{"id":19019,"date":"2014-05-16T17:39:49","date_gmt":"2014-05-16T16:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19019"},"modified":"2014-05-16T17:39:49","modified_gmt":"2014-05-16T16:39:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-disegno-di-giuseppe-feola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=19019","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il disegno&#8221; di Giuseppe Feola"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019aula di scuola \u00e8 bianca e soleggiata, nel mattino di un\u2019azzurra primavera.<\/p>\n<p>Chini sui banchi celesti di f\u00f2rmica, i bambini svolgono un compito: devono vestire di colori la pagina di un libro, che l\u2019autore ha lasciato in bianco e nero. Sono contenti, perch\u00e9, finch\u00e9 dura quel compito, non si far\u00e0 n\u00e9 aritmetica n\u00e9 analisi grammaticale.<\/p>\n<p>La scena da colorare \u00e8 familiare e semplice, o tale vorrebbe riuscire: per la via, tra automobili e bancarelle, una mamma va a fare la spesa, tenendo per mano un figlio e una figlia. Il figlio ha i capelli corti e i calzoncini alla marinara, come tutti i figli di tutti i sussidiari del mondo; la figlia ha i capelli lunghi e una gonna plissettata, per far capire a tutti che \u00e8 una figlia. Ci sono degli alberi, per la strada, che, pi\u00f9 che una strada, sembra un viale; e negozi di ogni tipo. Un\u2019automobile. Un giovane in bicicletta. Nell\u2019aria, da destra a sinistra, si muove sospeso un uccello. Sopra ogni cosa, nel Cielo che immaginiamo blu e profondo, un Sole, grande come e pi\u00f9 della testa riccioluta della mamma, governa la vita del Tutto.<\/p>\n<p>Un bambino, nell\u2019aula \u2013 non quello sul foglio \u2013, vestito in pantaloni giallo-canarino e una camicia bianca, a strisce canarino pure quelle (visto il gran caldo, la maestra ha permesso a tutti, quel giorno, di togliere i grembiulini), all\u2019ultimo banco, dove si \u00e8 seduto perch\u00e9 non ha voglia di star troppo attento (forse oggi preferisce guardare, dalla finestra, la luce del Sole che avanza nel Cielo), ha appena deciso di avere gi\u00e0 svolto troppe volte quel tipo di compiti, per stare ancora un\u2019altra volta a preoccuparsi di come vada svolto. E proprio non ha genio di tirare a indovinare di che umore si \u00e8 alzata la mamma sul foglio: se la gonna plissettata \u00e8 verde come la primavera o marrone come un tronco; se la bambina sorridente \u00e8 bionda o bruna; se il bambino \u00e8 suo fratello \u2013 e deve assomigliarle \u2013 o pu\u00f2 anche \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 essere un negretto. Se tutti quanti hanno le lentiggini (esistono negretti con le lentiggini?) o la pelle rosea e uniforme come quella dei maialini (il rosa dei pennarelli, con cui si colora la faccia delle persona, sembra proprio quello dei maialini. Esisteranno maialini negretti?).<\/p>\n<p>La volta precedente che si era fatto un compito del genere, aveva chiesto ogni tipo di dettagli su come andasse svolto: la montagna da colorare era da immaginarsi in primavera, in estate o in autunno? (in inverno di sicuro no, perch\u00e9 le querce del bosco avevano le foglie) E dunque: ci doveva mettere la neve, o no? Se s\u00ec, quanta? E gli alberi, doveva colorarli di verde o di marrone?<\/p>\n<p>La maestra, serafica, aveva risposto: \u00ab A piacere. \u00bb<\/p>\n<p>\u201cBene. Vediamo se, facendo il disegno \u2018a piacere\u2019, la maestra stavolta \u00e8 contenta\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iniziamo dal centro. La faccia della mamma, che di sicuro \u00e8 il personaggio che la maestra preferisce, la faccio del mio colore preferito: vediamo dov\u2019\u00e8 il pennarello. Eccolo qua: ho letto che si chiama \u201cblu oltremare\u201d. Il pennarello, quando si colora uno spazio rotondo, va passato a spirale, dall\u2019esterno verso l\u2019interno, o vice versa, senn\u00f2 poi rimangono, ai margini, dei brutti spazi bianchi. Guarda un po\u2019: sembra proprio un mare, com\u2019\u00e8 sulla carta geografica, oppure quando lo vedo dal balcone. I capelli, che paiono schiuma, li lascio bianchi. Per\u00f2 cos\u00ec sembra una nonna, invece che una mamma. Allora li faccio arancioni: non so perch\u00e9, ma davvero ci sta bene.