{"id":19180,"date":"2014-05-15T22:11:10","date_gmt":"2014-05-15T21:11:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19180"},"modified":"2014-05-15T22:11:10","modified_gmt":"2014-05-15T21:11:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-i-prescelti-di-emanuele-pieroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19180","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 \u201cI Prescelti\u201d di Emanuele Pieroni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Parte Prima<\/strong><\/p>\n<p><i>Dentro<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo una sensazione, solo un&#8217;emozione \u00e8 la nostra unica, fedele, compagna, <i>qui<\/i>.<\/p>\n<p>L&#8217;unica capace di unirci e allo stesso tempo allontanarci, la sola che ci accomuna e la medesima che ci isola: la paura.<\/p>\n<p>Qui, dove tutto \u00e8 contraddizione, dove il tempo scorre troppo in fretta e allo stesso modo appare eterno, dove viviamo per poi, probabilmente, morire. Dove nessuno parla, eppure tutti dicono la stessa cosa, dove nessuno chiede, ma tutti si pongono le stesse domande. Gli occhi parlano per loro, per noi.<\/p>\n<p>Pupille dilatate si riflettono in pupille angustiate e come in unimpietoso specchio mostrano le angosce di se stessi, peggio ancora, poich\u00e9 lasciano trasparire chiaramente anche quelle che tormentano chi si ha di fronte. Forse per questo nessuno parla, non ce n&#8217;\u00e8 alcun bisogno. Tutti vediamo e sentiamo le stesse cose in questo luogo senza tempo e senza senso: vite rubate, sofferenze come vetri rotti e appuntiti infilati nel cuore, anime disperate che si torturano di domande alle quali mai riceveranno risposte. Ci restano solo ricordi, ricordi perduti, ricordi cos\u00ec dolci e cos\u00ec amari in egual modo, ricordi di momenti che non torneranno pi\u00f9. Qui dove la vita \u00e8 la condanna e la morte \u00e8 la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Il mio giorno non dovrebbe farsi attendere a lungo ormai. Non ricordo quanto tempo fa sono stato preso e rinchiuso qui, ma so che all&#8217;inizio eravamo davvero pochi e, quasi tutti quelli che gi\u00e0 c&#8217;erano, ora sono stati portati via. Tanti invece sono stati i nuovi malcapitati che mi hanno seguito, giorno dopo giorno. Li vedo tentare di dormire, ma rinunceranno presto. Le luci si spengono, i rumori si acquietano, ma uno non cessa mai e tanto basta a tenerci svegli tutti: il rumore dei pianti, dei sospiri e dei respiri. Si susseguono e si rincorrono, squarciano le notti, lamenti disperati e vagabondi,che inquieti echeggiano nell&#8217;aria, appestata di putridume e luridume, di questo indegno e oscuro luogo: volano veloci, spinti dall&#8217;ansia, crescono battenti come <i>tamtam<\/i> di tamburi finch\u00e9 calano, si fanno flebili, si rassegnano morenti nelle gole stanche e usurate \u2026 no, nessuno dorme qui.<\/p>\n<p>Ho visto alcuni di noi morire. Li ho visti con i miei occhi: suppongo che sitrattasse dei poveretti dagli esili respiri notturni, che gi\u00e0 tanto risuonavano come nient&#8217;altro che un canto di morte, dopotutto. Erano quelli che peggio di tutti avevano reagito alla prigionia: si erano distaccati, se ne stavano in disparte, rifugiati in qualche angolo, solitari come profughi dispersi in terre ostili. Si lasciavano andare, cos\u00ec, senza pi\u00f9 mangiare, senza pi\u00f9 bere, abbandonati da ogni speranza, disillusi dalla voglia di vivere, sdraiati o accucciati in attesa della fine, che in queste condizioni, qui, non ci mette molto ad arrivare. Non saprei pi\u00f9 dargli torto, come dicevo, sono da un po\u2019 qui ormai e li posso capire: dietro i loro occhi vitrei e spenti, senza vita, altri vedevano solo una morte disperata, io infine vedevo non nient&#8217;altro che la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Continuano ad arrivarne di nuovi. Ormai so gi\u00e0 cosa