proprio reale. Vasili mi chiama, mi dice che c\u2019\u00e8 la pizza ed io non credo alle mie orecchie. Faccio per scendere dal letto ma lui me ne porta una fetta bollente, mi dice che l\u2019ha portata suo fratello che lavora in cucina. E\u2019 ottima: pomodoro mozzarella e basilico, come piace a me!<\/p>\n<p>In quell\u2019istante arriva il secondino pi\u00f9 anziano, quello che mi \u00e8 sempre sembrato il pi\u00f9 tranquillo, l\u2019unico quasi simpatico.\u00a0Mi chiama per nome, apre la cella e mi consegna un foglio. Mi dice di firmare per la notifica e cos\u00ec faccio mentre gi\u00e0 ne sbircio il contenuto e allora mi prende un soprassalto alla vista della parola <i>scarcerazione<\/i>, bella in grassetto e posta proprio sotto le mie generalit\u00e0 e subito dopo l\u2019aggettivo <i>immediata<\/i>.<\/p>\n<p>Tiro il foglio in aria e lancio un urlo, un grido liberatorio, un \u201cSiiiiiii\u2026\u201d che ripeto e prolungo tutto il tempo necessario ad abbracciare i compagni di cella uno a uno. Infilo le mie poche cose nella federa del cuscino a mo\u2019 di sacco e dico a tutti di prendersi i miei vestiti, che glieli regalo. Mi precipito fuori dalla cella, scendo al piano terra dove un secondino \u00e8 gi\u00e0 allertato ed \u00e8 l\u00ec che mi aspetta e mi porta alla matricola a riprendere le mie cose. Pi\u00f9 che l\u2019orologio apprezzo ora i lacci delle scarpe e, infatti, me li infilo subito e seguo il secondino che \u00e8 corso avanti, \u00e8 gi\u00e0 sull\u2019uscio d\u2019ingresso, gi\u00e0 nel cortile di fronte al cancellone di ferro verde e mi fa cenno di sbrigarmi, mi grida che devono richiudere.<\/p>\n<p>Io lo seguo affrettando il passo pi\u00f9 che posso, mi metto a correre.\u00a0Quel varco \u00e8 in controluce e i raggi del sole mi arrivano negli occhi offuscandomi quasi completamente la vista, mi riparo con una mano e oltrepasso quella soglia.\u00a0Mi ritrovo fuori, sul marciapiede di via della Lungara, mi volto a guardare a destra e riconosco le mie sorelle dall\u2019altra parte della strada, e poi uno a uno tutti gli amici pi\u00f9 cari che sono l\u00ec, venuti ad aspettarmi.\u00a0Mi verrebbe quasi di buttarmi in strada senza neppure guardare, di attraversare con gli occhi chiusi e le braccia aperte fin dall\u2019altra parte. L\u2019emozione \u00e8 incontenibile e non potrebbe esserlo di pi\u00f9 \u2026 quando ecco che con la coda dell\u2019occhio scorgo a sinistra una figura appoggiata al muro del carcere.<\/p>\n<p>Il mio cuore si ferma, cessa di battere per qualche istante.\u00a0Ha i suoi colori, i suoi tratti, le sue movenze. Sembra proprio lei.\u00a0La raggiungo, ci abbracciamo un minuto intero, le sue lacrime si mischiano alle mie, come le nostre mani e i suoi baci con i miei, ma i suoi singhiozzi si rompono in parole che non riesco a comprendere\u2026\u00a0Un camioncino passa in quel momento, ha un megafono montato sul tetto e qualcuno strilla: \u201cDomiciliari signoreee, domiciliariii, si aggiustano caldaie e arrotano coltelli, lavori rapidi e a domicilio&#8230; rapidiiiii \u201d.\u00a0La sua bocca si allontana dalla mia, e tutto a un tratto l\u2019immagine si affievolisce e il suo viso scompare\u2026 poi tutta la sua figura e anche le case intorno, le auto, le strade, perfino le mura del carcere si afflosciano come teloni in un teatro.<\/p>\n<p>E tutto si fa buio.<\/p>\n<p>Mi sveglio di soprassalto per le grida di una guardia che chiama il mio nome e ripete la parola \u201cdomiciliari, domiciliari\u201d. In un lampo prendo coscienza che stavo sognando, stavo di nuovo sognando! Non \u00e8 stato respinto il ricorso ma non mi \u00e8 stata neppure concessa la libert\u00e0. \u00c8 stato tutto un sogno del cazzo! Guardo la sveglia sul letto di Amed che segna le 17.00, realizzo che non sono affatto fuori di qui a festeggiare la mia ritrovata libert\u00e0, mi trovo ancora su questa fottuta branda, in questa stramaledetta cella! Resto assorto con la testa tra le mani, alzo lo sguardo sulla sveglia che ora segna le 17.02. Il tempo passa\u2026 e quindi \u00e8 certo che non sto ancora sognando!\u00a0Ancora intontito dal sonno ma soprattutto deluso, offeso, umiliato, mi trascino gi\u00f9 dal letto fino alle sbarre d\u2019ingresso. Il secondino, venuto ad avvisarmi dell\u2019arrivo del fax con la concessione degli arresti domiciliari, mi dice di preparare in fretta le mie cose.<\/p>\n<p>Esco dunque. Esco!!!<\/p>\n<p>Non completamente in libert\u00e0 come nel sogno, e neppure con un regalo cos\u00ec inatteso ad attendermi all\u2019uscita.\u00a0Ma che importa? Non \u00e8 forse proprio qui che ho imparato ad accontentarmi del meno? A farmi bastare il necessario e a desiderare solo l\u2019indispensabile? Ecco, ora l\u2019importante \u00e8 solo uscire.