{"id":19218,"date":"2014-05-21T22:16:17","date_gmt":"2014-05-21T21:16:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19218"},"modified":"2014-05-23T16:42:53","modified_gmt":"2014-05-23T15:42:53","slug":"premio-racconti-per-corti-2014-rosinella-di-giuliano-giovanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19218","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2014 &#8220;Rosinella&#8221; di Giovanni Giuliano"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiamo Fortunato Giovanni, eredit\u00e0 ottenuta da qualche avo, al quale per assurdit\u00e0 di causa il cognome fu attribuito come aggettivo di un evento. \u00a0Ho cercato nel tempo di ipotizzare l\u2019evento:\u00a0 forse uno dei miei prozii nel rubare una gallina da un pollaio di un onesto contadino,\u00a0 fu colto sul fatto e il proprietario per difendere e legittimare i suoi averi prov\u00f2 a sparargli, ma il caso volle che il fucile si incepp\u00f2, favorendo cos\u00ec la fuga del mio progenitore ed attribuendogli in questo caso l\u2019appellativo di \u201cfortunato\u201d.\u00a0 Ho i capelli neri e gli occhi scuri per abbinamento naturale, un corpo molto magro, ma moderatamente formato, sostenuto da due gambe strette e affusolate cos\u00ec da consentire un\u2019 agilit\u00e0 nella corsa a distanza, uno spirito di adattamento alle situazioni generate dalla casualit\u00e0 della vita e un umorismo geneticamente modificato indotto dall\u2019ironia dei miei genitori. Per una serie di eventi che si sono susseguiti nel periodo breve della mia esistenza, non ancora matura, \u00a0mi ritrovo in questo momento ad essere rincorso da un omone alto quasi due metri, avente una corporatura robusta che sfiora i centotrenta chili, due baffi da dittatore che incutono paura, ed un\u2019et\u00e0 compresa tra mio padre e mio nonno, il tutto inglobato in un vestiario di canotta e pantaloncini. \u00a0Agitando vistosamente un braccio rivolto verso di me, credo per potermi afferrare a distanza, il signore dai lunghi baffi grida a squarcia gola: &lt;&lt; Fermati mascalzone! &gt;&gt; , ma io corro pi\u00f9 veloce di Pietro Mennea\u00a0 e con il vento tra i capelli, rido al grande omone.\u00a0 Per poter comprendere come sia finito in questa incredibile situazione, dovrei fare dei passi indietro nella storia e raccontarvi dal principio dove tutto ebbe inizio.<\/p>\n<p>Era l\u2019estate di qualche anno prima, quattro per l\u2019esattezza, ed io con i miei amici di quartiere ci riunimmo all\u2019ingresso di un mini market a complottare un colpo degno di una banda di giovani dilettanti nel tentativo di delinquere ai danni di un povero esercente di alimentari, lo chiamavano nel quartiere il sig. Ciccillo.\u00a0 Eravamo in cinque: \u00a0c\u2019era Luca Trombetta, chiamato cos\u00ec per la sua abilit\u00e0 nel far aria a comando toccandosi semplicemente la pancia con colpetti decisi e precisi; c\u2019era Franco Squalo, chiamato cos\u00ec non per la capacit\u00e0 di nuotatore (a stento rimaneva a galla) ma per la sua mostruosa assomiglianza di naso con la pinna dorsale del pesce cane; Vito il cane, soprannome concesso dalle due sorelle che lo avevano liberato da un palo dove il padre lo aveva tenuto legato per un\u2019intera notte, perch\u00e9 aveva finto di lanciare una pietra alla madre in un momento d\u2019ira, ed infine il nuovo arrivato, Giacomino fi\u00f9 fi\u00f9,\u00a0 bastava sentirlo parlare per poter capire il singolare soprannome che gli avevano affibbiato, aveva i denti davanti cos\u00ec larghi che riusciva con il movimento della lingua, quando parlava, ad emettere un fischio improvvisato tra una lettera e l\u2019altra. Inutile dire e spiegare che il mio cognome era gi\u00e0 oggetto di scherno in varie e fantasiose battute, fin da quando la mia memoria inizi\u00f2 ad immagazzinare ogni cosa, per cui era considerato uno spreco di tempo cercare di trovare un soprannome ad un cognome di facile utilizzo come il mio. La prassi per una banda con un nuovo arrivato \u00a0\u00e8 quella di un\u2019iniziazione per poter entrare con onore nel gruppo, e la prova\u00a0 per Giacomino fi\u00f9 fi\u00f9 era di entrare nell\u2019alimentari e rubare qualsiasi cosa fosse commestibile. Naturalmente per la riuscita del colpo entravamo tutti nel mini