{"id":19204,"date":"2014-05-19T22:47:00","date_gmt":"2014-05-19T21:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19204"},"modified":"2014-05-19T22:47:03","modified_gmt":"2014-05-19T21:47:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-nessuno-vuole-chi-arriva-secondo-di-andrea-fabiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19204","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Nessuno vuole chi arriva secondo&#8221; di Andrea Fabiani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A me non mi vuole nessuno.<br \/>\nNon \u00e8 che la gente mi eviti, mi frequentano, a qualcuno piaccio pure, ma come passatempo, senza impegno, se ci sono bene, senn\u00f2 fa lo stesso. \u00c8 sempre stato cos\u00ec, sempre sempre. Intendo proprio dall\u2019inizio.<br \/>\nPure i miei genitori mica mi volevano. \u00c8 un dato di fatto, me l\u2019hanno detto, gliel\u2019ho fatto confessare.<br \/>\nSon poi stati anche dei bravi genitori. Ottimi direi, per\u00f2 non mi volevano, gli son semplicemente successo. E son cose, queste, che qualche segno dentro te lo lasciano, per forza.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5em;\">Anche solo per il fatto che quando la scopri, una cosa cos\u00ec, non hai mica cinque anni, ne hai di pi\u00f9, e ormai, inevitabilmente, ti sei gi\u00e0 beccato un tre o quattro rifiuti come minimo. Tipo le tue compagne delle elementari. E poi quelle delle medie. E delle superiori.<br \/>\n<\/span>Quelle che mi piacevano non mi hanno mai voluto davvero, mai.<br \/>\nPoi capita che dopo una, due, tre volte che la gente ti illude e poi ti esclude, se scopri anche questa cosa che manco chi ti ha creato aveva intenzione di crearti, be\u2019 capita che te lo chiedi il perch\u00e9 nessuno ti voglia. E scopri che una risposta a questa domanda non c\u2019\u00e8.<br \/>\nCe ne sono mille.<br \/>\nLaura, in terza elementare non mi voleva perch\u00e9 ero grasso, mamma e pap\u00e0 non mi volevano perch\u00e9 quanto a figli pensavano di essere a posto cos\u00ec, i miei amici non mi volevano mai in squadra perch\u00e9 ero scarso, a qualunque gioco. Monica non mi voleva perch\u00e9 le piaceva di pi\u00f9 il mio amico Samuele. Era il mio migliore amico, Samuele.<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 stata Chiara, che \u00e8 una storia un po\u2019 diversa.<br \/>\nChiara, lei pensavo che mi volesse a dire la verit\u00e0, perch\u00e9 si passava cos\u00ec tanto tempo insieme, e mi prendeva la mano, e mi abbracciava, e quasi si addormentava sulla panchina sul lungomare, al tramonto, con la testa appoggiata sulla mia spalla.<br \/>\nChiara poi quando una sera, l\u00ec sulla panchina, ho provato a baciarla ha fatto un balzo all\u2019indietro e poi \u00e8 scattata in piedi e si \u00e8 puntata l\u2019indice alla tempia e ha detto, Ma sei scemo?<br \/>\nL\u2019ha detto come se quello che avevo fatto fosse il gesto pi\u00f9 assurdo del mondo, l\u2019ultimo che si sarebbe mai aspettata da me.<br \/>\nLe ho chiesto scusa e non ne abbiamo parlato mai pi\u00f9 di quell\u2019episodio, non ci siamo mai spiegati.<br \/>\nQuindi Chiara non lo so perch\u00e9 non mi volesse, anche se il fatto che adesso sia fidanzata con una biologa marina di Ravenna qualche sospetto me lo fa venire.<br \/>\nComunque il risultato anche quella volta fu lo stesso, e poi non c\u2019entra Chiara adesso. Era sempre per dire che a quella domanda l\u00ec, perch\u00e9 non mi vogliono, ci sono tante risposte diverse.