{"id":19142,"date":"2014-05-21T18:59:20","date_gmt":"2014-05-21T17:59:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19142"},"modified":"2014-05-21T18:59:20","modified_gmt":"2014-05-21T17:59:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-thwipp-di-arturo-belluardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19142","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Thwipp!&#8221; di Arturo Belluardo"},"content":{"rendered":"<p>Peter Parker era il mio eroe. Quel caruso un po\u2019 minchia di mare, pigghiato pu\u2019 culu dai suoi compagni di scuola (un po\u2019 comu a mmia, \u2018nzomma). Quel caruso un po\u2019 minchia di mare che riceve grandi poteri e grandi responsabilit\u00e0 dal morso di un ragno. Quel caruso un po\u2019 minchia di mare che diventa un eroe perch\u00e9 ci ammazzano s\u00f2 ziu.<\/p>\n<p>Uora, io ero solo un po\u2019 minchia di mare, non av\u00eca grandi poteri e ca\u2019 purtroppo mio padre non era morto. Potennu fare picca e nenti per risolvere il problema di mio padre, avevo deciso di lavorare sul versante dei poteri. Avevo dipinto con i pennarelli Giotto una vecchia federa, avevo tracciato uno per uno tutti i filinia e al centro delle ragnatele avevo ritagliato due buchi per gli occhi. La mia maschera era beddissima! E avevo anche in pi\u00f9, rispetto all\u2019Uomo Ragno, un grande potere: un enorme pon-pon rosso!<\/p>\n<p>Quel grosso pallone rosso di gomma dura, con sopra disegnato un toro che sbuffava, me l\u2019aveva regalato mio nonno quell\u2019estate e avevo passato tuttu u cauru d\u2019agosto, aggrappato alla maniglia del pallone, a ffari trasi e nesci, acchiana e scinni per tutte le trazzere dell\u2019uliveto di nonno Davide. M\u2019ero proprio arricriatu, ma a settembre, tornati nella nostra casa di via Montegrappa, il divertimento finiu: abitavamo al terzo piano di una casa popolare e rimbalzare per il corridoio non era a stissa cosa. E poi c\u2019era la signora Fontana del secondo piano che ci scassava la minchia, che tutto stu\u2019 burdello ci dava fastidio, che av\u00eca muruto sa\u2019 maritu. U maritu della signora Fontana veramente av\u00eca murutu due anni prima, ma la signora continuava a vestirisi di niuru e a scassare la minchia per definizione.<\/p>\n<p>Quel pomeriggio avevo appena finito di leggere il numero 78 de \u201cL\u2019Uomo Ragno\u201d, \u201cNel fulgore della lotta\u201d: aveva una maravigghiusa copertina dove l\u2019Uomo Ragno lottava contro Lizard, l\u2019omo scursune, e contro l\u2019amico s\u00f2 la Torcia Umana. Sautai gi\u00f9 dal letto in canottiera e mutandine bianche, mi infilai la maschera, acchianai sopra al pon-pon e mi misi a ballonzolare torno torno a me frate Ianu, di cinque anni.<\/p>\n<p>\u201cFermati, lucertolone, hai finito di terrorizzare la citt\u00e0! Ora ci pensa il vostro amichevole vicino di casa, l\u2019Uomo Ragno!\u201d intimai a me frate nicu.<\/p>\n<p>\u201cIo non voglio fare lo scorsone, voglio fare la Toccia Umana!\u201d piagnucol\u00f2 me frate Ianu.<\/p>\n<p>\u201cZittiti, Lizard!\u201d gli strillai, aumentando i rimbalzi del pallone attorno a lui \u201cO ti inchiu la bocca di filinia!