{"id":19146,"date":"2014-05-21T19:03:44","date_gmt":"2014-05-21T18:03:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19146"},"modified":"2014-05-21T19:03:44","modified_gmt":"2014-05-21T18:03:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-ottativo-passato-di-arturo-belluardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19146","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Ottativo passato&#8221; di Arturo Belluardo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPicchia me! Prendi me!\u201d e afferrai la gamba di mio padre.<\/p>\n<p>Mia madre era in ginocchio, le mani raggrinzite sul ventre, liquido colava dagli occhi, naso, bocca. Ferma, immobile, neanche tremava.<\/p>\n<p>Stridendo i denti ed urlando rosso, mio padre mi strapp\u00f2 via, mi butt\u00f2 dentro uno scaffale, libri caddero: Salinger, Dostoevskij, Kafka.<\/p>\n<p>Li spostai senza rispetto e mi riavvinghiai alla violenza,.<\/p>\n<p>\u201cPicchia me! Prendi me!\u201d ero capace solo di ripetere quella litania, sperando servisse.<\/p>\n<p>Infilai le mani tra la cintura e la schiena, appendendomi con tutto il peso.<\/p>\n<p>Mio padre si gir\u00f2: le sopracciglia sembrava impedissero alla vena della fronte di esplodere; con un ringhio, mi afferr\u00f2 per le spalle, mi scosse a tremiti, a farmi cadere i vestiti come bacchiasse olive. Quelle scosse mi impedivano di parlare, provai, ma mi morsi la lingua.<\/p>\n<p>Mia madre, per\u00f2, su una striscia luminosa di lumaca, era arrivata fin sotto la finestra.<\/p>\n<p>\u201cPicchia me! Prendi me!\u201d riuscii a gridare, stendendomi fiacco ai suoi piedi.<\/p>\n<p>Mio padre sfiat\u00f2, quasi fosse un\u2019orca alla fine della sua furia assassina, e mi scost\u00f2 delicatamente.<\/p>\n<p>Ma un grido dilani\u00f2: \u201cAiuto! Mi ammazza! Aiuto! Aiuto!\u201d<\/p>\n<p>Mia madre, spalancata la finestra, capelli crespi schiaffeggiati dall\u2019aria, ululava il suo dolore.<\/p>\n<p>La furia rimont\u00f2 e mio padre alz\u00f2 un passo con le mani curve in avanti, cercando un collo da soffocare.<\/p>\n<p>\u201cPicchia me! Prendi me!\u201d e gli strinsi i piedi; mio padre incespic\u00f2, batt\u00e9 il ventre sul davanzale interno, perse l\u2019equilibrio, precipit\u00f2.<\/p>\n<p>Mia madre fu lesta ad abbracciarmi, a chiudermi gli occhi con le mani, a sussurrarmi \u201cE\u2019 tutto finito. E\u2019 finito tutto.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Utinam. Voglia il cielo che.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Staccai con forza le mani di mio padre dal viso e mi affacciai a guardare in strada: pochi passanti accerchiavano quello che era mia madre, supina sull\u2019asfalto, i gomiti e le ginocchia scomposti in angoli ottusi, i capelli sfregiati da rosso henn\u00e9.<\/p>\n<p>Come tutti i pomeriggi, finito il pranzo, mio padre aveva iniziato a picchiarmi; motivo, pretesto, non ricordo, forse avevo fatto piangere per l\u2019ennesima volta quel rompicoglioni di mio fratello.<\/p>\n<p>Questa volta per\u00f2 l\u2019ira gli era penetrata fin dentro le ossa: mi aveva acchiappato per una caviglia e fatto volare contro la libreria. Ricaddi di schiena, battendo la testa, tra una pioggia di volumi. Gridai.<\/p>\n<p>Mia madre corse nella stanza, le braccia stese a compasso, i palmi rivolti verso di lui.<\/p>\n<p>\u201cPicchia me! Prendi me!\u201d url\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cMa se no che fai?\u201d sbav\u00f2 mio padre e mi rovesci\u00f2 addosso l\u2019intera scaffalatura.<\/p>\n<p>Tutto si fece pi\u00f9 confuso, non riuscivo a tenere gli occhi aperti, quasi a respirare. Voci, rumori secchi, come qualcosa che si spezzava, cerchi rossi, urla. Un urlo.<\/p>\n<p>\u201cSe non lo lasci in pace, mi butto di sotto!\u201d<\/p>\n<p>Riuscii a scostare dalla faccia \u201cEspiazione\u201d di McEwan e ad aprire appena palpebre gonfie di lacrime e dolore.<\/p>\n<p>Vidi mia madre a cavalcioni sul davanzale della finestra, una gamba di qua ed una gamba nel vuoto.<\/p>\n<p>\u201cMamma\u201d mormorai.<\/p>\n<p>Mia madre si gir\u00f2 triste a guardarmi.<\/p>\n<p>E perse la presa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Utinam. Voglia il cielo che.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle lingue antiche, sanscrito, greco, latino, il modo ottativo veniva usato per esprimere il desiderio, un uso che si \u00e8 perso nella nostra lingua.<\/p>\n<p>Mi chiedo quale potrebbe essere il modo del ricordo, il modo del sogno.<\/p>\n<p>Ho letto un bellissimo racconto di Delmore Schwartz, intitolato \u201cNei sogni cominciano le responsabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>E qui mi assumo la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Almeno qui, almeno adesso, mamma, ti ho salvato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19146\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19146\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPicchia me! 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