\u00a0Subito i compagni di cella mi si sono fatti intorno, chi per farmi i complimenti, chi per chiedermi qualche vestito. Ahmed mi ha chiesto le ciabatte, Vasili una maglietta a maniche corte per l&#8217;estate. Ho dato loro tutto quello che avevo e gli ho detto di prendere anche le cose stese ad asciugare. Ci siamo abbracciati, mi sono fatto trascrivere i nomi di tutti, per poi potergli scrivere e fare qualche versamento di denaro appena potr\u00f2.\u00a0A Giovanni della cella accanto ho dato un libro di scienze che mi aveva portato Raffaella, perch\u00e9 lui \u00e8 abbastanza appassionato ed era fermo alle letture dei libri di vent&#8217;anni fa della biblioteca del carcere.\u00a0Sceso al piano terra vengo tradotto al Settimo, alla sezione Matricole, quella dell&#8217;arrivo. C&#8217;era con me l&#8217;ambulante napoletano conosciuto in tribunale; lui assolto e in libert\u00e0, io in attesa di giudizio e ai domiciliari. Mi ha chiesto se lo aiutavo a rimettere i lacci alle scarpe nel suo dialetto odioso, gli ho risposto di chiedere aiuto alla guardia e lui per nulla infastidito mi ha chiesto se avevo dieci euro per il taxi. &#8220;A me li chiedi?&#8221; &#8211; gli ho risposto &#8211; &#8220;Fai una bella rapina al tassista cos\u00ec ottieni il passaggio e qualche soldo&#8221;. Ho sperato che seguisse il mio consiglio, che fosse arrestato nuovamente e che stavolta avrebbero buttato la chiave della sua cella. Io ai domiciliari e lui, pluripregiudicato, in libert\u00e0!<\/p>\n<p>Dopo il disbrigo di alcune formalit\u00e0 e tanti timbri e firme mi hanno riconsegnato la borsa con cui ero arrivato, la cinta e i lacci delle scarpe, il documento e parte dei soldi che avevo con me all&#8217;arrivo.\u00a0Poi mi hanno accompagnato a casa con un&#8217;auto della polizia penitenziaria.\u00a0Lungo la strada mi sentivo di nuovo in un sogno, come quando da bambino al mare mi svegliavo dal riposino pomeridiano, un po&#8217; assente e frastornato. Ho guardato l\u2019orologio che segnava ormai le 18.00, il tempo scorreva rapido e quella era la prova che non si trattava pi\u00f9 di un sogno.\u00a0Ho cercato di cogliere con lo sguardo tutto quel che vedevo: i turisti, uno scorcio di piazza Trilussa, il tram di via Arenula, la gelateria Pica e quando ho visto il portone di casa ho capito che quell&#8217;incubo finalmente era finito.\u00a0Ho avuto vergogna che qualcuno del palazzo mi vedesse dalle finestre che danno sulla piazza. Sono stato accompagnato fin su da una delle due guardie; ho trovato qualcosa in disordine, dovuto alla perquisizione di quando sono stato arrestato.<\/p>\n<p>In terrazzo le piante erano quasi tutte secche, la vela per fare ombra strappata e tutto il pavimento ricoperto da uno strato di sabbia rossa. Ho immaginato che ci fosse stata una bufera, ma in carcere chi se n&#8217;era accorto? Sul tavolo della cucina i bicchieri dell&#8217;acqua che avevo offerto ai carabinieri quindici giorni prima.\u00a0 La guardia penitenziaria si \u00e8 congedata, dopo avermi fatto firmare dei fogli e avermi illustrato i termini degli arresti domiciliari. Non potr\u00f2 n\u00e9 uscire n\u00e9 comunicare con nessuno all&#8217;infuori delle mie sorelle; con qualsiasi mezzo, compresi internet, email, facebook.<\/p>\n<p>Ma al momento chissene importa. Non vedevo l&#8217;ora di farmi una doccia nel mio bagno, con un accappatoio nuovo e pulito.\u00a0Ho messo la mia musica preferita, il Notturno n\u00b02 di Chopin, guardando i gabbiani dalla finestra.<\/p>\n<p>Le campane di Sant\u2019Andrea della Valle battevano in quell\u2019istante cinque rintocchi\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19223\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19223\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amret, il marocchino, mi ha preparato il th\u00e8 come fa tutte le mattine, tranne la domenica che rimane a dormire fino a tardi. Con lui c&#8217;\u00e8 uno scambio che ritiene equo. Lui prepara la colazione ed io la sera gli do le pasticche di valeriana che lui crede essere Tavor. Ci fa dei bei cocktail [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19223\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19223\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4665,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-19223","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19223"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4665"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19223"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19542,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19223\/revisions\/19542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}