\u201d<\/p>\n<p>Per accentuare la minaccia di lancio della ragnatela, simulai il classico gesto della mano dell\u2019Uomo Ragno, medio e anulare piegati sul palmo, ci fici le corna \u2018nzomma.<\/p>\n<p>Me frate Ianu si mise a chiancire a sirene spietate:<\/p>\n<p>\u201cAaaah! Ahhhah! Io non vogghiu fari Lizard! Vogghiu fare la Toccia!\u201d<\/p>\n<p>Per tutta risposta gli puntai contro le corna-lanciaragnatele e mimai il suono del lancio:<\/p>\n<p>\u201cThwipp! Thwipp! Thwipp! Thwipp!\u201d<\/p>\n<p>La porta della camera si spalanc\u00f2 e tras\u00ecu mio padre, \u201cPlaymen\u201d spiegazzato sotto l\u2019ascella sudata, lastimiando:<\/p>\n<p>\u201cDAVIDEEEE! Lassa stare a to frate! E finisciaccilla cu\u2019 stu burdello, che alla signora Fontana ci \u00e8 morto il marito!\u201d<\/p>\n<p>Io mi girai di scatto verso il nuovo nemico e gli agitai contro il lanciaragnatele:<\/p>\n<p>\u201cThwipp! Thwipp! Thwipp! Thwipp!\u201d<\/p>\n<p>\u201cA chi ce la fai le corna, eh disgraziato?!\u201d ringhi\u00f2 mio padre e mi ampicchi\u00f2 una grandissima tumbulata a manu china. Il ceffone fu talmente violento che, non solo mi fici abbulare la maschera da Uomo Ragno, ma fici abbulare pure me per un paio di metri. Atterrai sul pavimento di linoleum, sbattendo la testa contro i piedi di ferro del letto.<\/p>\n<p>Mezzo intronato, vidi mio padre afferrare il giornaletto dell\u2019Uomo Ragno:<\/p>\n<p>\u201cS\u00f9 chisti minchiate che ti fanno scimunire!\u201d url\u00f2.<\/p>\n<p>E strapp\u00f2 in due la rivista.<\/p>\n<p>\u201cAccuss\u00ec t\u2019ansigni l\u2019educazione!\u201d grid\u00f2 uscendo, mentre frammenti di ragnatela colorata volavano lentamente per terra accanto a me.<\/p>\n<p>E il giornaletto me lo aveva pure imprestato Massimo Gallo: chiss\u00e0 ora quanti muzzicuni ru sceccu e quanti manrovesci m\u2019avrebbe dato pure lui\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019indomani mattina telefon\u00f2 mia nonna che s\u2019av\u00eca \u2018ntisu male, ma male sul serio e l\u2019avevano portata allo spitale; mio padre aveva gli esami di riparazione e non si riusciva a chiamare, che a scola non rispondeva nuddu. Mia madre doveva uscire per forza per forza ed ebbe pertanto la bella pinzata di \u2018nzerrarici a chiave dentro casa.<\/p>\n<p>\u201cDavide, mi raccumannu: sei grande e responsabile. Prova a chiamare tuo padre ogni quarto d\u2019ora e dicci di tornare a casa, che siete soli. Mi raccumannu, lassa stare in pace to frate. Io torno subito\u201d disse mia madre e s\u2019inniu.<\/p>\n<p>Cosa avrebbe fatto l\u2019Uomo Ragno se si fosse trovato in una situazione del genere?<\/p>\n<p>Facile: avrebbe usato la sua ragnatela per fuggire! Bastava appizzare un filo al balcone della signora Piazza, chidda del piano di sopra, e calarisi gi\u00f9 in strada, libero!<\/p>\n<p>Pigghiai quindi \u2018na vastedda e ci versai dentro fecola di patate, farina, gelatina, lievito di birra e Coca-Cola e mi misi ad arriminare l\u2019impasto.<\/p>\n<p>\u201cDavide, ma che cummini? Mi fai vedere?