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poi: di che colore si sar\u00e0 vestita? Forse, dopo tutto, un po\u2019 di bianco ci andrebbe; per\u00f2, il bianco della carta lasciata in bianco non sembra mai un vero colore come il pennarello: \u00e8 invece come se fosse trasparente. Allora lascio in bianco solo le mani, il collo e la gola: che bella dev\u2019essere, una mamma con la pelle bianca e blu. Il vestito lo faccio viola. Colorare il vestito delle femmine \u00e8 sempre una gran noia, perch\u00e9 ogni volta ha queste forme complicate. Allora \u00e8 meglio farlo a pallini: si deve premere la punta del pennarello quanto basta per lasciare una macchia, ma bisogna anche star attenti a non bagnare troppo il foglio, senn\u00f2 poi si buca. Un vestito bianco a pallini viola. Chiss\u00e0 perch\u00e9, se il vestito lo lascio tutto bianco, sembra trasparente; ma, se ci metto i pallini viola, non sembra trasparente a pallini viola: sembra bianco a pallini viola.<\/p>\n<p>\u00ab Maestra, possiamo metterci anche qualche disegno? \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Certo, bambini! Potete metterci tutto quello che volete. \u00bb<\/p>\n<p>Allora, negli spazi tra i pallini viola, sul vestito della mamma bianca con la faccia azzurra, metto pure qualche teschiolino giallo. Mi stanno simpatici i teschiolini. Certo, i teschiolini in genere sono bianchi e neri: ma si confonderebbero coi bordi del vestito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passiamo alla parte pi\u00f9 fastidiosa: la bambina.<\/p>\n<p>Ah, no! Dimenticavo. Le scarpe della mamma: la cantante che domenica stava in televisione le aveva colorate tipo zebra. E se questa mamma le portasse fatte a tigre? Per\u00f2 la zebra \u00e8 meglio, perch\u00e9 tra le strisce nere non devo passare l\u2019arancione, e faccio prima. S\u00ec: \u00e8 meglio la zebra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sta proprio venendo bene, questo disegno.<\/p>\n<p>Ora, la smorfiosa bambina. Tutti sono bravi, a vestire le bambine di bianco, o di rosa. Questa bambina \u2013 lo dico io \u2013 \u00e8 vestita di nero.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 No: far\u00e0 un brutto effetto sul foglio. Una volta tanto, sar\u00f2 gentile con la bambina: sar\u00e0 una brava bambina, che va sempre a messa. Quindi \u00e8 vestita di celeste, con tante croci nere sul vestito.<\/p>\n<p>Si rese conto che gi\u00e0 la faccia della mamma era blu, e che usare il celeste per un altro personaggio poteva indicare scarsa fantasia, cosa che spesso gli veniva imputata, e la quale gli dava molto fastidio, perch\u00e9 non capiva cosa mai se ne dovesse fare, della fantasia. Opt\u00f2 quindi per un bel rosso: la faccia della bambina era tutta rossa fuoco, mentre le manine e le gambe le fece amaranto. Pens\u00f2 che per una bambina con la faccia rossa poteva essere piacevole indossare un vestito giallo. Ma il giallo sapeva gi\u00e0 per cosa avrebbe, poi, dovuto usarlo. Il verde, nemmeno a parlarne: rosso e verde, vicini, gli ricordavano i fagioloni al sugo che lo avevano fatto vomitare qualche sera prima: non voleva ricordarsene nemmeno da morto.<\/p>\n<p>Decise che l\u2019idea originaria era proprio quella migliore: vestirla di nero; risolto questo problema, sarebbe passato al bambino, per il quale aveva gi\u00e0 pensato una soluzione, e poi aveva tutto il tempo a disposizione per spicciare la banalit\u00e0 del paesaggio, e passare finalmente alla parte preferita del disegno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tracci\u00f2 con cura tante strisce giallo canarino sulla giacchetta alla marinara del bambino, lasciando il resto in bianco. Vennero perfettamente diritte: in queste cose non aveva alcun bisogno del righello, che comunque, col pennarello, si sarebbe sporcato. Con altrettanta cura, riemp\u00ec di giallo i pantaloncini. Alle scarpe, neppure pens\u00f2. Questo bambino non ha i piedi: o \u2013 meglio \u2013 li ha trasparenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Col medesimo spirito di intraprendenza col quale aveva liquidato la bambina, seppure con maggior benevolenza, spicci\u00f2 alberi e passanti: i primi sembravano fiamme (rosse, carminio, azzurre come il fuoco del fornello, gialle come quelle di un caminetto), e i passanti, che meno lo interessavano, fantasmi.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 l\u2019orologio: aveva ancora un quarto d\u2019ora.