{"id":19040,"date":"2014-05-16T17:52:37","date_gmt":"2014-05-16T16:52:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19040"},"modified":"2014-05-16T17:52:37","modified_gmt":"2014-05-16T16:52:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-ndele-di-liliana-murru","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19040","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;N&#8217;Dele&#8221; di Liliana Murru"},"content":{"rendered":"<p>N\u2019Dele pos\u00f2 il viso sul terreno e sent\u00ec il calore del suolo diffondersi rapidamente al resto del corpo rannicchiato sotto il cespuglio. L\u00ec sarebbe stato al sicuro. A<span style=\"line-height: 1.5em;\">vrebbe aspettato, i<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">mmobile e silenzioso come un cucciolo di leopardo, \u00a0sopportando la fame e la sete per ore, se necessario. Cerc\u00f2 di volgere lo sguardo verso l\u2019orizzonte per imprimere nella mente il rosso che\u00a0 infuocava la savana mentre il sole si spegneva dietro i monti, \u00a0ma la fitta al fianco lo obblig\u00f2 a poggiare di nuovo la guancia sul terreno. Respir\u00f2 l\u2019odore familiare del <\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">bush, <\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">dove un tempo aveva corso libero coi suoi fratelli.<\/span><\/p>\n<p><i>Un tempo<\/i>. <i>Prima di quel giorno.<\/i><\/p>\n<p>\u201cVengo con te!\u201d aveva esclamato entusiasta\u00a0 la sorellina, caricando uno dei contenitori per l\u2019acqua sulla testa.<\/p>\n<p>\u201cFai attenzione, N\u2019Dele.\u201d Gli aveva raccomandato la madre.<\/p>\n<p>Cosa avrebbe potuto fare contro quegli uomini armati di fucile? Erano sbucati fuori all\u2019improvviso, grandi e silenziosi come belve che saltano addosso alle prede, vulnerabili\u00a0 e desiderose solo di bere dopo una lunga migrazione. Avevano riso, quei ribelli, di fronte alla reazione rabbiosa del ragazzo che scalciava nel tentativo di liberarsi, che urlava alla sorellina di scappare. Ma lei, simile ad una\u00a0 gazzella sfinita, era come paralizzata. \u00a0Li guardava inebetita. Mani possenti l\u2019avevano afferrata per trascinarla via e in quell\u2019attimo N\u2019Dele aveva pensato ad una cosa sola: per Aiyana, quella, sarebbe stata l\u2019ultima primavera. Non aveva ancora otto anni, era cos\u00ec piccola, cos\u00ec ingenua, cos\u00ec pura. Come il nome che la madre aveva scelto per lei in un mattino di aprile, quand\u2019era nata: \u00a0<i>fiore eterno<\/i>. Una triste fioritura l\u2019aspettava tra gli artigli feroci di chiss\u00e0 quale capo-branco. Il tempo aveva\u00a0 sfumato i contorni del suo viso, ma la sera, quando l\u2019oscurit\u00e0 portava con s\u00e9 i ricordi che N\u2019Dele si sforzava di dimenticare durante il giorno, gli occhi terrorizzati della sorellina erano sempre l\u00ec, a tormentarlo, insieme alle grida di altre <i>Aiyana<\/i> nelle tende vicine. Allora N\u2019Dele si metteva le mani sulle orecchie e premeva forte per non sentire le frasi oscene che gli uomini rivolgevano a quelle bambine indifese. E chiudeva\u00a0 gli occhi per non vedere, sperando che il buio cancellasse ogni cosa prima che il sonno lo trascinasse nell\u2019oblio.<\/p>\n<p>\u201cAlzati! Devi venire con noi\u201d, aveva gridato il soldato, una mattina, svegliandolo con la punta dello stivale. Spinto dall\u2019istinto ancestrale di sopravvivenza N\u2019Dele aveva imparato in fretta ad eseguire gli ordini senza fare domande. E in silenzio aveva seguito il gruppo diretto verso la radura, appena fuori dell\u2019accampamento. L\u00e0 c\u2019erano alcuni prigionieri, coi polsi legati e il capo chino. Solo uno, il pi\u00f9 giovane, teneva la testa alta e gli occhi fissi verso i ribelli.