\u201d mi spi\u00f2 Ianu incuriosito.<\/p>\n<p>\u201cStaiu preparannu la ragnatela\u201d risposi.<\/p>\n<p>\u201cA ragnatela! E che ne sai tu?\u201d disse me frate.<\/p>\n<p>\u201cHo preparato tutta l\u2019estate le torte con la mamma: sono diventato un esperto di formule segrete\u201d dissi mistiriusu.<\/p>\n<p>\u201cRavero?\u201d mi tali\u00f2 ammirato Ianu, portandosi le mani davanti alla bocca.<\/p>\n<p>\u201cC\u00e0 cetto!\u201d proclamai tronfio.<\/p>\n<p>\u201cE dove ce l\u2019hai il lanciaragnatele?\u201d mi sfid\u00f2 Ianu.<\/p>\n<p>\u201cTa-d\u00e0! Sorpresa!\u201d e gli mostrai la peretta marrone che serviva per farci i clisteri.<\/p>\n<p>Misi l\u2019impasto sul fornello e addumai il gas con gli svedesi.<\/p>\n<p>\u201cDavide, ma che fai? La mamma non vuole&#8230;\u201d mi tali\u00f2 scantatu Ianu.<\/p>\n<p>\u201cIanu, ma tu non s\u00ec la Torcia Umana? E che Johnny Storm ha paura del fuoco?\u201d replicai.<\/p>\n<p>\u201cIo&#8230; Io&#8230; la Torcia Umana? Ma ravero?\u201d si commosse Ianu.<\/p>\n<p>Dopo poco \u2018a mappazza \u2018nta vastedda era diventata liquida e spumeggiante e bolliva gorgogliando; sorridendo, immersi con attenzione la punta della peretta nel composto ed aspirai: sentivo un calorino confortevole tra le mani.<\/p>\n<p>\u201cAmun\u00ec, Johnny!\u201d dissi a Ianu e uscimmo sul balcone, mentre la pentola continuava a bollire sul fuoco.<\/p>\n<p>\u201cOra lanciamo la ragnatela!\u201d gridai.<\/p>\n<p>\u201cForza Uomo Ragno!\u201d mi incit\u00f2 Ianu, mentre il composto sul fuoco iniziava a strabordare.<\/p>\n<p>Puntai la peretta verso il balcone sopra di noi e premetti con tutta la mia forza.<\/p>\n<p>Splorchhh! Con questo suono simile ad un conato, un fiotto di ragnatela grigiastro si drizz\u00f2 alto nel cielo, sal\u00ec, sal\u00ec, sal\u00ec, acchian\u00f2.<\/p>\n<p>E ricadde miseramente sulla biancheria stesa della signora Fontana del secondo piano sotto di noi.<\/p>\n<p>\u201cThwipp! Doveva fare thwipp!\u201d dissi sconsolato, mentre un fumo niuru niuru nisceva dalla cucina, unito ad un feto inequivocabile di gas.<\/p>\n<p>\u201cMa chi \u00e8 stu feto? Signora Buscemiiii!\u201d la vedova Fontana, tutta vestuta di niuru, si era cataminata sul suo balcone, attirata dalla puzza di bruciato e di gas.<\/p>\n<p>\u201cAaaah! A me\u2019 rroba!\u201d schigghi\u00f2 la vedova, addunandosi della ragnatela impicchiata sugli asciugamani stesi \u201cI beddi tuvagghie ru corredo!\u201d<\/p>\n<p>Arraggiata come un cane di mannara, la signora Fontana del secondo piano alz\u00f2 lo sguardo verso di noi e n\u2019incagghi\u00f2 prima che potessimo muovere un solo muscolo.<\/p>\n<p>\u201cDavide Buscemi! Sempre tu s\u00ec! Ora ce lo dico a tuo padre!\u201d minacci\u00f2 e rientr\u00f2. Se c\u2019era una capace di trovare mio padre scola scola, dopo che era tutta la giornata che ci provavamo, questa era la niura signora Fontana del secondo piano!<\/p>\n<p>\u201cJohnny, resta qui fuori di guardia! Avvisami, se arriva pap\u00e0!