<br \/>\nE tutte queste risposte, perch\u00e9 sei brutto, perch\u00e9 sei scarso, perch\u00e9 sei basso, perch\u00e9 c\u2019hai il naso grosso, perch\u00e9 non sei capace, perch\u00e9 ci rallenti, perch\u00e9 sei uno sfigato, baci da schifo, che cazzo ti salta in mente di infilarmi una mano sotto la maglietta al primo appuntamento, brutto maniaco di merda! Ecco, tutte queste risposte qua, per un po\u2019 non mi hanno portato a nient\u2019altro che a urlare continuamente, Andate \u00a0affanculo, stronzi\/e di merda! Che per\u00f2 \u00e8 una cosa che non funziona un granch\u00e9 per lenire le ferite dell\u2019anima. E non da nemmeno tutta questa soddisfazione, ad essere sinceri sino in fondo.<br \/>\nAllora finisce che uno le prende, tutte quelle risposte, le considera, le riconsidera, avvia come ho fatto io uno scrupoloso processo di analisi e alla fine, dopo uno stremante sforzo di sintesi, le condensa nell\u2019unica spiegazione possibile: \u00e8 lui che \u00e8 sbagliato.<br \/>\nDa l\u00ec in poi \u00e8 tutta discesa. Gli altri che non ti vogliono non sono stronzi, non sono persone cattive, sono persone che hanno ragione. Che, se ci pensi bene, nemmeno tu ti vorresti, solo che a te ti tocca. Ed \u00e8 pure giusto cos\u00ec, perch\u00e9 ti sentiresti un verme ad infliggere a qualcun altro la sfiga di essere te.<br \/>\nPerci\u00f2 ormai io vivo bene. Quando tipo i miei colleghi non mi invitano a una cena e poi il giorno dopo ne parlano alla macchinetta del caff\u00e8 e quando arrivo cambiano discorso, dopo un brevissimo silenzio imbarazzato, oppure mi dicono, Scusa c\u2019eravamo dimenticati, non so come possa essere capitato, ma tranquillo recuperiamo alla prossima, vuoi mica un caff\u00e8, offro io, ops\u2026 scusa credevo di avere ancora soldi nella chiavetta. Ecco, quando succedono queste cose qui che \u00e8 evidente che la gente non mi ha voluto, io sorrido e dico, Non importa. Oppure dico, Pazienza, non starci a pensare, non fa niente.<br \/>\nDa quando sono arrivato a questa conclusione ne soffro molto meno, di questa cosa, e li lascio anche sempre un po\u2019 spiazzati, gli altri.<br \/>\nSolo che non \u00e8 che funzioni proprio sempre sempre.<br \/>\nTipo l\u2019altra sera ero con questa ragazza, Irene, che \u00e8 una mia collega che si scherza spesso, in ufficio, ed \u00e8 un po\u2019 che le volevo chiedere di uscire, e alla fine gliel\u2019ho chiesto, e siamo usciti. Andava tutto benissimo e le avevo offerto l\u2019aperitivo e poi le avevo offerto la cena e per tutto il tempo lei rideva e rideva, e diceva che stava bene con me che la facevo ridere e che le facevo dimenticare tutti i suoi pensieri cupi. E allora, siccome stavo bene anch\u2019io, ho abbassato la guardia e ho cominciato a pensare che lei fosse diversa, che forse mi voleva davvero. E cos\u00ec le ho offerto anche una birra e poi un\u2019altra e un\u2019altra ancora, giusto per sicurezza, e poi mi sono offerto di accompagnarla a casa e l\u2019ho accompagnata e poi sotto il portone di casa sua, che a quel punto, sar\u00e0 stato l\u2019alcol, pensavo davvero di amarla e che lei mi amasse, mi sono sporto in avanti per baciarla e lei ha detto, No, scusa, non posso.<br \/>\nIo allora le ho detto, Figurati, mi sarei meravigliato del contrario. Che \u00e8 una cosa che a lei l\u2019ha un po\u2019 sorpresa e allora mi ha chiesto, Cosa? E io ho detto solo, No, niente.<br \/>\nSono tornato alla macchina e sono ripartito senza tristezza, solo con un po\u2019 d\u2019ansia che mi fermassero le guardie, perch\u00e9 davvero avevo bevuto troppo.<br \/>\nPoi quando sono arrivato a casa, che ero ancora piuttosto ubriaco, ho pensato che l\u2019amore \u00e8 una cosa che ti fa sbagliare, sempre. Se qualche volta non ti fa sbagliare \u00e8 solo un caso, o l\u2019eccezione che conferma la regola.<br \/>\nAllora siccome mi piaceva molto questo pensiero e avevo paura di dimenticarmelo, ho preso un gessetto rosso e l\u2019ho riassunto sulla lavagneta che ho in cucina nella frase \u201cL\u2019amore \u00e8 un pregiudizio\u201d.