{"id":19081,"date":"2014-05-13T22:16:11","date_gmt":"2014-05-13T21:16:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19081"},"modified":"2014-05-13T22:16:11","modified_gmt":"2014-05-13T21:16:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-le-nubi-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19081","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Le nubi&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Una panchina solitaria nella malinconia di un minuscolo parco pubblico di periferia. Anche in questo pomeriggio di autunno inoltrato, Giusto sedeva l\u00ec, con i suoi tanti pensieri, i suoi tanti ricordi, senza neanche un giornale a fargli compagnia. Un vento freddo, carico d\u2019umidit\u00e0, sollevava d\u2019improvviso piccoli nugoli di polvere che gli sferzavano gli occhi fino a farglieli lacrimare. Quello stare l\u00ec, ogni giorno, bello o brutto tempo che fosse, non era per lui un conforto, n\u00e9 per questo cercava di infliggersi una punizione. Era diventato, piuttosto, un\u2019abitudine, uno stare da solo che tuttavia fosse diverso fosse diverso dalla solitudine tra le mura di casa sua. Sopra la sua testa, spinte dall\u2019aspro vento di tramontana, nubi nere correvano verso sud annunziando storie di pioggia, storie troppo simili ai ricordi che, seduto su quella panchina, la sua mente fuggiva e al tempo stesso rincorreva. \u201cLe storie d\u2019amore sono fatte cos\u00ec. Meglio lasciarci se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 voglia di divertirci insieme,\u201d gli aveva detto Valentina, cinquant\u2019anni pi\u00f9 giovane di lui, la sua ultima donna. Aveva creduto che quella bellezza fosse davvero attratta da lui, dal suo fascino maturo di uomo arrivato, salvo realizzare troppo tardi che quegli occhi di cielo e quelle curve sinuose erano attratti dall\u2019appartamento che si era fatta intestare, dai gioielli e dagli orologi di valore che durante quel fidanzamento d\u2019interesse le aveva regalato con persino eccessiva prodigalit\u00e0. Un piccolo cane nero accompagnato da una giovane signora pass\u00f2 vicino la panchina annusando il terreno, in quel mentre una folata di vento gelido sollev\u00f2 l\u2019ennesimo piccolo nugolo di polvere che gli fin\u00ec negli occhi. Imprec\u00f2 i santi, poi tir\u00f2 fuori dalla tasca dei pantaloni il fazzoletto e cerc\u00f2 di togliersi come meglio poteva i minuscoli granelli di terra dagli occhi. Con la vista appena pi\u00f9 nitida guard\u00f2 il cielo, dove i nuvoloni carichi di pioggia continuavano a rincorrersi verso sud. \u201cLa pagherai, Dio presenta il conto a tutti,\u201d gli sembr\u00f2 di sentire, come fosse stato l\u00ec in carne ed ossa, Guido, il suo socio in affari nella ditta di costruzioni, che con astuzia e spregiudicatezza costrinse a sobbarcarsi buona parte dei debiti che soffocavano la societ\u00e0, condannandolo a un\u2019esistenza grama fino al termine dei suoi giorni, privo anche della consolazione di assicurare un\u2019assistenza domiciliare decorosa alla figlia invalida. Ricordi, brutti ricordi come ombre nella sua memoria, eppure nessuno cos\u00ec avvilente come quello di Giulia, sua moglie. Lei, cos\u00ec diversa da lui, l\u2019aveva sposato non per mero interesse ma perch\u00e9 all\u2019epoca era un giovane brillante, con una posizione economica agiata, in grado di assicurare ai figli un futuro senza scosse. Illusioni. Lui la lasci\u00f2 con due figli piccoli nei primi anni Settanta, appena entrata in vigore la legge sul divorzio. I suoi avvocati riuscirono a spuntargli un assegno di mantenimento davvero minimo in rapporto al reddito, e la vita senza scosse che Giulia prefigurava per s\u00e9 e per i figli, da quel momento ebbe il volto