li attende, eppure non ci si abitua mai al dolore e alla sofferenza: li vedo vagare smarriti, in cerca di aiuto, di risposte, senza sapere dove e perch\u00e9 ci si trovino. Li vedo impazzire e deprimersi allo stesso tempo, attimo dopo attimo, gridare prima, urlare poi, cercare vie di fuga, per poi vederli realizzare che no, non ce ne sono, di qui non si esce.La loro rabbia scema, lo sconforto cresce, culmina in ansia e terrore nei loro cuori. Alcuni eroi si lasceranno morire, molti altri saranno traditi, come me, da un naturale istinto di sopravvivenza intrinseco nell&#8217;animo, il tempo e il luogo allora cesseranno di avere importanza e, proprio come me, non dovranno far altro che aspettare.<\/p>\n<p>Dalle alte e irraggiungibili finestre sbarrate non possiamo vedere il sole sorgere, ma dalla luce che filtra si pu\u00f2 intuire, con un po&#8217; d&#8217;abitudine, il momento della giornata, che non ha alcuna rilevanza per noi se non in un caso ben specifico; non troppo tempo dopo l&#8217;alba, sempre con maggior frequenza negli ultimi tempi, proprio come il flusso dei nuovi reclusi, <i>lui<\/i> arriva. Bianco, bianco dalla testa ai piedi, spalancal&#8217;enorme portone di metallo grigio che separa queste mura dal resto del mondo e si pone dietro la recinzione interna: da l\u00ec ci osserva, attento, in silenzio, si muove dietro alle sbarre percorse da filo spinato di ferro. Poi torna sui suoi passi e se ne va. Molti di noi, soprattutto i nuovi, non capiscono, la loro ansia cresce, per questo non accenno a nulla: se sapessero, l&#8217;ansia diventerebbe angoscia. Io ho capito cosa fa, l&#8217;ho visto molte volte ormai. I suoi occhi freddi e neri prima o poi si soffermano sempre, a lungo, su qualcuno in particolare; quello sar\u00e0 il nuovo scelto, anzi, <i>prescelto<\/i>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non so, \u00e8 che cosa accada ai prescelti, anche se, poich\u00e9 nessuno \u00e8 mai pi\u00f9 tornato, il mio cuore \u00e8 certo che vengano mandati a morire, che sia quella la loro, la nostra infausta sorte. Tuttavia, ormai ritengo che tanto infausta poi non sia: noi soffriamo e cuociamo nel nostro brodo di vane e disilluse speranze, mentre loro, i prescelti, in ogni caso, smetteranno di avere paura, conosceranno la loro sorte; per quanto poi triste questa si dovesse dimostrare, mai potrebbe durare quanto l&#8217;oppressione che ci attanaglia e ci stringe, come in una morsa, da troppo, troppo tempo ormai. Io ora li invidio. Questa prigionia mi ha ucciso l&#8217;anima, mi ha tolto ogni dignit\u00e0, mi sta cancellando perfino i ricordi pi\u00f9 felici: sono pi\u00f9 che pronto ad affrontare questo destino, qualunque esso sia. Ho percorso e ripercorso la mia vita, dato l&#8217;addio ai miei amori, anche se solo nel mio cuore. Posso andarmene in pace.<\/p>\n<p>Ecco, ci siamo: la porta si spalanca di nuovo. \u00c8 l&#8217;ora. Per qualcuno \u00e8 scoccata, prima<i>lui<\/i> ha fatto la sua scelta ed ora, dopo poco, vengono a prenderlo. Oggi sono in due, spesso viene uno solo, quello enorme, che non manca mai, mentre l&#8217;altro, pi\u00f9 piccolo, non fa praticamente nulla. Aprono la recinzione interna, entrano furtivi dopo aver rimosso i lucchetti, come a non voler essere visti o sentiti, come serpi, ma tutti noi li vediamo bene. Ora molti occhi si cerchiano di puro terrore, il bianco delle cornee risalta, come non mai, \u00a0in volti agitati e impauriti. A volte ho visto alcuni di noi tentare di gettarsi alle loro spalle, di scatto, per coglierli alla sprovvista e fuggire lontano: quei poveri arditi speranzosi hanno sempre fallito, sono caduti subito sotto colpi ripetuti, sferrati senza piet\u00e0,attraversoun arma tremenda e micidiale.