{"id":19106,"date":"2014-05-21T17:49:21","date_gmt":"2014-05-21T16:49:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19106"},"modified":"2014-05-21T17:51:09","modified_gmt":"2014-05-21T16:51:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-il-gioco-del-silenzio-di-daniele-trevisan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19106","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il gioco del silenzio&#8221; di Daniele Trevisan"},"content":{"rendered":"<p>A vederli cos\u00ec, da lontano, sembrano i personaggi di un presepio: intagliati da materiale grezzo e appoggiati maldestramente sul sagrato di una chiesa di montagna.<\/p>\n<p>Immobili, cos\u00ec come il paese che li circonda che sembra dormire nel torpore invernale, appena sporcato da una neve grigia e inutile come una polluzione notturna.<\/p>\n<p>Eppure se ci avviciniamo, se li osserviamo meglio, notiamo che non sono affatto statici: sono vivi, respirano e il loro fiato condensa nel freddo di quel pomeriggio grigio e senza storia.<\/p>\n<p>Tre uomini: quello in piedi, davanti al portone, \u00e8 vestito di una pesante tunica nera, ha un berretto in testa che conclude un volto scavato ma sereno; alla sua sinistra c\u2019\u00e8 il tagliaboschi, che invece indossa un giaccone lacero, \u00e8 rubizzo nel volto come il sangue che gli ribolle dentro al minimo screzio subito.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 un ragazzotto ritardato, lo scemo del paese, forte come un toro e instancabile come un mulo: uno che non fa mai domande anche perch\u00e9 sa, in cuor suo, che nessuno gli darebbe risposta.<\/p>\n<p>\u00c8 stato il prete a convocare gli altri due, \u00abC\u2019\u00e8 un lavoro da fare\u00bb ha detto al boscaiolo \u00abVa a chiamare anche Cesare\u00bb e quello \u00e8 andato a cercarlo, l\u2019ha trovato in casa che fissava un giornale di un anno fa, gli ha detto che Don Mario ha bisogno di aiuto e quello si \u00e8 alzato, ha detto solo \u00abVa bene\u00bb ha preso la giacca e ha seguito il tagliaboschi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco, li abbiamo osservati nell\u2019esatto momento in cui si sono incontrati: il curato che aspetta, senza tradire impazienza, gli altri due appena saliti dalla contrada col passo lento delle bestie da soma.<\/p>\n<p>\u00abVenite figlioli, venite dentro che fa molto freddo\u00bb.<\/p>\n<p>Ha la voce flautata dei preti Don Mario; il boscaiolo ha gi\u00e0 intuito di cosa pu\u00f2 avere bisogno mentre l\u2019infame assetto genetico di Cesare non gli concede alcuna curiosit\u00e0: attende con fiducia quello che gli altri due gli faranno fare.<\/p>\n<p>Don Mario chiude il portone, si frega le mani \u00abBrrr che freddo!\u00bb dice sorridendo.<\/p>\n<p>Il tagliaboschi annuisce; Cesare accenna un sorriso sperando che sia la reazione corretta.<\/p>\n<p>Dopo essersi segnato volgendosi verso il crocefisso, il prete, sempre sorridendo, fa un cenno agli altri due: \u00abVenite, andiamo\u00bb.<\/p>\n<p>Il tagliaboschi si fa il segno della croce pi\u00f9 per abitudine che per vera fede, Cesare osserva la rappresentazione di quell\u2019uomo con le braccia tese, inchiodate a un palo e gli verrebbe da chiedere come mai non soffre o non piange ma il suo cervello non gliene concede il tempo: il taglialegna lo sta gi\u00e0 trascinando verso la sagrestia.