<\/p>\n<p>\u201cPrendi!\u201d, gli aveva detto <i>Capitan Machete<\/i> porgendogli la sua arma preferita. N\u2019Dele aveva sgranato gli occhi, non capiva. \u201cLo vedi quello?\u201d, aveva aggiunto il Capitano indicando il giovane che osava guardarlo con aria di sfida. \u201cLui non diventer\u00e0 mai come noi, non potr\u00e0.\u00a0 Portatelo\u00a0 qui!\u201d, aveva ordinato a\u00a0 due uomini. \u00a0\u201cUn colpo secco N\u2019Dele, senza piet\u00e0. Ricordati, ragazzo, mai provare piet\u00e0 per il nemico perch\u00e9 lui non ne avr\u00e0 mai per te!\u201d.<\/p>\n<p>Si era fatto forza, lo aveva guardato solo una volta il suo nemico, dritto in quegli occhi neri e brillanti, e cos\u00ec fieri. Poi aveva alzato il machete e \u2026 un colpo secco, come gli era stato ordinato. Nemmeno le urla strazianti del ragazzo mentre la lama gli mozzava le mani riusciva a dimenticare. Si era sentito morire, avrebbe voluto fuggire.<\/p>\n<p>\u201cTieni, N\u2019Dele, te lo sei meritato\u201d, aveva detto <i>Capitan Machete <\/i>consegnandogli il fucile. \u201cOra sei un vero soldato!\u201d \u00a0Il fucile era enorme, pesante, e le mani gli tremavano ancora.<\/p>\n<p>Non era cos\u00ec che l\u2019aveva sognato il suo rito di iniziazione, N\u2019Dele. \u00a0In quell\u2019altra vita, quella che non gli apparteneva pi\u00f9, avrebbe dimostrato la sua abilit\u00e0 di cacciatore uccidendo un animale con la lancia, ne avrebbe sentito il calore intorno alle spalle mentre lo riportava al villaggio\u2026<\/p>\n<p>Uno strano, breve silenzio. Poi, di nuovo, il regolare susseguirsi delle raffiche: l\u00ec vicino si combatteva ancora. \u00a0N\u2019Dele and\u00f2 col ricordo al suono ritmico dei pestelli nei mortai nel suo villaggio, la sera, quando le donne preparavano la cena. Colpi cadenzati, sempre uguali, tramandati di madre in figlia che Aiyana non avrebbe mai insegnato alle figlie. N\u2019Dele chiuse gli occhi ed una lacrima gli scivol\u00f2, silenziosa, sul viso. Si sentiva debole, la ferita sul fianco non aveva mai smesso di sanguinare: sotto il suo corpo una larga \u00a0macchia rossastra aveva intriso il suolo arido. Il ragazzo allung\u00f2 la mano ed afferr\u00f2 un po\u2019 di terra umida di sangue, la port\u00f2 alle narici ed inspir\u00f2 profondamente l\u2019odore tipico della sua terra, dove vita e morte si rincorrono senza sosta in un perenne fluire, e dove solo il pi\u00f9 forte vince.<\/p>\n<p>\u201cSapevo che non potevi essere andato troppo lontano\u201d, disse il soldato strappandolo ai suoi pensieri. \u201cEro sicuro di averti colpito!\u201d.<\/p>\n<p>N\u2019Dele alz\u00f2 lo sguardo al cielo dove grosse nubi scure avanzavano minacciose, poi si volt\u00f2 verso il nemico che lo sovrastava. Tenne gli occhi scuri e fieri bene aperti mentre la canna del fucile gli sfiorava la fronte.<\/p>\n<p>Lasci\u00f2 scorrere la terra tra le dita. Il cuore gli batteva\u00a0 forte\u2026<\/p>\n<p><i>Ancora un attimo. L\u2019ultimo. Nessuna piet\u00e0.<\/i><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19040\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19040\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>N\u2019Dele pos\u00f2 il viso sul terreno e sent\u00ec il calore del suolo diffondersi rapidamente al resto del corpo rannicchiato sotto il cespuglio. 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