{"id":19059,"date":"2014-05-16T18:05:54","date_gmt":"2014-05-16T17:05:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19059"},"modified":"2014-05-16T18:05:54","modified_gmt":"2014-05-16T17:05:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-un-solo-giorno-di-dario-giardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19059","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Un solo giorno&#8221; di Dario Giardi"},"content":{"rendered":"<p>A lanciare l\u2019allarme era stato un passante. Un primo esame non aveva fatto emergere particolari significativi. Non c\u2019erano segni di violenza sul corpo della vittima.\u00a0Grande la confusione intorno. L\u2019evento aveva attirato l\u2019attenzione di tutti quelli che dalla mattina avevano affollato il piccolo specchio d\u2019acqua, pensando di trovare in esso un leggero sollievo da quella terribile afa. Si leggeva nello sguardo dei presenti l\u2019aspettativa o la presunzione che il lago potesse riuscire, in qualche modo, a rinfrescare l\u2019aria, quasi fosse un\u2019oasi apparsa d\u2019un tratto in quel deserto di cemento urbano.<\/p>\n<p>Il vociare era assordante. Qualcuno pi\u00f9 cauto parlava di incidente, magari uno sbandamento, altri pi\u00f9 arditi ipotizzavano addirittura un omicidio. Una cosa era certa: la vittima era stata vista in quel luogo fin dalle prime luci dell\u2019alba. I testimoni della sua presenza si moltiplicavano secondo dopo secondo. Evidentemente, la sua bellezza non era passata inosservata. A guardarla se ne potevano comprendere i motivi. Anche ora che giaceva inerme nelle acque, riusciva a conservare un\u2019eleganza regale, la fascinosit\u00e0 di chi sa di non dover apparire.<\/p>\n<p>Era stata vista in disparte come se aspettasse qualcosa dal mondo.\u00a0Una presenza fragile e al tempo stesso dirompente capace di focalizzare su di s\u00e9 tutta l\u2019attenzione. Sembrava che il suo corpo si muovesse cullandosi in quel letto di fiori di ciliegio che si riflettevano sullo specchio d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Osservavo quei fiori quasi ipnotizzato. Ora capivo perch\u00e9 i giapponesi avevano dato un nome all\u2019arte di ammirarli: Hanami. Ero inebriato da quello spettacolo. Immagine dopo immagine mi sentivo parte di quell\u2019esibizione naturale. Forse dandogli un nome i giapponesi avevano voluto consegnare un\u2019identit\u00e0 a quei fiori, a quella loro fioritura curativa per l\u2019anima, quasi mistica.<\/p>\n<p>In quel tratto di lago i\u00a0Sakura erano diventati i protagonisti assoluti e silenziosi tanto che il luogo aveva assunto il nome di \u201cPasseggiata del Giappone\u201d. Tutti quei ciliegi erano stati donati dalla citt\u00e0 di\u00a0Tokio. Alberi riservati ed eleganti come quella presenza nell\u2019acqua. Capaci di regalare la fioritura per poco tempo, uno spettacolo effimero e suggestivo al tempo stesso. Chiss\u00e0 se anche la vittima nei suoi ultimi istanti si era soffermata a osservarli. Ma s\u00ec, a pensarci bene, l\u2019ultimo istante, l\u2019ultima immagine nei suoi occhi doveva essere stata proprio quella.<\/p>\n<p>Molti testimoni stavano raccontando che da giorni sul lago si erano visti strani movimenti di creature infernali. Enormi giganti con lunghissimi serpenti capaci di vaporizzare un veleno micidiale. Molti avevano lamentato che chi aveva avuto la sventura di capitare nel raggio d\u2019azione di quel getto, aveva iniziato un lento e inesorabile viaggio nell\u2019abisso.<\/p>\n<p>Qualche anziano mormorava\u2026 sembrano ricordi ormai lontani quelli di centinaia di farfalle svolazzanti sul lago. Tutto, e non solo questo, \u00e8 causato dalla prepotenza dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Ora era tutto chiaro, la vittima era stata investita da quei veleni. Era come se quel getto avesse risvegliato la sua coscienza; come se fosse caduto per sempre quel velo che copre, con la sua coltre immacolata, i nostri dubbi, magari ricordi che non vogliamo portarci dietro nel nostro eterno peregrinare alla ricerca della felicit\u00e0. Erano state scoperte le falsit\u00e0, le ironie del destino, i sogni\u2026 aveva compreso la terribile realt\u00e0 che attendeva la sua\u00a0anima.<\/p>\n<p>Potevo comprendere la sua disperazione. No! Non si pu\u00f2 vivere un solo giorno.<\/p>\n<p>Ora sapevo perch\u00e9 quella bellissima farfalla si era suicidata. I pesticidi l\u2019avevano resa consapevole della sua breve esistenza. Non doveva essere stato facile accettare l\u2019idea che la vita fosse limitata nel tempo; chi non ha avvertito almeno una volta l\u2019esigenza di vederla proiettata all\u2019infinito? Come condannarla? Come avrebbe potuto vivere nella consapevolezza della realt\u00e0 di \u201cessere provvisorio\u201d?<\/p>\n<p>Spesso, nella vita, sarebbe meglio non contare i respiri quanto, semmai, i momenti che ci hanno tolto il respiro. Ma \u00e8 pi\u00f9 facile parlare che agire in questo modo.<\/p>\n<p>A volte siamo proprio noi il nostro peggior nemico. Dai nemici esterni \u00e8 pi\u00f9 probabile trovare un riparo mentre non \u00e8 altrettanto semplice sfuggire da noi stessi. Troppo spesso ci si dimentica che la felicit\u00e0 e la serenit\u00e0 d\u2019animo sono un tesoro interiore e non un privilegio acquisibile grazie soltanto a un viaggio oltremare. Non mutano il loro animo, ma solo il cielo sopra la loro testa coloro che attraversano il mare.<\/p>\n<p>L\u2019orrore dell\u2019esistenza aveva fatto capolino nel cuore della sventurata. In un attimo si era resa conto di aver sfiorato appena la sua esistenza divenendo fragile come un cristallo. A un passo dal margine, silenzi che non sentiremo. Forse per un momento\u2026 forse ha sempre sperato che quella vita andasse oltre. Forse era riuscita per un istante ad aprire le ali sospesa nel vuoto del cosmo, in mezzo al nulla pi\u00f9 totale. Ora c\u2019era solo polvere e silenzio. In quella disperazione, in un solo giorno, aveva deciso di scrivere il suo destino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19059\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19059\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lanciare l\u2019allarme era stato un passante. 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