<br \/>\nPoi la mattina dopo, prendendo il caff\u00e8 l\u2019ho riletta e ho pensato che era veramente una bella frase e che doveva essere davvero vera, perch\u00e9 nonostante l\u2019avessi partorita da sbronzo me la ricordavo benissimo, non sarebbe stato necessario segnarla sulla lavagna.<br \/>\nAllora ho acceso il portatile e sono andato a vedere su treccani.it la definizione di pregiudizio e c\u2019era scritto \u201cIdea, concepita sulla base di convinzioni personali, senza una conoscenza diretta dei fatti, delle persone, delle cose, tale da condizionare fortemente la valutazione, e da indurre quindi in errore\u201d e allora mi sono ancora pi\u00f9 emozionato per la lucidit\u00e0 e la verit\u00e0 del mio pensiero e ho cominciato a credere, un po\u2019 assurdamente, che quella frase l\u00ec, \u201cl\u2019amore \u00e8 un pregiudizio\u201d, sarebbe piaciuta un sacco e avrebbe fatto capire a tutti che ero una persona intelligente, con cui \u00e8 interessante parlare perch\u00e9 ha dei pensieri luminosi, una persona che magari la vuoi avere vicino.<br \/>\nCos\u00ec ho preso una pastiglia per il mal di testa, pensando che le cose possono sempre cambiare, e poi mi sono fatto una doccia, pensando che a volte basta un piccolo particolare a stravolgere completamente l\u2019immagine di una persona, e dopo sono corso al lavoro, pensando che adesso basta, non sarei stato pi\u00f9 quello che nessuno lo vuole.<br \/>\nL\u00ec, in ufficio, non ho fatto niente, me ne sono restato tranquillo a guardarmi dei video su youtube, aspettando che arrivassero le undici. Poi, alle undici e cinque sono sceso in area relax e mi sono inserito nel capannello dei colleghi in pausa caff\u00e8 e ho cercato in tutti i modi di pilotare la conversazione in modo da poterci infilare a un certo punto la mia frase. E quando alla fine, dopo molti sforzi, ce l\u2019ho fatta l\u2019ho detta. Ho preso fiato e ho detto, L\u2019amore \u00e8 un pregiudizio.<br \/>\nAllora subito si \u00e8 creato un silenzio carico di ammirazione e io ho gonfiato un po\u2019 il petto e mi sono predisposto a gustarmi il mio successo, che da quel momento in poi sarebbe stato travolgente.<br \/>\nPoi Trafossi ha detto, B-Bukowski.<br \/>\nAllora il silenzio si \u00e8 allungato ancora di pi\u00f9 e tutti guardavano verso di me con aria interrogativa. E io, non sapendo bene cosa fare, ho fissato un po\u2019 risentito Guido Trafossi, contabile, \u00a0che \u00e8 uno che mi sta pure sul cazzo, e ho detto seccamente, Come? No \u00e8 mia.<br \/>\nPoi Trafossi ha detto, M-ma-magari m-mi s-sbaglio. Balbetta, quel coglione di Trafossi. Poi nessuno ha detto nient\u2019altro che era l\u2019ora di tornare al lavoro e quella diatriba li aveva gi\u00e0 tutti annoiati.<br \/>\nCos\u00ec se ne sono andati, sono tornati ognuno alla sua scrivania, sfilandomi accanto. Qualcuno, non saprei dire chi, mi ha anche dato una pacca di incoraggiamento su una spalla.<br \/>\nSono rimasto solo, con un bicchierino di carta in mano, al centro dell\u2019area relax.<br \/>\nDopo, quando sono tornato alla mia postazione, ho guardato su google e niente, aveva ragione Trafossi.<br \/>\nChe poi in realt\u00e0 significa che avevo ragione anch\u2019io, solo che sono arrivato dopo Bukowski.<br \/>\nE nessuno vuole chi arriva secondo.<br \/>\nNon lo vorrei nemmeno io.<br \/>\nSulla lavagna della cucina di casa mia adesso c\u2019\u00e8 scritto, rosso su nero, <i>\u201cL&#8217;amore \u00e8 una forma di pregiudizio\u201d Henry Charles Bukowski<\/i>.<br \/>\nSe veniste a trovarmi lo potreste vedere.<br \/>\nVolete venire a vedere? Eh?<br \/>\nNo, certo che no.<br \/>\nScusate.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19204\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19204\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A me non mi vuole nessuno. 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