market, e con un po\u2019 di confusione ne uscivamo pagando solamente una pacchetto di gomme, \u00a0con i ghiaccioli ficcati nei pantaloni tra la cinta e la canotta davanti, ed \u00e8 proprio in quel giorno che io vidi per la prima volta la ragazzina pi\u00f9 bella del mondo, la quale mi ha portato ad essere rincorso da un\u2019enorme signore, all\u2019inizio della mia storia. \u00a0Attraversava la strada tenendo per mano la madre, aveva i capelli lunghi e neri come la notte e due occhi scuri e brillanti da penetrare l\u2019anima di chi la guardasse, avvolta da una carnagione talmente chiara e splendente da far impallidire persino la luna, che pensava fosse la sola ad avere una colorazione degna di nota. Eravamo tutti e cinque fuori dal mini market in fila, come in rassegna di fronte alla pi\u00f9 alta autorit\u00e0, e in quel preciso istante lei mi sorrise. Non ho mai saputo, se fosse per il mio irresistibile fascino che mi sorrise, o perch\u00e9 aveva notato che sia io che gli altri quattro avevamo all\u2019altezza dell\u2019inguine tutti i pantaloni bagnati, come se ci fossimo pisciati sotto, in realt\u00e0 erano i ghiaccioli che il caldo infernale del mese estivo stava sciogliendo. La madre tir\u00f2 il braccio alla figlia, con uno strattone deciso, facendole distogliere lo sguardo da quegli individui per lei indecenti, esclamando: &lt;&lt; Muoviti! Non guardare quelle canaglie&gt;&gt; . Come disse il grande Napoleone dopo la battaglia di Waterloo,\u00a0 \u201c che figura di cacca\u201d, ma la figuraccia pi\u00f9 tremenda la fece l\u2019ingenuo Giacomino, perch\u00e9 non sapendo cosa rubare, si infil\u00f2 nei pantaloni l\u2019unica cosa che in quel momento gli sembrasse facile da sottrarre, un\u2019 intera confezione di burro, che sciogliendosi fece assumere a i suoi pantaloni una colorazione giallastra, vincendo cos\u00ec l\u2019oscar per la miglior interpretazione di un ragazzo che si piscia addosso.<\/p>\n<p>L\u2019adolescenza era alle porte, ed io non avevo mai dimenticato il suo sguardo, anche se non sapevo come si chiamasse e dove abitasse, ero sicuro di essere innamorato di lei. Per mia fortuna anche quell\u2019anno d\u2019estate i nostri sguardi ancora una volta si incrociarono. Ora facevo parte di una banda, non eravamo pi\u00f9 bambini ma veri piccoli uomini, ad alcuni cresceva persino una folta peluria in faccia che ricordava una barba adulta, e da quattro individui di partenza ora eravamo una decina, per una buona met\u00e0 motorizzati per avere pi\u00f9 libert\u00e0 di spostamento. Alcuni avevano motorini improvvisati, vale a dire assemblaggi di motori di varie epoche ereditati dai nonni, ormai stanchi di quei ciclomotori anteguerra, invece altri avevano veri e propri motori moderni, vespini piaggio cc 50,scooter di ultima generazione, e con questi mezzi tutte le strade non battute erano per noi mondi inesplorati da conquistare. Naturalmente eravamo tutti maschi, ma non perch\u00e9 le femmine non ci piacessero, anzi quando ne parlavamo ognuno di noi esagerava raccontando le proprie avventure d\u2019amore, ma solo perch\u00e9 quando rimanevi realmente da solo con una ragazza, oltre a qualche bacio, non c\u2019era tanto da fare, quindi finivi per scocciarti e aspettavi il momento in cui saresti ritornato dai tuoi compagni raccontando ed enfatizzando la tua avventura. In una mattina di luglio decidemmo di andare al mare con i motorini, in un posto in cui fare i tuffi da alte scogliere era la normalit\u00e0 del bagnante, quindi ognuno prendeva con avidit\u00e0 posto sul motorino pi\u00f9 bello e veloce e per me che ero un ritardatario patologico, avevo ottenuto il piacere di essere accompagnato dall\u2019amico di infanzia Luca Trombetta, che scoreggiava per diletto e per giunta possedeva un Benellino con un sellino minuscolo e i pedali per il passeggero non esistevano, questo significava avere le gambe alzate per tutto il tragitto, trattenendo dolori e crampi tra smorfie e svenimenti improvvisi. Ognuno di noi aveva sempre con se un tubo di plastica per fare benzina self service presso le auto parcheggiate e incustodite dai poveri proprietari, ignari del perch\u00e9 quando riprendevano l\u2019auto, quella maledetta spia gialla era sempre accesa. Arrivati sul posto, la