di tante faccende domestiche ad ore pagate in nero, nelle case di quartieri preferibilmente lontani da dove era pi\u00f9 conosciuta, perch\u00e9 al suo orgoglio pesava il fallimento di un progetto di vita che, a volte, aveva avuto il torto di vantare con le amiche. Giusto ricord\u00f2 il giorno della sua morte. Aveva poco pi\u00f9 di sessant\u2019anni. La grande chiesa, dall\u2019architettura gotica, deserta, eccetto le prime due panche occupate dai figli, maschio e femmina, con i rispettivi consorti e pochissimi familiari. Rimase per il tempo della semplice funzione sempre in disparte. Nessuno lo salut\u00f2. Quando la bara di Giulia usc\u00ec dalla chiesa, varcando il massiccio portone centrale, due lacrime gli rigarono il volto. Fu l\u2019ultima volta che pianse. Da conoscenti aveva saputo della sua morte. Da conoscenti sapeva da tempo che era una donna che stava consumandosi nella lacerante malinconia delle sue frustrate ambizioni. Le era rimasta la consolazione della vicinanza dei figli. Lui da allora non li aveva pi\u00f9 visti. Prese nella tasca della giacca il pacchetto di Chesterfield e se ne accese una con l\u2019accendino d\u2019oro Cartier. Aspirava il fumo lentamente, con volutt\u00e0, guardando la giovane donna che stava appresso al cane. Aveva freddo per quel fastidioso vento umido e gelido. Lui che non aveva mai provato davvero il brivido del rimorso. Guardava con insistenza la giovane donna, pensando che se la sarebbe portata volentieri a letto, avrebbe voluto scoprire come faceva l\u2019amore. Rimase ancora per qualche minuto l\u00ec a fumare. Il vento era un po\u2019 calato, ma ora avevano preso a cadere grosse gocce di pioggia, costringendolo ad alzarsi dalla panchina. Guard\u00f2 il cielo, le grosse nubi nere che continuavano a dirigersi a sud, e si disse che nella sua ormai lunga vita aveva rinnegato un po\u2019 tutto e tutti, tranne se stesso e Dio, ma solo perch\u00e9 non ci credeva. Arrivato al cancello del piccolo parco, vide camminare sul marciapiede, forse pi\u00f9 di cento metri distante, una donna vestita con giacca e gonna neri. Era quasi sicuro che fosse Valentina. \u201cPuttana,\u201d pens\u00f2, mentre svelto tornava verso la panchina per non farsi vedere da lei. \u201cMi ha lasciato per un giovane, ma io\u2026io a lei e a quest\u2019altra puttanella col cane gli farei una bella offerta, di quelle che non si possono rifiutare, e me le porterei a letto tutte e due insieme\u2026Sono io, sono sempre io il padrone\u2026\u201d farneticava, con il bavero della giacca alzato per ripararsi alla meno peggio dalla pioggia e per non farsi riconoscere dalla donna che gli sembrava Valentina, che a momenti sarebbe passata davanti il cancello. \u201cArrivederci,\u201d disse la ragazza col cane al guinzaglio passandogli davanti, diretta verso il cancello. \u201cArrivederci,\u201d biascic\u00f2 lui senza alzare lo sguardo. Quando fu sicuro che la donna che gli era sembrata Valentina fosse ormai distante, si alz\u00f2 di nuovo dalla panchina, raggiunse svelto il cancello e si incammin\u00f2 sul marciapiede, rassegnato ormai a bagnarsi sotto la pioggia ora fitta e insistente. Lo attendeva una bella casa da dividere con nessuno, la cena che come ogni sera il ristorante che sorgeva nello stesso isolato gli portava a domicilio, e un dvd porno per soddisfare quegli istinti che mai, nella sua lunga vita, erano riusciti a sublimarsi in vero amore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19081\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19081\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una panchina solitaria nella malinconia di un minuscolo parco pubblico di periferia. 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