<\/p>\n<p>Ora vanno verso il prescelto, sanno gi\u00e0 di chi si tratta, come sempre. Neanche oppone resistenza, si fa trascinare via, quasi inerme, forse stordito dalla paura o dalla pura e semplice rassegnazione. Forse, semplicemente, come me, come molti di noi, non vedeva solo l&#8217;ora di uscire di qui, qualsiasi cosa ci sia ad attenderlo dall&#8217;altra parte. <i>Loro<\/i> sono crudeli, su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio, altrimenti non ci terrebbero qui, a patire sofferenze indegne, che oltre che fuori, ci lacerano soprattutto dentro; quindi non solo \u00e8 probabile che ci uccidano, ma forse anche in maniera orrenda e tramite torture inimmaginabili.<\/p>\n<p>Tuttavia ci\u00f2 che ormai so per certo, \u00e8 che nessuna sofferenza fisica \u00e8 anche solo paragonabile a quella dell&#8217;anima, quella che comporta il restare qui, abbandonati, giorno dopo giorno, a convivere con la paura, <i>nella<\/i> paura, sempre, senza mai tregua per un solo istante, a osservarlariflessa eamplificata negli sguardi affrantidi chi ti passa mestamente accanto, come fossero specchi. Questa \u00e8 la vera tortura, la vera morte. Qui siamo gi\u00e0 tutti morti, dentro.<\/p>\n<p>La porta si \u00e8 richiusa, il silenzio \u00e8 tornato, subito rotto da altri lamenti e sospiri.Neanche oggi \u00e8 stato il mio giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Parte Seconda<\/strong><\/p>\n<p><i>Fuori<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abM\u00e0?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDimmi Lucy\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuand&#8217;\u00e8 che smetterete tu e pap\u00e0?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVia Lucy, non insistere con queste assurdit\u00e0!Ne abbiamo gi\u00e0 parlato troppe volte per quanto mi riguarda! Si pu\u00f2 sapere perch\u00e9 vuoi venire qui con me quando non hai scuola se poi devi fare tutte queste lagne?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCosi posso guardarli negli occhi e dir loro con tutto il mio cuore che mi dispiace. Che mi dispiace da morire. Per non dimenticarli mai pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSei una brava bambina Lucy, ma credimi, dovremmo dispiacerci molto di pi\u00f9 se l&#8217;agriturismo di tuo padre, almeno nella bella stagione, non registrasse incassi decenti! Ora esci, avanti, che devo farlo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuando io sar\u00f2 grande li salver\u00f2 gli animali, invece di cucinarli!\u00bb<\/p>\n<p>Lucy usc\u00ec, e diciotto anni dopo, nel suo piccolo, per quanto poteva, lo faceva davvero.<br \/>\n<i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><i>A Lucia ed ai suoi piccoli,<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><i>prodigiose stelle innocenti,<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><i>capaci di donar luce ad un cupo mondo.<\/i><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19180\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19180\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte Prima Dentro &nbsp; Solo una sensazione, solo un&#8217;emozione \u00e8 la nostra unica, fedele, compagna, qui. L&#8217;unica capace di unirci e allo stesso tempo allontanarci, la sola che ci accomuna e la medesima che ci isola: la paura. Qui, dove tutto \u00e8 contraddizione, dove il tempo scorre troppo in fretta e allo stesso modo appare [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19180\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19180\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4639,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-19180","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19180"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4639"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19180"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19209,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19180\/revisions\/19209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}