vidi, era con delle amiche che osservava chi si tuffava dalla grande scogliera, allora non perdemmo tempo ci spogliammo e con i nostri bei costumi da mare ultimo grido, incominciammo a turno a incitare il prescelto per il tuffo pi\u00f9 bello. Arriv\u00f2 il mio turno, ed io imbarazzato dalla visione della mia bella, ebbi un\u2019idea per farmi notare, mi sarei tuffato di testa cos\u00ec da ottenere l\u2019applauso globale di tutti e mi sarei presentato finalmente a lei da trionfatore. Ma la mia solita fortuna volle, che quando mi tuffai ed entrai in acqua, il costume come per magia si sfil\u00f2, lasciandomi completamente nudo in mare, le risate echeggiavano nell\u2019aria come musica ad alto volume lasciando la sola vergogna come mia presentazione al mondo intero, perch\u00e9 gli amici presi dall\u2019entusiasmo gridavano il mio nome: &lt;&lt;Sfortunato Giovanni, sei un mito!&gt;&gt;. Anche quella volta la mia figura di pop\u00f2 mi precedette, ma non fu l\u2019unica perch\u00e9 negli anni successivi ci furono altre occasioni che mi presentarono come sfigato, comunque non mi ero mai rassegnato al mio amore.<\/p>\n<p>Finalmente dopo anni, riusc\u00ec a sapere per puro caso dove abitasse la mia bella, era in una casa vicino al mare, lei e la sua famiglia venivano a passare le vacanze estive in quel luogo, ecco svelato il mistero, del perch\u00e9 riuscivo ad incontrarla solo l\u2019estate. Ed ora arriviamo al punto di partenza della storia, a pochi minuti prima della mia fuga dall\u2019omone incacchiato. Mentre ero immerso nei miei pensieri passeggiando in riva al mare fiancheggiando case singole, la mia attenzione fu richiamata dalla voce di una signora che chiamava la figlia per farla rientrare in casa &lt;&lt;Rosaaa\u2026! Rosinaaa\u2026!&gt;&gt;, non ci misi molto ad associare il nome alla pi\u00f9 bella creatura che abbia mai visto, era lei in carne ed ossa, la mia amata. Ora sapevo dove abitava, la vidi entrare, e senza pensarci e ragionare corsi verso l\u2019abitazione, suonai il campanello e non avendo avuto il tempo per una preparazione giusta ad una presentazione degna di un galantuomo, feci un\u2019azione che non aveva un minimo di spiegazione razionale. La porta si apr\u00ec, e lei Venere dell\u2019olimpo si present\u00f2 davanti a miei occhi, con un sorriso di cordialit\u00e0 di chi aspetta che un\u2019azione gli venga rivolta, e cos\u00ec senza dire una parola la baciai. In un centesimo di secondo si materializza dietro di lei il padre, un uomo grande e grosso che cerca in quel momento di afferrarmi, ma io con l\u2019agilit\u00e0 di un felino scappo e corro via. Sto correndo come un pazzo e sorrido perch\u00e9 l&#8217;ho baciata, il corpo sprigiona una forza a me sconosciuta fino a quel momento, le gambe si muovono cos\u00ec velocemente che sembrano sparire, ed il cuore batte senza pause, anche se dietro di me c\u2019\u00e8 suo padre che vuole uccidermi, io riesco a pensare ad una sola cosa. La madre l\u2019ha chiamata Rosa, il padre Rosina, ma per me \u00e8 la mia bella Rosinella.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19218\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19218\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Fortunato Giovanni, eredit\u00e0 ottenuta da qualche avo, al quale per assurdit\u00e0 di causa il cognome fu attribuito come aggettivo di un evento. \u00a0Ho cercato nel tempo di ipotizzare l\u2019evento:\u00a0 forse uno dei miei prozii nel rubare una gallina da un pollaio di un onesto contadino,\u00a0 fu colto sul fatto e il proprietario per [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19218\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19218\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3527,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[146],"tags":[],"class_list":["post-19218","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19218"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3527"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19218"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19218\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19541,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19218\/revisions\/19541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}