<\/p>\n<p>\u00abFratelli\u00bb dice il prete come se stesse cominciando un\u2019omelia, \u00abDevo chiedervi un favore. Per qualche giorno ho ospitato qui una povera ragazza, una della valle, che aveva bisogno di essere nascosta per qualche tempo da un padrone troppo violento. Purtroppo ieri la ragazza si \u00e8 sentita male e Nostro Signore l\u2019ha chiamata a s\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abD\u2019accordo\u00bb dice il boscaiolo, spesso da quella abitazione transitano ragazze in fuga dalle case di tolleranza della citt\u00e0 o altre che scendono dal monte in cerca di aiuto per cominciare una vita lontano da una famiglia troppo dispotica. E il Curato le accoglie, si prende cura di loro, si prodiga con tutto se stesso per aiutarle a inserirsi in una nuova esistenza. Qualche volta \u00e8 successo che qualcuna di loro non abbia superato i rigori dell\u2019inverno o il trauma dell\u2019allontanamento e allora bisogna portarle via, per farle riposare in terra consacrata prima che in paese comincino a girare voci malevole.<\/p>\n<p>Cesare dal canto suo non dice niente, attende, attento e mansueto come un cane da pastore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVenite\u00bb dice Don Mario e li accompagna oltre la canonica nella sua modesta abitazione a un solo piano.<\/p>\n<p>L\u00ec su un piccolo letto sfatto giace una ragazza: la pelle scura e ruvida da contadina i capelli sciolti in lunghi boccoli neri.<\/p>\n<p>Cesare la osserva e anche se la sua mente arranca, inciampando nelle molteplici tare della sua condizione, non pu\u00f2 fare a meno di formulare un pensiero: \u201cE\u2019 una bambina\u201d, avr\u00e0 s\u00ec e no tredici, quattordici anni e anche se sembra pi\u00f9 grande della sua et\u00e0 i segni dell\u2019infanzia non sono ancora del tutto stemperati nella maturit\u00e0. E poi c\u2019\u00e8 qualcosa, un piccolo alone rosato sul lenzuolo; eppure il ragazzo avverte la perturbazionedella scena.<\/p>\n<p>\u00c8 solo spinto da questo fuggevole lasso di lucidit\u00e0, che riesce ad afferrare un lembo del lenzuolo che copre la povera creatura e, sbirciando velocemente, nota una chiazza rossastra sulle mutande della ragazza, pi\u00f9 o meno in corrispondenza della macchia sul lenzuolo.<\/p>\n<p>Don Mario, amorevolmente, trattiene Cesare e lo allontana \u00abNo tesoro\u00bb dice mellifluo \u00abNon toccare\u00bb.<\/p>\n<p>Il tagliaboschi sembra imperturbabile: \u00abTu, aiutami, prendi il lenzuolo da quella parte, portiamola fuori\u00bb e, guidato dall\u2019esperienza di un\u2019azione ripetuta pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, avvolge il corpo col lenzuolo come fosse un sudario e si prepara a sollevarlo, aiutato dal ritardato.<\/p>\n<p>Cesare solleva senza fare domande, Don Mario fa strada attraverso la porta posteriore, attraverso l\u2019orto fino al carretto che tante volte il boscaiolo ha trainato con il trattore fino al camposanto gi\u00f9 a valle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, Cesare questa volta avverte un disagio importante, vorrebbe chiedere, vorrebbe parlare, sente montare dentro di s\u00e9 qualcosa che assomiglia vagamente alla rabbia; ma lui non ha mai provato sentimenti cos\u00ec complessi e non saprebbe definire cos\u2019\u00e8 che lo sta disgustando.<\/p>\n<p>Si allontana. \u00c8 triste, confuso, ha bisogno di sfogarsi, dentro di lui monta, indistinto, qualcosa che ha bisogno di uscire ma riesce solo a prorompere nel suo solito suono gutturale che nessuno dei suoi compaesani ha mai provato a decifrare.<\/p>\n<p>E quell\u2019urlo mancato, quel surrogato di disperazione, risuona per un istante riecheggiando tra le contrade del paese, prima di infrangersi nel silenzio immobile della montagna.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19106\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19106\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A vederli cos\u00ec, da lontano, sembrano i personaggi di un presepio: intagliati da materiale grezzo e appoggiati maldestramente sul sagrato di una chiesa di montagna. 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