<\/p>\n<p>Frug\u00f2 nel portapenne: scelse tre diverse tonalit\u00e0 di giallo, quelle che pi\u00f9 amava. Con il pi\u00f9 chiaro, che era di poco pi\u00f9 carico di quello usato per il vestito del bambino, cre\u00f2 un lago bellissimo, profondissimo, densissimo, nel mezzo del Sole, curando di lasciar bianco il punto centrale. Poi, con calma, chiuse il primo pennarello, e prese la pi\u00f9 forte e scura delle tre tinte: questa assomigliava ad un uovo sbattuto. Alla stessa maniera in cui aveva colorato di blu la faccia della mamma, prese ad avvolgere a spirale, dall\u2019interno verso l\u2019esterno, una tangente al nucleo centrale del Sole, che scendeva verso destra, e poi risaliva a sinistra; ma, stavolta, lasciando dei sottili spazi bianchi tra le strisce di colore. L\u2019ultimo giro coincideva con la circonferenza del gran cerchio. Si ferm\u00f2, estasiato, a perdersi nella visione della propria opera. Il tratto di pennarello \u2013 un\u2019unica linea sinuosa che partiva dal centro del Sole e finiva ad adagiarsi sul perimetro \u2013 era appena un poco tremolante: sembrava, cos\u00ec, ancora pi\u00f9 bello. Oscillava tutto: cos\u00ec come sembra fare il Sole, quando cerchiamo di guardarlo, ma lui, pi\u00f9 forte, scaccia i nostri occhi.<\/p>\n<p>Infine, con la tonalit\u00e0 intermedia, simile a un colore d\u2019erba secca, pennell\u00f2 dentro al Cielo, come scavandolo, delle linee ondulate, serpentine, folte come i riflessi di luce sul mare nei mezzogiorni estivi: lo invadevano, il Cielo, per pi\u00f9 della met\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, l\u2019uccello. Decise che un uccello che volava sotto un Sole cos\u00ec bello non poteva esser un comune piccione. Stabil\u00ec che si trattava di un falco: pazienza, se chi aveva fatto il libro non gli aveva messo un becco all\u2019altezza della situazione, un becco da falco. Per fortuna, dal disegno non si capiva se l\u2019uccello mostrasse la schiena o la pancia. Pot\u00e9 quindi scegliere come gli piacque. Scelse la schiena, e, con un forte blu scuro e un robusto grigio acciaio, cerc\u00f2 di rendere i colori della schiena del falcone, come si vedevano nei suoi libri sugli animali. Ma si concesse una piccola licenza: lungo il taglio del margine inferiore del becco, grigio ardesia e giallo uovo (la stessa identica tinta del Sole), depose una goccia di rosso purissimo, come quella che vedeva ogni giorno sul becco dei gabbiani, sul lungomare davanti casa; s\u00ec, \u00e8 vero: purtroppo i falchi non ce l\u2019hanno; e in ogni caso \u2013 se anche ce l\u2019avessero \u2013 la maestra avrebbe pensato che fosse una goccia di sangue.<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2 anche i gabbiani sono belli: questo sar\u00e0 un falco-che-\u00e8-un-po\u2019-un-gabbiano. Quanto al resto, non sono fatti miei, cosa del mio disegno penseranno tutti gli altri\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La maestra passava per i banchi, osservando i disegni.<\/p>\n<p>L\u2019estate precedente, la cugina di sua madre, con la quale erano andati in vacanza, osservando stupefatta l\u2019abbigliamento balneare di pap\u00e0, mamma, di lui stesso e sua sorella, aveva commentato qualcosa sui colori \u201cesotici\u201d delle loro magliette, dei loro bermuda e dei loro costumi. La verit\u00e0 \u2013 ma lui non lo sapeva \u2013 era che avevano comprato tutta roba di marca, che \u00e8 pi\u00f9 resistente, ma di colori e a motivi decorativi cos\u00ec folli da respingere l\u2019acquirente comune: giacenze di magazzino, che perci\u00f2 erano in svendita. Quell\u2019esternazione della cugina Daniela sui loro bermuda gli aveva fornito \u2013 ma lei non lo sapeva \u2013 la categoria estetica che faceva per lui: intese che i loro costumi erano \u201ceccentrici\u201d, e da quel momento seppe \u2013 e fu per sempre \u2013 cosa avrebbe dovuto dire alla maestra, per farle capire che aveva scelto quei colori non perch\u00e9 non sapesse com\u2019\u00e8 fatta la faccia della mamma (temeva fortemente di preoccuparla), bens\u00ec in Piena Coscienza di Autore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab Ma cosa sono questi colori? \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Sono colori esotici \u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non avesse voluto alla maestra tutto il bene che le voleva, le avrebbe detto quel che pensava: pi\u00f9 o meno, che il compito che lei aveva assegnato loro era per lui cos\u00ec noioso, che in qualche modo doveva pur renderselo interessante.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma scelse di non dirlo, perch\u00e9 voleva molto bene all\u2019anziana maestra. E \u2013 anche se sapeva che non sarebbe stato punito \u2013 sentiva che dirle quella cosa le avrebbe fatto del male.<\/p>\n<p>E anche questa scelta \u2013 e neppure questo lui sapeva \u2013 lo avrebbe segnato per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2: che bello il disegno! \u00c8 venuto proprio bene\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_19019\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"19019\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aula di scuola \u00e8 bianca e soleggiata, nel mattino di un\u2019azzurra primavera. 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