\u201d gridai a Ianu e rientrai in cucina. Spensi il gas, ma era troppo tardi: una poltiglia nerastra si era solidificata attorno ai fornelli come lava nella sciara. Mi arrampicai su una sedia e con cucchiai e pezze bagnate mi misi a cercare di scrostare l\u2019inscrostabile.<\/p>\n<p>Dopo appena dieci minuti, Ianu si affacci\u00f2 al\u2019interno: \u201cUomo Ragno! Uomo Ragno! Macchina 600 bianca di pap\u00e0 in avvicinamento! Che faccio? Chi fazzu?\u201d<\/p>\n<p>\u201cE che ne sacciu, Ianu?\u201d mormorai terrorizzato, cercando di rimuovere l\u2019intruglio nerastro.<\/p>\n<p>\u201cChi fazzu? Chi fazzu? Chi fazzu? Chi fazzu? Chi fazzu?\u201d continuava a ripetere Ianu, scantatu quanto a mmia.<\/p>\n<p>\u201cTal\u00e8, Torcia Umana, tiraci una palla di fuoco!\u201d dissi per farlo smettere.<\/p>\n<p>\u201cAgli ordini, Uomo Ragno!\u201d obbed\u00ec Ianu e spar\u00ec.<\/p>\n<p>Quando lo intravidi passare con un\u2019enorme cosa rossa tra le braccitedde niche era ormai troppo tardi: Ianu aveva lanciato fuori dal balcone il mio pon-pon, il mio amato pon-pon rosso con il toro che sbuffava. Con uno scruscio da bumma, il pallone era atterrato sul tetto della 600 bianca di mio padre, rimbalzando pi\u00f9 volte sminchiando, nell\u2019ordine, tergicristallo, deflettore e specchietto laterale sinistri.<\/p>\n<p>Il terrore ci aveva paralizzato, non c\u2019era posto unni ammucciarisi, eravamo aggrinciati davanti alla porta di casa: io, in mutande e canottiera, aggrappato alla peretta lanciaragnatela, con le iamme che mi facevano pupiti pupiti, e Ianu aggrappato a mmia che salmodiava: \u201cChi fazzu? Chi fazzu? Chi fazzu? Chi fazzu? Chi fazzu?\u201d<\/p>\n<p>Mio padre spalanc\u00f2 la porta come un rinoceronte infuriato, gli occhi da pazzo, la bocca che sbavava.<\/p>\n<p>\u201cDAVIDEEEEEEEEEE!\u201d rantol\u00f2.<\/p>\n<p>Lo guardai tremante e capii. Quello non era mio padre, era Rhino, l\u2019acerrimo nemico dell\u2019Uomo Ragno! Rhino, un enorme bestione coperto dall\u2019impenetrabile pelle di un rinoceronte! Rhino, che aveva solo un punto debole: la faccia non era protetta!<\/p>\n<p>Afferrai la peretta a due mani, la puntai e.<\/p>\n<p>Thwipp! fece la ragnatela colpendo esattamente il bersaglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ambulanza aveva da poco portato via mio padre.<\/p>\n<p>Mia madre ci aveva rinchiuso a chiave nel camerino delle scope, al buio, ed era andata via di corsa un\u2019altra volta.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 sentii la chiave girare nella toppa e uno spiraglio di luce squarci\u00f2 u scuru.<\/p>\n<p>\u201cDavide! Ianu! Niscite fuori! Ci penso io a viautri adesso!\u201d<\/p>\n<p>La signora Fontana vestita di niuru del secondo piano! Mia madre ci aveva tradito! Consegnato nelle mani della pi\u00f9 terribile nemica dell\u2019Uomo Ragno.<\/p>\n<p>La Vedova Nera!<\/p>\n<p>Ma non avevo paura. Nessuna paura.<\/p>\n<p>Alzai il mio lanciaragnatela e.<\/p>\n<p>Thwipp!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19142\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19142\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Peter Parker era il mio eroe. 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